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Come riconoscere un fariseo


Come fare a riconoscere un fariseo oggi?

Farisei

Farisei

Fratelli nel Signore, non è raro oggi leggere o sentire qualche credente che accusa un altro di essere un fariseo.
Per gli uomini che amano Iddio e la verità, sorge, di conseguenza, la necessità di conoscere le caratteristiche dei farisei, per imparare a discernere e riconoscerli, affinché si guardino da essi.

Ho voluto strutturare questo scritto in modo che, oltre darvi la risposta, voglio trasmettervi anche un metodo, affinché quando si presentino altre domande a cui rispondere, possiate procedere autonomamente ed arrivare alle giuste conclusioni, secondo il senso delle cose di Dio che sono indicate nella Bibbia e non secondo il senso delle cose dell’uomo, il quale benché faccia dei discorsi perbenistici, come fece Pietro quando rimproverò Gesù (cfr Marco 8:31-33) perché non voleva che gli accadesse nulla di male. Da parte del buonismo di Pietro non ci sarebbe nulla da dire, secondo il ragionamento e il senso delle cose dell’uomo, ma non era secondo il senso delle cose di Dio, e noi appunto a quest’ultimo senso miriamo, per credere e fare la volontà di Dio e non seguire la volontà dell’uomo fallace.

Eccovi, fratelli, dei passi tratti dalle sacre Scritture che prenderemo per esaminare quali siano le caratteristiche dei farisei che li contraddistinguono dai santi sinceri.

“Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.
E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate.
Poiché i Farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molto altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame.
E i Farisei e gli scribi domandarono: [1] Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure?
Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi [2] ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi [3] onora con le labbra, ma il cuor loro [4] è lontano da me.
Ma invano mi rendono [5] il loro culto insegnando dottrine [6] che son precetti d’uomini.
Voi, lasciato [7] il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione [8] degli uomini.
E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare [9] il comandamento di Dio per osservare la tradizione [10] vostra!
Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!” (Marco 7:1-13)

“Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand’hanno udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati? [11]
Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.
Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.” (Matteo 15:12-14)

“Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.
Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno [12].
Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente [13]; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini [14]; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli; ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!” (Matteo 23:2-7)

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre [15].” (Matteo 23:23)

Ora, ripercorriamo la lettura dei passi biblici citati, prendendo determinate parti, appositamente numerate per poterle con ordine elencare qui sotto, agevolando così l’analisi delle caratteristiche dei farisei:

[1] Il fariseo lancia delle accuse

– Questa è la caratteristica riconosciuta pressoché da tutti, ma ritenuta erroneamente da molti l’unica.
Ad esempio, se una sorella si mette il velo in un locale di culto dove le sorelle di quella comunità non usano metterlo, viene accusata di ipocrisia e di essere una farisea. Quest’accusa è lanciata solo perché la maggioranza delle sorelle non lo mette, e si sentono accusate dalla loro coscienza nel vedere che una, almeno una sorella lo usa, per loro è come se fosse LEGGE di Mosè, anziché verificare con le Scritture come stanno realmente le cose, e considerare se nella Bibbia vi è il comando di usare il velo, preferiscono accusare quella sorella, ingiustamente, di essere un fariseo.

[2] Il fariseo è un ipocrita

– Sono persone doppie, che dicono una cosa, ma ne fanno un’altra; la loro parola non ha valore alcuno, fanno le cose solo per apparenza, ma dentro sono morti spiritualmente. Ha una maschera per ogni occasione, soprattutto ne riveste una in comunità e tutt’altra vita conduce in privato. Per riconoscere l’ipocrisia di tanti fratelli occorre vivere insieme a lui diverse giornate intere, oltre che al locale di culto, anche a casa, al lavoro, etc.. Solo così si è in grado di conoscere bene a fondo un fratello, ed è appunto per nascondersi che oggi nelle comunità i fratelli sono pochi quelli che si trovano a casa insieme, per vivere una vita veramente in comunione con la fratellanza e non soltanto quelle poche ore del culto.

[3] Il fariseo onora Dio con le labbra

– Nel locale di culto è santo, prega Iddio, parla di Dio, dà gloria a Dio, ma fuori del locale di culto, pochi o nessuno si accorge che è un cristiano, perché vive una vita privata a casa e al lavoro simile a quella dei pagani, come se non fosse convertito. Non ha piacere di essere discriminato dal mondo che giace nel maligno e nel peccato, ma fa in modo che la sua diversità da esso non venga scoperto, quindi lo vediamo che non si perde certi culti cattolici, certi riti, non predica loro il ravvedimento, non difende la verità e il nome di Dio quando i pagani lo offendono. Insomma, si mimetizza perfettamente nell’ambiente in cui si trova.

[4] Il cuore del fariseo è lontano da Dio

– Fa le cose per emotività carnale e non perché sente la presenza dello Spirito santo dentro di lui. Gli senti dire spesse volte: “Dio guarda al cuore!” Ma lo dice come voler indurre l’ascoltatore a pensare che il suo cuore sia puro e santo, invece com’ è fuori, così è pure dentro: morto spiritualmente!

[5] Il fariseo invano rende il suo culto a Dio

– Ritiene di assolvere i suoi doveri di cristiano soltanto andando al culto, ma poi a casa la moglie credente maltratta il marito, il marito credente maltratta la moglie, e vive una vita simile ai pagani, in mezzo ai pagani si confonde, non è identificabile, soprattutto le sorelle, sono assolutamente irriconoscibili in mezzo alle donne pagane. Osservate l’abbigliamento delle donne pagane e quello di certe sorelle che dovrebbero fare professione di pietà, invece fanno professione di carnalità, possiedono il loro corpo a volte peggio di come lo possiedono le donne pagane perdute nei loro falli e nei loro peccati.

[6] Il fariseo insegna dottrine che sono comandamenti d’ uomini e non sono comandamenti dati da Dio

– Quando il fariseo è un conduttore o un anziano, il pericolo è maggiore e il danno è assicurato per tutta la chiesa che conducono, perché trasmette il suo fariseismo anche alle pecore che l’ascoltano. Molte volte questi suoi insegnamenti sono in contrasto con quanto insegnano le Scritture sacre, infatti egli tende a “inculcare” l’osservanza delle tradizione dell’organizzazione a scapito dei comandamenti di Dio. E purtroppo, molti fratelli che seguono ciecamente il pastore fariseo, sono sviati dalla Parola di Dio e iniziano a percorrere quelle vie laterali che non sono gradite a Dio.

[7] Il fariseo ha lasciato i comandamenti di Dio

– Se gli citi le Scritture, sembra che tu gli abbia parlato in arabo, non sa che cosa sia e come ci si debba comportare davanti alle Scritture, e per non sbagliare corre premurosamente dal suo pastore a chiedergli se è vero ciò che gli è stato detto leggendogli le Scritture. Il pastore, fariseo come lui, che tende ad annullare i comandamenti di Dio, cosa fa, gli dice il contrario di ciò che sta scritto, con vari sofismi e ragionamenti vani e umani, pieni di sapienza carnale, diabolica. Citiamo qualche esempio, certi pastori dicono che il velo le sorelle non lo devono più mettere, e siccome Dio guarda SOLO al cuore, può mettersi i vestiti che vuole, anche le minigonne e le magliette scollate fino a far vedere quasi tutto il seno; può indossare le collane e gli anelli; lo rassicura e gli dice che il mare lo ha fatto Dio, quindi può andare mezzo nudo al mare per mostrarsi al mondo carnale pieno di concupiscenza, e sfidarlo nella sua tana; poi fa capire che il cinema, la TV, le riviste mondane, e tante altre cose ancora, che penetrano in loro e rendono infruttuosa la Parola di Dio, non fanno niente al credente, perché Dio è amore e lo ama qualsiasi cosa faccia, anche se vive immerso nel peccato fino ai capelli, non fa niente, Gesù lo ama così com’è.

[8] Il fariseo sta attaccato alla tradizione degli uomini, anziché alla Parola di Dio

– Lo statuto e il regolamento della sua organizzazione li conosce, o almeno conosce ciò che piace al pastore, e per non irritarlo e non contraddirlo, non gl’ importa nulla di ciò che sta scritto nella Bibbia, lui si fa guidare solo dal suo pastore “di carne e ossa”, lo venera come un papa, e se è anche presidente, allora lo ritiene infallibile nel parlare e nella dottrina. Per lui vengono prima, o forse soltanto, la volontà del pastore, il quale a sua volta fa venir prima i regolamenti e lo statuto dell’organizzazione, a scapito dei comandamenti di Dio scritti nella Bibbia. Non conosce la Parola di Dio, non si applica neppure per conoscerla, non gl’importa nulla, l’importante per lui è essere vicino e in comunione col pastore.

[9] Il fariseo sa ben annullare i comandamenti di Dio

– Quando non vuole osservare dei comandamenti, si applica a trovare dei ragionamenti vani per annullare tale comandamento, e i pastori e i conduttori farisei sono quelli più bravi ad annullare i comandamenti di Dio, sono così bravi che talvolta bisogna conoscere bene le sacre Scritture per non essere sedotti da costoro. Ma alla fine mieteranno ciò che hanno seminato, e se hanno seminato vento, mieteranno tempesta. Sappiate fratelli, che coloro che insegnano falsità renderanno conto a Dio, ma anche voi che dormite e non volete sapere la verità e non fate nulla per conoscere le Scritture secondo il senso delle cose di Dio, renderete conto a Dio, perché siete responsabili di ciò che vi viene insegnato, di ciò che imparate, infatti Gesù ha detto di badare a come ascoltate, di vegliare e di guardarsi dagli uomini.

[10] Il fariseo osserva le regole e la tradizione dettate dalla sua denominazione, dalla sua organizzazione, anche se vanno contro la Parola di Dio

– Se i regolamenti dell’organizzazione contrastano e sono contrari alla Parola di Dio, non esita un istante, lui sa che deve osservare i regolamenti del suo conduttore e non la Parola di Dio. Se una sorella si fa trovare in minigonna a casa quando viene visitata dal pastore, non fa niente, ma se il marito è in ciabatte, allora viene ripreso e mandato a mettersi subito le scarpe. (Desidererei tanto che questa usanza me la spiegassero bene quelli delle ADI, perché faccio fatica a capirla e a trovargli una giusta collocazione nei miei elenchi di condotte sconvenienti e non confermate dalle Scritture).

[11] Il fariseo si scandalizza all’udire la verità

– Gesù ha detto la verità, e i farisei cos’hanno fatto? si sono scandalizzati perché Gesù ha detto la verità. Infatti, ancora oggi è così, i farisei non si scandalizzano perché vedono il peccato in mezzo al popolo di Dio, ma si scandalizzano se viene predicata la verità, si scandalizzano se uno riprende il peccato e lo denuncia affinché si ponga fine ad esso. Ecco, si scandalizzano di chi riprova il peccato, ma non si scandalizzano di chi ha commesso il peccato. Te lo fanno sapere chiaramente, ti dicono: “mi sono scandalizzato delle tue parole di denuncia contro il peccato”. Nulla di nuovo, quindi, hanno fatto esattamente così anche i farisei ai tempi di Gesù. Il Signore ci ha fatto sapere che quei tali dobbiamo lasciarli, perché sono ciechi e taluni sono anche guide di ciechi.

[12] Il fariseo dice e non fa

– Ciò che dicono non corrisponde a quello che fanno. Soprattutto i farisei conduttori, dicono agli altri ciò che devono fare, ma loro non lo fanno. Guai alle povere pecore che si permettono di dire al pastore ciò che deve fare, non possono assolutamente, egli gode di un grado superiore e non può perdere tempo a sentire i discorsi delle pecore che gli consigliano cosa deve fare. Egli è superiore alle pecore, e queste devono stare a lui sottomesse, non per l’osservanza della Parola di Dio, ma per lo statuto, altrimenti c’è il rischio di essere sottomessi alla disciplina e poi se persevera nel riprendere il pastore viene cacciato via. E qui mi vengono in mente alcune testimonianze di comunità delle ADI, in cui, alcuni fratelli hanno denunciato che il pastore aveva commesso dei peccati gravi, ma il comitato di zona anziché riprendere il pastore, ha ammonito i dissidenti e li voleva cacciare dalla comunità. Dire e non fare, dunque, questo è importante, così come è importante per le pecore non dire nulla se il pastore si conduce in modo scandaloso. Ma questo deve finire, fratelli, perché bisogna fare pulizia nelle comunità, il peccato deve essere bandito, e il malvagio tolto di mezzo, quand’anche sia il pastore. Domandatevi, fratelli, che cosa può insegnarvi di spirituale un pastore corrotto che si conduce malamente? Non rischiate forse di cadere nello stesso baratro in cui si sta gettando il pastore? Vegliate dunque, e state in guardia, badate a voi stessi, affinché non siate trovati mancanti il giorno che il Signore vi visiterà.

[13] Il fariseo lega dei pesi gravi sulle spalle della gente

– I farisei caricano i fratelli di cose da fare, di cose gravi e pesanti da fare, ma loro non li muovono neppure con un dito. Impongono osservanza di giorni, di sabati, impongono la decima, tutti elementi questi gravosi da osservare per i santi, che può farli piombare nella tristezza e li fa vivere aggravati e turbati. Sì, fratelli, è così, infatti anche solo il precetto della decima è un peso grave da portare, perché se uno lo vuole osservare lo deve fare secondo ciò che dice la Legge di Mosè e non secondo come pare a sé stesso. E credetemi, osservare tale precetto è molto pesante, infatti i fratelli che sono stati liberati da esso, si sono sentiti liberi nella loro anima, perché la Legge di Mosè lega le anime dei fratelli e appesantisce la loro vita, rendendoli schiavi di quel precetto. Certi conduttori come ci tengono alla decima, ah, come la predicano di continuo, e lanciano maledizioni sul popolo di Dio, quelle scritte su Malachia cap. 3, ma dimenticano volontariamente questo: “che Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi”. (Galati 3:13)

[14] Il fariseo fa tutte le cose per essere osservato dagli altri

– I pastori farisei vogliono essere riconosciuti da tutti, non solo nelle loro comunità, ma anche dagli altri pastori, fanno di tutto per farsi vedere, infatti fanno tutte le cose per mostrare sé stessi, per essere osservati. Al centro della loro vita ci sono loro stessi, non certo il Signore, Iddio è il mezzo di cui si servono per saziare la loro brama di potere e di vanagloria. Il loro obiettivo non è quello di far crescere la chiesa spiritualmente, ma quella di costruire locali di culto, grandi, enormi, in modo da poterli mostrare a tutti e vantarsene con gli altri. Sulle spalle di chi sono costruiti quei mostri di locali di culto? Ma naturalmente sulle spalle dei poveri semplici fratelli, loro certo non ci rimettono. Poi ci sono anche i semplici fratelli farisei, che pregano, parlano e qualsiasi cosa fanno, lo fanno davanti agli altri per essere veduti, se fanno opere buone le sbandierano a tutti, mentre Gesù ha comandato che la destra non sappia ciò che fa la sinistra.

[15] Il fariseo si prende cura del pagamento della decima, ma tutto il resto lo tralascia

– Ci sono molti pastori farisei che non fanno altro che predicare sui soldi, predicano di continuo sulla decima, dicono: “dovete dare! Dovete dare al Signore! Altrimenti Iddio vi maledice se voi rubate la decima al Signore.” Questi pastori farisei, ignoranti nella conoscenza delle Scritture, non sanno che la decima non va imposta ai santi, oppure fanno finta di non sapere, e che era un precetto della Legge di Mosè, imposta al popolo ebraico a favore dei leviti. Predicano di continuo sui soldi, moltiplicano le conferenze intercomunitarie con lo scopo di passare a raccogliere denaro con le offerte, e se i fratelli si azzardano a mettere delle monetine nel cestino delle offerte, allora si arrabbiano, perché loro vogliono “la carta” e non le monetine, si stancano a contare.

CONCLUSIONE

I farisei hanno RIPRESO Gesù, perché i suoi discepoli non osservavano la tradizione degli antichi.
Notate, fratelli, che è vero che i farisei accusavano Gesù, ma la cosa su cui bisogna porre mente è che accusavano Gesù di non OSSERVARE LA LORO TRADIZIONE.
A loro importava soprattutto della tradizione, delle regole umane, più che le altre cose della Legge di Dio.

A conferma di quanto detto qui, eccovi le parole dei farisei col quale accusavano Gesù, prese da Marco 7:5:
“Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure?”

Un’altra cosa da considerare è che pure Gesù accusava i farisei, Egli li accusava di aver lasciato i comandamenti di Dio, di averli annullati, cioè resi inefficaci, per non essere praticati dal popolo di Dio, per lasciare il posto alla loro TRADIZIONE.
Eccovi un passo delle Scritture riportante le accuse di Gesù rivolte ai farisei:
“Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!” (Marco 7:9-13)

Quindi, i farisei e Gesù si accusavano vicendevolmente, con la differenza che i farisei accusavano Gesù di trasgredire la loro tradizione, i loro usi e i loro costumi, mentre Gesù difendeva la Parola di Dio e accusava i farisei di trasgredire i comandamenti di Dio e di averli annullati per seguire la loro tradizione e le regole che si erano tramandate.

Alla luce di quanto detto finora, quindi, per definire un credente come fariseo, non è sufficiente come avviene frettolosamente oggi, guardare solo al fatto che un fratello lanci delle accuse, e di conseguenza venga bollato come fariseo, ma la presenza dell’ accusa non è sufficiente da sola a determinare con certezza un fariseo, in quanto è necessario che l’accusa deve essere rivolta al fratello con lo scopo di annullare i comandamenti della Parola di Dio, di gettarseli dietro le spalle e giustificare le trasgressioni, a vantaggio dell’osservanza delle loro tradizioni, regolamenti, statuti e usi della comunità voluti dal pastore e dall’organizzazione tutta.

I farisei moderni, fanno uso di vari sofismi e ragionamenti vani, per portare il popolo di Dio ad osservare i loro regolamenti umani e abbandonare così i comandamenti di Dio. E guai a quei fratelli che li contraddicono, gli mettono contro tutta la fratellanza, li tacciano come ribelli, gli tolgono persino il saluto talvolta e fanno il deserto attorno a loro. Li rendono tristi con il loro operare, e poi dicono: “vedete fratelli, voi non avete la pace e la gioia di Gesù nel vostro cuore, quindi state sbagliando voi.” Quanto sono astuti questi pastori farisei, sono maestri in astuzia, in sofismi e in ragionamenti vani, ma non lo sono nella conoscenza della Parola di Dio. Quando citi loro le Scritture sembra che li tocchi col fuoco, si fanno male, e non sanno da parte si deve prendere la Parola di Dio. Vergogna! Vergognatevi voi pastori corrotti, avete portato la chiesa ad uno stato pietoso spiritualmente, ma Dio ve ne chiederà conto e i servitori malvagi che signoreggiano il gregge non resteranno impuniti, pagheranno fino all’ultimo soldo del debito accumulato, perché Dio non è solo amore, ma è anche giusto e porta ad effetto tutte le sue parole, anche quelle col quale minaccia di punire i ribelli.

Avuto riguardo a quanto detto nel nostro scritto, quindi, per determinare la definizione di “fariseo” è necessario esaminare l’accusa lanciata dalla persona che dobbiamo esaminare e raffrontarla con la Parola di Dio, bisogna individuare quale sia il comandamento delle sacre Scritture da osservare secondo la volontà di Dio, e chi contrasta tale comandamento con vari sofismi e ragionamenti, cercando di annullarlo, è fariseo.
Non si può definire fariseo, invece, chi opera per difendere i comandamenti di Dio, come fece anche Gesù ai suoi tempi.

Quindi, fratelli, le sacre Scritture ancora una volta sono l’elemento principale di cui tener conto per avere il giusto discernimento spirituale, perché è il fariseo che fa ricorso alla sapienza umana, al proprio discernimento personale, ai ragionamenti vani e carnali. La Parola di Dio ha l’autorità di definire chi è fariseo e chi non lo è.

Ancora è utile ricordare, quindi, che non è da ritenere fariseo colui che insegna ai fratelli che devono santificarsi, osservare e praticare la Parola di Dio, perché Gesù e gli apostoli hanno fatto la medesima cosa, e lo hanno fatto per il bene dei fratelli, della chiesa tutta e non per dei tornaconti personali.

Fratelli, il centro di tutto, la cosa più importante, l’unica guida infallibile che ci fa del bene, è la Parola di Dio, la Bibbia, al cui studio bisogna che tutti i santi si dedichino doviziosamente, senza stancarsi, per non essere trasportati qua e là da ogni vento di dottrina, che ciclicamente soffia sulla chiesa di Cristo, cercando di portare fuori strada qualcuno, se fosse possibile, anche tra gli eletti.

Che Dio vi benedica e vi guardi da ogni male, dandovi di discernere i buoni operai da quelli cattivi, quelli che vi edificano, vi riprendono e vi esortano a perseverare nella fede e nella verità da quelli che usano i semplici fratelli solo come mezzi di prelevamento di denaro, ma non importa nulla della loro crescita spirituale. Si preoccupano soltanto che vadano in comunità, poi come si sentono interiormente, a loro non interessa.

Fratelli, vi rinnovo l’esortazione che fece Gesù: Guardatevi dagli uomini!

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

13 commenti leave one →
  1. 1 febbraio 2012 15:25

    Veramente non c’é niente da dire quello che dici é la pura verità . Che DIO ti benedica Giacinto.

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  2. teo permalink
    3 agosto 2012 21:42

    TUTTO QUESTO E’ VERO! PERO’ QUEL CHE IO CONTESTO NELL’USARE LA VERITA’, E QUANDO QUESTA SI USA IN MODO IMPROPRIO, CIOE’ CON ATTITUDINE DI GIUDIZIO E NON CON CARITA’. DOBBIAMO TENERE PRESENTE CHE GESU’ COME DIO, AVEVA L’AUTORITA’ DI GIUDICARE, EPPURE SPESSO NON LO FACEVA SE NON IN CASI ESTREMI. MENTRE NOI CHE SIAMO FALLACI COME TUTTI, E QUINDI OSSERVATORI DELLA LEGGE, E NON GIUDICI, QUANDO CI CONFRONTIAMO CON LA PAROLA DI DIO, DOBBIAMO ESSERE UMILI ED EDUCATI. E NON ARROGANTI E PROVOCATORI. QUINDI, CON IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO POSSIAMO RIPRENDERE TUTTE LE MENZOGNE, HO INESATTEZZE BIBLICHE E COMPORTAMENTI ERRATI. MA CON AMORE E RISPETTO PER L’UOMO. DVB.

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  3. 4 agosto 2012 15:16

    Da quello che leggo sei d’accordo con tutto, tranne che sul fatto che secondo te noi riprendiamo e confutiamo senza amore. Quindi noi siamo arroganti e provocatori?
    Il fatto è, come anche il popolo si accorse quando parlava Gesù, che chi parla da parte di Dio parla con autorità, e questa si vede e non lascia adito ad altre interpretazioni.
    «Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento, perch’egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi.» (Matteo 7:28,29)
    Nella stessa maniera avviene oggi, chi parla da parte di Dio si sente, si capisce, ma i ribelli e i confutati e i cianciatori, non possono ammettere che abbiamo parlato da parte di Dio, ed ecco che chiamano ARROGANZA l’autorità con cui abbiamo parlato.
    No, bisogna distinguere l’autorità dall’arroganza. L’arroganza ce l’hanno i pastori delle ADI, che non ammettono i propri errori e se vengono ripresi non ammettono l’errore, e signoreggiano sul gregge e vogliono avere sempre ragione. Sono i pastori delle ADI, ed anche gli altri, che sono ARROGANTI, e non vogliono essere ripresi quando sbagliano.

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  4. trapani luigi permalink
    5 settembre 2012 18:22

    Grazie a Dio che ci sono ancora quelli che amano la verita che Iddio ci benedica sempre di piu pace del Signore

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  5. 6 settembre 2012 23:31

    Pace a te, certo che ci sono quelli che amano la verità, ci sono sempre stati e ci sarano sempre, come la voce divina rispose ad Elia.

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  6. alessandro permalink
    27 novembre 2012 23:30

    la pace di nostro signore gesu’ sia con te,ti scrivo riguardo il giorno di sabato,è uno dei dieci comandamenti,tu lo ritieni un peso, apocalisse 14.ver12 credo che la fedelta ai comandamenti sia la base di ogni credente che adora il padre in spirito e verita

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  7. 29 novembre 2012 20:18

    Pace a te, dici bene che bisogna osservare i comandamenti di Dio, TUTTI, ma tu cerchi di osservare l’ombra del comandamento SUL SABATO, infatti è scritto: «Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha comandato.» (Deuteronomio 5:12); quando, invece, è a questo comandamento sul sabato che bisogna obbedire, che dice: «Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.» (Ebrei 4:11) Quelle parole lo scrittore agli ebrei le dice a riguardo del sabato, ma non parla di OSSERVARE il riposo in tale giorno, ma DICE CHE BISOGNA “ENTRARE” nel riposo di Dio.
    Si entra nel riposo del Signore quando si muore essendo fermi nella fede in Cristo Gesù, perché veramente allora ci si riposa delle proprie fatiche, com’è scritto: «E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono.» (Apocalisse 14:13)
    Chi ha orecchie oda ciò che la Parola di Dio dice ai santi.

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  8. Andrea permalink
    24 dicembre 2012 13:17

    Sono le persone come te che trasmettono lo Spirito Santo,Buon Natale.

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  9. 24 dicembre 2012 13:27

    Pace a te Andrea (?), nella tua stessa risposta è intrinseco che il fariseo sei tu, e te lo dimostro.
    Le tue ultime parole sono “Buon Natale”, cose che non ci sono nella Bibbia, non si dice neppure che Gesù sia nato il 25 dicembre, ma questa è una data presa dal paganesimo, quindi, tu con questo dimostri di non essere attaccato alla Fedel Parola ma alle tradizioni degli uomini che contrastano con le Scritture.
    Una delle caratteristiche dei farisei è appunto quello di darsi un sistema religioso che non è stato stabilito da Dio, delle regole umane, dei riti e delle abitudini che nulla hanno a che fare col cristianesimo, e tu hai messo la TUA FIRMA su tale fatto, congedandoti appunto con la FIRMA che sei tu il FARISEO.
    Non basta accusare altri di essere un qualche cosa, ma bisogna dimostrarlo, e siccome tu ti sei firmato come FARISEO, non abbiamo bisogno di altro da dimostrare, ma basta la tua firma.
    Che Dio ti illumini e ti faccia rinsavire, perché con poche parole hai già dimostrato che stai dormendo, e questo ti porterà a cadere nel baratro se non ti ravvedi.

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  10. 2 febbraio 2013 23:49

    Quello che hai scritto è molto istruttivo,ma non sono d’accordo su tutto.ES;la decima.Sono consapevole che bisogna essere credenti mature per digerirla,ma è assolutamente legale infatti in MT.23 che tu stesso citi,il Signore dice espressamente,queste sono le cose che bisognava fare,SENZA TRALASCIARE LE ALTRE.E tra le altre c’era appunto la decima.Quindi il presunto fatto che valeva solo nel vecchio testamento e nella legge.cade miseramente.Senza dire che il Signore fa a me che la pago perfettamente ciò che ha promesso in Malachia.Il Signore ti benedica.

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  11. 3 febbraio 2013 16:06

    Pace a te Gaetano, per quanto riguarda la decima, intanto c’è da dire che Gesù ha detto di non tralasciare le altre cose, USANDO IL PLURALE, e tra le cui cose c’erano i sacrifici di animali, la circoncisione, e tutte quelle altre cose che riguardavano la legge di Mosè.
    Inoltre, Gesù disse anche queste parole, ad un uomo che fu guarito:
    «E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza.» (Matteo 8:4)
    Ed ecco a quale offerta si riferiva Gesù:
    «L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: “Questa è la legge relativa al lebbroso per il giorno della sua purificazione. Egli sarà menato al sacerdote.
    Il sacerdote uscirà dal campo, e l’esaminerà; e se vedrà che la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso, il sacerdote ordinerà che si prendano, per colui che dev’esser purificato, due uccelli vivi, puri, del legno di cedro, dello scarlatto e dell’issopo.
    Il sacerdote ordinerà che si sgozzi uno degli uccelli in un vaso di terra su dell’acqua viva.
    Poi prenderà l’uccello vivo, il legno di cedro, lo scarlatto e l’issopo, e l’immergerà, con l’uccello vivo, nel sangue dell’uccello sgozzato sopra l’acqua viva.
    Ne aspergerà sette volte colui che dev’esser purificato dalla lebbra; lo dichiarerà puro, e lascerà andar libero per i campi l’uccello vivo.» (Levitico 14:1-7)

    Se si prendono le parole di Gesù scritte in Matteo 23:23 per giustificare la decima, allora tanto più si possono prendere anche le parole di Gesù per offrire i sacrifici di animali.
    Gesù non è venuto ad abolire la legge, ma a compierla, a portarla a compimento, e per quanto riguarda il sacerdozio levitico, su cui si basa la legge di Mosè, questo sacerdozio è venuto meno sotto la grazia, perché il nostro nuovo SOMMO SACERDOTE è venuto secondo la discendenza di Giuda.
    Pertanto, i leviti oggi, tra coloro che sono sotto la grazia, non ci sono più, e nella legge sta scritto che la decima andava pagata AI LEVITI, e infatti Gesù quando ha detto di non TRALASCIARE le ALTRE COSE, intendeva appunto che i Giudei dovevano pagare la decima AI LEVITI, e non a sè stesso, e neppure ai suoi discepoli, perché se così avesse detto, avrebbe peccato e TRASGREDITO LA LEGGE DI MOSE’.
    SENZA TRALASCIARE LE ALTRE, se si prende la decima e si considera che come Gesù disse DI NON TRALASCIARE LA DECIMA, era compreso anche IL NON TRALASCIARE GLI ALTRI COMANDAMENTI IN ESSO COMPRESO, infatti ha parlato al plurale: TRALASCIARE “LE ALTRE”, quindi insieme alla decima c’erano anche gli altri precetti della legge, e chi vuole imporre la decima e ritenere che quelle parole di Gesù volessero intendere una tale cosa, devono per coerenza accettare anche la CIRCONCISIONE, IL NON MANGIARE CARNE IMPURA, il sacrificio di animali, etc..
    Ancora, dobbiamo registrare il fatto che sui santi in CRISTO non imcombe nessuna MALEDIZIONE DI MALACHIA, che era una maledizione che riguardava la legge, in quanto sta scritto:
    «Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno), affinché la benedizione d’Abramo venisse sui Gentili in Cristo Gesù, affinché ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.» (Galati 3:13,14)
    Non incombono sui santi maledizioni che riguardano la legge perché Cristo ci ha riscattati dalla MALEDIZIONE DELLA LEGGE, quindi non si può usare la maledizione di Malachia per SPAVENTARE I SANTI ed indurli PER PAURA a pagare la decima.
    Semmai i santi possono decidere in cuor loro di dare ciò che hanno deliberato in cuor loro, e se è la decima parte dei loro averi, gloria a Dio, il Signore gradisce ogni donatore allegro, ma Dio non GRADISCE l’IMPOSSIZIONE SUL DARE UNA CERTA QUOTA.
    Nella grazia ci sono altri passi che indicano quanto dare e come dare, che sono passi molto più difficili da praticare che la decima, e forse anche per questo che molti credenti decidono di dare la decima, così non si sentono obbligati a dare altro, ma in realtà non è così, perché chi ha la possibilità deve dare fino a quando le necessità dei santi incombono, altro che decima!
    Il passo di Malachia, nella sua interezza dice queste cose:
    «L’uomo dev’egli derubare Iddio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: “In che t’abbiam noi derubato?” Nelle decime e nelle offerte.
    Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione!
    Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia del cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo, dice l’Eterno degli eserciti; e vedrete s’io non v’apro le cateratte del cielo e non riverso su voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla.» (Malachia 3:8-10)

    Sui santi non incombe nessuna maledizione della legge, ripeto, perché tutte le maledizioni della legge sono state tolte col sacrificio di Cristo sulla croce.
    I santi sotto la grazia devono tenere conto di questi passi:
    «Or questo io dico: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina liberalmente mieterà altresì liberalmente.
    Dia ciascuno secondo che ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza perché Iddio ama un donatore allegro.» (II Corinzi 9:6)

    «Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova?» (Giacomo 2:15,16)
    «Poiché, se c’è la prontezza dell’animo, essa è gradita in ragione di quello che uno ha, e non di quello che non ha.
    Poiché questo non si fa per recar sollievo ad altri ed aggravio a voi, ma per principio di uguaglianza; nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, onde la loro abbondanza supplisca altresì al bisogno vostro, affinché ci sia uguaglianza, secondo che è scritto: Chi avea raccolto molto non n’ebbe di soverchio, e chi avea raccolto poco, non n’ebbe mancanza.» (II Corinzi 8:12-15)

    «Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.
    Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli; e disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti; poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v’ha gettato tutto quanto avea per vivere.» (Luca 21:1-4)

    Sono questi e anche altri passi che devono essere insegnati nelle comunità, e non la decima e la maledizione di Malachia.
    Comunque, se qualcuno vuole dare la propria decima parte al Signore fa bene, senza che nessuno gli imponga nulla, tuttavia costui è chiamato da Dio a dare i propri AVERI ai poveri, e non ai ricchi; di dare le loro offerte e le loro decime, a coloro che hanno bisogno, e non per costruire locali, comprare terreni, e per altre cose vane e che concernono il potere temporale.
    Il primo obiettivo da raggiungere con le collette, è quello di far cessare le necessità dei santi che sono poveri, perché se si raccoglie molto e si usano male i soldi raccolti, e i poveri rimangono poveri, sappiate che Dio non benedirà LE VOSTRE OFFERTE, perché avrete fatto delle OFFERTE INSENSATE, per ingrassare i ricchi, mentre nelle Scritture sta scritto che le offerte devono essere donate ai POVERI, capisci, AI POVERI!
    Che Dio benedica i poveri nella sua chiesa e provveda a tutte le necessità.

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  12. Aldo Prendi permalink
    8 febbraio 2013 11:47

    Pace a tutti voi salvati – dalla Geenna – mediante la fede in Gesù, e nella sua opera espiatoria.

    Volevo fare due domande a Gaetano Perciabosco.
    Come mai Gesù disse che “BISOGNAVA” e non che “BISOGNA” (in Matteo 23:23)?
    Ti sei mai chiesto come mai Gesù parlava del passato e non del presente?
    Riffletti, e dai la risposta a te stesso piuttosto che a noi.

    Sono contento che hai scritto quello in cui non eri daccordo, perché così ci dai l’oppurtunità di spiegarti meglio, e di confutare le dottrine false che abitano nel tuo cuore, non per la nostra gloria personale, ma per il tuo bene; perché se nel credente abitano false dottrine, questo credente è in qualche maniera legato e non è totalmente libero perché sta scritto che la “verità rende liberi”… a questo punto possiamo sottintendere che la menzogna rende schiavi.
    Ed è per questo motivo che combattiamo e abbiamo creato i blog, per liberare i fratelli dalle menzogne, perché così è piacuto al nostro Padre.

    Pace nel Signore, e ravvediti dal tuo pensiero riguardante l’obbligo di dare la decima.

    Mi piace

  13. giovanni permalink
    12 maggio 2014 11:40

    PACE A VOI SONO D’ACCORDO CON ALDO PRENDI E CON I FRATELLI CHE CONFUTANO LE FALSE DOTTRINE DIO VI BENEDICA

    Mi piace

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