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Non devi vergognarti del nome di Gesù e neppure dei fratelli!

22 aprile 2021

Non devi vergognarti del nome di Gesù e neppure dei fratelli!

L’apostolo Paolo ha scritto queste parole di esortazione al giovane Timoteo, a cui aveva dato l’incarico di portare a compimento alcune cose nella comunità di Efeso:

«Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro, né di me che sono in catene per lui; ma soffri anche tu per l’Evangelo» (2 Timoteo 1:8)

In quelle parole, l’apostolo Paolo esorta il giovane Timoteo a non avere vergogna, prima di ogni cosa non doveva vergognarsi della testimonianza del Signore nostro Gesù Cristo; poi non doveva vergognarsi neppure di Paolo, anche se egli era imprigionato quasi fosse un malvivente, ma era carcerato per amore del nome di Gesù Cristo e per l’Evangelo che annunziava a tutte le genti, ebrei compresi, i quali, questi ultimi, non lo potevano sopportare che annunziava la salvezza nel nome dell’ebreo Gesù e che dimostrava per le Scritture che Egli era, ed è, il Cristo di Dio.

Fratello nel Signore, se tu sei nato di nuovo e sai in chi hai creduto e chi è che ti ha salvato, perché ti vergogni di testimoniare del Signore Gesù Cristo davanti a coloro che sono morti nei loro falli e nei loro peccati? Non te ne devi vergognare, non bisogna vergognarsi di vivere da cristiani e di annunziare i motivi che ci spingono a vivere in maniera santa come vuole Iddio. Ricordati anche le parole del Signore Gesù, quando disse:

«Perché se uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figliuol dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e de’ santi angeli.» (Luca 9:26)

Oltre a non vergognarsi di Gesù Cristo, che è il Signore e Padrone delle anime nostre, è bene anche considerare le altre parole che ha scritto Paolo che vi ho citato sopra; dunque, fratello nel Signore, se tu conosci ed hai ricevuto del bene da certi servitori di Dio, per quale motivo ti dovresti vergognare di ammettere che sei stato edificato, sei cresciuto e sei di uno stesso cuore e di uno stesso spirito con loro? Rinnegare una persona significa anche rinnegarne il suo comportamento e quello che insegna, e lo si può fare solo con gli ipocriti e con i falsi ministri e falsi fratelli, e tu disconoscendo di conoscerlo e rinnegandolo, tu lo fai passare come un uomo malvagio che non è da Dio. Prendere le distanze e fare finta di non conoscere un uomo di Dio, vuole dire comportarsi da ipocrita, da codardo, come fece Pietro con Gesù quando lo rinnegò tre volte. Fratello nel Signore, ti esorto vivamente a rileggere attentamente le parole di Paolo che ha scritto a Timoteo e che stiamo argomentando, e rifletti attentamente su di esse: Paolo non vuole forse insegnarci che non bisogna vergognarsi neppure dei fratelli con il quale abbiamo comunione spirituale? E ciò vale anche se una tale ammissione può produrre delle sofferenze, perché si può venire perseguitati. No, non è una cosa buona negare ogni rapporto con certi servi di Dio, solo per il fatto che non si vuole essere perseguitati dal pastore, dai conduttori o da altri fratelli che vedono di malocchio se tu frequenti e ascolti certi credenti. Devi riflettere anche sul fatto che, se tu ne hai ricevuto del bene da quel fratello servo di Dio, allora tu rinnegando lui, ricordati, rinneghi il bene che ti ha anche fatto e non riconosci che è stato Dio a mandarlo per farti crescere spiritualmente, e di tutto ciò ne renderai per certo conto davanti a Dio, e sappi anche che i codardi non entreranno nel regno dei cieli. Attendo, dunque, non essere un codardo! Comportandoti in quella maniera tu dimostri di non essere una persona affidabile, non sei neppure stabile nel tuo cuore e nei tuoi sentimenti, sei come una canna dimenata dal vento.

Che Dio abbia misericordia di tutti quelli che si comportano in quella maniera scorretta! Ma non si lamentino quei tali codardi, se il servo di Dio quando viene a sapere che viene rinnegato prende la decisione di non avere più niente a che fare con loro e li terrà lontani.

Cari nel Signore, ricordatevi che in voi abita lo Spirito santo, che è potenza di Dio, non è timidezza, né debolezza, quindi dovete farvi forza per fare ogni cosa come piace al Signore, e non vi dovete vergognare di nessuno che cammina nella via santa stabilita da Dio, indicata nelle sacre Scritture. Non temete le opinioni e le azioni degli uomini, non temete quello che possono fare contro di voi, perché il Signore Gesù Cristo non vi abbandonerà e non vi lascerà soli; temete piuttosto Iddio, anziché gli uomini che mangiano l’erba come il bove, perché se uno si vergognerà di Gesù, come abbiamo letto nel passo di Luca, anche Lui si vergognerà di voi quando verrà con i suoi santi angeli.

Dunque, non temete di soffrire a cagione della verità dell’Evangelo e per il nome di Gesù Cristo, perché ai figli di Dio è stato dato non soltanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per il Signore, in questa terra, per essere poi consolati nella vita futura.

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque alle cose che vi sono state dette, riflettete e prendete delle decisioni certe e forti, e agite come vuole il nostro Signore Gesù Cristo, non vi vergognate di Lui e neppure dei fratelli; non dovete vergognarvi della verità, ma semmai bisogna vergognarsi solo del proprio peccato.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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