Vai al contenuto

Bisogna tenere in considerazione quelli che faticano per la Chiesa e guardarsi da quelli che minano l’unità della Chiesa

16 aprile 2021

Bisogna tenere in considerazione quelli che faticano per la Chiesa e guardatevi da quelli che minano l’unità della Chiesa

considerazione-servi

L’apostolo Paolo, insieme a Silvano e Timoteo, al termine della prima epistola ai Tessalonicesi, scrive varie esortazioni e comandamenti ai fratelli, che sono brevi, ma piene di significato. Tra le altre, ecco cos’ha scritto:

«Or, fratelli, vi preghiamo di avere in considerazione coloro che faticano fra voi, che vi son preposti nel Signore e vi ammoniscono, e di tenerli in grande stima ed amarli a motivo dell’opera loro. Vivete in pace fra voi.» (1 Tessalonicesi 5:12-13)

Gli apostoli pregarono i Tessalonicesi di considerare la fatica di coloro che si prodigavano a servire la Chiesa; hanno scritto la parola FATICA, quindi avrebbero dovuto considerare principalmente le opere che compivano e i relativi frutti che ne derivavano, perché a riguardo dei frutti Gesù ha detto:

«Non v’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v’è albero cattivo che faccia frutto buono» (Luca 6:43).

Fratelli nel Signore, tenete conto che deve essere chiaro che sono esclusi i falsi ministri e tutti i vari operatori di scandali dal tenere in grande considerazione, perché gli apostoli facevano riferimento solo ai veri servi di Dio che lavorano per la Chiesa, e non agli impostori.

Quindi, diletti e fedeli nel Signore, considerate bene quant’è scritto nel passo citato sopra, perché da esso comprendiamo che bisogna guardare alla fatica e a tutto il lavoro che viene operato nella Chiesa dai servi di Dio, compiuto per il bene di ogni singolo membro. È verso tali persone che si affaticano, cioè che si sforzano e mettono in pratica ciò che Dio ha demandato loro di fare, tra le quali è compresa l’AMMONIZIONE verso chi deve essere corretto, imponendogli con autorità l’osservanza dei comandamenti di Dio, è verso tali servi di Dio che bisogna avere una considerazione particolare, perché questi non fanno niente per sé stessi, ma operano per il bene dei santi; questi operano per il vostro bene fratelli cari. Sappiate che anche quando venite corretti e ammoniti, essi lo fanno per il bene dell’anima vostra, vegliano sulle vostre anime affinché nessuno si perda, affinché nessuno si smarrisca dalla via di Dio, che è segnata nelle sacre Scritture e va percorsa fino alla fine. È di tali uomini che bisogna avere rispetto e grande considerazione, affinché non si affatichino invano e non si trovino a dover lavorare sentendosi avversati, poco amati e poco rispettati. I servi del Signore hanno già i loro combattimenti personali, le loro battaglie da portare avanti, e bisogna badare a non agire in modo che non si scoraggino, che non si abbattano, che non vengano calunniati e devono essere difesi contro le male parole; né devono essere oggetto di maldicenza; chi commette tali cose, sappia che ne renderà di certo conto a Dio ed è cosa grave essere trovati ad infiacchire le braccia di coloro che servono VERAMENTE il Signore. Perciò è giusto che fratelli che si conducono da nemici di Cristo e dei suoi servi, siano messi in disciplina o addirittura allontanati dalla Chiesa. Tali soggetti che si conducono da nemici sono molto pericolosi, perché scoraggiano i membri della Chiesa, agiscono e parlano in modo da insinuare dubbi nei santi che li ascoltano, dubbi che NON SONO IN GRADO DI PROVARE O CHE DERIVANO DA OPINIONI PERSONALI DEL TUTTO PECULIARI che essi scagliano come macigni contro i servi del Signore per abbatterli, creando sempre problemi anche con i semplici membri della Chiesa. Quei nemici della Verità e di Dio sono un pericolo per l’unità della Chiesa e vanno tenuti alla larga, se non si ravvedono e non mostrano frutti degni di ravvedimento.

Ricordatevi fratelli, che essere servi del Signore non vuol dire essere perfetti, quindi dobbiamo ammettere che siamo tutti nella via della crescita spirituale e nel cammino del perfezionamento, tutti falliamo in molte cose, e sapendo questo, quello che non si deve fare è prendere piccoli difetti e renderli come un qualcosa di insopportabile, ignorando e passando sopra volutamente il grande amore e impegno che i servi del Signore ci mettono nell’opera che Dio gli ha assegnato da compiere. Comportarsi in tale maniera vuol dire essere persone INGIUSTE, CONTENZIOSI e magari INVIDIOSI di quello che Dio sta operando per le mani dei suoi servi. Pertanto, cari nel Signore, badate bene a voi stessi, affinché non abbiate dentro di voi uno spirito di CONTENZIONE, di SPIETATEZZA e INGRATITUDINE, perché tali cose vengono dal maligno, non sono certo un frutto che viene da Dio. Chi fatica per il Signore va sostenuto, non scoraggiato e neppure dovrà essere esposto o lasciato all’altrui disprezzo.

Gli uomini malvagi e pericolosi per la crescita dei membri della Chiesa vanno tolti di mezzo (cfr. 1 Corinzi 5:12), vanno espulsi, non si deve avere comunione con loro, perché una mela marcia fa marcire tutte le altre; un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta (cfr. Galati 5:9); il compagno degli insensati diventa cattivo (cfr. Proverbi 13:20).

Le parole ispirate dallo Spirito santo scritte dagli apostoli ci dicono che bisogna tenere i VERI servi del Signore IN GRANDE STIMA ED AMARLI, non dice di ignorarli e di disprezzarli, o di accusarli, ingiustamente. È chiaro che prima di tutto si deve determinare se uno è, oppure no, un servitore di Dio; ma se si giunge a riconoscere che uno lo sia, allora bisogna sapere che chi opera in modo da disprezzare o screditare il VERO servo di Dio, sta lottando contro Dio stesso e contro la Parola di Dio, quindi quel tale non si meravigli se verrà il momento in cui sarà allontanato dalla Chiesa quando verrà scoperto a compiere il male contro i servi di Dio. È giusto anche dire che se uno ritiene e valuta che una certa persona non sia un servo del Signore, deve essere lui per primo ad allontanarsi e a non voler ricevere nulla da lui; ma badate bene, in questo caso, la cosa DEVE CORRISPONDERE A VERITÀ secondo le Scritture, altrimenti quell’uno avrà agito con riguardi personali e si sarà condotto ingiustamente e, perciò, ne renderà conto a Dio. Non bisogna dimenticare che gli ingiusti non erediteranno il regno dei cieli (cfr. 1 Corinzi 6:9).

Andate pure dove volete andare, dove vi mena il vostro cuore e la vostra carne, ma lasciate lavorare i servi del Signore come Dio vuole che facciano, poi, alla fine, ognuno renderà conto di sé stesso a Dio, sapendo anche questo che è scritto:

«Or quel servitore che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la volontà di lui, sarà battuto di molti colpi; ma colui che non l’ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, sarà battuto di pochi colpi. E a chi molto è stato dato, molto sarà ridomandato; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.» (Luca 12:47-48)

Fratelli e sorelle nel Signore, notateli quei tali che parlano contro i VERI servi del Signore, che quando parlano alimentano sempre dubbi e riserve, anche quando parlano dei benefici che ne hanno ricevuto, perché essi sono una cancrena che rodono il Corpo di Cristo, che danneggiano piano piano la Chiesa; dico notateli quei tali e tenetevi alla larga da loro, il Signore che è il Giusto Giudice penserà a loro e gli darà quello che si meritano, ricordando anche questo, che non sarete voi con la vostra misera pietà a migliorare le loro condizioni spirituali corrotte.

Dunque, fratelli nel Signore, ancor prima di voi stessi e dei vostri interessi, abbiate sempre in cuore l’unità della Chiesa nella verità e nella carità, sapendo che il Signore ci purifica da ogni peccato ogni giorno, appunto perché ogni giorno commettiamo qualcosa, perciò non vi ergete ad apparire persone più sante delle altre e non vi mettete a cercare difetti e pagliuzze negli altri, se ancora non siete riusciti a risolvere pienamente i vostri problemi che sono delle travi (cfr. Luca 6:41-42); piuttosto, è meglio sopportare i torti che vi vengono fatti, perché tale è la volontà di Dio che porta un premio a chi agisce in tale modo (cfr. 1 Corinzi 6:7).

Badate dunque, cari nel Signore, di non diventare giudici spietati e iniqui degli altri e troppo indulgenti verso sé stessi, ma bisogna avere una giusta considerazione sia degli altri che di sé stessi. Esaminate voi stessi in ogni cosa e ricordatevi che i vostri veri sentimenti e il vostro cuore non potrà rimanere nascosto per sempre, Iddio prima o poi farà manifestare ogni cosa. Dunque, mettetevi a posto con Dio prima di tutto e poi riconciliatevi PER DAVVERO anche con i fratelli con il quale avete avuto da dire.

A Dio che conosce i cuori di tutti, siano la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...