Vai al contenuto

La Nuova Nascita

1 settembre 2021

La Nuova Nascita”

Trascrizione, ad opera di una sorella, della predicazione in conferenza su Skype del 2 marzo 2014

Oggi, piacendo a Dio, vorrei parlarvi della nuova nascita, ma per parlarvi della nuova nascita dobbiamo ripartire da quel famoso evento che è successo ad Adamo ed Eva; quindi partiamo appunto dal capitolo 3 di Genesi, quando l’uomo ha Peccato.

Praticamente il contesto è questo: Iddio ha creato l’uomo, il primo uomo, e dall’uomo ha tratto la prima donna; ora queste due creature di Dio, l’uomo e la donna, erano nel Giardino dell’Eden ed erano senza peccato, cioè in loro non abitava il peccato. Erano in quel momento senza peccato e Dio diede loro un ordine, il comandamento, diede loro un comandamento.

Il comandamento lo leggiamo al capitolo 2 di Genesi al versetto 16, dice:

«E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: ‘Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai’.» (Genesi 2:16-17)

Avete visto cos’ha detto il Signore? Il Signore ha ordinato, e in questo comandamento c’è anche la sanzione, la punizione; cioè, se avessero contravvenuto a quel comandamento che cosa sarebbe successo? Sarebbe successo che nel momento in cui avrebbero mangiato di quel frutto proibito, contravvenendo, trasgredendo il comandamento di Dio, sarebbe morto Adamo e anche Eva, sarebbero morti.

E adesso passiamo al capitolo 3, e vediamo che cos’è accaduto:

«Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l’Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: ‘Come! Iddio v’ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?’ E la donna rispose al serpente: ‘Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero ch’è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire’. E il serpente disse alla donna: ‘No, non morrete affatto; ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male. E la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi, ch’era bello a vedere, e che l’albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si apersero gli occhi ad ambedue, e s’accorsero ch’erano ignudi; e cucirono delle foglie di fico, e se ne fecero delle cinture. E udirono la voce dell’Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino. E l’Eterno Iddio chiamò l’uomo e gli disse: ‘Dove sei?’ E quegli rispose: ‘Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura, perch’ero ignudo, e mi sono nascosto’. E Dio disse: ‘Chi t’ha mostrato ch’eri ignudo? Hai tu mangiato del frutto dell’albero del quale io t’avevo comandato di non mangiare?» (Genesi 3:1-11)

Ecco, quindi, vedete prima Adamo ed Eva erano nudi, non ne avevano vergogna, non avevano questo senso di vergogna perché erano puri, erano veramente delle persone pure davanti a Dio. Ma nel momento in cui, nel momento in cui Adamo ed Eva hanno trasgredito il comandamento dell’Eterno, è cambiato qualcosa in loro, è accaduto quello che Dio gli aveva predetto, cioè ‘il giorno che voi ne mangerete per certo morrete’.

E infatti è avvenuto in loro qualcosa, la morte che è avvenuta in loro non è una morte fisica, è avvenuta in loro una morte spirituale, una morte che, diciamo, fisicamente sono rimasti vivi, ma la morte di cui Dio aveva parlato loro era riferita alla morte spirituale, e quella è avvenuta, perché si comprende dalla conseguenza che c’è stata dentro di loro, il loro comportamento lo ha fatto capire: la loro angoscia, la loro paura.

Vedete? Temevano Iddio perché avevano peccato; cercavano di coprirsi, di coprire le loro vergogne, ma ormai quello che avevano fatto l’avevano fatto, avevano peccato, sono morti spiritualmente nel momento in cui hanno trasgredito il comandamento di Dio, perché il peccato produce sempre la morte anche nei fratelli che sono in comunione con Dio oggi, anche nei santi, se peccano, questo peccato produce sempre la morte, una morte spirituale, un qualcosa che ci mette in difficoltà, che ci fa temere Dio e ci mette angoscia dentro, un apprensione di castigo sentiamo dentro di noi quando si commette il peccato, perché sappiamo di meritare il castigo di Dio. In questo caso è bene andare a Dio e chiedere perdono, mettersi nelle sue mani e chiedere pietà e misericordia, quando si pecca.

Comunque, andiamo avanti nel nostro discorso.

Quindi, un uomo peccò, e cosa accadde? Perché, il peccato di Adamo non si è limitato a portare la morte spirituale solo nell’uomo e in quella donna.

Ma noi leggiamo, adesso dobbiamo andare a leggere cosa dice l’apostolo Paolo ai Romani al capitolo 5; l’Apostolo Paolo dice queste parole, al capitolo 5, al versetto 12:

«Perciò, siccome per mezzo d’un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v’è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato… » (Romani 5:12)

Praticamente cosa è successo? Adamo ha peccato, Eva ha peccato, tutti i discendenti di Adamo ed Eva, e badate bene, tutti gli uomini, tutti gli esseri viventi umani sono discendenti di Adamo ed Eva, non ci sono discendenti da altre persone, questo lo dico perché magari ci sono certuni che dicono, che per far quadrare altri passi della Scrittura, di cui un giorno ne discuteremo, dicono che i figli di Dio sono discendenti o da prima del peccato di Adamo, o da altre persone che non si capisce da dove provengano. No! Niente di tutto questo, noi ci atteniamo a quello che è scritto nella Parola di Dio e ci atteniamo a questo: tutti gli uomini hanno peccato perché sono discendenti di Adamo ed Eva, che hanno a loro volta peccato e sono morti spiritualmente.

Io voglio che voi comprendiate che al momento del peccato di Adamo è avvenuta una morte spirituale in loro, perché comprendendo bene questo, poi si comprenderà bene, dopo, cosa è la nuova nascita. Capite? C’è bisogno di una nuova nascita, di una rigenerazione spirituale nelle persone per essere salvate, appunto perché essendo discendenti di Adamo si è morti, spiritualmente, gli uomini sono tutti morti, perché siamo tutti, eravamo tutti morti spiritualmente, perché gli uomini sono tutti discendenti di Adamo, e siccome, come ha detto l’Apostolo Paolo, un uomo è morto, tutti sono morti spiritualmente, quindi tutti gli uomini sono morti. E lo conferma, questo discorso è confermato al capitolo 3 di Romani al versetto 9, l’Apostolo dice ancora queste parole, dal versetto 10:

«Non v’è alcun giusto, neppure uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppure uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca e piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi sono veloci a spargere il sangue. Sulle loro vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro.» (Romani 3:10-18)

Queste, sono queste, sono parole che Paolo ha citato, quindi sono parole uscite dalla bocca di Dio rivolte all’uomo. Questa è la condizione dell’uomo. Tutti hanno peccato, uno ha peccato, tutti hanno peccato, e tutti sono morti quindi spiritualmente, solo per essere discendenti di Adamo ed Eva.

Quindi, vedete l’uomo nasce carnalmente, nasce già morto spiritualmente, capito? Già solo per avere quel peccato in sé che viene trascinato, che si trascina questo peccato che proviene dal primo uomo. Quindi sono tutti morti spiritualmente.

Ecco perché, adesso andiamo a leggere nei Vangeli, ecco perché quando Gesù parla con Nicodemo al capitolo 3 del Vangelo di Giovanni, ecco perché dice queste parole a Nicodemo, gli fa capire a Nicodemo che c’è bisogno di una nascita, perché sì era morto spiritualmente e aveva bisogno di rinascere spiritualmente, di essere rigenerato spiritualmente, chiamata anche ‘nuova nascita’.

E Giovanni dice queste parole, parole che diciamo ha pronunciato Gesù a Nicodemo al capitolo 3 del Vangelo di Giovanni, ci sono scritte queste parole:

«Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei. Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui. Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere? Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.» (Giovanni 3:1-5)

Quindi vedete? Per entrare nel regno di Dio bisogna essere vivi spiritualmente, non si può entrare nel regno di Dio essendo morti spiritualmente. Quindi, considerando tutti i passi che ha citato anche l’apostolo Paolo, dicendo che, per essere discendenti di Adamo gli uomini sono tutti morti spiritualmente, c’è bisogno, quindi, di quello che ha detto Gesù, di questa nuova nascita per entrare nel regno di Dio. Per entrare nel regno dei cieli è necessario nascere di nuovo, questa nascita spirituale che viene data da Dio all’uomo. È con questa nascita, quindi, che si diventa figli di Dio, figlioli di Dio, perché alla nascita carnale siamo tutti creature di Dio, ma figli di Dio, cioè eredi della vita eterna, lo sono solo i figlioli, i figlioli dell’Iddio altissimo, e per diventare figlioli bisogna nascere di nuovo, bisogna nascere da Dio, quindi Dio deve diventare il Padre di queste persone. Iddio è il Creatore di tutte le persone, ma non è il Padre rigeneratore di tutti quanti, capite? E siccome a causa di un uomo è venuta la morte spirituale su tutti gli uomini, c’è bisogno quindi che Dio rigeneri spiritualmente le persone, per farli diventare i suoi figlioli, eredi della vita eterna.

C’è bisogno di una rigenerazione spirituale, un’opera che compie Iddio, che non è l’uomo che può compiere. Noi diciamo: credi nel Signore Gesù e sarai salvato; però chi lo farà credere? Chi opera in lui la rigenerazione? Chi le opera queste cose in quella persona che è morta spiritualmente, che non ha orecchie, che non intende, che non ha nessun intendimento né sapienza spirituale, perché è morto spiritualmente?

Noi eravamo morti nei nostri falli e nei nostri peccati, ma Dio nella sua misericordia, ha avuto misericordia di noi, ha avuto pietà di noi, ci ha rigenerati spiritualmente, lui ci ha scelti e ci ha rigenerati, ci ha fatti uscire da quella morte spirituale e ci ha fatti diventare suoi figlioli, per la sua opera soltanto. È vero, noi abbiamo avuto fede, ma quella fede non era in noi da sempre, quindi se prima non c’era e ad un certo punto è iniziata ad esserci, che cosa è successo? Chi ha messo in noi quella fede? Da dov’è arrivata quella fede? Se eravamo morti spiritualmente, non potevamo noi procurarci quella fede da soli. Ebbene, è Dio che ce l’ha data.

Ad esempio, sulla rigenerazione spirituale leggiamo al capitolo 1 del Vangelo di Giovanni:

«È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figliuoli di Dio; a quelli cioè che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.» (Giovanni 1:11-13)

Vedete? Tutti i credenti nascono per volontà di Dio, non nascono per discendenza carnale di sangue, cioè non sono figli di Dio perché sono discendenti di sangue di credenti o del popolo di Israele; non si è figlioli di Dio perché lo si è voluto diventare noi figlioli di Dio, non si è per volontà di carne né per volontà d’uomo. Vedete, questi passi escludono completamente ogni volontà dell’uomo e ogni discendenza in qualche maniera carnale e sanguigna; non si è figlioli di Dio perché siamo discendenti da qualcuno, oppure perché abbiamo voluto diventare figli di Dio, perché è Dio che ci ha rigenerati spiritualmente, perché Egli ha avuto misericordia di noi, e a Lui sia tutta la gloria, noi non abbiamo fatto nulla, Egli ci ha scelti, ci ha visti nel fango e nel pantano della nostra vita, immersi nelle nostre immondizie, giovane o anziano che uno sia. Ebbene, quando è arrivato il momento, Iddio ha stabilito di rigenerarlo, ha stabilito di farlo diventare figliolo suo, erede della vita eterna, perché figliolo vuol dire erede, capite?

È importante diventare figlioli, perché solo ai figlioli sarà data l’eredità della vita eterna, non a tutte le creature indistintamente, ma solo ai figlioli dell’Iddio Altissimo.

Quindi, è importante quello che Dio ha fatto per noi; Egli è glorioso, è potente, è degno di essere adorato e di essere ringraziato il nostro Iddio, perché Lui ha avuto pietà di noi, ci ha scelti, ma non solo ci ha scelti (e non ci ha scelti per qualcosa di buono che avessimo noi, non avevamo niente di buono, non c’era niente di buono che noi potessimo dare a Dio o agli altri uomini) Lui ci ha scelti, da adesso in poi, da quella scelta, adesso ci dobbiamo dare da fare per piacere a Dio e dare tutto quello che possiamo anche per la crescita dei nostri fratelli, e per la gloria dell’Iddio nostro, per annunziare l’Evangelo a coloro che ancora non sono salvati.

Adesso, dopo essere stati salvati dobbiamo abbondare nelle buone opere, perché dopo la nuova nascita comprendiamo, capite? È dopo la rigenerazione spirituale che abbiamo ricevuto intendimento, che abbiamo ricevuto sapienza, intelligenza, che abbiamo cominciato a comprendere veramente le sacre Scritture, perché lo Spirito Santo è entrato ad abitare dentro di noi, è avvenuto un cambiamento totale dentro di noi, è avvenuto un cambiamento, una rinascita, una rigenerazione spirituale; e questa è avvenuta, ce lo dice sempre Giovanni, com’è scritto al cap. 16 del vangelo di Giovanni:

«Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.» (Giovanni 16:7-11)

Vedete, i primi due casi è quello che ci interessa maggiormente a noi: “Quanto al peccato perché non credono in me, infatti non credevamo noi in Gesù, noi conoscevamo che è esistito nella storia (per chi ci credeva) uno che si chiamava Gesù, ma non credevamo che lui fosse il Salvatore nostro, non credevamo che Lui fosse veramente Colui che è venuto sulla terra per morire e per portare i nostri peccati.

Noi non lo credevamo, lo sentivamo dire, forse, ma non lo credevamo nel profondo del nostro cuore. E che cos’ha fatto? Cos’è successo in noi? Che siamo stati rigenerati! È stato lo Spirito santo che operando nella profondità del nostro cuore, della nostra anima, ha messo in noi quella fiducia per credere nell’opera che Cristo ha compiuto secondo la giustizia di Dio.

Qual è questa Giustizia di Dio? La giustizia di Dio è che si ottiene la salvezza per mezzo della fede nel sacrificio che Cristo Gesù ha compiuto e per mezzo di questa ‘fede’ i nostri peccati sono andati a stamparsi sul corpo di Cristo quando era in croce; ed è avvenuta appunto la nostra giustificazione, [la nostra purificazione dei peccati].

Nel momento in cui siamo stati rigenerati è avvenuta la nostra giustificazione, cioè siamo stati resi giusti per la fede che abbiamo avuto in Cristo. Tutto questo da chi è stato operato? Dallo Spirito santo. Non è che noi siamo stati bravi, o siamo stati più bravi di quelli che ancora non hanno creduto, no, noi non abbiamo fatto nulla, il credente non ha fatto nulla, perché è Dio che opera tutto, perché la salvezza appartiene all’Eterno, appartiene a Lui, e questo perché nessun uomo deve gloriarsi davanti a Lui, non si deve gloriare né davanti a Dio e neanche davanti agli increduli, per dire: ‘Ah, ma tu non hai creduto perché non hai voluto credere, ancora non hai voluto credere; io ho voluto credere e quindi ho creduto’.

No, non è così, perché l’uomo non ha nessuna gloria, noi davanti agli increduli dobbiamo sempre tenere presente questa situazione; cioè, che noi abbiamo creduto perché Dio ci ha scelti, e Dio che ci ha fatti credere, che ha operato mediante lo Spirito santo dentro di noi ed ha messo la fede, quella fede per credere nel sacrificio di Cristo. Se non avesse operato lo Spirito santo, noi non avremmo mai creduto, perché la fede e la rigenerazione spirituale non dipendono dall’uomo.

L’abbiamo letto prima, al capitolo uno di Giovanni, che la nuova nascita non è per volontà dell’uomo che avviene, altrimenti non ci sarebbe scritto in quella maniera, ma la Nuova Nascita avviene per volontà esclusiva dell’Iddio Altissimo. E questo ce lo dobbiamo ricordare sempre, perché in questa maniera noi daremo sempre tutta la Gloria all’Iddio Altissimo, non ci tratteniamo niente, non è che per una percentuale noi siamo stati bravi, buoni e abbiamo aperto il nostro cuore. Fratelli, la maniglia del cuore non è all’interno, è all’esterno, è al contrario di come molte volte dicono, non c’è maniglia all’interno, la maniglia è all’esterno; ed è stato lo Spirito santo ad aprire il nostro cuore da inconvertiti, e poi lo Spirito santo è venuto ad abitare dentro di noi, e quindi ci ha fatto credere nel sacrificio che Cristo Gesù ha compiuto; per questa rigenerazione siamo stati giustificati, cioè siamo stati resi giusti, ma non perché abbiamo fatto delle opere, ma perché abbiamo creduto, abbiamo avuto quella Fede, Dio ha operato in noi nel darcela.

Quindi, siamo stati giustificati per fede, perché è per fede che si viene giustificati, salvati, non è per opere, perché per le opere nessuno può essere [salvato], nessuna carne può essere giustificata o salvata.

È chiaro che le opere hanno importanza nel credente, perché le opere manifestano la fede che tu hai, e la fede è quella che salva, ma le opere fanno vedere la fede che hai.

Quindi, adesso se dici di essere salvato, io voglio vedere le tue opere; perché è dalle tue opere che vedo se hai fede, non dalle tue chiacchiere. Non dalle chiacchiere che molti fanno, ma si vede dalle opere che uno fa, anche da come vive, da come parla; certo, perché uno che non è credente si sente anche da come parla, che non parla delle cose di Dio, capite? Non ha piacere di parlare delle cose di Dio, perché non è spirituale, non ha l’animo per le cose del cielo, non ha l’animo per le cose spirituali, ha l’animo alle cose di questa terra. Perché? Perché non è stato rigenerato, perché non è nato spiritualmente da Dio. Capite quindi?

Questa è l’opera che Dio ha compiuto, ad esempio se noi leggiamo, quest’opera che è stata compiuta dentro di noi, la leggiamo anche da un profeta, il profeta Ezechiele al capitolo 36, leggiamo al versetto 26, che è un altro modo per spiegare quello che è avvenuto dentro di noi, dentro l’anima che viene rigenerata spiritualmente. Allora, il profeta Ezechiele dice queste parole, scrive queste parole:

«E vi darò un cuor nuovo, e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; torrò dalla vostra carne il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio spirito, e farò sì che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni.» (Ezechiele 36:26-27)

Vedete? Qui dice: ‘Io farò, ‘Io vi darò un cuore nuovo; non è che voi da soli vi fate da voi un cuore nuovo; No, ‘Io vi darò un cuore nuovo’, dice. Poi dice: ‘vi darò un cuore di carne, torrò dalla vostra carne il cuore di pietra’.

Quindi, il nostro cuore di pietra che abitava in noi, quel cuore morto privo di sentimenti che piacevano al Signore è stato tolto da Dio, ci ha messo un cuore di carne; sempre opera di Dio.

E farò sì che camminerete secondo le mie leggi’, vedete? Anche il camminare secondo le leggi di Dio, con la guida dello Spirito Santo, viene sempre da Lui, viene tutto da Dio. A Dio sia tutta la gloria, perché tutto viene da Lui. È Lui l’agente, colui che opera in modo principale nella vita dell’uomo.

Quindi noi dobbiamo essere coscienti, conoscere queste cose per poterle poi trasmettere anche agli altri, per poter dare tutta la gloria a Dio; è importante saperlo così diamo tutta la gloria a Dio, capite? Perché se ci vogliamo trattenere la gloria per noi, non va bene. Erode, vi ricordo, che Erode, in Atti degli Apostoli, leggete questo bel passaggio che parla di Erode, che diciamo non ha dato tutta la Gloria a Dio e Dio ha mandato un angelo per percuoterlo nel fianco e morì roso dai vermi. Perché dice la Scrittura? Perché non diede tutta la gloria a Dio (cfr. Atti 12:23). Quindi, vuol dire che il Signore vuole tutta la gloria. Il Signore anche da noi vuole tutta la gloria.

Quindi, guardate bene, state attenti quando fate qualche discorso o dite qualcosa, fate attenzione, perché se non state dando tutta la gloria a Dio, state sbagliando, state peccando, lo state defraudando della sua gloria. Quindi è importante conoscere la verità, conoscere la Parola, affinché diamo tutta la Gloria a Dio, perché Egli la vuole e ne è degno, il nostro Dio è degno di tutta la gloria.

La nuova nascita, e questo è importante anche per un altro discorso che adesso facciamo, la nuova nascita è citata anche in prima Corinzi capitolo 12. In prima Corinzi capitolo 12 al versetto 13 leggiamo queste parole:

«Infatti noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito.» (1 Corinzi 12:13)

Questo passaggio parla di un battesimo che compie lo Spirito Santo, è il battesimo ‘dello Spirito’, o ‘di Spirito’, in base a come li ha definiti, è un battesimo, è un’esperienza che lo Spirito santo produce nel cuore dell’uomo; questa esperienza non è il battesimo “con” lo Spirito santo, badate bene, quello è un’altra cosa, solo che si usa anche qui la parola battesimo, però questo non deve trarci in inganno, perché noi dobbiamo esaminare parola per parola, frase per frase, [concetto per concetto]; qui dice che si viene battezzati ‘per formare un unico corpo’, quindi qui non si sta parlando del battesimo “con” lo Spirito Santo, che è un’esperienza successiva alla nuova nascita, ma è un’esperienza in cui si riceve la potenza dello Spirito santo; ma ricevere la potenza per il servizio nella chiesa è una cosa; essere rigenerati ed essere inseriti dentro il corpo di Cristo per farne parte, una volta per sempre, se rimaniamo fedeli, quest’entrare a far parte del Corpo di Cristo avviene nel momento in cui si viene rigenerati spiritualmente con la nuova nascita, che qui è chiamato anche battesimo “di” Spirito, esperienza che lo Spirito Santo produce dentro l’uomo.

Nelle Scritture la parola battesimo è associata a 6 cose diverse:

1) battesimo di Giovanni (cfr. Marco 1:4; Atti 1:5; Atti 19:3-4);

2) battesimo in acqua nel nome [del Padre, del Figlio e dello Spirito santo] (cfr. Matteo 28:19);

3) battesimo con lo Spirito Santo (cfr. Gioele 2:28-32; Matteo 3:11; Atti 1:5,8; 2:4, 16-20; 2:39);

4) battesimo di Spirito (cfr. 1 Corinzi 12:13);

5) il battesimo di Mosè (cfr. 1 Corinzi 10:2);

6) il battesimo nella morte, nella morte e nella sofferenza di Gesù (cfr. Marco 10:39).

Quindi, abbiamo sei tipi di battesimo [diversi tra loro citati nelle sacre Scritture].

Quindi, non vi meravigliate se dobbiamo distinguere questo battesimo [‘Nuova Nascita’] da quello ‘con lo Spirito santo’, perché ci sono citate diverse esperienze a cui si riferisce la parola battesimo. Quindi, questa è una di quelle [esperienze] che dobbiamo distinguere chiaramente dal battesimo con lo Spirito Santo.

Questa distinzione è importante, perché gli antipentecostali cadono in errore, perché non interpretano correttamente questo passaggio, che è strettamente connesso al momento in cui lo Spirito santo introduce nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, la persona nuova che ha creduto. Infatti dice: ‘abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito “per”…, è qui che è la spiegazione, [la chiave di comprensione] di questo battesimo, a che cosa si riferisce, ‘per formare un unico corpo’. Quindi, questo battesimo, nel momento in cui tutti noi siamo stati rigenerati, e per usare la parola battesimo che c’è scritta qui, siamo stati battezzati “dallo” Spirito, “di” Spirito, siamo stati immersi nel corpo di Cristo, per formare un unico corpo con tutti gli altri fratelli.

Quindi, qui si sta riferendo alla nuova nascita, non si sta riferendo al battesimo CON lo Spirito santo, che è un’altra esperienza, di cui parleremo più approfonditamente un’altra volta, adesso ci atteniamo al Battesimo DI Spirito, alla nuova nascita di cui stiamo argomentando oggi.

E quindi, qui vedete quando il credente nasce di nuovo, viene rigenerato, viene battezzato DI Spirito, perché il battesimo qui lo dobbiamo intendere come l’immersione del nuovo credente nel corpo di Cristo, capite? Quindi viene immerso nel corpo, quindi, da quel momento della nuova nascita fa parte della Chiesa di Cristo.

Non è con il battesimo in acqua che si entra a far parte della Chiesa di Cristo, non si fa patto con Dio quando si va a battezzarsi in acqua, perché si è già credenti prima, dal momento in cui si è nati di nuovo, è lì che si è fatto il patto. Il battesimo in acqua è una testimonianza di quello che è già avvenuto, quindi siamo già entrati nel corpo di Cristo a far parte della Chiesa di Dio; quindi il battesimo in acqua è una testimonianza di quello che è [già in precedenza] avvenuto in noi.

Quindi, vedete fratelli, di questa rigenerazione se ne parla anche in Giovanni, perché vi ricordo che è scritto: ‘Chi non nasce d’acqua e di Spirito’… .

Ora, abbiamo parlato della nascita di spirito, abbiamo parlato quindi della rigenerazione che compie lo Spirito santo, ma a questa rigenerazione naturalmente partecipa anche il Padre, perché cos’ha detto Gesù? Che nessuno può venire a me se non è il Padre che lo attiri” (cfr. Giovanni 6:44), quindi il Padre cosa fa? Il Padre attira le persone verso Cristo e lo Spirito santo gli dà quella fede, quella rigenerazione che gli serve per essere giustificato, per credere per fede nell’opera che ha compiuto Gesù Cristo morendo sulla croce, portando su di sé i nostri peccati.

Vedete, nella salvezza nostra ha partecipato Iddio Padre, ha partecipato lo Spirito santo ed ha partecipato anche Gesù Cristo, perché ha portato su di sé i peccati che scivolano via dalla nostra vita e vanno a collocarsi nel corpo di Cristo. Quindi, tutti e TRE hanno partecipato alla nostra salvezza, alla salvezza dell’uomo.

Abbiamo detto, quindi, che chi non nasce di nuovo, come ha detto gesù a nicodemo, «in verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di spirito, NON PUÒ ENTRARE NEL REGNO DI DIO.» (Giovanni 3:5)

Ora, lo Spirito abbiamo visto come ha operato dentro l’uomo, dentro il credente; ma qui ha parlato anche d’acqua, l’acqua, lì, in cui parla Gesù al capitolo tre a Nicodemo, quell’acqua lì si riferisce alla Parola di Dio.

Perché la Parola di Dio? Anche la Parola di Dio partecipa alla purificazione delle nostre anime, partecipa alla rigenerazione spirituale, e questo lo leggiamo…, cominciamo da Efesini, al capitolo cinque:

«Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola, affin di far egli stesso comparire dinanzi a sé questa Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa e irreprensibile.» (Efesini 5:25-27)

Vedete? Qui è scritto che la Chiesa è stata santificata e purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola; quindi la Parola opera insieme allo Spirito Santo la rigenerazione, la purificazione dei cuori e delle anime.

Questo lo leggiamo anche in Giacomo e in Pietro. Qui, al capitolo uno di Giacomo leggiamo queste parole:

«Egli ci ha di sua volontà generati, mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.» (Giacomo 1:18)

Vedete? Qui di nuovo dice: ‘di sua volontà’, quindi pone enfasi sulla volontà di Dio che opera la rigenerazione. Poi dice: ‘mediante’; mediante vuol dire ‘per mezzo di’, quindi siamo stati rigenerati per mezzo di che cosa? Per mezzo, quindi, della Parola di verità. Quindi qui Giacomo dice che siamo stati rigenerati per mezzo della Parola, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.

Ma la stessa cosa dice, in maniera simile, anche Pietro al capitolo 1 dal versetto 22:

«Avendo purificate le anime vostre coll’ubbidienza alla verità per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l’un l’altro di cuore, intensamente, poiché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente.» (1 Pietro 1:22-23)

Quindi anche qui Pietro dice che siete stati rigenerati dalla Parola di Dio vivente e permanente; quindi, anche la Parola di Dio ha prodotto la nostra rigenerazione spirituale. Ed è per questo, fratelli, per concludere il discorso, possiamo ritenere nostri fratelli ‘solo’ quelli che sono stati rigenerati spiritualmente, capite?

Quindi, non dobbiamo guardare uno a quale religione appartiene o quale gruppo frequenta, il nostro interesse deve essere: “Ma sei stato rigenerato? Sei nato di nuovo?”. Ecco, in questo caso io lo posso chiamare fratello; poi può essere un fratello ribelle, può essere un fratello che non si attiene alle Scritture, può credere diversamente da noi, ma sempre fratello rimane, io non lo posso disconoscere. Capite? Io posso starmene lontano, perché quel fratello è ribelle, è un cianciatore, e dopo se è diventato un seduttore di menti, però se un giorno è stato rigenerato, è diventato mio fratello, io non posso disconoscere la paternità, capite?

Quindi, state attenti, dobbiamo essere sicuri prima di disconoscere una persona e dire: no tu non sei mio fratello; e per quale motivo? Perché ribelle? Eh, beh, ci sono figli ribelli eh? Quindi disconoscendolo come fratello noi disconosciamo l’opera che Dio ha fatto in lui, dicendo che comunque se lui si ritiene un fratello io posso accettarlo, ma il ribelle no! Sta seguendo una via che non è quella via del Signore, la via maestra, non sono i sentieri antichi, la buona strada che bisogna seguire, che è stabilita da Dio; lo posso dire quello che sta camminando male nel Signore. Però quello che bisogna stare attenti è non offendere Dio, dicendo: no tu non sei mai stato rigenerato! Perché se è stato rigenerato, noi offendiamo chi ha compiuto l’opera, e l’opera l’ha compiuta Iddio.

Però anche al contrario non è giusto fare, cioè non è neanche giusto dire ad un cattolico: tu sei mio fratello; perché sei buono; fai delle opere. Se non è rigenerato spiritualmente non è nostro fratello. Iddio se non ha compiuto l’opera in lui, non è nostro fratello, non lo dobbiamo chiamare fratello. È una creatura di Dio anche lui, bisognosa di essere perdonata e lavata dei suoi peccati e di essere rigenerata spiritualmente; allora gli annunziamo l’Evangelo della Grazia, lo esortiamo a ravvedersi e credere nell’Evangelo, altrimenti sarà scaraventato nel fuoco dell’inferno; ma non possiamo chiamarlo fratello, se riconosciamo che non è mai stato rigenerato; non possiamo dire che è nostro fratello.

Quindi, questo è importante, è importante cominciare a discernere, a comprendere chi abbiamo di fronte, con chi stiamo parlando e di che cosa, perché questo ci fa capire di che cosa dobbiamo parlare, capite? Se individuiamo chi abbiamo di fronte, se è un cattolico è inutile che gli parlo dei misteri delle sacre Scritture, io gli devo prima di tutto e soltanto annunziare l’Evangelo della Grazia affinché si converta, tutto il resto lasciamo stare, è inutile che parliamo di cose difficili; [ad esempio] cosa voleva dire in quel Salmo Davide dicendo queste parole… . Non possiamo metterci a fare discorsi complicati con chi non ha le orecchie spirituali. L’unica cosa che possiamo fare con questi è annunziare l’Evangelo, questo bisogna fare, [annunziare] il ravvedimento e credere nell’Evangelo, capite? Con l’ammonizione che sennò altrimenti cadrà all’inferno. Anche questo è buono dire.

Quindi, se noi individuiamo una persona che non ha creduto dobbiamo annunziargli questo, dobbiamo annunziargli l’Evangelo, perché così bisogna fare. Se è un credente, invece, è ribelle? Lo dobbiamo ammonire come fratello, perché noi, ricordatevi che noi possiamo giudicare quelli di dentro eh! A quelli di fuori dobbiamo annunziare il Vangelo, quelli di dentro li possiamo giudicare, come dice l’apostolo Paolo, perché se si conducono malamente li dobbiamo ammonire severamente, li dobbiamo esortare a camminare secondo la volontà di Dio, a quelli di dentro. A uno di fuori, sì, gli puoi dire che sta peccando, ma tu a lui sei tenuto ad annunziargli l’Evangelo, perché se è schiavo nei suoi peccati, se è schiavo del peccato, hai voglia tu che gli dici: ‘No quello non lo devi fare, questo non lo devi dire’, capite?

Invece, ad un fratello è doveroso, perché se è un fratello ha lo Spirito santo in sé, quindi, se pur non ha commesso dei peccati, il peccato che mena a morte, allora no, ma lasciamo stare questo caso, questo è un caso particolare, ma in tutti gli altri casi, anche in caso di sviamento c’è sempre possibilità che si ravveda, che Dio gli conceda il ravvedimento e ritorni nella via che deve seguire.

Quindi, è importante conoscere, discernere anche il concetto sulla nuova nascita, l’esperienza della nascita, prima di tutto in noi stessi, che se noi non abbiamo ricevuto, chi non ha ricevuto la rigenerazione spirituale, la nuova nascita, e non sente di essere salvato, e non sente che i suoi peccati sono stati perdonati, deve nascere di nuovo, perché non c’è altra salvezza; non è un uomo che salva, non è un gruppo religioso, ma è Iddio che salva con la rigenerazione spirituale.

Quindi, se c’è pure qualcuno in mezzo a voi che ha qualche incertezza e dubbio, sappia che deve mettersi a posto con Dio, perché è la rigenerazione spirituale che salva, non sono le religioni, né noi né nessuno può compiere quest’opera nei cuori degli uomini. Per quelli che invece hanno ricevuto questa rigenerazione, che la trasmettano anche agli altri e discernano così chi hanno di fronte.

La rigenerazione è importante anche tenerne conto per quanto riguarda poi il battesimo in acqua; cioè in acqua non succede niente, cioè non avviene col battesimo in acqua nessun tipo di purificazione dei peccati, nessuna rigenerazione avviene col battesimo in acqua; il battesimo in acqua è una testimonianza.

Mettiamola in questa maniera, in modo più semplice, perché si può parlare del battesimo in acqua con più figure, con più elementi, però noi mettiamola in questa maniera, che il battesimo in acqua, prendiamo solo questa parte, che il battesimo in acqua è la testimonianza della rigenerazione spirituale che è avvenuta; cioè eravamo morti, siamo stati seppelliti con Cristo e siamo risuscitati; questo è il significato del battesimo, e noi con il battesimo lo testimoniamo; ma la rigenerazione spirituale è avvenuta con la nuova nascita, non avviene con il battesimo in acqua.

Quindi, in acqua devono essere battezzati solo quelli che sono nati di nuovo, capite? È importante questo, perché battezzare uno che non è nato di nuovo, non serve a niente, dopo quando e se il Signore lo salva, bisogna ribattezzarlo, perché non è servito a nulla quella testimonianza; che testimonianza è di una salvezza che non sia stata ricevuta? Non è niente, quindi bisogna rifarla, bisogna ripartire da capo.

Quindi, è importante la nuova nascita, conoscere bene che è importante la rigenerazione spirituale, anche davanti al battesimo in acqua, perché purtroppo anche su queste semplici cose bibliche, c’è molta confusione nelle comunità. Perché i primi a non essere neanche convertiti sono molti, non tutti, ma molti pastori, prima di tutto non sono neanche convertiti loro. Non sono convertiti, non hanno discernimento e quindi battezzano per fare numero, come dire: entri nella chiesa, quand’è che ti battezzi in acqua? Quand’è che ti battezzi? Capite? C’è una gran confusione oggi.

Ma non è così, non è così! Le Scritture bisogna studiarle, bisogna conoscerle, se non si studiano, non ci si attiene [ad esse], non si crede in quello che si legge, si fa solo confusione. E come farà uno a comprendere quello che sta scritto, le parole spirituali che sono scritte, se non è neanche rigenerato ed è ancora morto nei suoi falli e nei suoi peccati, ed è morto spiritualmente?

Non comprenderà nulla, è un ripetere a pappagallo qualche discorso, ma infatti è per quello che usano dei foglietti, che si scrivono cosa devono fare; una cosa è citare i versetti per fare prima (lo faccio pure io), cioè mi metto dei versetti per trovarli subito, se no ci metto, magari, mentre parlo, ci metto molto tempo a trovarli. Questi si fanno tutto il sermone, lo prendono di qua e di là; ma perché? Perché non c’è lo Spirito santo dentro di loro che li porta a parlare delle cose di Dio come si conviene, come veramente ne devono parlare.

Quindi, immaginatevi voi, se i conduttori non sono salvati, figuriamoci le pecore, come stanno? Come sono messe? Saranno salvate? Anche se sono battezzati in acqua? Non è al battesimo in acqua che bisogna guardare, perché bisogna guardare alla rigenerazione spirituale.

Io mi meraviglio [quando] a volte parlo con qualcuno e dico: Ma tu sei salvato? Sì, mi rispondono, sono stato battezzato in acqua. E cosa vuol dire? Non vuol dire niente, mica è il battesimo in acqua che ti salva, è la rigenerazione spirituale [che salva]. Io mi aspetto una risposta per chi ha sperimentato, mi aspetto una risposta corretta, e invece mi rispondono in questa maniera; ed io già parto col dubbio, nel senso: ma questo pensa che la salvezza si ottiene col battesimo in acqua? Sta sbagliando tutto allora. Capite? Quindi già lì si capisce, da questa risposta, che c’è qualcosa che non va.

Ma andando avanti, ancora, la rigenerazione spirituale è importante anche per la cena del Signore, cioè non è che la cena del Signore la possono prendere tutti indistintamente, credenti e non credenti. No, alla cena del Signore, alla mensa del Signore, possono partecipare solamente coloro che sono salvati, che sono stati rigenerati spiritualmente.

Quindi, anche per partecipare alla cena del Signore è necessario essere rigenerati spiritualmente, quindi uno che non è nato di nuovo non può partecipare alla cena del Signore.

E, addirittura, io lo dico, è conveniente che sia anche Battezzato in acqua. Chi si accosta alla cena del Signore, è necessario che sia salvato, rigenerato spiritualmente, è conveniente che sia anche battezzato in acqua; è necessario perché non si può proprio accostare, mentre è conveniente, dico conveniente, perché non è che è scritto chiaramente nelle sacre Scritture che si devono accostare solo quelli che sono battezzati alla cena del Signore. Però è conveniente, perché? Perchè in Pietro è scritto che ‘il battesimo in acqua è una richiesta di una buona coscienza fatta a Dio’ (cfr. 1 Pietro 3:21) cioè come dire: mi voglio impegnare con tutta coscienza a osservare i tuoi comandamenti.

Però, fino a che uno non è stato battezzato in acqua, c’è qualche comandamento che sta trasgredendo, almeno quello [del battesimo] lo sta trasgredendo, quindi non è a posto con Dio; e allora è preferibile, ma non mi voglio imporre completamente, perché se quello insiste [e dice]: ‘ma io mi sento davanti a Dio…’, però io sto facendo casi limite, è preferibile, conveniente, dire, anzi non voglio impormi forzatamente, ma io preferisco che uno che è credente, ma non è battezzato in acqua, non prenda la cena del Signore.

Quindi, fratelli e sorelle, avevo in cuore di parlarvi di questo argomento, che andava bene dopo [aver parlato in precedenza] del peccato, c’è anche la nuova nascita che ci aiuta a capire determinate cose, anche ad avere poi un buon dialogo, un buon rapporto, a discernere quindi le persone con cui abbiamo a che fare; ci aiuta anche a fare le domande giuste per conoscere le persone, le persone nuove, quando uno viene da te e ti dice: Oh, tu sei credente? anch’io sai ho creduto; e, giustamente, lì devi fare delle domande: ‘quindi, cosa hai sperimentato? Cosa hai sentito? Quando sei nato di nuovo?’ Capite? Non, quando ti sei battezzato in acqua? Perché non è quello che salva, ma quando sei nato di nuovo; e cosa hai sentito dentro di te quando sei nato di nuovo? Quindi, vedi con il tempo ed i sentimenti quello che è successo dentro di te, perché, abbiamo letto nel Vangelo di Giovanni al capitolo 16, che è lo Spirito Santo che opera; e nel profeta Ezechiele abbiamo visto che è dentro che opera; e che cosa opera? Che il cuore di pietra viene tolto, che mette un cuore di carne, lo spirito diventa nuovo, viene messo anche lo Spirito di Dio dentro quella persona.

Quindi, tutta questa esperienza che si sente [quando si nasce di nuovo], io l’ho sentita, credo che anche tutti voi l’avete sentito quello che è successo quando siete nati di nuovo. Quindi, noi questo ci dobbiamo aspettare che gli altri raccontino, quando gli facciamo la domanda: ma tu sei salvato? Sei nato di nuovo? È per sapere se quello è un fratello, non importa se frequenta la comunità evangelica, io voglio sapere se è nato di nuovo, se è mio fratello.

Può frequentare tutte le comunità che vuole, due volte al giorno, se non è nato di nuovo sempre in perdizione andrà, indipendentemente dai locali che lui frequenterà.

Quindi, queste domande sono fondamentali, e ci dobbiamo aspettare le risposte giuste, quando non viene la risposta giusta, noi giustamente discerniamo che quello magari può non essere nato di nuovo. Allora gli annunziamo l’Evangelo, capite? È importante discernere se è credente o non credente, perché a un non credente, noi abbiamo l’obbligo di annunziare l’Evangelo, non abbiamo altri obblighi. Capite? Beh, se è credente, abbiamo altri obblighi, di ammonirlo severamente, di riprenderlo, di esortarlo, di edificarlo e di consolarlo. Capite? Abbiamo diversi obblighi se quello è credente oppure no, quindi dobbiamo discernere.

La Scrittura ci insegna anche a discernere, ci dà quella sapienza, quella intelligenza, quel discernimento di cui abbiamo bisogno per vivere la nostra vita su questa terra, spiritualmente, come piace a Dio.

E con questo ho voluto terminare questa mia esortazione.

A Dio sia la gloria, l’onore e la lode, nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

[Un ringraziamento alla sorella che si è prodigata ed ha compiuto la fatica per trascrivere la predicazione, che Dio la benedica e la preservi da ogni male, insieme a tutta la sua famiglia]


File audio formato mp3 della predicazione sopra trascritta da scaricare dal mio sito a questo link: La Nuova Nascita

Sentire la predicazione sul mio canale youtube: https://youtu.be/eY5u6OOfNiI

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...