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Vorrei che…


Vorrei che nella mia comunità si facessero e si insegnassero anche queste cose

AquilaPace a voi fratelli, voglio farvi partecipi di alcune cose che io vorrei che fossero fatte e insegnate nella mia comunità, in tutte le comunità.

  • Vorrei che nella mia comunità fossero pubblicate in bacheca, almeno mensilmente, le offerte che tutti i fratelli donano al Signore, tutto, comprese le decime, le offerte che vengono fatte le domeniche, le offerte per la costruzione dei locali, le offerte dell’amore e quant’altro viene richiesto e dato dai fratelli.
  • Vorrei che fosse pubblicato in bacheca anche la destinazione di tali somme di denaro raccolte, come le spese del locale sostenute e qualsiasi altro impiego abbiano avuto i soldi che sono stati offerti al Signore dai fedeli.
  • Vorrei che, spese del locale permettendo, le offerte siano prima di tutto destinate ai poveri, perché la Bibbia insegna che dobbiamo provvedere con i nostri beni soprattutto per i poveri (Galati 2:10 “soltanto ci raccomandarono di ricordarci dei poveri; e questo mi sono studiato di farlo.”).
  • Vorrei che tutta la comunità fosse interessata nel prendere determinate decisioni che interessano la comunità. Se ci sono fratelli stranieri da ospitare, la comunità tutta deve prima di tutto sapere e poi decidere il da farsi, sempre secondo la Bibbia. Non ospitare i fratelli e lasciarli a loro stessi è una cosa che Dio non gradisce (Ebrei 13:1,2 “L’amor fraterno continui fra voi. Non dimenticate l’ospitalità; perché, praticandola, alcuni, senza saperlo, hanno albergato degli angeli.”).
  • Vorrei che tutta la comunità si interessasse ai fratelli e sorelle anziane, che andassero a trovarli con costanza, per farli sentire meno soli possibile, comunicando loro che sono amati e non sono assolutamente messi da parte. Gli anziani hanno molte cose da insegnarci, anche se non conoscono o non ricordano i passi biblici.
  • Vorrei che tutta la comunità si interessasse alle sorelle incinte, che soprattutto le sorelle più anziane insegnino loro cosa fare e le aiutino in tutte le loro faccende di casa (Tito 2:3-5 “che le donne attempate abbiano parimente un portamento convenevole a santità, non siano maldicenti né dedite a molto vino, siano maestre di ciò che è buono; onde insegnino alle giovani ad amare i mariti, ad amare i figliuoli, ad esser assennate, caste, date ai lavori domestici, buone, soggette ai loro mariti, affinché la Parola di Dio non sia bestemmiata.”)
  • Vorrei che tutta la comunità si interessasse ai fratelli e sorelle malati, che il pastore promuovesse preghiere e digiuni nel locale di culto, senza fermarsi sino al raggiungimento della guarigione (Giacomo 5:16 “Confessate dunque i falli gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri onde siate guariti; molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia.”)
  • Vorrei che il pastore invitasse tutte le famiglie della comunità a mangiare a casa sua e stare un po’ di tempo con loro; vorrei anche che tutte le famiglie della comunità invitassero il pastore e gli anziani a mangiare a casa loro, così come ogni famiglia di credenti dovrebbe invitare le altre famiglie per conoscersi meglio (come si fa ad amare profondamente qualcuno che non si conosce, ma ne vediamo solo il viso ogni tanto?).
  • Vorrei che il pastore e gli anziani praticassero prima loro quello che insegnano di fare alla comunità.
  • Vorrei che il pastore e gli anziani studiassero molto di più la Parola di Dio, soprattutto se non lavorano e vivono dell’evangelo. Cosa fanno questi ultimi tutto il giorno se non studiano la Parola e non pregano? Perché non conoscono le sacre Scritture? Perché non riescono ad insegnare ai fratelli senza quel fogliettino dello studio che devono portare? Se dicono di essere battezzati con lo Spirito santo e sono ripieni di potenza, come mai non hanno fiducia nel Signore che dia loro di che cosa devono parlare senza l’ausilio dei fogliettini?
  • Vorrei anche che tutti i fratelli siano sinceri ed esprimano liberamente ciò che sentono, senza finzione, senza usare quelle frasi fatte e luoghi comuni che tutti ripetono. Si ha l’impressione che non siano naturali, quindi mancano di sincerità.
  • Vorrei che il pastore esortasse i fedeli ad andare a studiare la Bibbia ogni giorno, ad andare a vedere se le cose che, prima lui e poi gli altri, dicono e insegnano siano veramente così (Atti 17:11 “Or questi furono più generosi di quelli di Tessalonica, in quanto che ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavan così.”)
  • Vorrei tanto che durante le preghiere per ricevere lo Spirito santo non si urlasse nelle orecchie dei credenti, né in lingue né in italiano; vorrei anche che non si dicesse loro: “parla in lingue! Parla in lingue! Dì una parolina, poi un’altra e ancora un’altra; lasciati andare, dì quello che ti viene in mente; come fanno i bambini, dì una parolina e imparerai a parlare in lingue” (Giacomo 1:16,17 “Non errate, fratelli miei diletti; ogni donazione buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto, discendendo dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra prodotta da rivolgimento.”).
  • Vorrei tanto che non si insegnasse che i credenti hanno già ricevuto tutto quanto, perché non è assolutamente vero. Ognuno riceve quello che Dio ha stabilito di dargli.
  • Vorrei che il pastore mi spiegasse come mai dopo che uno ha parlato in lingue, si alzano due fratelli contemporaneamente ed entrambi iniziano a profetizzare? Mi domando, ma la profezia (o interpretazione a seconda…) non è un dono spirituale? Non è una manifestazione dello Spirito? Se è lo Spirito che si manifesta, come mai fa confusione servendosi di due fratelli contemporanemente? (1 Corinzi 14:27 “Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l’un dopo l’altro; e uno interpreti;”).
  • Vorrei domandare al pastore, anzi a tutti i pastori, come mai “quasi tutti” parlano in lingue, e molti profetizzano e interpretano, ma nessuno riceve i doni spirituali di compiere potenti miracoli e guarigioni? Vedo che molti impongono le mani ma non succede quasi mai che il malato guarisca. Non c’è più bisogno oggi di questi doni spirituali? Perché non si fanno riunioni di preghiera per domandare a Dio anche gli altri doni spirituali? Sono anche stato in comunità dove si è manifestato un indemoniato, ma, benché tutti parlavano in lingue il posseduto è rimasto posseduto.
  • Vorrei che nella mia comunità fossero battezzati solo quelli che realmente sono nati di nuovo e portano frutti degni del ravvedimento.
  • Vorrei che il pastore e gli anziani non seguissero le anime nuove solo fino al battesimo in acqua, ma che continuassero a seguirle fino a quando non sono arrivati ad essere fermi nella fede e cristianamente maturi.
  • Vorrei che l’amore che sempre viene citato ed è nelle bocche di tutti, venga anche messo in pratica e mostrato verso tutti i fratelli (1 Giovanni 3:18 “Figliuoletti, non amiamo a parole e con la lingua, ma a fatti e in verità”).
  • Vorrei dal mio pastore, che quando un fratello gli fa delle domande sulla Bibbia non gli dica: “poi ti dico i passi, li devo cercare”. Tu sei pastore e devi rispondere alle domande che i santi ti fanno. Se vivi pure dell’evangelo, beh, allora, ti devi dare da fare molto di più. Perché prenderesti lo stipendio senza lavorare?
  • Vorrei dal mio pastore che fosse capace a convincere i contradditori, e non che tappi loro la bocca minacciandoli di disciplina, di mettergli contro gli altri fratelli, o predicando contro di loro dal pulpito per umiliarli e perché da lì sa che non possono rispondergli (2 Timoteo 2:24-26 “Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità; in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieri perché facessero la sua volontà.”)
  • Vorrei che il mio pastore non usi dei modi da tiranno e non signoreggi nella chiesa, per essere servito ed obbedito, per timore di essere messi in disciplina o scomunicati.
  • Vorrei che il mio pastore quando c’è la santa cena legga le ammonizioni dell’apostolo Paolo sulle conseguenze verso chi prende indegnamente la santa cena, affinché Iddio non faccia cadere sui nostri cari fratelli i suoi giusti giudizi (1 Corinzi 11:27,29,30 “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore…. poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono.”).
  • Vorrei che il mio pastore insegnasse che Dio non è ‘solo’ un Dio d’amore, ma anche santo e giusto che punisce le iniquità (Apocalisse 2:20-23 “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre.”)
  • Vorrei che i fratelli della mia comunità non vestissero in modo ordinato solo alla domenica nel locale di culto, ma ogni giorno della loro vita e in ogni luogo. Infatti, i motivi che spingono a vestirsi decentemente nel locale di culto, vengono forse meno fuori dal locale? Non siamo forse il tempio dello Spirito santo?  È veramente come dicono alcuni che Dio non guarda a come ci vestiamo, ma guarda solo al nostro cuore? (1 Tessalonicesi 4:3-5 “Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio;”).
  • Vorrei che tutti i pastori e anziani si rendessero conto che molte volte nelle loro prediche insegnano ai fratelli quello che desiderano che facciano; ma i credenti, quando possono dire al pastore quello che loro vogliono che lui e gli anziani facciano? (Matteo 20:27 “…e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà vostro servitore;”)
  • Vorrei che i fratelli delle comunità prendessero coscienza che non fanno parte della chiesa di Cristo solo per mettere denaro nelle offerte, ma devono anche pretendere che venga loro insegnato “tutto il consiglio di Dio scritto nella Bibbia”, e non con dei video, come ad esempio è stato fatto sul rapimento segreto della chiesa. Fratelli, ma quando mai si devono insegnare le dottrine bibliche con i video? Però è comprensibile ciò, perché non essendoci dei passi biblici a riguardo di quella dottrina, devono in qualche maniera inculcare ai santi le loro particolari vedute.
  • Vorrei che i fratelli siano liberati dal peso dell’imposizione della decima che grava sulle loro anime, perché è un peso per l’anima, non donano più con gioia, ma per timore. Infatti, i fratelli vengono spaventati con il passo della maledizione di Malachia. Fratelli, la decima va data dai Giudei ai Leviti, così insegnano le sacre Scritture. Voi siete Giudei? I vostri conduttori sono Leviti? Se la risposta è no, allora state tranquilli, se non vi sentite di dare la decima e volete dare altrimenti, non preoccupatevi, voi non siete sotto maledizione della legge. Tuttavia, ricordatevi che chi semina poco, raccoglierà poco.
  • Vorrei anche che i conduttori non trattassero male i fratelli che credono nella predestinazione. Non devono trattarli come dei posseduti o legati dal demonio. Ricordatevi, fratelli, che il principe dei predicatori Spurgeon credeva e insegnava la predestinazione.
  • Vorrei che il pastore non perseguitasse le sorelle che vogliono santificarsi e decidono di non mettersi più rossetto e trucchhi vari, che non vanno più al mare in costume, che hanno deciso di mettersi sempre la gonna bandendo i calzoni.
  • Vorrei, in ultimo, che tutti i fratelli imparino ad avere una reale fiducia in Dio, credendo che Dio farà comprendere ai suoi figlioli, tramite lo Spirito santo, le sue sacre Scritture, a coloro che hanno un cuore sincero e umile.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

10 commenti leave one →
  1. luigi permalink
    13 novembre 2009 23:49

    BRAVO GIUSEPPE QUI MI SEI PIACIUTO TANTO SONO D’ACCORDO CON TE!

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  2. domenico e dora permalink
    18 novembre 2009 14:55

    AMEN GRAZIE SIGNORE X QUESTI DONI

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  3. Alessio permalink
    2 gennaio 2010 14:51

    Sono d’accordissimo in molto. Ma quello che mi ha lasciato un po “perplesso”(non e’ proprio cosi) e’ questa:

    Vorrei che il pastore mi spiegasse come mai dopo che uno ha parlato in lingue, si alzano due fratelli contemporaneamente ed entrambi iniziano a profetizzare? Mi domando, ma la profezia (o interpretazione a seconda…) non è un dono spirituale? Non è una manifestazione dello Spirito? Se è lo Spirito che si manifesta, come mai fa confusione servendosi di due fratelli contemporanemente? (1 Corinzi 14:27 “Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l’un dopo l’altro; e uno interpreti;”).

    Secondo te, quando una persona parla in lingue non ci possono essere altri 2 che capiscono?
    Come per il dono delle Lingue(non parlo di segno ma di dono) non ci possono essere 2 che parlano??? oppure per le visioni non ci possono essere 2 che vedono visioni in contemporanea??? oppure 2 profeti che profetizzano in contemporanea??

    La verita’ e’ che possono!!! E proprio perche si crea disordine e caos, Paolo come una persona matura diceva di non fare confusione… Se parlano 10 persone a voce alta con il dono di lingue e non c’e traduttore questo non edifica, percio e’ meglio pregare a voce bassa(anche con le lingue) a Dio e non urlare a squarciagola!! ma da qui sorge un’altra domanda….puo una persona parlare in lingue nello Spirito(spinta dallo Spirito Santo ) in una chiesa dove non c’e nessuno con il dono di interpretazione? La risposta e’ siiii , e’ per questo che Paolo dice che se non c’e “traduttore” e’ meglio che stiamo zitti!(la scelta di parlare o meno la controlli TU!! )

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  4. 2 gennaio 2010 15:02

    Pace a te, Alessio,
    sono d’accordo con quanto hai detto.
    L’unica cosa è che forse non mi sono spiegato bene in quello che volevo dire e quindi non hai compreso il mio pensiero, che ora brevemente provo di nuovo a formulare.
    Io volevo dire che dopo che c’è un credente che ha parlato in lingue, NON SI POSSONO ALZARE CONTEMPORANEAMENTE DUE FRATELLI PER INTERPRETARE, e questo perchè altrimenti si crea confusione, e Dio non è un Dio di confusione ma di ordine e di pace.
    Ciò che ho detto è accaduto in qualche comunità e questo perché l’intepretazione non proveniva dallo Spirito santo ma dall’uomo, altrimenti non si sarebbero alzati CONTEMPORANEAMENTE DUE PERSONE PER INTERPRETARE, in quanto lo Spirito santo ne avrebbe mosso solo uno, dico solo uno per volta, senza disordine.

    Per il resto non ho nulla da dire, sono d’accordo con te.
    Che Dio ti benedica e ti dia sempre di comprendere la Sua piena volontà e la Sua Parola.

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  5. Alessio permalink
    2 gennaio 2010 15:21

    Capisco, ormai se ne vede di tutto!! Grazie per avermi risposto! Dio vi benedica grandemente!

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  6. Antonio permalink
    12 febbraio 2011 23:46

    pace fratello Giuseppe,condivido con te tutto, anche perchè c’è la conferma della Parola;però vacillo un pò quando dici di publicare le decime e l’offerte….sono daccordo di mettere in bacheca le uscite, ma non potrebbero nascere degli aspetti di inferiorità per quanto riguarda le offerte? nn tutti hanno la stesse possibilità…..e poi la parola dice:Quando dunque fai l’elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
    Grazie per il buon lavoro il nostro Signore ti benedirà grandemente.

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  7. 13 febbraio 2011 00:56

    Pace Antonio, sono perfettamente d’accordo con te per quanto hai scritto. Io non intendevo assolutamente far capire che bisogna mettere all’albo i nomi di coloro che hanno fatto le offerte con a fianco le cifre, lungi da me pensare una tale cosa, e se non sono stato chiaro ti chiedo di perdonarmi, ma quello che volevo dire è che se un giorno si raccoglie una cifra, subito bisogna dichiararlo e metterlo all’albo in vista di tutti i fratelli, ma senza i nomi. Ciascuno deve dare quanto ha deliberato in cuor suo, con semplicità e con cuore allegro, perché di tali uomini il Signore si compiace. Quello che volevo far comprendere è il fatto che TUTTI i fratelli hanno il diritto di conoscere, almeno settimanalmente, quanto è entrato nelle offerte e sapere anche tali entrate che destinazione hanno, in quali posti i soldi offerti dai santi vengono spesi. Mi pare che non ci sia nulla di strano, essendo la chiesa un corpo unico, che tutti i fratelli debbano sapere, sia quanto siano le entrate, e sia dove vanno a finire le uscite. Non basta fare dei bilanci calderonici, dove non si capisce niente, e farli una volta all’anno. Nel dettaglio, quanti soldi sono entrati, e dove sono stati spesi. Spero di aver chiarito questo punto che pareva oscuro. Pace.

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  8. Asciutto Pietro permalink
    12 gennaio 2012 22:21

    Pace fratello sono un fratello della chiesa di torino e grazie a Dio nostro salvatore posso dire di essere stato a Roma ed ho frequentato la comunita di via repetti e mi sono trovato a casa.ringrazio Dio per quello che tu hai scritto e lo desidero anche io.vi amo nell’amore che il signore nostro Padre ci ha donato.Pace il Signore vi benedica

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  9. pippo permalink
    11 settembre 2013 04:49

    Pace fratello,
    la mia doamnda e :
    perchè non esci da questo tipo di chiesa?

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  10. 13 settembre 2013 13:15

    Grazie del consiglio, l’ho già fatto.
    Caro fratello Pippo Baudo, ora io ti dico, perché non esprimi i tuoi consigli nel Signore, se ne sei tanto sicuro che siano da parte di Dio, scrivendo il tuo vero nome? Fratello, esci dall’anonimato e dalla falsità dei nickname, perché nel Signore queste cose non vanno bene, e ciò significa mentire, e si sa, la menzogna non piace al Signore.
    Pace a te.

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