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Il fuoco dell’inferno mette paura ai peccatori

16 aprile 2018

Il fuoco dell’inferno mette paura ai peccatori

fuocopeccatori

Il fuoco dell’inferno (Ades), come anche quello dello stagno ardente di fuoco e di zolfo, mette paura ai peccatori.

Essi sono sotto la potestà di Satana, e nelle denominazioni evangeliche abbondano costoro. Si presentano come «cristiani evangelici» ma sono figliuoli d’ira, e al solo pensiero del fuoco sono presi da spavento e un tremito si impadronisce di loro, e quando qualcuno mette in guardia dall’inferno è oggetto dei loro dardi infuocati e dei loro scherni.

Ma l’ora viene che costoro, se perseverano nella loro incredulità, moriranno nei loro peccati, e allora per loro ci sarà il pianto e lo stridore dei denti nell’Ades, e poi nel giorno del giudizio saranno gettati nel fuoco eterno dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.

Guai a loro.

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Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede della Chiesa Cattolica Romana

15 aprile 2018

Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede della Chiesa Cattolica Romana

messa_PapaÈ stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore.

Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie.

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.

Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73, 1981, p. 240-241).

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983.

Joseph Card. RATZINGER
Prefetto

Fr. Jérôme Hamer, O.P.
Arcivescovo tit. di Lorium
Segretario

Fonte: Dichiarazione sulla massoneria, Prefetto Card. Joseph Ratzinger, Segretario Fr. Jerome Hamer, su vatican.va.


RIFLESSIONI AD UN ANNO DALLA DICHIARAZIONE
DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

INCONCILIABILITÀ TRA FEDE CRISTIANA E MASSONERIA

Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicava una dichiarazione sulle associazioni massoniche (cfr AAS LXXVI [1984] 300).

A poco più di un anno di distanza dalla sua pubblicazione può essere utile illustrare brevemente il significato di questo documento.

Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella Enciclica «Humanum Genus» di Leone XIII (20 aprile 1884), il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano «Custodi» (8 dicembre 1892) egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra».

Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni 1970‑1980 la S. Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa.

Ora lo studio più approfondito ha condotto la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell’inconciliabilità di fondo fra i principi della massoneria e quelli della fede cristiana.

Prescindendo pertanto dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.

A partire da questo punto di vista dottrinale, in continuità del resto con la posizione tradizionale della Chiesa, come testimoniano i documenti sopra citati di Leone XIII, derivano poi le necessarie conseguenze pratiche, che valgono per tutti quei fedeli che fossero eventualmente iscritti alla massoneria.

A proposito dell’affermazione sull’inconciliabilità dei principi tuttavia si va ora da qualche parte obiettando che essenziale della massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio», nel senso di una posizione filosofica o religiosa che sia vincolante per tutti i suoi aderenti, ma piuttosto di raccogliere insieme, al di là dei confini delle diverse religioni e visioni del mondo, uomini di buona volontà sulla base di valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti.

La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell’Architetto dell’Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente.

In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L’associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo.

Innanzi tutto si deve ricordare che la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell’arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell’interazione di segni e di idee. Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote.

Anche se si afferma che il relativismo non viene assunto come dogma, tuttavia si propone di fatto una concezione simbolica relativistica, e pertanto il valore relativizzante di una tale comunità morale-rituale lungi dal poter essere eliminato, risulta al contrario determinante. Leggi tutto…

Dio è amore ed è anche giusto e dà corso alla sua ira sopra i malvagi

14 aprile 2018

Dio è amore ed è anche giusto e dà corso alla sua ira sopra i malvagi

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Dobbiamo riconoscere che il maligno, servendosi di predicatori corrotti e sviati dalla verità, è riuscito ad ingannare molte persone, facendo loro credere che Dio è solo amore e non anche giusto e santo.

La Parola di Dio presenta Iddio sia come amore ma anche giusto, e per la sua giustizia Egli dà la giusta retribuzione ai malvagi secondo quanto si meritano.

La questione presa in esame non va sottovalutata, perché è una cosa molto importante; se il maligno si è applicato molto per far sparire dalle predicazioni nelle Chiese che Dio elargisce la giusta retribuzione ai santi e la giusta punizione ai malvagi, significa che essa è molto importante al fine di riuscire a corrompere i santi e indurli a peccare. Infatti, credere che Dio sia solo amore e non anche giusto, e che non retribuisca i peccatori secondo le loro opere, spinge anche i santi a lasciarsi andare al peccato senza freni, perché se non si crede alle punizioni divine, allora si perde il timore di Dio e non ci si trattiene più dal peccare. Perciò, si comprende perché ai giorni d’oggi il peccato abbonda nella Chiesa, di ogni tipo e genere, e il mondo è profondamente penetrato, corrompendo i cuori e le menti di molti.

Coloro che credono che Dio non punisca e non faccia morire i malvagi errano grandemente, dimostrano di non conoscere le Scritture e di non conoscere Iddio. Per credere in qualcosa di così importante bisogna prendersi l’impegno di leggere le Scritture, almeno il Nuovo Testamento, per vedere nella Parola se sta scritto che Dio punisce i peccatori oppure no. Basterebbe anche solo trovare un passo per credere nella verità, e ce ne sono tanti (cfr Giovanni 5:14; Luca 13:3; Atti 5.3-5; Atti 12.23; 1 Corinzi 11:30-32; Apocalisse 2:21-23).

Ma il seduttore attraverso i suoi ministri, con lusinghe e allettamenti vari e i piaceri della vita, si fa breccia nel cuore e nella mente di taluni della Chiesa, allontanandoli dalla verità della Parola facendoli credere che la menzogna sia verità. Le persone sedotte, a loro volta seducono altri e difendono la menzogna come possono, ma non possono difenderla con le Scritture, perché la Parola è verità e non si può sostenere le menzogne del diavolo con essa.

Costoro che sono stati sedotti sappiano che Dio fa vivere e morire chi vuole e quando vuole, ed Egli è giusto, rimane giusto e sarà sempre giusto, qualsiasi cosa faccia, perch’Egli è Dio e non può sbagliare, né manifestarsi ingiusto. L’ingiustizia non gli appartiene, non è qualcosa che lo possa toccare.

A conferma del fatto che Dio è giusto e non può essere altrimenti, Paolo ha scritto queste parole:

«Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo noi? Iddio è egli ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Io parlo umanamente). Così non sia; perché, altrimenti, come giudicherà egli il mondo?» (Romani 3:5-6)

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Ciò che dovete fare per essere salvati

13 aprile 2018

Ciò che dovete fare per essere salvati

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Ravvedetevi e credete nella Buona Novella che Gesù è il Cristo (cfr. 1 Corinzi 15:1-11; Atti 13:17-41), per ottenere mediante la fede nel suo nome la remissione dei vostri peccati e la vita eterna, altrimenti morirete nei vostri peccati e ve ne andrete nelle fiamme dell’inferno. Leggi tutto…

La bella confessione della nostra sorella Marta

12 aprile 2018

La bella confessione della nostra sorella Marta

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«Gesù le disse: Io son la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo? Ella [Marta] gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.» (Giovanni 11:25-27).

Noi crediamo, come gli antichi discepoli, che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio di Dio, che è venuto nel mondo per salvarci dai nostri peccati, morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando dai morti il terzo giorno, e tutto ciò affinché si adempissero le Scritture. Leggi tutto…

L’Evangelo sarà predicato per tutto il mondo

11 aprile 2018

L’Evangelo sarà predicato per tutto il mondo

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Ricordatevi, fratelli, che la fine verrà quando l’Evangelo di Cristo (cfr. 1 Corinzi 15:1-11) sarà stato predicato per tutto il mondo. Lo ha detto Gesù infatti: “E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14). Siate dunque pazienti e rinfrancate i vostri cuori, perché come dice l’apostolo Pietro “la fine d’ogni cosa è vicina” (1 Pietro 4:7), e Giacomo lo conferma dicendo: “La venuta del Signore è vicina” (Giacomo 5:8).

Maràn-atà.

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Noi crediamo nell’esistenza dell’inferno

10 aprile 2018

Noi crediamo nell’esistenza dell’inferno

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Ormai – stando a quanto si sente predicare da tanti pulpiti – sembra che l’inferno non esista o se esiste è praticamente vuoto perché quando gli uomini muoiono vanno tutti in paradiso e nessuno all’inferno!

Non vi illudete, la stragrande maggioranza di coloro che muoiono vanno all’inferno perché muoiono nei loro peccati.

Noi dunque siamo tra quei pochi che ancora credono nell’esistenza di questo luogo di tormento dove arde il fuoco e dove le anime dei peccatori sono tormentate (cfr. Luca 16:23-24).

E non solo ci crediamo, ma mettiamo in guardia gli uomini da esso, esortandoli a ravvedersi e a credere nell’Evangelo (cfr. 1 Corinzi 15:1-11), per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, altrimenti quando moriranno se ne andranno all’inferno. Leggi tutto…

Sulla giustizia che viene da Dio basata sulla fede

9 aprile 2018

Sulla giustizia che viene da Dio basata sulla fede

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C’è una giustizia che viene dalla legge che si basa sulle opere, ma c’è anche una giustizia che viene da Dio basata sulla fede. Coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione, in quanto è scritto: “Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!” (Galati 3:10). Mentre coloro che credono in Gesù Cristo sono benedetti, in quanto Cristo li “ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno), affinché la benedizione d’Abramo” (Galati 3:13-14) venisse su coloro che credono, siano essi Ebrei che Gentili. Essi sono benedetti con il credente Abramo perché la fede nel Figliuolo di Dio gli è stata messa in conto di giustizia. Essi dunque hanno pace con Dio per mezzo di Cristo Gesù. A Dio, che ci ha giustificati gratuitamente mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, sia la gloria ora e in eterno. Amen! Leggi tutto…

L’apostolo Paolo esorta i santi a vedere sia la benignità che la severità di Dio

8 aprile 2018

L’apostolo Paolo esorta i santi a vedere sia la benignità che la severità di Dio

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Le sacre Scritture ci mostrano che Dio è buono e la sua benignità dura in eterno; ma in esse si apprende pure che Iddio è anche “severo” verso coloro che peccano e non si ravvedono della loro condotta.

A riguardo di ciò, l’apostolo Paolo scrive ai santi di Roma queste parole:

«Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.» (Romani 11:22)

Pertanto, considerato che noi credenti siamo obbligati a credere a tutto quello che è scritto nella Bibbia, non soltanto a quello che ci fa comodo, dobbiamo sia credere alla benignità di Dio, sia alla sua severità (vgs questi passi del N.T.: Giovanni 5:14; Atti 5:5,10; 12:23; 13:9-11; 1 Corinzi 11:28-30).

Benché tali passi della Parola di Dio sopra richiamati siano molto chiari sulla severità di Dio e sui suoi giudizi contro i peccatori, senza avere riguardi personali, pure ci sono molti che sono convinti nella loro mente che Dio sia soltanto buono e non anche giusto e severo. Costoro non vogliono accettare il fatto conclamato e ben presente nella Bibbia che Dio punisce i peccatori impenitenti.

Mi sono chiesto diverse volte quali possano essere le motivazioni per cui molti riscaldatori di sedie denominazionali possano pensare esclusivamente che Dio sia solo buono e non anche severo e che non provveda a punire i peccatori impenitenti, e sono sono giunto alla conclusione che ci possono essere varie cause.

La prima che ho individuato è che nelle comunità, dai pulpiti, la predicazione viene fatta da persone che hanno la mente e il cuore corrotti, che non sono neppure nati di nuovo, i quali badano solo ad operare in modo da incassare denaro il più possibile, e non pensano minimamente a prendersi cura delle anime, e neppure sarebbero in grado di farlo, perché non sono salvati e non hanno dimorante in loro lo Spirito santo. Costoro evitano accuratamente di parlare di tutto il consiglio di Dio, omettono volontariamente di ricordare quelle parti della Parola che si riferiscono all’ira e alla vendetta di Dio, essendo Iddio severo verso quei peccatori impenitenti.

Poi ce ne sono anche altre di cause, ad esempio molti che siedono nelle comunità che ascoltano le predicazioni e i messaggi della Parola di Dio non sono al loro volta credenti, ma sono increduli che si sforzano di sembrare di essere credenti.

Altri ancora, benché credenti e nati di nuovo, pure vogliono vivere la loro vita senza rinunciare al peccato, nè alle loro abitudini che la Bibbia definisce peccato, perciò s’illudono di non essere puniti da Dio solo per il fatto di non credere che Dio punisca i peccatori. Costoro pensano che Iddio tolleri il loro peccato e che alla fine non li colpirà nella sua vendetta divina.

Tutti costoro sono ciechi, stanno camminando con passo veloce verso il baratro dell’inferno e si illusono che Dio non li punirà. Questi farebbero bene a leggere e farne tesoro di queste parole scritte dall’apostolo Paolo:

«Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.» (1 Corinzi 6:9-10)

Quindi, coloro che si trovano in una delle situazioni di peccato prospettate dall’apostolo dei gentili nel passo citato sopra, devono sapere che Dio non li risparmierà neppure se si definiscono credenti e frequentano un locale di culto assiduamente. Costoro sono persone spente spiritualmente, doppie d’animo, che contrastano sempre lo Spirito santo e la Parola di Dio, perché sono dei ribelli. Essi non entreranno nel Regno di Dio, quindi saranno gettati all’inferno prima, dopo il giudizio nella morte seconda per l’eternità, dove saranno tormentati giorno e notte. È solo questione di tempo, ognuno riceverà la giusta ricompensa del suo traviamento e dell’ignoranza, e finiranno per essere salati col fuoco per l’eternità. Leggi tutto…

Giuramenti dei gradi massonici: Giuramento di diciottesimo grado (Sovrano principe Rosa-Croce)

7 aprile 2018

Giuramenti dei gradi massonici: Giuramento di diciottesimo grado (Sovrano principe Rosa-Croce)

squadra-compasso-massoneria_thumb.pngDall’esame del file pdf in cui sono riportati degli allegati alla Relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2, ho voluto estrapolare, pubblicare e diffondere il più possibile, i giuramenti di alcuni gradi della gerarchia massonica, quelli che finora ho trovato, in quanto, dal punto di vista cristiano, tali giuramenti sono da ritenersi ripugnanti e da cui ogni buon cristiano che ha conosciuto il Signore Gesù Cristo deve starsene ben lontano e, non solo, deve anche avvisare tutti coloro che gli stanno intorno affinché siano ben istruiti riguardo a questo grande, feroce, spietato e agguerrito nemico che cerca di agire in maniera INVISIBILE infiltrandosi in mezzo alle Chiese e cercando qualche anima debole e infelice da divorare, ingannandolo e uccidentolo con il suo veleno e le sue astuzie, mascherando il proprio proponimento e le proprie intenzioni dietro a false rappresentazioni della realtà, con argomenti filosofici e artificiosamente composti, ma privi di quella potenza e luce della verità che promanano solo dalla Bibbia, che è la Parola di Dio.

Cari nel Signore, e a tutti voi profani in genere, eccovi di seguito il giuramento del 18° grado del rito scozzese antico ed accettato, con cui una persona si lega e diventa schiava sempre più dei propri superiori di grado e, al di sopra di tutti, diventa schiava ancora di più del diavolo.


A.˙.U.˙.T.˙.O.˙.S.˙.A.˙.G.˙.

Ordo ab Chao

L.˙.U.˙.F.˙. T.˙.U.˙.P.˙.

SUPREMO CONSIGLIO

DEI SOVRANI GRANDI ISPETTORI GENERALI DEL 33° ED ULTIMO GRADO

DEL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO DELLA LIBERA MURATORIA

PER LA GIURISDIZIONE MASSONICA D’ITALIA

GIURAMENTO del 18° GRADO (Sovrano principe Rosa-Croce)

Io ………(nome e cognome)………..……… accetto gli obblighi di membro del Capitolo dei Rosa-Croce.

Giuro di conformarvi le mie azioni durante tutto il resto della mia vita. In materia religiosa, filosofica o politica applicherò tutte le forze della mia intelligenza per scoprire la verità. Non lascerò che l’apatia mi distolga da un lavoro necessario alla mia propria istruzione. Non cederò al mio egoismo quando un sacrificio utile sarà necessario. Io non fuggirò dinnanzi al pericolo nel quale sia impegnato il mio dovere od il mio onore. Io non rinnegherò i miei principi per evitare un pregiudizio materiale.

Giuro di non tradire i miei Fratelli né per orgoglio, né per rancore, né per viltà.

Giuro di non fare guerra ad alcun Fratello né disonorare nessuno dei miei Fratelli nelle loro donne, anche quando fossi sollecitato da esse.

Giuro di non versare mai sangue del mio Fratello se non in caso di legittima difesa.

Giuro di non rivelar mai ad alcun profano o ad un massone di grado inferiore nulla di ciò che avverrà nel Capitolo.

Prometto d’essere fedele ai regolamenti ed alle tradizioni della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Prometto d’assistere sempre alle cerimonie obbligatorie dei Rosa-Croce se non sarò impedito da un ostacolo inevitabile.

L O G I U R O !

Or.·. di ……Palermo……… li ….9 gennaio 1982

……………………………………………….

[Giuramento di diciottesimo grado tratto dagli allegati alla relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, doc. XXIII, n. 2-quater/2/V, Vol. II, Tomo V, Roma 1984, pagg. 120 e 248]


Vorrei far notare a tutti i lettori, sia massoni che cristiani, che in una parte del giuramento viene detto questo:

Giuro di non fare guerra ad alcun Fratello né disonorare nessuno dei miei Fratelli nelle loro donne, anche quando fossi sollecitato da esse.”

Tale tipo di giuramento diventa un particolare tipo di divieto, legato alla sfera della sessualità di una persona, da cui si evince chiaramente che i massoni non sono liberi di vivere la loro vita sessuale come meglio credono, ma devono sottostare comunque alle parole del giuramento che hanno pronunciate e non devono sottrarsi ad esse neppure se vengono sollecitati dalle donne, figlie o mogli di altri massoni loro fratelli.

Pertanto, in base a quanto avete giurato o giurerete, dico a voi massoni che avete toccato la donna del vostro prossimo che era un massone come voi, non solo vi siete resi colpevoli davanti a Dio secondo i comandamenti biblici, ma avete pure rotto il vostro giuramento da voi fatto, qualificandovi come “SPERGIURI”.

Un’altra cosa che fa riflettere, in virtù di tale parte del giuramento, è che i massoni non possono permettersi di dire niente nei confronti di noi cristiani che ci diamo un limite alla soddisfazione degli istinti sessuali seguendo quanto Iddio ci ha ordinato nella Bibbia, che è quello di non toccare nessuna donna che non sia la propria moglie legittimamente sposata. Come possono i massoni parlare contro i cristiani e criticarli per la loro linea comportamentale sulla sessualità, se loro per primi si pongono dei limiti, anche se limitati alle donne dei loro fratelli massoni? Un limite vale come molti, quindi i massoni non hanno assolutamente la possibilità di poter dire nulla a noi cristiani sull’osservanza dei comandamenti di Dio che riguardano la sessualità.

Anche da tale giuramento e da quanto vanno in giro a dire contro i cristiani i massoni, promuovendo la promiscuità sessuale senza limiti, questi si mostrano chiaramente essere degli ipocriti, perché dicono agli altri che non bisogna avere dei dogmi e che bisogna vivere una vita anche sessualmente libera, invece loro per primi sono pieni di dogmi e di vincoli impostigli dai loro giuramenti, che devono osservare ciecamente, e guai a loro se non li osservano.

A proposito dei giuramenti, voglio ricordarvi quanto è scritto nel libro “La Massoneria Smascherata”, scritto da Giacinto Butindaro:

“In alcuni giuramenti massonici, pena lesioni e morte violenta in caso della loro violazione, sono ministrati alla fine dell’iniziazione in ogni grado Massonico, ed hanno lo scopo di proteggere i segreti dei gradi. Questi giuramenti sono considerati inviolabili e sono quella cosa che rendono un uomo massone. Si può dire che questi giuramenti sono la pietra angolare della Massoneria.”

Fratelli nel Signore, badate che nessun massone o filo-massone vi seduca con vani ragionamenti e guardatevi da costoro, perché sono degli anticristi; e guardatevi anche da tutti coloro che non condannano apertamente la massoneria in mezzo alla Chiesa di Cristo, perché l’istituzione della massoneria non è per niente filantropica come la intendono dipingere gli schiavi muratori che ne fanno parte, ma è un organismo molto potente al servizio del diavolo per portare avanti i suoi piani diabolici, tra i quali vi è quello di distruggere la Chiesa di Cristo.

Ricordatevi sempre questo fratelli, chi non condanna la massoneria pubblicamente, la approva, perché non esiste un campo neutro nella battaglia per la verità e la vita in Dio, secondo quanto ha detto il nostro Signore Gesù Cristo:

«Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.» (Matteo 12:30)

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No Temas Sino Habla

Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

Blog di Aldo Prendi

Per la diffusione e la difesa delle dottrine bibliche

Acordai-vos

Tocai a trombeta em Sião, e dai o alarma no meu santo monte.

Egli è altresì scritto...

Blog di Nicola Iannazzo

Destatevi

"Suonate la tromba in Sion e date l'allarme sul mio santo monte" (Gioele 2:1)

Il Buon Deposito

Dottrine della Bibbia

La Massoneria Smascherata

"non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto" (Matteo 10:26)

Listen to the sound of the sword

«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Non tollero Jezabel

Il blog di Gian Michele Tinnirello

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano fondamentalista

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

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