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Sopportate senza stancarvi

12 giugno 2021

Sopportate senza stancarvi

angelo-Efeso

Nel libro dell’Apocalisse sono riportate queste parole di Gesù, tra le altre, che Egli ha rivolto all’angelo della Chiesa di Efeso:

«… e hai costanza e hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato.» (Apocalisse 2:3)

1. “… hai sopportato” – Sopportare significa che bisogna reggere dei pesi e delle pressioni che a volte possono essere anche molto pesanti; bisogna sostenere senza cadere le situazioni che si vengono a creare nella nostra vita, che ci fanno soffrire e che sono sfavorevoli. Ci sono, dunque, situazioni che possono dare origine alla sofferenza, perciò dobbiamo essere coscienti che le dobbiamo attraversare tenendo conto di queste cose che ora vi espongo:

– dobbiamo soffrire con forza d’animo, perché sappiamo che il Signore controlla ogni cosa e ci rimettiamo nelle sue mani per la liberazione; non ci dobbiamo lasciare andare e perderci, quando siamo provati e colpiti dalla sofferenza;

– dobbiamo avere coraggio, non bisogna farsi prendere dalla paura delle circostanze avverse che si vengono a creare nella nostra vita, non dobbiamo farci prendere dallo smarrimento d’animo, perché il Signore ci sta mettendo alla prova, siamo nelle sue mani, com’era nelle mani di Gesù l’angelo della Chiesa di Efeso (cfr. Apocalisse 1:20);

– dobbiamo reagire con rassegnazione mettendoci nelle mani di Dio, dobbiamo adeguarci e disporci a reagire alle situazioni negative che ci provocano dolore e sofferenza sapendo che ogni cosa è voluta e messa in atto dal Signore nostro Gesù Cristo, quindi ci sarà sicuramente un motivo perché ci succedono certe cose e tutto avviene per il nostro bene (cfr. Romani 8:28).

Il vero figliolo di Dio si distingue anche in questo, nella sopportazione quando deve attraversare momenti negativi e difficili, senza reagire in maniera sconveniente e soprattutto senza addebitare nulla di mal fatto al Signore Iddio, come pure fece Giobbe e non peccò (cfr. Giobbe 1:20-22).

Quanti di voi, fratelli e sorelle nel Signore, dovete tollerare la presenza e la compagnia di certe persone che vi sono vicine, come mariti, mogli, colleghi di lavoro, i quali non hanno creduto nel Signore Gesù Cristo e non hanno dimorante in loro lo Spirito di Dio, e si comportano in modo malvagio contro di voi? Quasi tutti si trovano in una delle simili situazioni citate. Ebbene, Iddio sa ogni cosa, ha preparato per il bene dei suoi figlioli ogni cosa, e per il fatto che si deve temere Dio e fuggire il male, bisogna vincere i propri sentimenti negativi (come odio e ostilità in genere verso coloro che ci fanno del male) che potrebbero nascere di conseguenza a certe situazioni avverse che provocano dolore e sofferenza. Il nostro dovere spirituale davanti a Dio è vincere contro questi sentimenti negativi che vogliono prevalere nella nostra vita, dobbiamo vincere il MALE con il BENE, e non combattere il male con il male (cfr. Romani 12:21). Queste sono cose che Dio gradisce, e tutti i credenti le devono, prima di tutto conoscere, poi mettere in pratica.

2. “… molte cose” – Le cose da sopportare e da vincere non sono poche, ma sono molte, così ci fa sapere il Signore Gesù Cristo, e di questo dobbiamo prendere coscienza, per essere preparati mentalmente e per pregare per essere preparati anche spiritualmente. In particolar modo, devono tenere bene a mente le parole di Gesù Cristo tutti coloro che sono preposti da Dio a svolgere dei compiti al servizio della Chiesa di Gesù Cristo, perché quelle parole furono rivolte all’angelo della Chiesa di Efeso, che serviva la Chiesa, era stato preposto al governo della Chiesa. L’Apostolo Paolo e i suoi compagni, dopo che evangelizzavano, usavano esortare i discepoli che avevano creduto a perseverare nella fede sino alla fine e facevano sapere loro che per entrare nel Regno dei cieli avrebbero dovuto attraversare ‘molte tribolazioni’ (cfr. Atti 14:21-22).

3. “… per amor del mio nome” – Questo è il motivo per il quale dobbiamo sopportare molte sofferenze, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, perché Lui per primo ha sopportato molte sofferenze, persino la morte per amor nostro, per salvarci e purificarci dai nostri peccati, così pure noi dobbiamo sopportare tutte le tribolazioni e le sofferenze in cui ci veniamo a trovare. Così piace al Signore e così dobbiamo fare, basti al suo discepolo essere come il suo Maestro, e se hanno perseguitato lui, se ha sofferto lui, anche i discepoli devono soffrire (cfr. Matteo 10:25).

4. “… e non ti sei stancato” – Gesù con queste parole apprezza e loda il fatto che l’angelo della Chiesa di Efeso non è venuto meno nello svolgimento dei suoi doveri del suo ministerio, anzi, egli ha resistito mentalmente e spiritualmente, benché le prove e le sofferenze si siano prolungate e siano state molto intense e gravi. La sua volontà e forza nel fare il bene e nell’assolvere ai suoi doveri non è venuta meno, non ha ceduto e non si è arreso mai, non ha pensato di smettere di servire il Signore e la Chiesa affidatagli, non ha desistito.

Certo, dobbiamo anche dire che l’angelo della Chiesa di Efeso non era perfetto ed era mancante in qualcosa, e per tale motivo il Signore Gesù Cristo lo ha esortato a ravvedersi e a camminare nella via santa facendo le opere d’amore che non stava più compiendo, ma che in precedenza manifestava (cfr. Apocalisse 2:4-5).

Cari nel Signore, ponete mente, dunque, al fatto che il Signore Gesù Cristo esorta tutti i santi a perseverare a fare il bene che stanno già facendo, ma li esorta anche a ravvedersi su certe cose che stanno sbagliando. Così pure dobbiamo fare noi gli uni con gli altri, dobbiamo prima di tutto apprezzare il bene che fanno i fratelli, e ricordare loro di perseverare nelle cose buone che stanno facendo, ma se qualcuno erra in qualcosa, è anche necessario farglielo notare affinché si ravveda e ponga rimedio alle cose che sta sbagliando. Questo si fa per il bene di tutti i santi, correggere coloro che amiamo è una manifestazione di amore, non di superbia o di disprezzo, proprio come fa il nostro Signore Gesù Cristo.

Diletti e fedeli nel Signore, abbiate dunque pazienza quando siete corretti da Dio, e abbiate anche pazienza con i vostri conduttori quando vi correggono e vi riprendono per il bene dell’anima vostra. Non disprezzate coloro che vi correggono, anzi, dovete amarli ancor di più, perché lo fanno per il bene dell’anima vostra (cfr. 1 Tessalonicesi 5:12-13).

A Dio, che siede sul trono nei cieli e la terra è lo sgabello dei suoi piedi, siano la gloria, l’onore e la lode, perché a Lui appartengono nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

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