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Ricordatevi che il calvinista Giovanni Diodati era favorevole all’uccisione degli eretici

21 marzo 2021

Ricordatevi che il calvinista Giovanni Diodati era favorevole all’uccisione degli eretici

Premessa

Giovanni Diodati (Lucca 1576 – Ginevra 1649), era un riformatore italiano, pastore e professore di teologia a Ginevra; rappresentò Ginevra al sinodo di Dordrecht del 1618. Era un predicatore e sostenitore appassionato dell’ortodossia calvinista. È conosciuto e ricordato ancora oggi soprattutto per la sua notevole e stilisticamente elegante traduzione della Bibbia in italiano, che viene ancora letta, studiata e citata in ambito evangelico.

Purtroppo, in buona coscienza, è necessario ricordare i fatti storici come si sono verificati nella storia della Chiesa di Cristo, esattamente com’è scritto nella Bibbia, nella quale vengono riportate sia le buone azioni compiute dai servi di Dio, che quelle sbagliate; basti pensare al Re d’Israele Davide a riguardo della questione dell’adulterio da lui commesso con Bath-Sheba e l’uccisione di suo marito Uria lo Itteo (cfr. 2 Samuele 11:1-27; 12:1-25); oppure in riferimento al Re Salomone, figlio di Davide, il quale dopo aver ricevuto tanta sapienza e intelligenza da Dio (cfr. 1 Re 3:10-12), poi si è sviato dall’Eterno (cfr. 1 Re 11:1-13).

Anche ai tempi della Riforma protestante, la cui genesi nella storia è stata stabilita nel 1517 ad opera di Lutero, si sono verificati fatti storici sia positivi che negativi e, prendendo in considerazione Giovanni Diodati, è cosa buona ricordarsi che egli ha prodotto un’eccellente traduzione della Bibbia in lingua italiana stampata la prima volta in maniera completa nel 1607 e ristampata successivamente dopo una revisione fatta dal medesimo nel 1641; traduzioni che ancora oggi sono largamente studiate e ritenute attendibili da tutti gli evangelici in Italia. In tali traduzioni, inoltre, il Diodati ha aggiunto numerosissimi commenti a corredo dei passi biblici per spiegarne il significato e anche per difendere le dottrine calviniste, delle quali egli era strenuo difensore e ne faceva pienamente parte. In questa breve opera, porrò in evidenza alcuni dei suoi commenti.

I calvinisti uccidevano gli eretici e la cosa è confermata dai commenti di Diodati nella Bibbia 1607 e 1641

Cari nel Signore, voglio portare alla vostra attenzione uno dei commenti apposti nella Bibbia da Giovanni Diodati da lui portato alle stampe sia nella traduzione del 1607, che in quella revisionata stampata nel 1641. In tale commento, Giovanni Diodati conferma pienamente che egli era favorevole all’uccisione degli eretici, proprio come lo era Giovanni Calvino, anzi, il commento esorta tutti i cristiani calvinisti a denunziare gli eretici ai magistrati, i quali avrebbero provveduto alla condanna e all’uccisione degli eretici.

Il commento è inserito in riferimento al passo delle Scritture di Deuteronomio 13:8(nota 1). In quel passo viene preso in considerazione la possibilità che in mezzo al popolo di Dio possano insinuarsi dei falsi profeti che spingano qualcuno ad apostatare dalla fede in Dio, e secondo la legge di Mosè doveva essere messo a morte, perché tale falso profeta ha spinto il popolo all’apostasia dall’Eterno. A tale passo, il Diodati aggiunge in relazione ai versetti 8 e 9 nella traduzione stampata nel 1607(nota 2), questo commento:

“8. c. non habbi pieta di lui per vederlo in istato miserabile e doglioso chiedendo mercè. 9. questo è detto a’ testimoni; vedi Deut. 17.7(nota 3)

In relazione agli stessi versetti in questione, nella versione revisionata andata in stampa nel 1641, il Diodati aggiunge questi commenti(nota 4):

“v. 8. l’occhio tuo c. non basta di non consentire alle sue empie persuasioni: conviene etiandio senza mercè procacciarne la vendetta per via di giustitia, accusandolo a’ magistrati, o per semplice denuntia per farne inchiesta: o per testimonianza sufficiente: ed in caso di condannatione, tu dei esserne il primo esecutore: Deut. 17.6(nota 5)

È noto a tutti che i calvinisti misero a morte tante persone, condannate per eresia, tra i quali è ricordato l’eretico Serveto, bruciato vivo (per coloro che queste cose non fossero note, è giunto ora il momento di documentarsi degli omicidi posti in essere dai calvinisti, che sono stati peggiori di quelli perpetrati dall’Inquisizione romana, nei territori dove hanno avuto il governo Calvino e i suoi fedeli), e quanto viene scritto dal Diodati nei commenti ci fa sapere a quali versetti della Bibbia si attenevano nel trattare con gli eretici e soprattutto ci confermano che veramente i calvinisti credevano e predicavano che bisognava mettere a morte gli eretici senza avere alcuna pietà di loro.

Nel commento relativo alla traduzione del 1607 la conferma che i calvinisti mettevano a morte gli eretici è più blando di quello scritto nella versione stampata nel 1641. In esso viene esortata la Chiesa, il popolo dei calvinisti di allora, prima di tutto che gli eretici sarebbero dovuti essere denunciati ai magistrati e il denunciante-testimone non doveva averne pietà; il fine della denuncia sarebbe stato quello, qualora condannati, che fossero messi a morte. Diodati, dunque, manifesta chiaramente che voleva che gli eretici fossero denunciati ai magistrati e poi messi a morte, e richiamando la Chiesa dei calvinisti al versetto di Deut. 17:7, egli li esorta a non farsi scrupolo nel denunciare gli eretici, di non averne pietà per nessuna ragione.

Nel commento della versione revisionata dal Diodati, andata in stampa nel 1641, tutto il discorso che i calvinisti erano spinti a denunciare gli eretici ai magistrati affinché fossero messi a morte, è scritto in maniera più esplicita. In quel commento, Diodati dice ai calvinisti, che non si sarebbero dovuti accontentare di non farsi persuadere dalle tesi degli eretici, ma li esorta alla vendetta contro di loro, a non averne pietà e a denunciarli ai magistrati, i quali avrebbero dovuto condannare a morte gli eretici. I testimoni, citando appunto il versetto della legge di Deut. 17:6, addirittura sarebbero dovuti essere i primi a far morire gli eretici.

Nella stampa della Bibbia Diodati 1641 ad opera della Mondadori, sono spariti quei commenti esaminati precedentemente

Arnoldo Mondadori Editori ha mandato in stampa in tre volumi a partire dal 1999 la Bibbia Diodati del 1641, di cui anch’io, ringraziando Iddio, ne possiedo una copia donatami da un fratello in Cristo, e ne approfitto per ringraziarlo ancora pubblicamente.

In questa versione di stampa moderna dell’anno 2000, i commenti incriminati non sono stati aggiunti com’erano nell’originale, ma sono stati omessi(nota 6). Tale omissione conferma che, agli occhi di tutti i lettori, i commenti in questione avrebbero potuto produrre degli effetti negativi nell’animo dei cristiani, in special modo nei neocalvinisti che ancora oggi resistono nella dottrina calvinista, nel volere la morte degli eretici, cioè la morte di quelli che non accettano la dottrina calvinista. Mi sono limitato a dire che i neocalvinisti possono arrivare, limitandosi, a volere la morte, perché per provocarla da loro stessi oggi non hanno gli strumenti e i presupposti di legge che glielo consentirebbe, come appunto avveniva ai tempi del regno calvinista a Ginevra. Tuttavia, è bene domandarsi cosa accadrebbe qualora i calvinisti possano un giorno giungere a regnare in qualche città o nazione, come fece Calvino, cosa potrebbe succedere ai liberi pensatori, tenendo conto di quanto abbiamo argomentato in precedenza.

Conclusioni

Ritengo che sia chiaro a tutti che i calvinisti fossero una religione violenta oltremodo, spietati e persino omicidi, e non lo facevano di nascosto, ma era una cosa pubblica, una dottrina importante e fondamentale da mettere in pratica a scapito degli eretici infelici, faceva dunque parte integrante del calvinismo, perché uccidere gli eretici faceva parte del calvinismo. Dunque, considerato ciò, come ha potuto il principe dei predicatori Charles Spurgeon asserire che il Calvinismo è l’Evangelo? Non solo è un peccato grave essere spietati e uccidere, ma non è da meno il fatto che non si condanni una tale cosa, anzi, la si confermi.

Il pericolo è che i neocalvinisti dei tempi moderni possano essere simili in tutto nella dottrina e nello spirito di spietatezza a quelli dei tempi di Calvino. Quindi, cari nel Signore, se conoscete calvinisti, se vi trovate in mezzo a loro, vi esorto a stare lontani da loro, a lasciare le loro comunità, perché sono spietati, hanno lo stesso spirito di Calvino che difendono in tutto, e non si rendono conto che loro stessi sono eretici di fronte alla Parola di Dio, perché insegnano delle dottrine diverse da quelle che insegnavano Gesù e gli apostoli, insegnano delle eresie. Dunque, guardatevi dai calvinisti!

No, fratelli nel Signore, la sana dottrina che si apprende dalla somma della Parola di Dio, è contraria al calvinismo su diversi e importanti punti (ad es. sul pedobattesimo, sulla perpetua verginità di Maria, sulla possibilità che un nato di nuovo possa perdere la salvezza e venga cancellato dal libro della vita, sulle Scritture che dicono che Gesù è morto per i peccati di tutto il mondo, sui doni spirituali, sui doni di ministerio, sul battesimo con lo Spirito santo, sulla potenza di Dio in genere, etc.), non è insegnato che gli eretici possano essere messi a morte, assolutamente no, non si deve fare loro male alcuno, infatti Gesù ha comando queste cose:

«Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale; ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello ‘raca’, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto ‘pazzo’, sarà condannato alla geenna del fuoco.» (Matteo 5:21-22)

«Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra; ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso?» (Matteo 5:38-46)

«Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore. Anzi, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu raunerai dei carboni accesi sul suo capo. Non esser vinto dal male, ma vinci il male col bene.» (Romani 12:19-21)

Dunque, è chiaro che le Scritture insegnano che il cristiano non può assolutamente fare le proprie vendette e non può fare alcun male ai malvagi, e tra di essi ci sono pure gli eretici, tanto meno è lecito provocarne la morte. Quello che bisogna fare contro gli eretici e i disordinati è di togliere loro la comunione fraterna, di espellerli dalla comunità dei santi, ma è assolutamente vietato fare loro alcun male.

Pertanto, cari nel Signore, vi rinnovo l’esortazione, guardatevi dai calvinisti e dal loro lievito malvagio, e badate che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda


(nota 1)
«Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti mostri un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui t’avrà parlato succeda, ed egli ti dica: ‘Andiamo dietro a dèi stranieri (che tu non hai mai conosciuto) e ad essi serviamo’, tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore; perché l’Eterno, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate l’Eterno, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra. Seguirete l’Eterno, l’Iddio vostro, temerete lui, osserverete i suoi comandamenti, ubbidirete alla sua voce, a lui servirete e vi terrete stretti. E quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l’apostasia dall’Eterno, dal vostro Dio, che vi ha tratti dal paese d’Egitto e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori della via per la quale l’Eterno, il tuo Dio, t’ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te. Se il tuo fratello, figliuolo di tua madre, o il tuo figliuolo o la tua figliuola o la moglie che riposa sul tuo seno o l’amico che ti è come un altro te stesso t’inciterà in segreto, dicendo: ‘Andiamo, serviamo ad altri dèi’: dèi che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuti, dèi de’ popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani, da una estremità all’altra della terra, tu non acconsentire, non gli dar retta; l’occhio tuo non abbia pietà per lui; non lo risparmiare, non lo ricettare; anzi uccidilo senz’altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; lapidalo, e muoia, perché ha cercato di spingerti lungi dall’Eterno, dall’Iddio tuo, che ti trasse dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. E tutto Israele l’udrà e temerà e non commetterà più nel mezzo di te una simile azione malvagia.» (Deuteronomio 13:1-11 dalla versione Luzzi)

(nota 2)

Immagine del commento della Bibbia Diodati del 1607

(nota 3)

«Sia la mano de’ testimoni la prima sopra lui, per farlo morire: e poi la mano di tutto’l popolo: e così togli via il male del mezzo di te.» (Deuteronomio 17:7 dalla Diodati 1641)

(nota 4)

Immagine del commento della Bibbia Diodati del 1641

(nota 5)

«Facciasi morir colui che dee morire in sul dire di due o di tre testimoni: non facciasi morire in sul dire d’un sol testimonio.» (Deuteronomio 17:6 dalla Diodati 1641)

(nota 6)

Immagine della pagina della Bibbia Diodati 1641 stampata dalla Mondadori nel 2000


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