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Gesù è morto per i nostri peccati, ma anche per quelli di tutto il mondo

14 aprile 2021

Gesù è morto per i nostri peccati, ma anche per quelli di tutto il mondo

propiziazione-peccati-mondoL’apostolo Giovanni ha scritto:

[Gesù] «è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo» (1 Giovanni 2:2)

Il passo messo in evidenza è così chiaro, che se qualcuno lo disconosce così com’è scritto, mostra di essere una persona ostinata di cuore, perciò molto pericolosa per la Chiesa, infatti è scritto:

«poiché la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici. Giacché tu hai rigettata la parola dell’Eterno, anch’egli ti rigetta come re’» (1 Samuele 15:23).

State dunque attenti, fratelli e sorelle nel Signore, a non ribellarvi contro la verità, non siate ostinati di cuore e riconoscete e accettate tutto ciò che è scritto, perché se voi rinnegate anche una sola parola pronunciata dal Signore, anch’Egli può rinnegarvi e rigettarvi dalla sua presenza. Siate dunque mansueti e non ribellatevi a quanto è scritto nella Parola di Dio. Così è scritto e così dobbiamo credere e insegnare, il di più viene dal maligno; il togliere viene dal maligno. Siate mansueti, assoggettatevi alla Parola di Dio e non siate per nulla ribelli.

Cari nel Signore, ora sapete, grazie, anche ma non soltanto, alle parole di Giovanni, che Gesù è morto non soltanto per i peccati degli eletti, ma anche per quelli di tutto il mondo, perché il sangue di Gesù Cristo è potente e potenzialmente è in grado di purificare tutti i peccati anche quelli del mondo; tuttavia sappiamo dalla somma della Parola, che solo un piccolo gregge predestinato dal Signore Iddio crederà ed otterrà la remissione dei peccati. Quindi, il fatto che Gesù è morto anche per i peccati di tutto il mondo, non vuole dire che i peccati di tutto il mondo saranno rimessi, ma così è scritto e così noi dobbiamo credere e insegnare.

Una tale fede nella Parola di Dio ci permette, diversamente da come credono i novelli calvinisti sostenitori del contrario di quello che ha scritto Giovanni, di esortare i peccatori a ravvedersi e a credere nell’Evangelo dicendo loro: “Gesù Cristo è morto per i nostri peccati”, cosa che, altrimenti, non potremmo dire ai peccatori, non sapendo se crederanno oppure no. Se non si crede nel passo citato preso in esame, allora dovremmo stare attenti a dire tali parole nell’evangelizzare i peccatori, perché esse sarebbero vere solamente se pronunciate a coloro che sono predestinati ad essere salvati e purificati dai loro peccati, sarebbe, invece, una menzogna davanti a coloro che non sono scritti nel libro della vita. Ciò creerebbe grande confusione nei credenti che vogliono evangelizzare; infatti i novelli calvinisti sono molto confusi, e non solo a riguardo di quel passo preso in esame, e sono anche ostinati e ribelli, come lo ero il loro beniamino Calvino, il quale, voglio ricordarlo anche in questo articolo, fece mettere a morte, e così insegnava, gli eretici, faceva loro tagliare la testa, torturare o bruciare col fuoco, come fece con l’eretico Michele Serveto. Tanto per ricordarvi chi era veramente Calvino, non era solo un riformatore che ha predicato la predestinazione, ma ha insegnato molte altre eresie e ha provocato la morte di molte persone.

Termino questa mia breve riflessione esortandovi a lasciare a loro stessi gli ostinati di cuore e i ribelli, come sono i calvinisti, perché sono insensati, e si sa che i compagni degli insensati diventano cattivi; badate dunque a non diventare cattivi come lo era Calvino, e come sono oggi i calvinisti.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

4 commenti leave one →
  1. Luigi permalink
    24 maggio 2021 21:59

    Sinceramente nella sostanza non vedo differenza fra ciò che affermano i calvinisti e ciò che affermate voi. Qual è la differenza fra dire che Gesù è morto solo per gli eletti e dire che Gesù è morto per il mondo ma poi concretamente credere che la sua salvezza sia efficace solo nei predestinati?
    Non è che credere che Gesù sia morto per i peccati di tutto il mondo ma poi pensare come se non fosse così, vi renda diversi dai calvinisti.
    Per quanto riguarda l’evangelizzazione, credere nella predestinazione dei salvati ma agire come se non esistesse visto che non sapete chi è salvato e chi no, mi pare riduca l’evangelizzazione ad una sorta di recita.
    Infatti come hai affermato tu dite ai peccatori che Gesù è morto per i nostri peccati, e (aggiungo io) se sono predestinati crederanno. A me pare una recita.

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  2. 24 maggio 2021 22:47

    La differenza è notevole tra noi e i calvinisti, perché noi crediamo a quello che è scritto, infatti è scritto nella Bibiba che Gesù è morto non solo per i nostri peccati ma anche per quelli di tutto il mondo. Parlare e credere a quello che è scritto non è roba da poco, e questo già dimostra che non ti interessano gli apici della Parola di Dio, ma parli solo per interessi personali o per provocare. Ma ti rispondo ora, solo perché ritengo opportuno spiegare qualcosa che forse ancora qualche lettore non ha capito.
    Una parte dell’Evangelo dice: “Cristo è morto per i nostri peccati…” (1 Corinzi 15:3). Ora, quando uno annunzia l’Evangelo e dice quelle parole ad una persona che è perduta, ne parla sapendo bene che Cristo è morto per i peccati sia di chi verrà salvato sia di chi invece non sarà salvato, quindi non c’è nessuna menzogna in quel messaggio. Cosa differente è per i calvinisti, essi non credendo che Cristo è morto per tutti, non possono annunziare quel passaggio dell’Evangelo, non possono dire alle anime perdute che Cristo è morto per gli eletti e anche per loro, perché nel caso non fossero eletti in quel messaggio ci sarebbe una menzogna. Infatti, i calvinisti non li senti predicare l’Evangelo, anzi, essi disconoscono proprio il messaggio dell’Evangelo che sta scritto nella Bibbia, essi dicono infatti che l’Evangelo è il calvinismo, come ha detto Spurgeon, il principe dei falsi predicatori (e ci sono anche i sospetti che fosse massone, ma questo è un’altra questione, anche se spiega le menzogne che insegnava).
    Ed ora che ci sono, vogio anche dire perché non predicano l’Evangelo neppure gli arminiani. Nell’Evangelo stanno scritte queste parole: “Cristo è morto per i nostri peccati, SECONDO LE SCRITTURE”. Ecco, a motivo delle parole SECONDO LE SCRITTURE, gli arminiani non possono annunziare l’Evangelo, perché per annunziare quelle parole bisogna credere che nelle Scritture tutto era già preordinato da Dio, bisogna credere nella sovranità di Dio, bisogna credere nella PREDESTINAZIONE, nella ELEZIONE DI DIO.
    Ecco, dunque, spiegato in breve, perchè nè i calvinisti né gli arminiani annunziano l’Evangelo (e a questi impedimenti poi si deve aggiungere il fatto che molti predicatori sono addirittura MASSONI, che sono anticristi, ecco che il quadro si fa completo).
    Noi predichiamo quello che è scritto, come faceva Paolo e gli altri apostoli: «Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto.» (1 Corinzi 15:11), ed è quel messaggio che ha salvato, che salva e che salverà sempre, non è di certo le paroline ‘Gesù ti ama’ o altre cose inventate dagli uomini per compiacere ai peccatori.
    C’è infine un’altra cosa, che noi predichiamo quello che sta scritto, l’Evangelo che annunziavano gli apostoli, perché noi ci crediamo in quello che predichiamo, e lo predichiamo con gran pienezza di convinzione, e dopo aver predicato noi anche preghiamo che Dio salvi le persone che sono state raggiunte dall’Evangelo.
    Ecco cosa è scritto: «Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione; e infatti voi sapete quel che siamo stati fra voi per amor vostro.» (1 Tessalonicesi 1:5)
    Noi di nostro ci mettiamo la pienezza di convinzione.
    Le recite le fanno i calvinisti e gli arminiani, ecco chi recita, sono proprio loro, perché non credono a quello che è scritto, e sono loro che per forza di cose DEVONO RECITARE la parte del copione che degli uomini gli hanno scritto e dato nelle mani.
    Noi parliamo sospinti dallo Spirito santo. E con te abbiamo finito, grazie comunque per aver arricchito con le tue obiezioni questo post e il blog tutto.

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  3. Luigi permalink
    25 maggio 2021 22:39

    Premesso che non c’era alcuna provocazione da parte mia.
    Se la metti su questo piano cioè dicendo quelle parole che sono contenute nella Bibbia, non mento durante l’evangelizzazione, hai perfettamente ragione, non intendevo discutere su questo. Voglio dire che però se consideriamo che i salvati sono stati predestinati da Dio, la salvezza è efficace solo su di loro (i calvinisti questa cosa l’hanno estremizzata e quindi
    dicono direttamente che Gesù è morto solo per gli eletti).
    Poi non capisco alcune cose, ad esempio come si fa a credere pienamente in quello che si dice durante l’evangelizzazione se allo stesso tempo sapete che potreste avere di fronte una persona non predestinata a salvezza (soprattutto se è una persona con cui avete già parlato e vi ha respinto); o chiedere a Dio in preghiera di salvare qualcuno a cui avete parlato se tanto Dio ha già deciso (fin dalla fondazione del mondo) se salvarlo o meno.
    E’ come chiedere a Dio di cambiare una decisione che ha già preso o no?
    Lo so che Dio insegna di pregare per tutti in Timoteo, ma io non riesco a conciliare le due cose (predestinazione e preghiera come richiesta a Dio di salvare quella persona).
    Ripeto, nessuna provocazione da parte mia. Queste cose le ho chieste con sincerità.

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  4. 26 maggio 2021 00:01

    Le cose si conciliano bene, perfettamente. Bisogna distinguere i passi in cui la Scrittura ci fa sapere quello che Dio fa, e che ha già deciso di fare, da quello che la Scrittura dice ai credenti di fare.
    Sappiamo che Dio salva chi vuole, ma ci ha ordinato di predicare l’Evangelo a tutte le creature, e noi dobbiamo mettere in pratica quello che Dio ci ha ordinato di fare, ben sapendo che è Dio che salva chi vuole, quindi non abbiamo meriti se qualcuno viene salvato, come anche non abbiamo responsabilità se qualcuno non viene salvato.
    Tutto si concilia considerando i passi in due categorie, quelli che ci fanno sapere cosa sa Iddio e cosa Lui fa, e quelli che ci dicono a noi quello che dobbiamo fare e come dobbiamo farlo.
    In fondo il concetto è semplice, e cambia tutta la situazione, e lo si può capire meglio meditando il salmo 73, il punto di vista dell’uomo e quello di Dio in cielo.
    Forza, sforzati ancora un po’ e ci arrivi anche tu a capire. Se non ci arrivi è solo perché non ci vuoi arrivare.

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