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Giacinto Butindaro è il Diotrefe di questa epoca

24 giugno 2022

Giacinto Butindaro è il Diotrefe di questa epoca

L’Apostolo Giovanni ha scritto queste parole nella sue terza epistola:

«Ho scritto qualcosa alla chiesa; ma Diotrefe che cerca d’avere il primato fra loro, non ci riceve. Perciò, se vengo, io ricorderò le opere che fa, cianciando contro di noi con male parole; e non contento di questo, non solo non riceve egli stesso i fratelli, ma a quelli che vorrebbero riceverli impedisce di farlo, e li caccia fuor della chiesa. Diletto non imitare il male, ma il bene. Chi fa il bene è da Dio; chi fa il male non ha veduto Iddio.» (3 Giovanni 1:9-11)

Siamo in obbligo di riconoscere che il Signore Iddio ci ha lasciato scritto nella Sua Parola tutto ciò che ci è utile e ci ammaestra in ogni cosa, infatti tutte le Scritture sacre si adempiono, non c’è nulla di nuovo sotto il sole che non sia già stato e che non sia già venuto all’esistenza.

A conferma di ciò, in questi giorni abbiamo assistito e vissuto direttamente cose simili a quelle che ha descritto Giovanni nella sua terza epistola e che ho citato, delle cose che sono successe nella Chiesa dei suoi tempi e che ancora oggi avvengono, sono avvenute in questi giorni.

È avvenuto che io ed altri fratelli abbiamo avuto in cuore di spiegare alla Chiesa, ed anche al gruppo facebook “Cristiani d’Italia” determinate cose a riguardo dei debiti e del diritto nell’Evangelo che hanno i veri servitori di Dio, in particolare volevamo far sapere che noi non condanniamo tutti i debiti/prestiti, perché Gesù non li condanna (cfr. Luca 6:34-35), come neppure Gesù condanna gli interessi bancari e le banche, (cfr. Matteo 25:27), di conseguenza noi siamo convinti nel Signore che nessun uomo deve, né può condannarli, quando si verificano situazioni particolari nella vita delle famiglie che sono costretti a fare debiti e a prendere in prestito. Avevamo in cuore di parlare alla Chiesa in quella maniera, ma siccome Butindaro i debiti li condanna tutti inconsultamente e insensatamente, non prendendo in considerazione tutto ciò che insegnano le sacre Scritture a tal proposito, ma facendo discorsi di sapienza umana prendendo parti di articoli sul web presi qua e là ma in maniera parziale e senza intenderli, non ci ha permesso di parlare alla Chiesa, ci ha cacciati via dal gruppo facebook e non ha permesso ai fratelli di parlare con me e con quelli che volevano esporre la questione dei debiti per poter esporre le proprie ragioni considerando tutti i punti di vista possibili. Per volontà di Butindaro, alla maniera di Diotrefe, hanno evitato il confronto diretto, sono scappati via dalle chat skype e whatsapp per non rispondere alle questioni e domande, e cacciano via tutti quelli che si mostrano a noi favorevoli o che fanno domande troppo scomode per loro.

Proprio come Diotrefe, Giacinto Butindaro volendo il primato assoluto nella Chiesa, non ammette che ci siano contestatori o chi possa dimostrare con la Bibbia cose contrarie a quelle di sapienza umana che ha insegnato lui; non ammette che ci siano di quelli che lo ammoniscono e lo correggono nella Chiesa, non li riceve lui, non li ascolta, non li vuole e li caccia via e fa in modo violento che i suoi compagni pure li caccino via. Tutto questo è un comportamento simile a quello che tenne Diotrefe ai tempi di Giovanni, ecco perché è giusto equipararlo a lui. E proprio come ha fatto Diotrefe, ha cianciato contro di noi con male parole e minacciando denunce e invocando contro di noi le maledizioni da Dio, sia direttamente che per interposte persone. Taluni soggetti che sono intervenuti, anche privatamente, sono stati molto violenti, hanno aggredito persone ritenuti da loro deboli, ma che gli hanno resistito in faccia e ritirandosi pieni di vergogna. Chi non la pensa come lui su tutto, anche sulla questione dei debiti, viene cacciato via, non ascoltano altre ragioni se non quelle esclusive di Butindaro, il quale ha e fa di tutto per mantenere il primato nella Chiesa, cioè di avere SOLO LUI il primo posto nella Chiesa, proprio come faceva Diotrefe. È inutile tacciare queste cose per calunni o odio verso i fratelli e invidia verso i servitori di Dio, perché non è così, ma è amore per la verità, come sempre ho fatto anche con altri pastori e altri che si facevano chiamare servitori di Dio. Prima che ero d’accordo con Butindaro nel riprendere e confutare altri pastori, non era odio, e adesso invece che dimostro che Giacinto Butindaro sta sbagliando e va ripreso e corretto deve essere ritenuto odio e invidia? No, cari nel Signore, non fatevi mettere nel sacco, non vi fate ingannare dai seduttori di menti e calunniatori insensati, riflettete con le vostre menti e pregate Iddio che vi faccia capire la verità.

Fratelli nel Signore, vi scrivo queste cose, prima di tutto per farvi sapere che se nella Parola sta scritto di Diotrefe, dovete sapere che da qualche parte nella Chiesa ci sarà sempre un Diotrefe, ed eccone uno qua lo abbiamo trovato, e il suo comportamento è proprio simile ed ha lo stesso spirito; secondariamente, ho in cuore che la verità sia conosciuta da tutta la Chiesa, perché vietare ai fratelli, in ogni modo e per qualsiasi motivo non possano mai fare debiti è un’imposizione forzata che è simile ai precetti della legge di Mosè. La Bibbia non condanna totalmente di fare i debiti, ma fa sapere che chi fa debiti deve pagarli e sarà legato da servitù al suo creditore, fino a quando non si sarà liberato del debito. Non sono d’accordo con la veduta personale di Butindaro a riguardo del divieto assoluto di fare debiti, è troppo ristretta, pesante e non è opportuna né conveniente per i santi, non tiene conto delle necessità di vita di una famiglia, come il mutuo per una casa in sostituzione dell’affitto (che poi anche l’affitto è da paragonare ad un debito e presente le stesse problematiche del mutuo nel caso non si paghino le rate); poi non si tiene conto di quei fratelli che hanno attività imprenditoriali, che si trovano a dover trattare con banche sia in positivo che in negativo per questioni commerciali, e non ne possono fare a meno, ed altre cose ancora. No, su questa faccenda dei debiti Butindaro sta imponendo alla Chiesa dei suoi peculiari precetti umani, gravosi oltremodo per chi gli dovesse dare retta. La prova che anche Butindaro-Diotrefe sa che sta sbagliando ed esagerando con la negazione totale sui debiti, è il fatto che ha chiesto ai suoi compagni che hanno contratto un mutuo di chiedere perdono per i mutui (debiti con le banche), ma come sarebbe stato coerente fare, Butindaro non gli ha imposto di liberarsi del mutuo portando frutti degni di ravvedimento e andando in affitto. Tale comportamento e tale insegnamento di Butindaro è una manifestazione di disprezzo verso il “chiedere perdono”, e contro i frutti degni di ravvedimento, che in quel caso dei debiti Butindaro non li richiede (se una questione è sanabile, cioé riportabile allo stato originale prima di peccare, o di commettere l’errore, bisogna sanare la questione, e quindi se uno chiede perdono per aver contratto un mutuo allora deve lasciarlo e andare in affitto, questo richiede un insegnamento coerente, non c’è nulla che possa annullare la sanabilità del peccato, quindi bisogna farlo, se no il perdono non è valido e siete dei pagliacci IPOCRITI che parlate a vanvera, solo per imposizione di un uomo fallace). No, fratelli, per coerenza, Butindaro dovrebbe ORDINARE ai suoi compagni che lo sostengono di lasciare i mutui e andare in AFFITTO, per essere coerente con sé stesso e per non essere più schiavi del debito verso le banche. Ma non può imporre una tale cosa, perché sarebbe una cosa gravosa oltremodo per i fratelli che hanno contratto il mutuo, e c’è pure un pastore suo amico che ne ha fatti addirittura due di mutui, uno per ogni casa che si è acquistato e ce li ha contemporaneamente (ma per Butindaro va bene quello che ha fatto quel pastore, ha chiesto perdono e va bene così. Vedete che ipocrisia, e la schiavitù verso le banche dovuto al mutuo che fine ha fatto?).

È assolutamente vergognoso ed è da biasimare come si è comportato Butindaro a riguardo dei debiti, e non solo per quello, ha usato due pesi e due misure, una bilancia INGIUSTA di cui dovrà chiedere perdono a Dio ed anche a me e agli altri fratelli che sostengono la verità in questa faccenda. A suo tempo Iddio glielo farà capire, speriamo non troppo tardi.

Mi sono trovato costretto a scrivere pubblicamente perché non mi hanno lasciato altra scelta, così hanno voluto, e per loro volontà sono stati accontentati, non voglio deluderli. Non scrivo perché perché vorrei rientrare con loro, assolutamente no, dopo aver visto manifestarsi il loro cuore, non potrei più avere comunione con quei cuori che ho conosciuto, ma devo scrivere per amore di verità e per amore della Chiesa, affinché i santi non cadano vittime di precetti d’uomini e siano in grado di ragionare e prendere in esame anche altre argomentazioni diverse da quelli peculiari e gravosi per i santi imposti da Butindaro, come lo sono anche i precetti della legge di Mosè.

Fedeli e diletti nel Signore, vi scrivo queste cose affinché riflettiate e preghiate il Signore che vi conceda d’intendere la verità, affinché viviate una vita tranquilla e pacifica, usando delle cose utili di questo mondo, opportune e convenienti, e se non si permettesse di fare così, la vita sarebbe resa impossibile, perché viviamo in questo mondo e usiamo di questo mondo.

Cari nel Signore, guardatevi dagli uomini che vogliono imporvi dei precetti umani e vogliono farvi vivere una vita impossibile, cose che non sono confermate dalle sacre Scritture.

Chi ha orecchie da udire oda.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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