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Il “battesimo dello Spirito santo” non corrisponde al “battesimo con lo Spirito santo”

5 novembre 2014

Il “battesimo dello Spirito santo” non corrisponde al “battesimo con lo Spirito santo”

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Purtroppo leggo in certe bacheche su facebook che qualcuno confonde il battesimo di Spirito con il battesimo CON LO Spirito santo.

Per prima cosa voglio dirvi che NON ESISTE NESSUN battesimo “”NELLO Spirito santo””, ma semmai è scritto “”CON LO Spirito santo””, e questo perché ogni parola è importante, perché può distinguere una esperienza dall’altra, infatti le SCRITTURE parlano di SEI battesimi diversi.

In questo breve post, ci occupiamo di quelli che sono indicati nel titolo, perchè desidero che non ci siano più dubbi a riguardo di questi, per non cadere nell’errrore quando si leggono le Scritture, e perché la promessa dello Spirito santo sia tenuta in grande considerazione da tutti i figlioli di Dio.

Il battesimo dello Spirito santo

Sta scritto:

«Infatti noi tutti abbiam ricevuto il BATTESIMO DI UN UNICO SPIRITO PER FORMARE un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito.» (1 Corinzi 12:13)

La chiave per comprendere di quale battesimo si parla in questo passaggio biblico, è quello di considerare L’EFFETTO di ciò che si riceve con quella esperienza. Quel passo dice che quando si riceve il battesimo di Spirito si VA A FORMARE un unico corpo con i santi, si entra nella Casa di Dio, si entra nella CHIESA dell’Iddio vivente e vero, che è il Corpo di Gesù Cristo. In questo caso l’uomo, nel momento in cui NASCE DI NUOVO, viene IMMERSO (BATTEZZATO) dallo Spirito santo dentro il CORPO DI CRISTO, che è la Chiesa.

Quindi, questo tipo di battesimo è un altro modo di chiamare la nuova nascita, la rigenerazione spirituale dell’uomo. Ecco perché sta scritto in quel passo “TUTTI ABBIAM RICEVUTO …”, appunto perché la nuova nascita la RICEVONO TUTTI i figlioli di Dio, senza la quale non entrano a far parte del Corpo di Cristo che è la Chiesa.
Come conseguenza di questa esperienza tutti i credenti manifestano il FRUTTO DELLO SPIRITO SANTO, ma non parlano in lingue straniere.

Il battesimo con lo Spirito santo

Riguardo a questa esperienza, promessa di Dio verso coloro che sono già diventati credenti, che sono già stati, quindi, immersi nel Corpo di Cristo che è la Chiesa, Gesù Cristo dice queste parole:

«E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me.
Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni.
Quelli dunque che erano raunati, gli domandarono: Signore, è egli in questo tempo che ristabilirai il regno ad Israele?
Egli rispose loro: Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità.
Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.» (Atti 1:4-8)

Gesù dice che i credenti, già salvati e che hanno già dimorante in loro lo Spirito santo, ricevendo l’esperienza del BATTESIMO CON LO SPIRITO SANTO, si RICEVE POTENZA, si riceve LA PIENEZZA DELLO SPIRITO che è potenza, per essere TESTIMONI EFFICACI di Cristo Gesù in ogni luogo.

Vedete, dunque, che i due battesimi sono esperienze diverse per i credenti, una riguarda la salvezza, e l’altra la ricezione di MAGGIORE potenza per rendere un servizio a Dio più potente ed efficace.

Cari nel Signore, voglio anche farvi notare che la manifestazione dell’aver ricevuto il BATTESIMO CON LO SPIRITO SANTO è quello di parlare in altre lingue che non sono capite da chi le parla, ma badate bene, si tratta SEMPRE di lingue che sono UMANE.
Infatti, a conferma di quello che sto dicendo, ecco cosa sta scritto:

«Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei?
E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio?
Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizî Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue.» (Atti 2:6-11)

Vedete, dunque, il giorno della pentecoste una volta battezzati con lo Spirito santo i centoventi, hanno parlato in lingue umane, come è scritto appunto in atti in quel passo sopracitato.

Un’altra cosa da tenere sempre a mente per quanto riguarda il PARLARE IN ALTRE LINGUE, sia per quanto riguarda il SEGNO del battesimo con lo Spirito santo, che il DONO spirituale DI DIVERSITA’ di lingue, è sempre un parlare RIVOLTO A DIO, non è mai un MESSAGGIO RIVOLTO agli uomini, alla Chiesa, ai santi.
Questo lo dice Paolo ai Corinzi:

«Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio» (1 Corinzi 14:2)

C’è anche un parlare che Dio rivolge agli uomini, ma quello è il dono DI PROFEZIA, che non ha a che fare con le lingue, secondo quanto dice Paolo:

«Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione.» (1 Corinzi 14:3)

Ora, chi parla in altre lingue edifica sè stesso, mentre chi profetizza edifica la chiesa, appunto perché la Chiesa non comprende il parlare in altre lingue, mentre comprende chiaramente la profezia.

La chiesa viene edificata anche con il parlare in altre lingue, solo nel momento in cui le lingue vengono INTERPRETATE da chi ha il dono dell’interpretazione, che è il dono di TRADURRE le lingue. E badate bene, che se uno parla in lingue a Dio, ANCHE L’INTERPRETAZIONE deve essere un PARLARE rivolto a Dio, E MAI l’interpretazione può essere un messaggio alla Chiesa. Per il messaggio alla Chiesa c’è la profezia, e non le lingue.

Vi faccio notare che ci sono in molte comunità persone che NELLA LORO IGNORANZA, o furbizia, fate voi, prima di tutto HANNO UN PARLARE IN LINGUE falso, perché non hanno ricevuto il battesimo con lo Spirito santo, e pure le interpretazioni sono false, quando sono MESSAGGI rivolti alla Chiesa.

Fratelli nel Signore, vi esorto a leggere attentamente e più volte, piano piano, e prendendovi appunti, i capitoli 12, 13 e 14 di 1 Corinzi, insieme ad Atti 2, e vedrete che tutte le cose scritte corrisponderanno a quello che stiamo dicendo, perchè la Parola di Dio si conferma e si spiega da sola. Io l’ho fatto, tante e tante volte, fatelo anche voi, e Dio vi benedirà grandemente.

Non fatevi dunque sedurre da tutti quei cianciatori e seduttori di menti che ci sono nelle Chiese, che cercano di sedurre i semplici e che vogliono apparire più spirituali di quello che realmente sono, anzi, non sono per niente spirituali, e ricordatevi che l’albero si riconosce dal frutto.

Se volete approfondire l’argomento, e farete bene a farlo, perché è molto importante, leggete gli scritti che trovate elencati in questa pagina del mio sito web “Sentieri Antichi – Temi Caldi – Le lingue

La grazia, la misericordia e la pace sia su tutti voi, da Dio Padre e dal Signore nostro Gesù Cristo.

Giuseppe Piredda

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11 commenti leave one →
  1. 5 novembre 2014 12:25

    Carissimo Giuseppe, buon giorno e che Dio ti benedica riccamente.
    Sono un credente da oltre 40 anni, Grazie a Dio (Gv 3:16-18, 36 e 1:12) ma non appartengo alla chiesa pentecostale, è meno di una settimana che ho trovato la TUA Buona Strada online e che leggo i tuoi articoli e l’articolo (spiegazione) battesimo “dello e con lo” Spirito Santo (5-11-2014) mi ha incuriosito tanto da leggerlo con molta attenzione, quello che mi ha colpito di più è che per spiegare la differenza, hai portato alla luce il soggetto delle lingue e hai spiegato quello invece…. Per favore, capiscimi, non sono qui per fare polemica, ma NON sono d’accordo con la tua “interpretazione” perchè si usano lingue “sconosciute” nelle vostre chiese… hai detto bene, sono linguaggi umani, bene, e se tali sono PERCHE’ ci si deve manifestare con lingue sconosciute? Tutte le lingue del mondo con tutti i loro dialetti sono conosciuti da chi li ha studiati, ma il linguaggio “sconosciuto” nelle congregazioni pentecostali NON sono linguaggi del mondo, nessuno li capisce e hai detto bene anche che ci sono i “furbetti” tra quelli che li parlano e ancora di più tra quelli che dicono di conoscerli e provano ad interpretarli -è una totale confusione- 1 Cor 14:9-19, dovrebbe essere una chiara indicazione a TUTTI i pentecostali; nota verso 9, 11, 16, 19; (io lo leggo nella bibbia inglese KJV) io capisco bene l’inglese, se NON lo capissi, per me sarebbe una lingua sconosciuta e nella congregazione, non bisogno parlare (pregare o cantare) in una lingua sconosciuta ammenochè ci sia qualcuno in grado di interpretarla (v.5, 13). Caro Giuseppe, con il dovuto rispetto a te, ma NON posso essere d’accordo con la tua interpretzione delle lingue, poi, vorrei sapere perchè SOLO tra i pentecostali si manifesta tale confusione. Perdonami se mi son permesso di contrastarti. Saluti fraterno nel Signor nostro Gesù Cristo

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  2. 5 novembre 2014 20:14

    Pace a te Domenico, anche io vengo da una realtà non pentecostale, il Signore mi ha salvato mentre frequentavo una comunità dei fratelli, quella di Fondi precisamente, e ti dico questo per dirti che conosco bene il tuo ragionamento, che poi è quello che tutti i NON PENTECOSTALI fanno.
    Il tuo errore e quello degli altri NON pentecostali è quello di non credere alla Parola di Dio guardando alle esperienze di altri fratelli. Se un non credente guardasse molti falsi fratelli, potrebbero dire a giusta ragione che NON ESISTE LA SALVEZZA? No, non potrebbero dirlo! Si può dire che ci sono fratelli ribelli, che non si santificano, che camminano da nemici della croce, ma questo non toglie nulla al fatto che nella Bibbia è insegnato che la salvezza si ottiene per SOLA fede e come conseguenza in chi riceve la salvezza vi è un naturale e obbligatorio cambiamento di pensiero e di comportamento.
    Forse non è stato chiaro il fatto che questo articolo non aveva la pretesa di esaurire ogni ragionamento su tale potente promessa di Dio, ma solo di far notare una specifica cosa.
    Ho raccolto studi suffcienti che spiegano ogni cosa su questa dottrina nella pagina del mio sito a questo indirizzo, e ti pregherei, a te e ad altri che la pensano come te, di leggerli attentamente, meglio di come hai letto questo articolo, perché vedrai che è tutto confermato con le sacre Scritture, e le esperienze negative non possono in ALCUNA MANIERA annullare ciò che sta scritto. Sarebbe come dire che siccome ci sono stati dei falsi profeti, tutte le profezie sono false, insomma, c’è bisogno di un maggiore impegno da parte vostra e di uno studio più accurato e LIMITATO a quello che dicono le SCRITTURE e non a quello che si vede nelle comunità.
    Ecco il la pagina del mio sito: http://www.sentieriantichi.org/temi_caldi/lingue.html
    Pace a te e che Dio ti benedica.

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  3. 5 novembre 2014 20:17

    Inoltre, voglio segnalare anche questo articolo, dove viene mostrato chiaramente che John F. MacArthur ha mentito a riguardo delle lingue, perché la storia dimostra chiaramente una cosa opposta a quella che dice questo tale:
    https://labuonastrada.wordpress.com/2012/02/25/john-f-macarthur-e-tutti-i-cessazionisti-errano-grandemente/

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  4. 6 novembre 2014 11:47

    Carissimo Giuseppe, prima di tutto, grazie per aver preso il tempo per rispondermi, poi, per quanto riguarda i FALSI “profeti, apostoli, discepoli, maestri, credenti in generale” sono sempre esistiti e continuano ad esistere la bibbia ne parla chiaro, Gesù stesso ci avvertì, perciò, siamo informati bene.
    Atti 2:1, Pentecoste a Gerusalemme; v.2, ripieni dello S.Santo, cominciarono a parlare in ALTRE lingue come lo S.Santo dettava; vv. 9-11, sembra che ci siano 16 differenti lingue e v.8, ogni presente ascoltava il messaggio nella propria lingua natia, lo S.Santo faceva da interprete nelle orecchie dei presenti li quel giorno; v.12, nessuno capisce il perchè e altri in v.13 li beffano credendo che erano ubriachi; in v.14, Pietro guidato dallo S.Santo parlando a tutti i presenti li riassicura che NON sono ubriachi ma, spiega loro la Volontà di Dio che TUTTI avevano bisogno di essere salvati, v.21, il risultato della predicazione di Pietro fù, v.41, circa 3000 persone ricevettero Gesù Cristo come il loro PERSONALE Salvatore e furono salvati.
    Ci tengo a PRECISARE che TUTTE le persone che ascoltarono il messaggio nel giorno della Pentecoste, l’ascoltarono nella loro lingua natia (TUTTI capivano).

    Ora ritornando su 1 Cor. 14, li è chiarissimo l’insegnamento di Paolo a riguardo delle lingue “sconosciute ma esistenti nel mondo, come abbiamo visto in Atti 2) per favore, prendi nota del verso 19, Paolo conosceva più lingue, ma faceva uso SOLO della lingua che era conosciuta nella chiesa o congregazione nella quale era presente…”nella chiesa è importante dire 5 parole capite da tutti i presenti che 10mila parole sconosciute” e il motivo è chiarissimo, cosi può insegnare gli altri ed edificare la chiesa; nel v. 28 un ammonizione a chi si permette di parlare nella chiesa se NON è capito e non c’è un interprete che possa spiegare, Se NON c’è interprete nella chiesa, il predicatore INCOMPRESO, deve sta zitto, altrimenti si fa solo confusione, nota v.33.

    Carissimo, non ho niente contro i pentecostali, anzi sono miei fratelli e sorelle in Cristo quelli che sono salvati ma… NON condivido la loro dottrina e NON solo su l’uso del linguaggio sconosciuto.
    Che il nostro Misericodioso Dio, il Redentore Gesù Cristo e lo Spirito Santo ci aiutino a tutti noi, il Suo popolo, in questo mondo pieno di malvagità e confusione.
    Che la pace di Dio regni sempre nel tuo cuore.
    Domenico

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  5. 6 novembre 2014 20:54

    Voglio precisare che i giudei religiosi che udirono il parlare in altre dei 120 che furono battezzati e cominciarono a parlare in altre lingue, questi parlavano PROPRIO quelle lingue NATIE che tutti quei giudei udirono, quindi, non c’era operante nessun dono di interpretazione dello Spirito santo, e non veniva loro suggerito nulla nelle orecchie. Ad esempio, gli arabi udivano sia le lingue dei romani, che non capivano, sia il parlare in arabo, di conseguenza quella lingua la capivano perché era il loro natìo linguaggio.
    Faccio ancora un altro esempio, se io parlassi l’arabo come lingua, gli italiani non mi comprenderebbero, tuttavia gli arabi presenti comprenderebbero chiaramente, senza nessuna interpretazione, perché è la loro lingua natìa.
    Ora leggiamo insieme, tutti insieme, io, te e i lettori, e vediamo cosa sta scritto in 1 Corinzi 14:18,19:
    «Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi; ma nella chiesa preferisco dir cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua.»
    Parlava in lingue più di tutti i Corinzi, non dice che le conosceva le lingue, ma che le parlava, che è una cosa ben diversa. Parlare in altre lingue è una manifestazione dello Spirito santo, che nulla ha a che vedere con la conoscenza di una lingua, studiata e appresa con una accurata documentazione e studio.
    L’apostolo Paolo nel spiegare i doni spirituali, fa capire che la loro importanza era legata alla edificazione della chiesa, ed ha esortato i santi a desiderare e a pregare per quei doni che servono per la edificazione di tutta la chiesa, come la profezia, che è una manifestazione dello SPirito santo che si manifesta con un parlare comprensibile a chi ascolta e diretto da Dio alla Chiesa. Ecco perché Paolo dice che lui per primo PREFERIVA PARLARE in modo che tutti lo comprendessero, anziché in altre lingue, che lo avrebbero compreso solo con la interpretazione delle lingue.
    Voglio anche RIBADIRE che il parlare in altre lingue e l’interpretazione NON SONO PREDICAZIONI, ma sono altre cose, che sono ben spiegate nelle sacre Scritture, sia in atti 2 (PARLAVANO DELLE COSE GRANDI DI DIO), sia in 1 Corinzi 14:13-17, e nulla ha a che fare con le predicazioni, ma sono una manifestazione dello Spirito santo, e non una predica. Neppure la profezia è una predicazione, ma sempre una manifestazione dello Spirito santo, una parlare di Dio agli uomini, esattamente come parlavano i profeti antichi di cui si può leggere appunto nei libri dei profeti. Non c’è bisogno di aggiungere profezie alle Scritture, così come non tutte le profezie antiche che sono state pronunciate sono presenti nelle sacre SCRITTURE.
    Io capisco che tu non sia favorevole alla falsità e alla confusione che si sentono in certe comunità pentecostali, ma non ti sarà domandato, a te e a tutti voi che non credete in queste promesse di Dio, dico, ti sarà domandato non tanto sulle esperienze fatte dagli altri, vere o false che siano, ma vi sarà chieso come mai non avete CREDUTO alle promesse scritte nella Bibbia, proprio quella Bibbia che voi dite di leggere, la disprezzate dandogli un significato tutto vostro e contrario alla volontà di Dio.
    Leggete la promessa POTENTE E GLORIOSA fatta a tutti, a riguardo del battesimo con lo Spirito santo:
    «Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.» (Atti 2:39)
    E a riguardo di questa promessa, Gesù ha anche esortato a pregare affinché i figli di Dio la ricevano, secondo quanto è scritto:
    «Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!» (Luca 11:13)
    Il Padre dà lo SPirito santo a chi glielo domanda, quindi sta parlando di credenti, non può parlare di increduli, i quali non conosono lo Spirito santo e non conoscono neppure Iddio Padre e non è loro Padre.
    Ricordate voi che non credete nelle promesse di Dio, che un giorno il Signore ve ne chiederà conto del fatto che avete disprezzato le sue promesse, e non vi varrà nessuna giustificazione, neppure quella della cattiva testimonianza avuta da certi ambienti pentecostali.

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  6. 7 novembre 2014 03:55

    Grazie Giuseppe, ma sono convinto che la nostra discussione sulle “lingue” di cui parla la Scrittura Divina, sia arrivata alla sua conclusione, vedo che è inutile continuare, preferisco attenermi alle scritture che sono chiarissime e non alle interpretazioni pentecostali. Voglia Dio continuare a benedirti nella tua vita.

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  7. 7 novembre 2014 13:03

    Pace a te, come vuoi, eppure mi pare di averti citato le Scritture non dei commentari pentecostali, ma evidentemente è difficile rinunciare a tutto e attenersi solo e strettamente alle sacre Scritture.

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  8. 8 novembre 2014 03:37

    Caro Giuseppe, grazie per avermi citate le scritture, ma altrettanto ho fatto io a te, con una differenza: Tu hai cercato di dirmi quello che le scritture NON dicono, io mi sono limitato a loro stesse senza MIE spiegazioni, il problema generale che NOI esseri umani, (forse senza neanche pensarci) crediamo di sapere più delle scritture stesse e le cerchiamo di spiegare in modo che rispecchiano le ideologie “settarie” quando sappiamo che le scritture NON sono un monopolio di una denominazione religiosa -Pentecostale, Battista, Avventista, Luterana, Cattolica Romana, Testimoni di Geova e tutte le altre che usano la bibbia per difendere la loro dottrina dicendo che sono nella verità di Dio, accusando gli altri di essere nell’errore o addirittura falsi- la scrittura stessa dichiara chi è nella Luce e chi no per quando riguarda la Salvezza eterna, poi per coloro che abbiamo la vita eterna, la nostra guida è la bibbia stessa, “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia” 2 Tim. 3:16. Il nostro VERO Pastore è Gesù Cristo, “Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore” Gv. 10:11 e “Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me” Gv. 10:14. ,l’Inegnante retto e fedele è lo Spirito Santo: “ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” Gv 14:26; e ancora: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire” Gv. 16:13,

    Poi la scrittura ci avvisa chiaramente a tutti, -credenti e non- “…come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione” 2 Pi. 3:15, 16. Carissimo Giuseppe, NO, NON sono uno che si crede di sapere tutto, anzi più studio e più mi rendo conto di quanto poco conosco.

    Poi, in nessun posto della scrittura -Vecchio e Nuovo Testamento- trovo che noi credenti dobbiamo identificarci con un nome religioso anche se derivi da qualche apostolo o dottrina biblica e separarci gli uni dagli altri, quello che trovo però è il seguente: ” Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere. Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli miei, da quelli della casa di Cloe, che vi sono contese fra voi. Or voglio dire questo, che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «io di Apollo», «io di Cefa» ed «io di Cristo». Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?” 1 Cor. 1:10-13; ancora: ” Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo… Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo? Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali? Chi è dunque Paolo e chi è Apollo, se non ministri per mezzo dei quali voi avete creduto” 1 Cor. 3:1, 3-5,

    Oggi i credenti dicono: io sono un credente ma Pentecostale; io sono un credente ma Battista; io sono un credente ma Avventista; io sono un credente ma…. esattamente come i credenti in Corinto dopo la Pentecoste e attraverso i secoli fino a noi, facciamo esattamente le stesse cose come i primi credenti che Paolo dovette rimproverare, ma a quanto pare NON ha servito a niente.

    Inoltre e per finire cito un consiglio edificante dalla scrittura, valevole per TUTTI i credenti in tutto il mondo: “… Dio non è un Dio di confusione, ma di pace; e così si fa in tutte le chiese dei santi”. 1 Cor 14:33; in quali chiese?

    Una domanda: Dove nella bibbia dice che ci dobbiamo identificare con nomi settari? Si, settari? Le chiese sono formate di credenti e NON sono sette, ma i credenti si dividono e si son presi nomi o titoli che la bibbia vieta e chiama “DIVISIONI” causato dall’invidia e carnalità, e con dovuto rispetto a te caro Giuseppe, tu insegni le dottrine che rispecchiano l’ideologia Pentecostale, che indirettamente vuoi far capire che chi non crede quello che tu credi e cerchi d’insegnare è nell’errore e che tutti dovremmo appartenere alla denominazione Pentecostale, che poi non è neanche biblica anche se deriva dalla Pentecoste.

    Se per caso ti sei offeso in qualcosa che ho detto o nel modo detto ti chiedo di scusarmi, di certo NON era intenzionalmente e Dio conosce i segreti nel mio cuore, ma il tuo articolo non è passato inosservato e ho voluto rispondere di proposito e senza spiegazioni farti vedere dalla scrittura che le lingue “sconosciute” NON sono come dici tu e che solo tra i pentecostali si manifestano, ma sono lingue vere e che se NON capite dalla chiesa, i credenti NON si devono manifestare ma devono stare zitti 1 Cor.14:28.

    Voglia Dio Onnipotente benedirti nella tua vita giorno dopo giorno.

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  9. 8 novembre 2014 14:19

    Pace a te. Per quanto concerne tutto il tuo discorso sull’appartenenza ad una denominazione e ad un credo specifico, ti voglio ricordare le tue parole che hai scritto nel tuo primo commento:
    “Carissimo Giuseppe, buon giorno e che Dio ti benedica riccamente.
    Sono un credente da oltre 40 anni, Grazie a Dio (Gv 3:16-18, 36 e 1:12) ma non appartengo alla chiesa pentecostale, … “,
    con questo per dirti che tu sei stato il primo a denunciare da subito la tua NON APPARTENENZA ad un certo credo pentecostale, volendo dire con esso che tieni bene le distanze da tale credo, ed ho capito chiaramente che qualsiasi cosa ti avrei di seguito detto, tu l’avresti rigettata, e così è avvenuto. Ma quello che è importante, è come si tagliano le SCRITTURE, e tu hai citato, è vero, le Scritture, ma molte cose che hai detto non sono attinenti all’argomento che stiamo trattando. Tale condotta è assimilabile a quello che tu stesso hai detto, cioè al “settarismo”.
    La Bibbia non dice che ci dobbiamo identificare in un certo gruppo anziché in un altro, ma tu lo hai fatto subito, come se per te fosse di vitale importanza. Pertanto, non è solo importante citare le Scritture, ma citarle correttamente come si conviene nel Signore, e non per partito preso, siccome tu da 40 anni non sei pentecostale, non ascolti i pentecostali. Così tu erri grandemente, e sei pure caduto in contraddizione, tu stesso ti sei dato la dovuta ammonizione.
    Che tu non tagli rettamente le Scritture lo dimostrano anche queste tue ultime parole, infatti hai citato questo passaggio in questo modo:
    “Inoltre e per finire cito un consiglio edificante dalla scrittura, valevole per TUTTI i credenti in tutto il mondo: “… Dio non è un Dio di confusione, ma di pace; e così si fa in tutte le chiese dei santi”. 1 Cor 14:33; in quali chiese?”
    Hai collegato arbitrariamente due parti di due passi biblici diversi, perché in realtà tra loro sono scollegati, e mettendoli in quella maniera come hai fatto tu si fanno dire alle Scritture delle cose che in realtà non dicono, e bada bene, questo lo hai fatto tu. Ora diamo una corretta spiegazione e mettiamo a posto quei passi che hai citato, in modo che chi legge non cada nella CONFUSIONE.
    Sta scritto:
    «perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace.» (1 Corinzi 14:33)

    «Come si fa in tutte le chiese de’ santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbono star soggette, come dice anche la legge.» (1 Corinzi 14:34)

    Vedi, il versetto 33 è legato alle modalità dello svolgimento del culto, che deve essere fatto con ordine, senza alcuna confusione, e fino a lì ci siamo, ma poi hai messo di mezzo la parte del versetto 34, che non c’entra niente con il versetto 33, infatti la parte “Come si fa in tutte le chiese dei santi” riguarda l’insegnamento del divieto per la donna di insegnare, ma non c’entra con quello precedente, Paolo ha introdotto un altro discorso.

    In sè stesso il tuo ragionamento, anche se hai dato molta enfasi a “come si fa in tutte le chiese”, non è molto dannoso per chi lo ascolta, ma denota una incapacità latente e cronica, già dimostrata più volte nei tuoi commenti, di non capire quello che le Scritture dicono chiaramente e di cercare di far dire ai passaggi biblici quello che non dicono, quello che più ti piace.
    In pratica, quello di cui accusi altri, sei tu il primo a farlo, a mal interpretare le Scritture senza attenerti strettamente al suo contenuto letterale specifico.

    Chi si contrappone alla verità, è nell’errore, ora siamo qui a spiegare chi è che si sta contrapponendo alla verità della Parola di Dio, e con la citazione dei passi biblici lo abbiamo dimostrato al pubblico che legge, e sono certo che i lettori comprenderanno, da persone intelligenti che sono.

    Io insegno quello che leggo nelle SCRITTURE, mi pare che non ho violentato nessun passaggio biblico per fargli dire quello che voglio io, al contrario di quello che hai fatto tu, sia sul passaggio qui sopra che ti ho spiegato, sia per quanto riguarda nei tuoi commenti precedenti quando hai detto determinate cose, tra cui mi ricordo che hai detto che Paolo “conosceva” le lingue ma preferiva parlare in modo comprensibile nella Chiesa, mentre nella Bibbia sta scritto non che Paolo conosceva, ma che Paolo “parlava”, e questo errore deriva dal fatto che per voi ANTIPENTECOSTALI è odioso il parlare in altre lingue non imparate dagli uomini.

    Non mi sono offeso in nessuna maniera, anzi, piuttosto perdona tu il mio modo diretto e franco di parlare, ma questo fa parte della mia personalità, chi mi segue e chi mi sente parlare sa bene che le cose stanno così. Quello che dico, lo dico per amore di verità e di giustizia della Parola di Dio, non per una difesa personale, che non mi interessa difendere me stesso, ma sono interessato e sospinto a difendere tutte quelle adulterazioni e spiegazioni sbagliate, piccole o grandi che siano, dei passi delle Scritture.

    Eppure sta tutto scritto, ma sono molti quelli che non vogliono credere, preferiscono guardare alla loro calma, placida e tranquilla comunità di credenti, e così tutto deve rimanere, mal sopportando coloro che accendono la luce e vogliono portare un po’ di movimento in mezzo a questi credenti, quello dello Spirito santo.

    La pace del Signore nostro Gesù Cristo, che è morto per i nostri falli e per i nostri peccati, e l’amore di Dio Padre, siano sopra tutti quelli che lo amano.

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  10. 9 novembre 2014 00:58

    Caro Giuseppe, grazie ancora per prenderti il tempo di rispondere, ma vorrei puntualizzare quanto detto che “NON sono Pentecostale” però non sono e ne’ appartengo ad “altra” denominazione, che come detto nella mia ultima risposta, facendo riferimento a 1Cor, 1 e 3, divisione tra i credenti, e gia chè la Scrittura NON mi da nessuna guida a quale “denominazione religiosa” appartenere o identificarmi, mi limito a: CREDENTE nella Trinità: Dio Padre, Figlio Gesù Cristo e Spirito Santo, avendo creduto e accettato Gesù Cristo come mio PERSONALE Salvatore… Credo nel rimprovero di Paolo ai credenti di Corinto di allora fino ai credenti di oggi che l’identificazione con un nome religioso era ERRATO allora e lo sarà sempre, tu continua pure a difendere la tua denominazione di appartenenza e le sue dottrine, la verità Divina rimane e si difende da se. Poi è inutile andare all’attacco e girando le scritture che ho citate per puntare all’errore del settarismo religioso e dicendomi che sono io che NON “…tagli rettamente la parola della verità” 2Tim.2:15. Mi sono già espresso che più studio e più capisco quanto poco conosco, tu invece ti senti di essere un professore delle Sacre Scritture e chi non è d’accordo con te è nell’errore… pazienza!

    Bene, un cordiale arrivederci e un saluto fraterno nel nome del nostro Signore Gesù Cristo il Redentore dei peccatori e che chi non Lo ha ricevuto ancora lo faccia prima che sia eternamente troppo tardi, Dio è misericordioso inverso tutti “…non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento”. 2 Pi. 3:9

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  11. 9 novembre 2014 14:22

    Pace a te, continui a dire che io difendo una denominazione, ma io non faccio parte di nessuna denominazione. Forse ti riferisci alla mia dichiarazione nel motto del blog, che hanno un significato ben preciso, e che nulla hanno a che fare con le denominazioni, quindi, se non faccio parte di nessuna denominazione, come posso difenderla?
    Dico sempre che sono cristiano, perché questo mi distingue dai mussulmani, da buddisti e da tutti gli altri.
    Dico che sono evangelico, questo lo devo fare per far comprendere che non sono cristiano cattolico romano.
    Dico di essere pentecostale, in quanto io credo nel battesimo con lo Spirito santo con l’evidenza di parlare in altre lingue; credo nella guarigione divina; credo che Gesù ancora oggi distribuisca alla sua Chiesa i doni di ministerio di apostolo, profeta, evangelista, pastore e dottore; poi credo che lo Spirito santo ancora oggi distribuisca i doni spirituali, quelli scritti in 1 Corinzi 12.
    Credo anche nella dottrina della Trinità, credo cioé che l’IDDIO è CONTEMPORANEAMENTE sia UNO CHE TRINO, nelle persone di Dio Padre, Dio Figlio Cristo Gesù e lo Spirito santo.
    Sono anche fondamentalista, nel senso che credo nell’unico fondamento che è la Parola di Dio, e niente altro può annullarne il senso e i comandamenti scritti in essa.
    In breve, quelle parole che dico di me, le dico perché con una parola faccio comprendere le dottrine che io professo, e quindi difendo e insegno.
    Ripeto, non faccio parte di nessuna denominazione.
    Il rimprovero che ti ho rivolto è stato quello che tu mi hai acccusato di essere un difensore di una denominazione, quella del “pentecostalismo”, mentre tu ti dichiaravi subito contrario, quindi dall’altra parte. Il pentecostalismo è un movimento, caratterizzato da certi insegnamenti, ed è per questo che io lo cito, ma non è una denominazione.
    Ascolta, per farti comprendere meglio, come tu ti sei definito TRINITARIANO, e non per questo termine tu fari parte di una denominazione, così è pure per quanto riguarda il “pentecostalismo”.
    Ah, dimenticavo, e credo anche nella predestinazione di Dio, che il Signore ha già stabilito chi sarà salvato e chi dovrà andare perduto e gettato all’inferno. Iddio è sovrano, regna e fa ciò che gli piace. Ma credo anche che la salvezza una volta che si è ottenuta si possa perdere, come insegnano le Scrirtture, di conseguenza non si può dire di me che io sia Calvinista.
    Pace a te, fratello nel Signore, che Dio ti benedica e ti guidi in tutta la verità.

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