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Portare il nome di Gesù comporta attirarsi l’odio del mondo

20 gennaio 2021

Portare il nome di Gesù comporta attirarsi l’odio del mondo

«E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Matteo 10:22)

Ero perduto nei mie falli e nei miei peccati, ero infelice, mi sentivo vuoto, inutile, non sapevo per quale motivo ero venuto nel mondo e dovevo vivere per poi concludersi tutto con la morte; un tale pensiero mi lasciava un grande vuoto dentro di me che non riuscivo a colmare in alcuna maniera.

Da sempre cercavo in Gesù, per sentito dire, ma non lo conoscevo personalmente, una liberazione a quei pensieri negativi e cercavo il riempimento di quel vuoto dell’anima.

Poi nel 1990, ecco che lo Spirito santo, per mezzo della fede nel sacrificio che ha compiuto il nostro Signore Gesù Cristo sulla croce, mi ha rigenerato spiritualmente, sono nato di nuovo, sono diventato una nuova creatura, sono diventato un figlio di Dio, erede della vita eterna. Da quel momento meraviglioso e unico, il vuoto della mia anima è stato colmato dallo Spirito di Dio, la mia infelicità ha lasciato il posto alla gioia immensa di appartenere a Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio e la mia vita aveva trovato il vero senso di essere vissuta; molte risposte alle mie domande mi furono date e altre cose annebbiate nella mia mente e nel mio cuore, diventarono sempre più chiare.

Tale esperienza interiore, però, da subito mi ha portato ad avere sentimenti, pensieri e vedute contrarie a quelli del mondo, perché da quel momento camminavo per piacere a Dio e non per servire il peccato, e ciò mi ha causato di venire isolato e odiato dal mondo; il mondo faceva, e fa ancora, pressione su di me affinché io mi tirassi indietro dalla via di Dio, e più resistevo e più il mondo si accaniva contro di me. Il nome di Gesù Cristo risultava pesante da essere portato come insegnano le sacre Scritture. Portare e vivere il nome di Gesù ti rende diverso dal mondo, perché a differenza loro sei santo, sei vivo, sei speciale per il Signore Iddio, e il mondo che giace nelle tenebre non può sopportare la luce che promana da chi annuncia e vive il nome di Gesù di Nazaret, perché tale luce risplende nelle tenebre, perché la luce evidenzia le mancanze del mondo, il suo peccato e aggrava il peso della coscienza di coloro che sono ancora perduti nei loro falli e nei loro peccati.

Grazie a Dio fino ad oggi ho perseverato nella fede e nella verità della Parola, ho attraversato momenti difficili, persino la valle dell’ombra della morte, ho conosciuto e collaborato con dei veri servi di Dio, ma ho anche conosciuto i vari Dema, Alessandro il ramaio, Imeneo, Fileto, Diotrefe e tanti altri ancora, sia positivi che negativi spiritualmente, tiepidi, legalisti, libertini, insensati, savi, gonfi, umili, adulteri, fornicatori, ladri, superbi, falsi pastori, falsi apostoli, credenti di buon cuore disprezzati, credenti con cattiva coscienza esaltati, etc.. Insomma, ho conosciuto tante persone, ma per la grazia di Dio che ha operato in me sono rimasto fermo nella fede e nella verità. Ho fallito anche in molte cose, ma Dio ha avuto sempre misericordia di me e lo ringrazio di tutta la sua misericordia spiegata nei miei confronti.

Essere cristiani e veri discepoli di Gesù Cristo vuole dire vivere con sacrificio e sofferenza, solitudine e disprezzo, essere ricambiati con ingratitudine ed essere sottoposti a prove continue della fede, ma se si rimane fermi nella fede e nei propri sentimenti, Iddio li riempirà di pace e li libererà da tutte le afflizioni. Poi, alla fine, ci sarà la pace e la gioia eterna, quando si entrerà nel RIPOSO di Dio. Ma per ora, su questa terra, ai credenti gli aspetta la battaglia, le prove e la sofferenza.

Dunque, fratelli e sorelle nel Signore, portare il nome di Gesù nel cuore, significa portare la propria croce in ispalla, sentire il disprezzo e l’odio del mondo sulla propria persona, ma, alla fine, chi avrà perseverato sino alla fine nella fede e nelle buone opere, nei buoni sentimenti, riceverà dal Signore Gesù la corona della vita, la gioia eterna, entrerà nel regno celeste. Non vi scoraggiate, dunque, non vi tirate indietro, soffrite afflizioni con pazienza, perché il premio che Dio vi ha promesso è grande, e a suo tempo vi sarà dato.

Invece, chi si tirerà indietro, chi si vergognerà di Gesù e dell’Evangelo e dei fratelli in Cristo, allora vivrà una vita infelice, piena di guai e alla fine di questa misera vita sarà pure rigettato, nello stesso modo come lui, per primo, ha rigettato la verità e tutti quelli che professano la verità. Non pensino già quei tali di vivere tiepidamente e negli agi e piaceri della vita, ed entrare così vivendo ugualmente nel regno dei cieli, alla pari di quelli che soffrono per l’Evangelo tutta la loro vita. Iddio è buono e misericordioso, ma non dimentichiamoci mai che è anche giusto, e siccome Egli ha detto che i tiepidi e gli stolti rimarranno fuori dalla Nuova Gerusalemme, così avverrà nella maniera con cui ha preannunciato, sapendo che non è possibile che Iddio abbia mentito.

Chi ha orecchie oda.

Giuseppe Piredda

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