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Un credente savio non deve contendere

4 giugno 2021

Un credente savio non deve contendere

contesa-stolto

Nel libro dei Proverbi di Salomone sta scritto:

«Se un SAVIO viene a contesa con uno STOLTO, quello va in collera e ride, e non c’è da intendersi» (Proverbi 29:9)

Ecco qual è il significato della parola ‘contendere’:

“Sforzarsi di fronte ad un altro. Contrastare, impedire qualcosa con azioni e parole.”

Un credente può spiegare le cose a chi non le ha ancora comprese, e deve anche pregare che Iddio gli conceda di capirle. Ma se quello persiste nella sua ignoranza e nella sua chiusura alla verità, il savio deve sapere che deve ritirarsi dalla contesa, perché tanto non arriverà a concludere nulla di buono, questi discuterà e argomenterà le sue ragioni con la Parola di Dio inutilmente, lo stolto risponderà con parole senza senso, irritanti e con buffonerie, cercando di prendere in giro il savio e lo schernirà.

Eccovi dunque spiegato perché sta scritto nelle sacre Scritture che dopo due o tre riprensioni o spiegazioni (cfr. Tito 3:10), l’uomo savio si deve ritirare dalle contese; egli non si ritira perché ha torto, ma per il fatto che lo stolto, se non gli è dato da Dio di intendere, non capirà in nessuna maniera, qualsiasi tipo di discorso pieno di prove e di validi ragionamenti che gli vengano fatti, e neppure se gliene vengono fatti cento di discorsi persuasivi, lo stolto non capirà.

Il savio a contendere con gli stolti arriva ad adirarsi inutilmente, rischia di peccare, il turbamento invade la sua anima e sta male; quindi, egli ha tutto da perdere e niente da guadagnare. Mentre lo stolto se la prende a ridere e schernisce chi gli fa degli ammonimenti savi.

Cari fratelli e sorelle nel Signore, so bene che nel parlare agli stolti, ai settari, e a chi ha dottrine diverse, siete animati da buone intenzioni, ma dovete sapere questo, che dovete ritirarvi dalla disputa prima che diventi una contesa senza fine, perché ciò vi ferisce e vi fa star male interiormente. Io vi scrivo queste cose affinché riflettiate con attenzione sulle cose e sulla Parola di Dio, vi scrivo per preservarvi dai turbamenti e dai dolori che possono provocarvi le contese con gli stolti; lasciateli a loro stessi, perché lo stolto riceverà la ricompensa della sua stoltezza a suo tempo. Dio permette che siano vicini a voi e in mezzo alla Chiesa, per mettervi alla prova, per provare i savi della Chiesa, ma voi fratelli non fatevi trascinare da loro nelle contese inutili e dannose per la vostra anima.

Chi è savio comprenderà il senno dei vostri discorsi; chi è stolto, invece, non comprenderà quello che gli dite e non ci potrete fare nulla, perché è tutto nelle mani di Dio ed è Lui che dona l’intendimento e il senno a chi vuole secondo la sua volontà. Anche se moltiplicherete le vostre parole, lo stolto non apprezzerà il senno dei vostri discorsi.

Il mio desiderio è che voi stiate tranquilli e sereni, e vorrei evitare che qualcuno vi turbi con i suoi discorsi malvagi, eretici, folli e vani. Imparate dunque questo: ritiratevi dalla contesa e dalle aspre discussioni che non edificano voi e neppure i terzi che vi ascoltano (o leggono), perché ve ne troverete bene e non vi affaticherete invano.

Cari nel Signore, dico a voi che siete savi in mezzo alla Chiesa di Gesù Cristo, vi esorto a badare che nessuno vi seduca e che nessuno stolto vi turbi con i suoi vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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