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BREVE CHIARIMENTO SULLE CALUNNIE CHE MI SONO STATE VOMITATE ADDOSSO SUL GRUPPO FB “CRISTIANI D’ITALIA”

27 giugno 2022

BREVE CHIARIMENTO SULLE CALUNNIE CHE MI SONO STATE VOMITATE ADDOSSO SUL GRUPPO FB “CRISTIANI D’ITALIA”, CHE IO DEFINIREI TRASFORMATOSI IN CALUNNIATORI D’ITALIA, DA NICHOLAS CAMPITELLI E MARIO PROSPERO, SU DIRETTIVA DI GIACINTO BUTINDARO, IL QUALE STA ACCURATAMENTE EVITANDO DI METTERCI LA FACCIA PER USCIRNE PULITO DA QUESTA SPIACEVOLE VICENDA

Sta scritto:

«Diceva inoltre: È quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, FURTI, omicidî, adulterî, cupidigie, malvagità, FRODE, lascivia, sguardo maligno, CALUNNIA, SUPERBIA, STOLTEZZA. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo.» (Marco 7:20-23)

Ecco nei passi citati sopra cosa è chiaramente peccato e che hanno commesso e stanno commettendo i miei detrattori. Quello è peccato, mentre non è peccato fare debiti in certi casi, come stanno cercando di inculcare nei credenti manipolando parole e concetti.

Certo, la Parola avverte tutti gli uomini che vi sarà un forte legame di dipendenza e mancanza di libertà se uno prende in prestito, e se non paga ne porterà la pena e ne subirà la vergogna, ma se paga tutto regolarmente non c’è nessun peccato, ed è giusto che ognuno dalle sue circostanze di vita farà quello che Dio gli metterà in cuore. Io sono pienamente convinto che Dio sta guidando tutti i credenti, non solo uno.

Cari nel Signore, non fate debiti, è meglio rimanere liberi, ma se nella vita si creano circostanze necessarie che costringono un credente a fare debiti, io non lo condanno, la Bibbia non lo condanna, infatti Gesù non solo parla del fatto che si può dare in prestito (cfr. Matteo 5:42), quindi ricevere in prestito, ma non condanna neppure il sistema classico bancario con gli interessi (cfr. Matteo 25:27), quindi, come si fa a condannare un fratello che fa debiti e demonizzarlo, quando le sacre Scritture non lo condannano?

A questo tipo di condanna umana mi oppongo fortemente e rimando la questione alla Chiesa tutta, affinché ognuno faccia il suo ragionamento davanti a Dio ed esprima il suo giudizio, senza avere riguardi personali.

Come pure non condanno i fratelli che col sudore della loro fronte risparmiano e accumulano ricchezze, MA NON GRAVANO ASSOLUTAMENTE SULLA CHIESA. I ricchi, cioè quelli che non sono poveri, dovranno ricordarsi dei poveri, questo è comandato.

Quello che non va bene e che difenderò fino alla morte, sia chiaro, è il fatto che non devono accumulare ricchezze coloro che gravano sulla Chiesa, anche se sono dottori di cui ne ho riconosciuto il ministerio, a suo tempo ben gestito.

Se sbagliano, io come facente l’opera dell’anziano nella Chiesa, ho il dovere morale e divino di correggere l’errore del dottore e salvaguardare così il diritto dei poveri e il corretto funzionamento pratico di tutto il sistema biblico delle donazioni di offerte da indirizzare alle necessità dei poveri tra i santi principalmente, e non permettere che siano destinati all’accumulo per esigenze di cose future, avendo pure pienamente fede che Dio provvede alle necessità dei santi sia da giovani che da vecchi.

Dov’è la fede nel loro parlare di accumulare per esigenze future? Non credono che Dio possa provvedere loro il necessario anche da vecchi? Io non ho accumulato niente e me ne hanno fatto una colpa, sono stato sospeso senza stipendio, per non aver fatto il vaccino, ho chiesto a Dio con tutto il cuore di non dover gravare sulla Chiesa, e Dio mi ha esaudito, ho avuto il necessario e non ho gravato sulla Chiesa, respingendo con forza le donazioni che i fratelli volevano darmi, almeno la maggior parte, qualche pacco da Amazon mi è giunto.

Di quello che dico chiamo a testimoni i numerosi fratelli e Dio stesso, perché le cose che sono successe sono queste che vi sto esponendo e non mi meritavo tutte quelle calunnie che mi sono state vomitate addosso da quelle persone che avrebbero dovuto aiutarmi anziché condannarmi.

PERCHÉ ADESSO?

È la domanda che martella la mente di molti, il tutto è successo adesso, perché è adesso che io ho capito certe cose ed ho fatto le domande precise al telefono a Giacinto Butindaro. Non covavo niente nel mio cuore, contrariamente a quanto mi vogliono addebitare, e lo dimostra il fatto che il 13 maggio sono stato aggredito e messo al bando pubblicamente, non sono stato io a dare inizio alla discussione e separazione.

È avvenuto che, mentre mi attaccavano per inculcare la loro veduta rigida del NON FARE MAI DEBITI PER NESSUNA RAGIONE, hanno incominciato a inculcare ai fratelli sul gruppo cristiani d’Italia che si dovevano per forza applicare ad accumulare denaro per non contrarre mai debiti. Anche i fratelli Butindaro pubblicavano dei passi sulle ricchezze. Memore del fatto che quei passi da loro citati sono stati citati dai predicatori della prosperità, che sono stati da Giacinto Butindaro confutati nel lontano 1998, mi si è aperta la mente alla possibilità che stessero accumulando ricchezze. Dio ha voluto che ci sentissimo per telefono con Giacinto Butindaro, mi ha chiamato lui, io tutto contento ho pensato che volesse far cessare la lite e creare i presupposti e il dialogo per una pacificazione; aspettativa mai più sbagliata di quella, invece, la telefonata è stata tutta un’accusa e demonizzazione insensata di interessi, banche e debiti; ma sono riuscito a fargli la domanda che mi premeva di più: tu hai delle case e delle ricchezze accumulate? E lui mi ha confessato di sì, giustificando il fatto che li ha ereditati. Ma io gli ho risposto che andava bene che avesse ereditato, io non sono contro la proprietà privata e le eredità, ma siccome LORO (lui e il fratello) gravano sulla Chiesa e ricevono offerte da diversi fratelli e Chiese, sarebbe stato conveniente che tutti sapessero che non stavano nel bisogno, e avessero potuto valutare se dare a loro che accumulano o ai fratelli che sono poveri veramente.

Così sono andate le cose, raccontate molto brevemente, e mi dispiace per coloro che sono sinceri e sono succubi della sua personalità e fama, meritata per il grande lavoro che ha svolto per la divulgazione dell’Evangelo e della dottrina, cosa che ritengo e custodisco fermamente nel mio cuore e non rinnego, ma in questa faccenda debiti e ricchezze ereditate ha preso un abbaglio colossale, e siccome lo Spirito santo e la sapienza non li ha ricevuti solo lui, ma li hanno anche tutti i veri credenti, è stato un dovere per me sbarrargli la via tortuosa che sta percorrendo e su cui sta indirizzando molti altri fratelli.

TECNICA DELLA GIACCA BUCATA

Qui tocchiamo un punto molto delicato. In difesa del suo accumulare ricchezze, non so quante, ma ha confessato che ne possiede da essere nell’abbondanza come lo era Paolo, ha detto con la sua bocca ad un fratello, il quale gli ha rivolto anche lui la domanda al telefono se possedeva case e ricchezze ed era nell’abbondanza, e gli ha risposto, tra le altre cose, che lui non ha mai chiesto niente a nessuno e che tutti hanno dato spontaneamente e liberamente.

A tale affermazione, vi comunico quello che Dio mi ha fatto notare, affinché valutiate da voi stessi come stanno le cose.

Anni fa (dovrebbe essere nel 2017) ci incontrammo diversi credenti a casa di un fratello, una riunione richiesta da Butindaro, visto che veniva da queste parti a trovarci, e in quel giorno dell’incontro notai che aveva la giacca bucata, era evidente a tutti, e ciò mi colpì molto, tanto che lo dissi a voce alta e lui mi guardò con un mezzo sorriso. In mezzo a tutta questa faccenda, parlando con fratelli che frequentavano la comunità di Basiano del condotta dal pastore Piero Conti, nel milanese, avvenne che anni dopo il primo fatto accaduto in cui io notai la giacca bucata, il pastore disse alla Chiesa che si doveva fare una colletta per Butindaro, che aveva anche la giacca bucata, mostrando così di essere nel bisogno.

Questi fatti della giacca, alla luce di alcuni ragionamenti sulle ricchezze che ha detto di aver ereditato già da tempo, mi hanno fatto riflettere sul perché andasse in giro SEMPRE con la giacca bucata.

Ora ho capito, non chiedeva a voce, ma tramite la giacca bucata, tramite i suoi abiti consunti, perché ha da tempo la possibilità di cambiarsi la giacca con una nuova, visto che è nell’abbondanza da tempo, ma non l’ha fatto.

Chiedo perdono a tutti i fratelli poveri del fatto di non essermi accorto prima di tutto questo, non l’ho capito prima, non l’ho visto, ero accecato, renderò conto a Dio di questo, ma credetemi, ho fatto tutto nella mia assoluta sincerità cercando il bene della dottrina e della Chiesa.

Ho persino regalato loro anche il mio silenzio per molto tempo, offrendogli il fianco alle loro calunnie che mi sono state lanciate contro come dardi infuocati, per distruggere la mia credibilità agli occhi della Chiesa, con lo scopo di togliersi un personaggio scomodo dalla loro strada, forse l’unico che avesse potuto contrapporsi ai fratelli Butindaro. Ma ora, sopportatemi, fratelli e sorelle nel Signore, sopportate il fatto che io mi difenda e lo faccia con tutte le mie forze e con tutto il mio cuore, la mia coscienza non mi accusa del fango che mi addebitano, io dico il vero come l’ho nel cuore, e per amore dei fratelli deboli e per amore della dottrina, ho supplicato tutti quelli che erano con me in conferenza su skype, anche piangendo, già dai primi giorni in cui stavo in silenzio, li ho supplicati di andare via da me, perché ormai per me non c’era più niente da poter salvare per essere riammesso alla corte di Butindaro, così io sarei rimasto isolato da solo e sarei rimasto in silenzio, per amore del bene comune. Ma i cari fratelli che amano la verità e la giustizia, non hanno voluto lasciarmi solo, essi asseriscono che ho ragione e non bisogna cedere alla menzogna, indipendentemente di chi si tratti, fosse pure l’apostolo Paolo o Mosè. Ho potuto vedere, finalmente, anche un pochino del mio lavoro per la grazia di Dio, fino ad allora gli avevo trasmesso l’amore per la verità e per la giustizia, quindi, come potevo pretendere che se ne potessero sbarazzare in un attimo, per seguire un uomo in una sentiero palesemente nell’errore?

No, i fratelli che amano la verità e che mi amano non mi hanno abbandonato, non hanno calpestato la verità, né la dottrina e non hanno rinunciato neppure ad avere la buona coscienza, al contrario, invece, di quello che hanno fatto tanti altri; i cari fratelli fedeli al Signore e alla verità, si sono armati di scudo e di spada, pronti alla battaglia, per la verità, ed andranno avanti fino alla morte. Ora, dopo gli anni trascorsi assieme, mi assomigliano troppo per non capire i loro sentimenti e la loro determinazione, il profondo senso di giustizia che abita nei loro cuori, cosa che mi ha sempre contraddistinto negli anni, e questo mi ha fatto capire che è venuta l’ora di affrontare una persona che mi dispiaceva affrontare, ma davanti a Dio per amore di verità, va anche lui corretto e disciplinato, per il suo bene e per il bene di tanti fratelli sinceri, affinché non siano trascinati nei suoi errori e non diventino oltremodo spietati nel giudicare la vita dei credenti che, per forza di cose, si trovino a dover fare un debito nella loro vita. La vita che noi credenti viviamo è già dura e difficile di per sé, non è buono aggravare ulteriormente con cose inutili e non necessarie i fratelli.

Perciò, concludo, adesso questa mia prima breve difesa dalle accuse che mi lanciano su cristiani d’Italia e chissà dove altro, dicendo che, io Giuseppe Piredda, non sono venuto meno mai nella fede in Dio, né nella sana dottrina finora creduta e insegnata, che mantengo nel mio buon deposito, ma concedetemi, vi supplico, di potermi difendere, anche se si sa bene che, purtroppo, i nemici della verità che fino ad oggi sono stati annichiliti, rialzeranno la testa e creeranno problemi ovunque. Mi dispiace per chi sarà investito da questa ondata anomala.

Ecco, è l’ora che ognuno mostri chi ha seguito finora, se la verità della Parola di Dio o un uomo.

A Dio, giusto giudice, siano la gloria, l’onore e la lode nei secoli dei secoli. Amen!

Che Iddio abbia pietà di me e di tutta la Sua Chiesa. Amen!

Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù, che è Dio benedetto in eterno.

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