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Scopo del blog


Scopo del blog: La Buona Strada, amministrato da Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù

“Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.” (Apocalisse 22:15 )

Non possiamo tacere nel vedere come lasciate scivolare le persone verso la perdizione, mentre la chiesa è trascinata in grande pericolo e confusione!

Introduzione
A quanti si domandano quale scopo abbia il nostro lavoro e a chi ne venga beneficio, ebbene rispondo con questo scritto.
Ritenendo che la situazione della chiesa oggi sia arrivata ad un punto tale di allontanamento dalla Parola di Dio, con la complicità dei pastori delle varie comunità e denominazioni tutte, situazione, questa, simile a quella che ha spinto Richard Baxter a scrivere ai suoi tempi, ho ritenuto opportuno esporvi con parole del “più famoso pastore, evangelista e scrittore su temi pratici e spirituali che il puritanesimo mai produsse” le motivazioni che spingono me ed altri a scrivere e a fare quello che stiamo facendo.  Come dice R. Baxter: “è l’amore per la Verità della Parola di Dio e per la chiesa che ci spinge nel fare ciò che facciamo.” (Giuseppe Piredda)

“Ai miei stimati ed amatissimi fratelli, fedeli ministri di Cristo in Gran Bretagna ed Irlanda, grazia e pace in Cristo Gesù vi siano accresciute.
Stimati fratelli,
il tema di questo trattato riguarda così da vicino voi e le chiese affidate alle vostre cure, da incoraggiarmi a rivolgervi questo appello, nonostante le imperfezioni nel mio modo di impostarlo e la consapevolezza della mia grande indegnità di essere vostro monitore.
[…]
Confesso di aver ritenuto estremamente valida l’obiezione, se mai ci fosse stata, che non avrei dovuto parlare in modo così diretto e pungente contro i peccati dei pastori, che non avrei dovuto esporre queste considerazioni all’opinione pubblica, o almeno farlo in un’altra lingua e non all’attenzione della gente comune, specialmente ora che Quaccheri e Cattolici li stanno esponendo al disprezzo davanti a persone fin troppo disponibili ad ascoltare i loro suggerimenti. Il motivo per cui questa obiezione non è riuscita a modificare la mia risoluzione è dovuto, tra l’altro, alle seguenti ragioni:

1. Ci eravamo accordati sulla proposta di una solenne umiliazione, ed è per quella che il presente trattato era stato inteso e preparato. Come potevamo umiliarci senza un’aperta confessione dei nostri peccati?

2. La confessione riguardava principalmente i nostri peccati; chi potevano offendere nel confessare i nostri peccati, vergognandoci e rimproverando noi stessi così come ci imponeva la nostra coscienza?

3. Avendo preparato questo lavoro in inglese, non ebbi tempo di tradurlo in latino.

4. Quando il peccato è manifesto agli occhi del mondo, è inutile cercare di nasconderlo; qualsiasi tentativo in questo senso non farebbe che aggravare ed aumentare la nostra vergogna.

5. Una volontaria confessione di peccato è la condizione per una completa remissione, e quando il peccato è pubblico, anche la confessione dovrebbe essere pubblica. Se i ministri di culto dell’Inghilterra avessero peccato solo in latino, avrei scelto di rimproverarli in latino, oppure di non dire loro nulla. Avendo peccato in inglese, però, devono ascoltare la riprensione in questa lingua. Un peccato non perdonato non ci darà mai requie, né ci farà progredire, anche se fossimo estremamente abili nel nasconderlo. Forse non ne siamo consapevoli, ma i nostri peccati ci troveranno sicuramente. La confessione ha proprio lo scopo di manifestare i nostri peccati e di attribuircene pienamente la vergogna, e se chi confessa ed abbandona le proprie trasgressioni otterrà misericordia, non c’è da meravigliarsi che chi le copre non prospererà. Se siamo così indulgenti con noi stessi e così riluttanti alla confessione, Dio sarà ancor meno indulgente con noi e redigerà Lui stesso una confessione per noi. Costringerà le nostre coscienze alla confessione, oppure i suoi giudizi proclameranno al mondo le nostre iniquità.

6. Troppi tra coloro che hanno intrapreso l’opera del ministero si comportano così ostinatamente in modo egoistico, negligente, orgoglioso e altrimenti riprovevole, che è diventato ormai nostro dovere ammonirli. Se essi riformassero la loro condotta senza riprensione, faremmo volentieri a meno di manifestare le loro colpe. Quando però la riprensione stessa si rivela inefficace, al punto che essi si sentono maggiormente offesi da questa piuttosto che dal loro peccato e preferirebbero che noi smettessimo di rimproverarli piuttosto che porre loro fine ai propri peccati, credo sia venuto il momento di rendere il rimedio più incisivo. Cos’altro potremmo fare? Fin tanto che si possono trovare altri rimedi, sarebbe crudele abbandonare i nostri fratelli al loro stato. Non dobbiamo odiarli, piuttosto rimproverarli apertamente per evitare che il peccato rimanga su di loro. Tollerare i peccati dei pastori significa promuovere la rovina della chiesa. La depravazione delle guide è il modo migliore per accrescere la depravazione e il decadimento di tutta la comunità. Cercare di riformare le guide della chiesa è invece il modo più efficace di promuovere una riforma. Per quanto mi riguarda, li ho trattati come vorrei essere trattato io. È per il bene della chiesa ed è con amore compassionevole verso i fratelli che mi sono permesso di riprenderli, non per renderli spregevoli e odiosi, ma per guarire quei peccati che li renderebbero tali affinché nessun nemico possa usare queste argomentazioni per biasimarci. Inoltre, dal momento che il nostro impegno di fede è così necessario per il benessere della chiesa e la salvezza delle anime, essere negligenti verso noi stessi oppure silenziosamente conniventi con le negligenze altrui, non sarebbe coerente con il nostro amore per la chiesa e per le persone perdute. Se mille di voi si trovassero su una nave che imbarca acqua e coloro che dovrebbero pomparla fuori e tappare le falle stessero facendo sport, stessero dormendo o fossero semplicemente impegnati in attività personali, così da mettere in pericolo le vostre vite, non cerchereste di richiamarli ai loro doveri e di sollecitarli a darsi da fare per la vostra sopravvivenza? Riterreste quegli uomini sani di mente se si sentissero infastiditi dal vostro duro ed insistente rimprovero circa la loro pigrizia, e vi accusassero di presunzione, di vanità, ovvero di essere dei maleducati che hanno la presunzione di parlare ai loro pari in modo impertinente, o addirittura di averli offesi avendo infangato la loro reputazione? Non replichereste forse: “Bisogna agire, altrimenti moriremo tutti. La nave sta affondando e voi parlate di reputazione? Preferite mettere in pericolo le nostre e le vostre vite, piuttosto che sentirvi rimproverare per la vostra pigrizia”? Fratelli, questa è la situazione in cui ci troviamo. L’opera di Dio deve essere compiuta! Le anime periscono, mentre voi vi preoccupate dei vostri affari, dei vostri piaceri mondani, ve la prendete comoda o vi dilungate in dispute con i vostri fratelli! Anche a costo di sembrarvi incivili e maleducati e di dispiacere alle vostre anime insofferenti, noi non possiamo tacere nel vedere come lasciate scivolare le persone verso la perdizione, mentre la chiesa è trascinata in grande pericolo e confusione! Se foste intolleranti con i vostri peccati così come lo siete con i nostri rimproveri, non dovreste più sentire la nostra voce e saremo tutti d’accordo! Né Dio né gli uomini di buona volontà, però, possono lasciarvi tranquilli nei vostri peccati. Se aveste intrapreso un’altra attività, peccando solo contro voi stessi e andandovene alla vostra condanna, non avremmo motivo di importunarvi, come invece stiamo facendo; poiché, invece, avete deciso di diventare ministri di culto, preposti alla preservazione di noi tutti, e poiché, lasciati nei vostri peccati, esporreste la chiesa al pericolo e alla perdizione, guai a noi se non vi parlassimo più francamente di quanto voi vorreste. Se i vostri corpi fossero malati e voi trascuraste di curarvi o se le vostre case andassero a fuoco e voi steste cantando o discutendo in mezzo alla strada, potrei anche soprassedere e lasciarvi in pace (anche se, per amor vostro, non riuscirei a farlo); tuttavia, se foste medici in un ospedale o in un’intera cittadina colpita dalla peste, o se foste preposti a spegnere tutti gli incendi che potrebbero verificarsi in una città, la vostra negligenza sarebbe intollerabile, per quanto ciò possa offendervi. Prendetela come volete, ma è venuto il momento di parlarvi chiaramente, e se ciò non servirà a nulla, dovremo rivolgerci a voi ancora più duramente. E se anche allora sarà inutile, e se, dopo essere stati ripresi sarete poi cacciati dalla chiesa, dovrete allora ringraziare solo voi stessi.

Tutto questo lo dico solo a quanti tra voi sono colpevoli.” (Richard Baxter 1615 – 1691)

Citazione da:
Autore: Richard Baxter (1615 – 1691)
Titolo: L’opera del pastore
Casa editrice: Passaggio ( www.passaggio .org )
Pagg. da 25 a 29

2 commenti leave one →
  1. GIOVANNI permalink
    22 dicembre 2015 01:02

    PERCHE’ LE DONNE ADULTERE NON VENGONO ALLONTANATE AD AGRIGENTO?

    Mi piace

  2. 22 dicembre 2015 15:01

    Pace a te, dovresti scriverlo agli interessati, e dimostrare quello che dici, e se non puoi dimostrarlo, allora non devi dire niente.

    Mi piace

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