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Copyfree!


Copyfree!

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.» (Matteo 10:8)

Opposizione al copyright sulle Bibbie, sui libri e sulla musica Cristiana.

Chiunque è libero di usare materiale da questo sito. L’autore nel pubblicare il materiale presente nel sito si è servito di tante fonti. Egli è pienamente convinto che il materiale pubblicato sia conforme all’insegnamento della Bibbia, pertanto il suo desiderio è di non restringerne il loro uso in nessun modo di promuoverne la sua più ampia diffusione.

Dichiarazione simile a quella che apponeva Loraine Boettner nei suoi libri.

Ora vediamo il copyright secondo quello che dice la Parola di Dio.

(Matteo 10:8) “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”

Abbiamo ricevuto grazia da Dio per ottenere la salvezza, poi da Dio abbiamo ricevuto gratuitamente sapienza per dare gloria a Dio; chi con il talento musicale per comporre cantici spirituali; chi la conoscenza della Parola di Dio per insegnare e scrivere libri; chi ha ricevuto altri doni, ma ogni cosa l’abbiamo ricevuta gratuitamente dal Signore, perché, quindi, dobbiamo mettere in vendita ciò che Dio ci ha donato per rendergli gloria? Quel voler dare un prezzo alle Bibbie, ai libri di edificazione per la Chiesa di Cristo e alle testimonianze di ciò che Dio ha operato negli uomini, è contrario al volere di Dio. Non vi pare che le cose che Dio ci ha donate è meglio non prezzarle a guisa di commercianti?

Dice ancora la Bibbia:

(1 Corinzi 4:7) “Infatti chi ti distingue dagli altri? E che hai tu che non l’abbia ricevuto? E se pur l’hai ricevuto, perché ti glori come se tu non l’avessi ricevuto?”

Fratelli, abbiamo ricevuto tutto da Dio, dunque perché dobbiamo sfruttare qualcosa che non proviene da noi stessi per arricchirci? Sì, perché di questo si tratta, si vuole vendere non tanto per dare gloria a Dio ma per riempirsi le tasche e vantarsi di essere famosi.

( Luca 19:45) “Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano, dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d’orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.”

Nei locali di culto si pratica il commercio delle cose di Dio senza vergogna alcuna, proprio là, dove si va per apprendere le sacre Scritture e adorare Iddio. Ho veduto anche qualcuno che ha predicato la Parola di Dio e subito dopo ha invitato i presenti a comprare il suo libro. Invece di donarlo gratuitamente richiedeva una somma di danaro prestabilita. Come si fa a predicare e vendere le proprie predicazioni. Diverso è il diritto nell’Evangelo come aveva Paolo, il quale non poneva alcun prezzo e riceveva quanto i credenti volevano dargli, senza alcun prezzo. Insomma, Paolo non predicava a prezzo, ma gratuitamente.

Prendiamo ad esempio le Bibbie, qualcuno può dire che il prezzo è legato al costo che si sostiene, ma come mai anni fa acquistavo un formato di Bibbia a 16.000 lire ed ora la più economica la pago a 16,00 euro? Lo so che è stato cambiato il formato, la impaginatura e altro, ma la Parola che è quella che conta è sempre la stessa, la devo pagare il doppio. Ma non deve importare l’impaginazione che sia nuova, ma solo la Parola, al prezzo minimo possibile, accessibile a tutti.

Non è cambiato nulla, non c’è niente di nuovo sotto il sole, ai tempi di Gesù c’erano quelli che facevano affari per arricchirsi con le cose di Dio, ed oggi pure ci sono coloro che fanno molti e sostanziosi affari. Si va ai convegni, e si torna pieni di cassette video, libri ed altri gadget, tutti pagati profumatamente.

Tempo addietro ho richiesto un libretto dei cantici, mi è stato detto che costava una cifra che ho puntualmente pagato; dopo che l’ho acquistato ho guardato nella prima pagina ed ho visto scritto le seguenti parole: (NON IN VENDITA). Sono rimasto un po’ confuso, hanno imposto un prezzo ed hanno scritto dentro: NON IN VENDITA! Non so voi fratelli, voi tutti che temete Iddio, ma il commercio delle cose di Dio non fanno parte della sua volontà, tantomeno l’inganno, far passare per gratuito qualcosa che in realtà è in vendita. Vergognatevi voi tutti operatori d’iniquità e ravvedetevi di questa ipocrisia!

[Parte aggiunta in novembre 2008 – Mi è arrivato il catalogo ADI-MEDIA dell’anno 2009 nelle quali pagine, in sostituzione di “prezzo” viene indicata la parola “contributo”. Questo modo di operare è offensivo nei confronti della fratellanza, perché in tal modo si riconosce che prezzare le cose di Dio è sbagliato e allora hanno provveduto a cambiare la parola ‘prezzo’ con la parola ‘contributo’. Con questo modo di fare pensano di aver risolto la questione, pensano che i fratelli siano così addormentati che togliendo la parola prezzo non si accorgano che si faccia commercio delle cose di Dio. A me non interessa tanto che pratichino il commercio delle cose di Dio, ma piuttosto mi importa che pensino che nessuno dei credenti si accorga che invece in realtà il commercio sia praticato, e praticato anche largamente. Fratelli! mi rivolgo a voi che ancora avete un po’ di discernimento, vi sembra corretto prendere in giro i credenti con un tale modo di fare? Vero è che la maggior parte dei credenti dorme, dorme spiritualmente e se va alle riunioni di preghiera dorme anche fisicamente, ma fare certe cose proprio in faccia a tutti senza che nessuno li riprenda è una cosa troppo vergognosa. Io disapprovo un tale modo di fare e mi fa indignare il fatto che i fratelli vengano presi in giro in questo modo. Svegliatevi dal sonno! Dico da capo fratelli svegliatevi!]

Ditemi, quale è il fratello che procurandosi un libro di testimonianze, un libro dei cantici o una Bibbia, non darebbe una offerta se non fossero in vendita? Ma per fare questo c’è bisogno di fede; mettere un prezzo su una Bibbia è una palese dimostrazione di mancanza di Fede.

Fratelli, se andate a vedere come e dove vivono questa banda di affaristi, capireste che i soldi che ricevono non sono solo per coprire i costi di pubblicazione dei libri.

(1 Timoteo 6:10) ” Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.”

L’Apostolo Paolo dice che si sono sviati dalla fede, quindi prima erano nella verità della fede e per amor del danaro si sono sviati.

State attenti, fratelli, guardatevi da quelli che camminano da nemici della croce ed amano il danaro. Guardate come vivono, in quali lussuose case vivono questi che amano il danaro, smettete di ingrassarli e dedicate il danaro ai poveri e a cose che veramente edificano e consolano chi lo riceve.

In definitiva, io voglio dare gratuitamente ciò che ho ricevuto da Dio, e sono contro le cose prezzate che riguardano le cose di Dio.

La mia richiesta a Dio per voi, fratelli, è che il Signore vi guardi da questa banda di affaristi che si è insinuata nel popolo di Dio, vi faccia distinguere le cose vere e spirituali dalle false e materiali.

Che Iddio benedica il suo popolo! A Dio sia la gloria in sempiterno!

7 novembre 2006

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

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2 commenti leave one →
  1. Giorgio Adriano Casolari permalink
    11 giugno 2012 20:55

    c’e’ troppa gente che vuole vivere senza lavorare, come Paolo faceva e sollecitava di fare, c’e’ mancanza di fede in chi si fregia il diritto di usarti come un Bancomat, c’e’ tanta imprudenza in chi vuole dimostrare la propria riconoscenza a Dio, lasciandosi abusare da qualche presunto esegeta che si arroga il diritto di sapere cosa tu devi fare con i tuoi talenti.

    Mi piace

  2. 11 giugno 2012 21:19

    Bisogna considerare due cose molto importanti, la prima è che la predica deve essere conforme alle sacre Scritture e la seconda è che deve edificare, riempire quel bisogno dell’anima di cui tutti i santi necessitano. Se non ci sono queste cose, si stanno gettando via i soldi quando vengono messi nel cestino delle offerte, quando si paga la decima e si dona quant’altro viene chiesto.
    I predicatori devono concentrarsi nell’edificazione della Chiesa, senza chiedere soldi, e sarà Iddio a mettere in cuore ai santi che devono offrire i propri beni. Inoltre, aggiungo, che le offerte nelle Scritture non venivano fatte per costruire locali di culto, ma per essere donate ai poveri.
    Fratelli, correte a leggere la storia della torre di Babele sulla Bibbia e fate il paragone con la vostra organizzazione, sicuramente vi vedrete delle analogie e somiglianze.

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