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Avviso importante sul materiale riguardante la scomparsa di Angela Celentano non più presente nel mio blog

10 gennaio 2023

Avviso importante sul materiale riguardante la scomparsa di Angela Celentano non più presente nel mio blog

Pace a tutti voi fratelli e sorelle nel Signore, e salute a voi tutti che ancora non avete conosciuto il Signore Gesù Cristo.

Vi comunico che ho rimosso tutto il materiale concernente la scomparsa di Angela Celentano, perché mi sono giunte talune voci che le indagini svolte dagli inquirenti vanno su altre direzioni diverse da quelle ipotizzate da Giacinto Butindaro che ha scritto un libro investigandone l’accaduto e traendone certe deduzioni che non condivido più.

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Non siate ingrati, ma date sempre gloria a Dio

26 gennaio 2023

Non siate ingrati, ma date sempre gloria a Dio

Dopo aver implorato Gesù di avere pietà di loro, dieci lebbrosi furono tutti guariti, ma solo uno di essi tornò indietro per ringraziarLo. Ecco come viene riportato il fatto da Luca:

«E uno di loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce; e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano.

Gesù, rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove sono? Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero? E gli disse: Lèvati e vattene: la tua fede t’ha salvato.» (Luca 17:15-19)

Tutti i dieci lebbrosi furono guariti, ma nove furono ingrati, si comportarono in modo da disconoscere e rinnegare il grande beneficio che hanno ricevuto da Dio.

Gesù si aspettava che tutti tornassero a ringraziarLo, invece, ne tornò solo uno, ed era uno straniero per giunta, un samaritano. Questi tornò indietro glorificando Iddio per il beneficio della guarigione ricevuta e giunto che fu davanti a Gesù, si gettò ai suoi piedi ringraziandoLo.

Il Signore Gesù, Colui che li ha guariti tutti, si lamenta del fatto che solo uno è tornato per ringraziare, e premia ancor di più il samaritano che gli ha mostrato gratitudine, perché dopo aver ottenuto la guarigione del corpo, Egli gli ha concessa la salvezza. Leggi tutto…

Bisogna ravvivare lo Spirito santo

25 gennaio 2023

Bisogna ravvivare lo Spirito santo

L’apostolo Paolo ha scritto, tra le altre, queste esortazioni al giovane Timoteo:

«Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per la imposizione delle mie mani. Poiché Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione.» (2 Timoteo 1:6-7)

Paolo ricorda a Timoteo che tra gli obblighi che incombevano su di lui, che riguardavano il badare a sé stesso ancor prima di badare agli altri e alle cose da fare nella comunità di Efeso, c’era anche quella di ravvivare, cioè di dare vitalità allo Spirito santo che gli era stato dato per mezzo dell’imposizioni delle mani dell’apostolo Paolo. Che il dono di Dio, dato per le imposizioni delle mani di Paolo riguardi l’esperienza successiva alla nuova nascita conosciuta come battesimo con lo Spirito santo o anche pienezza dello Spirito santo, lo si comprende leggendo la parte in cui i samaritani hanno ricevuto lo Spirito santo per l’imposizione delle mani di Pietro e di Giovanni (cfr. Atti 8:4-20), in cui si dice che tale dono è chiamato appunto “il dono di Dio”.

Con l’esortazione fatta a Timoteo di ravvivare il dono di Dio, voleva dire che tutto il suo essere, per mezzo dello Spirito santo, i suoi sentimenti e gli affetti, la sua mente, i suoi pensieri, il bramare le cose di Dio ed il bene della Chiesa di Gesù Cristo, dovevano brillare in lui, essere vivaci; in lui si doveva avvertire la forza e la potenza dello Spirito santo, adatti ad un servo del Signore, non doveva essere timido, cioè non doveva sentirsi a disagio nelle opere che doveva compiere per il Signore, non doveva avere timore né avere alcuna soggezione verso nessuno e niente, perché tale modo di essere si sarebbe tradotto in un comportamento insicuro, pieno di esitazione in tutto quello che avrebbe dovuto fare, che poteva anche sfociare nella scontrosità, in un cattivo rapporto con i fratelli e con tutte le persone. Con un tale modo di essere e di comportarsi da persona timida, Timoteo non sarebbe potuto essere un esempio da seguire per la Chiesa. Perciò Paolo lo esorta ad essere sempre più forte, ravvivando lo Spirito che aveva ricevuto. Leggi tutto…

MASSONERIA AL POTERE (intervista e testimonianza a del fratello in Cristo Francesco Cardullo)

24 gennaio 2023

MASSONERIA AL POTERE (intervista e testimonianza a del fratello in Cristo Francesco Cardullo)

Intervista a un caro fratello nel Signore, Francesco Cardullo, che dopo aver ascoltato la sua testimonianza, ho avuto in cuore d’ intervistarlo e condividere con voi, come egli stesso sta già facendo, portando la sua esperienza di vita, a trasmissioni televisive regionali e cristiane evangeliche e in molte comunità, di come grazie a alla misericordia e grazia di Dio, di uscre dalla massoneria, e di diventare un figlio di Dio, salvato per grazia, per mezzo la fede in Gesù Cristo.

Tutti noi cristiani, nati di nuovo, sappiamo benissimo che la massoneria viene dal diavolo il serpente antico Satana, con il nome di G.A.D.U (Grande Architetto dell’Universo) o Lucifero, e non ci può mai essere nessuna comunione con i massoni o filomassonici , e che un cristiano non può essere anche un massone.

Ma qui grazie a Dio , abbiamo un esempio evidente di come bisogna stare lontano da questa istituzione in qualsiasi forma ci si presenta, come anche il fratello Francesco ci incoraggia a fare in questa mia intervista.

Spero, piacendo a Dio che anche questa mia intervista al fratello Francesco Cardullo, possa servire a mettere in guardia da costoro, e per coloro che ne fanno parte , sia d’incoraggiamento ad uscirne fuori .

Vi allego i link su dove potete scaricare gratuitamente il libro

https://books.apple.com/…/massoneria-al…/id6443990284… la pagina Facebook del libro
https://www.facebook.com/Massoneria-al-Potere-Dalla…/Qui trovate la pubblicazione del libro dove anche qui è possibile leggerlo e scaricarlo
https://it.scribd.com/…/596100018/Massoneria-al-PotereNel sito issuu.com trovate il libro in versione facile lettura nel sito
https://issuu.com/francescocardullo./docs/massoneria_al_potere_dalla_massoneria_alla_fede_inÈ presente anche nel sito Ebokservice.net
https://www.ebookservice.net/scheda_ebook.php?ebook=massoneria-al-potere:dalla-massoneria-alla-fede-in-ges%C3%B9–di-francesco&ideb=6271Si trova formato ePub per “Kindle” su Z-Library cercando il sito da Google o Yahoo, cliccare su libri e inserire il nome del libro.

Disponibile in edizione cartacea su:
https://libridaleggere.net/…/Libri/Details/-221893055

Non voglio che voi ignorate, e che nessuno vi seduca con vani ragionamenti

Emanuele Michelino

Immortalità e coscienza dell’anima senza il corpo

24 gennaio 2023

Immortalità e coscienza dell’anima senza il corpo

Nel Vangelo di Luca sta scritto:

«Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo;

morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò:

Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma.» (Luca 16:22-24)

Quando il corpo cessa di vivere, avviene che l’anima esce dal corpo e va in un altro luogo. La prima cosa da dire è che l’anima dei morti non rimane sulla terra, quindi eventuali apparizioni particolari che si possono verificare, non possono essere ricondotte ad apparizioni di anime dei defunti. Io credo che si manifestino certi esseri soprannaturali, ma sono spiriti non anime dei morti, i quali talvolta si fingono essere le anime dei morti.

In merito alle parole riportate del vangelo di Luca, prima di tutto bisogna dire che quel racconto di cui ha parlato Gesù non è una parabola, non è una similitudine o una rappresentazione figurativa, perché non c’è nessuna parola che possa far pensare che lo sia, quindi, ciò che dice Gesù è un vero e proprio racconto di un fatto realmente accaduto a quel ricco e a Lazzaro, tanto più che vengono pure fatti i nomi ben precisi di quelli che hanno partecipato ai vari dialoghi, a conferma del fatto che non è una parabola.

Ho dovuto premettere ciò, perché vi sono di quelli che vogliono far passare quel racconto di Gesù come fosse una parabola, per potergli dare significati figurativi a piacere, annullando così la verità dei fatti e i veri messaggi che sono stati trasmessi con l’esposizione di tale racconto. Leggi tutto…

Diletti e fedeli nel Signore, non dimenticatevi di lodare l’Eterno!

23 gennaio 2023

Diletti e fedeli nel Signore, non dimenticatevi di lodare l’Eterno!

Davide, per il cui mezzo lo Spirito santo ha parlato (cfr. 2 Sam. 23:2), tra le altre parole che disse e scrisse, ci sono queste che riporto di seguito, per esortare il popolo del Signore a lodare ed innalzare il nome dell’Eterno:

«Salmeggiate all’Eterno, voi suoi fedeli, e celebrate la memoria della sua santità.» (Salmo 30:4)

Cari nel Signore, non dimenticate mai che tra le cose che i figlioli di Dio devono compiere, c’è anche quella di celebrare Iddio Padre nostro Salvatore e Gesù Cristo nostro Signore e Padrone, di rendere loro l’onore che gli è dovuto, di lodarli ed innalzarli con tutto il cuore, mediante cantici, inni e salmi spirituali (cfr. Efes. 5:19). Nella preghiera bisogna lodare Iddio, facendo tutto ciò con la partecipazione di tutto il vostro cuore, con tutto il vostro essere, perché dovete sapere che in preghiera e lodando Iddio vi presentate davanti al Trono della grazia, davanti alla Sua presenza.

È cosa buona lodare il Signore, è volontà di Dio dare a Lui la gloria, riconoscendo nel proprio cuore e dichiarando apertamente tramite le preghiere ed i cantici, che l’Eterno l’Iddio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, Colui che aprì il mar Rosso in due ed ha fatto passare il suo popolo sull’asciutto, è degno di essere innalzato e glorificato da tutti gli uomini, da tutto il creato.

Diletti e fedeli nel Signore, voi che siete stati salvati ed ora siete diventati figlioli dell’Iddio Altissimo, non dimenticate alcuno dei suoi benefici a pro vostro e a pro di tutto il suo popolo; cantate con tutto il cuore le sue gesta, le sue testimonianze e la sua potenza e gloria; dichiarate al mondo intiero che l’Iddio d’Israele è buono e la sua benignità dura in eterno (cfr. Salmo 136).

Pertanto, cari nel Signore, quando pregate il Signore Iddio e Padre nostro, ricordatevi sempre di dedicare del tempo, soprattutto al principio della preghiera, per darGli gloria, onore e lode, perché tanti sono i suoi benefici verso il suo popolo; Egli ci ha creati ed è degno che i suoi figlioli si inginocchino davanti a Lui e lo adorino con tutto il cuore, e Lo riconoscano per ciò che Egli è:

L’Iddio che ha fatto i cieli e la terra ed ha mandato il suo Figliolo Gesù Cristo per riscattarci dal regno delle tenebre e trasportarci nel Regno della luce del Suo amato Figliolo. Leggi tutto…

In memoria delle opere compiute da alcune donne credenti

22 gennaio 2023

In memoria delle opere compiute da alcune donne credenti

Nella sua seconda epistola scritta da Paolo a Timoteo, fa menzione dell’opera compiuta da alcune donne, come si legge nel passo riportato di seguito:

«Io ricordo infatti la fede non finta che è in te, la quale abitò prima nella tua nonna Loide e nella tua madre Eunice, e, son persuaso, abita in te pure.» (2 Timoteo 1:5)

L’apostolo Paolo aveva ben impresso nella sua memoria la fede di Timoteo, della quale aveva avuto prova ben certa che quel giovane aveva in sé, e non era di certo una fede finta. Ciò lo si capisce anche da quello che Paolo gli disse quando lo esortò a combattere il buon combattimento della fede per giungere ad afferrare la vita eterna, alla quale è stato chiamato e che si può conquistare solo per mezzo di una fede vera. Proprio in vista del combattimento della fede si è ricordato che Timoteo fece una bella confessione di fede, in presenza di molti testimoni, arrivando persino ad assomigliarla a quella testimonianza che Gesù Cristo rese davanti a Ponzio Pilato (cfr. 1 Tim. 6:12-13).

Quindi, si può capire da quelle parole di Paolo, che egli non aveva alcun dubbio a riguardo della fede che manifestò Timoteo e che abitava in lui veramente, perché tramite la sua bella confessione ricordata da Paolo, manifestatasi tramite opere concrete e non solo a parole, Timoteo mostrò di avere una vera fede, non finta. Paolo ne era pienamente convinto, a tal punto da citarlo nella sua epistola, e non temeva di essere svergognato, perché tale manifestazione di fede era avvenuta davanti a molti testimoni, quindi non poteva essere contraddetto in alcun modo. Leggi tutto…

Affetto di Paolo per Timoteo

22 gennaio 2023

Affetto di Paolo per Timoteo

L’apostolo Paolo era prigioniero a Roma, e sentiva che il tempo della sua dipartita si stava avvicinando, e scrisse la seconda epistola a Timoteo, e la scrisse riversando in essa prima di tutto i suoi sentimenti di affetto verso Timoteo, scrivendogli queste parole:

«Io rendo grazie a Dio, il quale servo con pura coscienza, come l’han servito i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere giorno e notte, bramando, memore come sono delle tue lacrime, di vederti per esser ricolmo d’allegrezza.» (2Tim. 1:3-4)

La prima cosa da considerare sono i ringraziamenti di Paolo rivolti a Dio, che per sua volontà è stato fatto apostolo da Gesù Cristo, ed egli si impegnava a servirlo con una buona e pura coscienza, non per interessi personali o per frodare qualcuno, né per arricchirsi ed accumulare ricchezze, ma per amore dell’Evangelo e di tutta la Chiesa di Gesù Cristo.

Paolo si ricordava sempre di Timoteo, che era uno dei suoi diletti figlioli, cioè che lo aveva portato ad essere salvato e si era dimostrato fedele a Dio e alla chiamata ricevuta. Egli si ricordava di lui nelle preghiere che faceva di giorno e di notte, questo perché i veri servitori di Dio nell’assolvere ai propri doveri del ministerio, la prima cosa è quella di dedicarsi alla preghiera di continuo, giorno e notte appunto, per rimanere il più possibile sempre in perfetta comunione con Dio; non pregavano solo cinque minuti al giorno (cfr. Atti 6:4). Un ministro che non si dedica costantemente alla preghiera finirà per essere vinto dalle prove e dalle tentazioni, perché la carne è debole (cfr. Matt. 26:41). Leggi tutto…

Fu il Re saul ad invidiare Davide, ed è chi invidia che aggredisce con violenza la persona invidiata, non il contrario

21 gennaio 2023

Fu il Re saul ad invidiare Davide, ed è chi invidia che aggredisce con violenza la persona invidiata, non il contrario

Nel primo libro di Samuele si legge quanto fece Saul contro Davide:

«E Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava: Saul lo mise a capo della gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servi di Saul.

Or all’arrivo dell’esercito, quando Davide, ucciso il Filisteo, facea ritorno, le donne uscirono da tutte le città d’Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suon de’ timpani e de’ triangoli, e alzando grida di gioia; e le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila.

Saul n’ebbe sdegno fortissimo; quelle parole gli dispiacquero, e disse: ‘Ne dànno diecimila a Davide, e a me non ne dan che mille!

Non gli manca più che il regno!’

E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio.

Il giorno dopo, un cattivo spirito, suscitato da Dio, s’impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide sonava l’arpa, come solea fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; e la scagliò, dicendo: ‘Inchioderò Davide al muro!’ Ma Davide schivò il colpo per due volte.» (1 Samuele 18:5-11)

Questo racconto è utile per capire tante cose che riguardano il forte e deleterio sentimento dell’invidia, che può impadronirsi anche dei cuori dei credenti e di qualche servitore di Dio.

Salomone a riguardo di qualcosa che può far scaturire l’invidia ha scritto queste parole:

«E ho visto che ogni fatica e ogni buona riuscita nel lavoro provocano invidia dell’uno contro l’altro.» (Ecclesiaste 4:4)

Cari nel Signore, considerate che l’invidia è un sentimento molto negativo che si prova per la buona riuscita delle opere compiute da altri, che talvolta agisce insieme all’orgoglio, per cui non si sopporta che altri abbiano delle doti pari o superiori alle proprie e riescano meglio nella loro attività, e ciò li porta a manifestarsi con una particolare avversione e rancore, persino l’odio alberga dentro il loro cuore, contro le persone invidiate. Leggi tutto…

Guai a chi scandalizza!

20 gennaio 2023

Guai a chi scandalizza!

Nel Vangelo di Luca stanno scritte queste parole pronunciate da Gesù Cristo, il nostro Signore e salvatore:

«Disse poi ai suoi discepoli: È impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!

Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.

Badate a voi stessi!» (Luca 17:1-3)

Lo scandalo è una pietra d’inciampo, è un ostacolo, un’insidia, un impedimento per taluni a raggiungere un determinato obiettivo, che non permette di raggiungere la meta prefissata.

Ad esempio, per i giudei la pietra d’inciampo è Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio (cfr. Romani 9:33), infatti è scritto:

«noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per i Gentili, pazzia» (1 Corinzi 1:23).

Lo scandalo è provocato da azioni, da comportamenti o da fatti o parole dette che siano considerati commessi in modo colpevole e di cattivo esempio di malvagità, a tal punto da provocare grande turbamento della coscienza nelle persone che subiscono lo scandalo o ne vengono a conoscenza. A poter commettere uno scandalo possono essere sia credenti che non credenti, ma per i non credenti la cosa è usuale, a differenza dei credenti. Lo scandalo per chi lo subisce direttamente o ne vive il trauma indiretto, costituisce un ostacolo per lui, una pietra che lo fa inciampare malamente e potrebbe anche portarlo a non essere più la persone che era prima, può spingerlo a non camminare più come camminava nel Signore un tempo, e la caduta può essere così rovinosa e devastante da non consentirgli di raggiungere la meta prefissata: la vita eterna. Leggi tutto…

Tu che adori Iddio, custodisci il buon deposito!

19 gennaio 2023

Tu che adori Iddio, custodisci il buon deposito!

L’apostolo Paolo, rivolge questa ultima esortazione al termine della sua prima epistola, che in fondo racchiude in sé tutte le altre che gli ha già fatto in precedenza, sia di persona che per iscritto:

«O Timoteo, guarda il deposito, schivando le profane vanità di parole, e le contradizioni della falsamente nominata scienza; della quale alcuni facendo professione, si sono sviati dalla fede. La grazia sia teco. Amen.» (1 Timoteo 6:20-21)

L’esortazione di Paolo comincia col chiamarlo per nome, questo per attirare e catturare con più efficacia la sua attenzione, per fargli intendere che sarebbero seguite parole molto importanti a cui avrebbe dovuto porre mente con la massima attenzione, perché quella esortazione di “custodire il deposito”, ed il deposito rappresenta tutto quello che ha ricevuto e udito dell’Evangelo e di tutta la sana dottrina che gli è stata trasmessa da Dio e dagli apostoli, è la madre di tutte le esortazioni, è quella che ne racchiude molte in sé. Leggi tutto…

La Parola di Dio non ammette le seconde nozze, se il primo coniuge è ancora in vita

18 gennaio 2023

La Parola di Dio non ammette le seconde nozze, se il primo coniuge è ancora in vita

Nel Vangelo di Marco sta scritto:

«Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei;

e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio.» (Marco 10:11-12)

È bene ricordare che convogliare a seconde nozze quando il precedente coniuge è ancora vivo, è peccato, si diventa adulteri. Purtroppo in molte Chiese questo insegnamento è stato trascurato o addirittura interpretato in maniera sbagliata, di conseguenza in mezzo alle Chiese di Gesù Cristo ci sono molti divorziati che si sono risposati, col primo coniuge ancora in vita, addirittura col beneplacito dei loro pastori della comunità che frequentano.

Ribadisco, in quel caso prospettato si è adulteri, e non ci sono giustificazioni di nessun genere che possono essere addotte in propria difesa, le cose stanno esattamente com’è scritto nel passo citato di Marco, senza alcuna eccezione.

Dalla somma della Parola emerge esattamente l’insegnamento che è stato esposto nel passo di Marco (cfr. Romani 7:1-6; 1 Corinzi 7:1-39). Leggi tutto…

Bisogna essere fedeli, sempre, e bisogna stare attenti a chi non lo è

17 gennaio 2023

Bisogna essere fedeli, sempre, e bisogna stare attenti a chi non lo è

Nel Vangelo di Luca leggiamo queste parole:

«Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi» (Luca 16:10)

Iddio concede a ciascun figliolo una certa misura dei suoi doni, anche una certa fiducia (cfr. 1 Tim. 1:12), e vuole che i credenti siano fermi nei loro buoni sentimenti e siano costanti nel loro comportamento; Egli vuole che siano tutti fedeli nell’amministrare le cose affidategli da Dio.

Ci sono i servitori di Dio che ricevono molto dal Signore, e questi devono essere ancor più attenti a ciò che fanno e ai propri sentimenti, perché sono un esempio che il gregge deve seguire, e se questi non sono fedeli, e se sono addirittura ingiusti, allora tutti quelli che li seguono ne subiranno dei gravi danni spirituali, a cominciare dal fatto che gli assomiglieranno nelle cose sbagliate, quindi diventeranno tutti infedeli o si comporteranno da persone ingiuste ed approveranno l’ingiustizia, proprio come la persona che hanno seguito come esempio. A conferma di ciò leggiamo l’esortazione a non illudersi:

«Non v’ingannate: Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.» (1 Corinzi 15:33)

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Guardatevi dagli insegnanti che si sono gonfiati

16 gennaio 2023

Guardatevi dagli insegnanti che si sono gonfiati

L’apostolo Paolo, scrive tra le altre, anche queste esortazioni e raccomandazioni dirette al giovane apostolo Timoteo:

«Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s’attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla;

ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d’uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno.

Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno; poiché non abbiam portato nulla nel mondo, perché non ne possiamo neanche portar via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti.

Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione.

Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.» (1 Timoteo 6:3-10)

C’erano molti falsi insegnanti nella Chiesa primitiva, ai tempi degli apostoli, il cui scopo principale era quello di fare soldi, di arricchirsi. Purtroppo, è doveroso ricordare a tutti che pure ai giorni d’oggi le cose stanno nella stessa maniera dei tempi antichi, pertanto i santi della Chiesa devono stare attenti a coloro che si presentano come insegnanti e che quei tali non ricadano proprio nella descrizione che ne ha fatto l’apostolo Paolo.

Per entrare nello specifico delle parole scritte da Paolo, è bene stare in guardia contro coloro che:

  • Insegnano una dottrina diversa. Ci sono di quei predicatori che insegnano dottrine che non sono scritte nella Parola di Dio, ma sono frutto della loro mente, annunziano precetti e/o tradizioni d’uomini e non del Signore. Ogni insegnamento ed ogni comandamento che si vuole imporre a tutti i membri della Chiesa devono essere ben spiegati e confermati attraverso le sacre Scritture, altrimenti vanno rigettati o almeno tenuti in attesa di una conferma chiara del Signore.
  • Non si attengono alle sane parole del Signore Gesù Cristo. Ci sono persone che predicano nella Chiesa, ma si allontanano dal vero senso delle parole di Gesù e da tutti gli insegnamenti presenti nelle sacre Scritture, dando loro un senso tutto personale e per il proprio interesse; solo apparentemente possono sembrare di aver annunziato correttamente le verità della Scrittura, ma pure se la spiegazione dei passi delle Scritture possono essere considerati corretti, tuttavia finiscono per dargli un senso che non è corretto e non è quello che avrebbero dovuto concludere nell’applicazione pratica. Iddio ci ha fatto sapere queste cose anche tramite il profeta Geremia (cfr. Ger. 8:8). Costoro magari conoscono pure tanti passi delle Scritture e possono anche insegnare la Parola di Dio a volte correttamente, ma bugiardamente ne falsano il senso e errano nell’applicazione pratica. Per conoscere le Scritture ci vuole conoscenza, ma per l’applicazione pratica ci vuole la sapienza di Dio, che viene dall’alto, non quella umana, carnale, che è dal diavolo.
  • Non si attengono alla dottrina che è secondo pietà. Gesù Cristo ha insegnato chiaramente che i comandamenti di Dio devono essere compresi e praticati con la carità e la misericordia; quindi è doveroso insegnare avendo pietà delle persone, e non insegnare in modo spietato e violento contro il prossimo. Vi faccio un esempio per farvi capire concretamente quello che intendo comunicarvi con un messaggio privo di misericordia dei farisei e quello di Gesù pieno di misericordia: i farisei volevano lapidare la donna adultera nel Tempio, ma Gesù ha fatto in modo, per la sua misericordia e pietà verso quella donna peccatrice, e senza parlare annullando il comandamento della legge che ordinava di lapidare le persone colte in flagrante adulterio, dico, Gesù ha fatto in modo ed ha trovato le parole affinché quella donna non fosse lapidata (cfr. Giov. 8:3-11). Capite, dunque, che ogni cosa che riguarda la legge ed i comandamenti di Dio devono essere praticati e insegnati avendo la pietà e la misericordia nel proprio cuore, come vuole il Signore (cfr. Matt. 23:23), e non c’è posto per gli spietati nella Chiesa dell’Iddio vivente e vero, o meglio, gli spietati non devono avere un posto nel cuore dei santi, perché provocano enormi danni alle persone, soprattutto a quelle più fragili e deboli.

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Onora le vedove ed i poveri che sono veramente vedove e poveri

15 gennaio 2023

Onora le vedove ed i poveri che sono veramente vedove e poveri

L’apostolo Paolo, tra le diverse istruzioni e ordini che ha dato al giovane Timoteo, vi sono anche quelle che riguardano la gestione del soccorso alle vedove. Ecco la conclusione di tutto il discorso che Paolo gli ha scritto:

«Se qualche credente ha delle vedove, le soccorra, e la chiesa non ne sia gravata, onde possa soccorrer quelle che son veramente vedove.» (1 Timoteo 5:16)

La prima cosa che Paolo dice a Timoteo è quella di fare tutte le considerazioni possibili sulle vedove, per verificare se sono veramente vedove, cioè se nel mondo non hanno nessuno che ha il dovere di aiutarle, anziché gravare sulla Chiesa. Badate bene che dice nel mondo (cfr. 1 Tim. 5:5), quindi non ci si deve limitare a considerare le persone vicine che possono aiutare la vedova, ma anche se sono lontani e sono in qualche modo legati sia alla vedova che a Gesù Cristo, perciò hanno il dovere di soccorrerla se è bisognosa di aiuto. I primi ad avere l’obbligo di aiutare una donna che è rimasta vedova sono i suoi figli, essi devono provvedere a tutte le sue necessità, prima di tutto perché ciò rientra tra le cose che sono gradite e accettevoli al cospetto del Signore Iddio, e per seconda cosa Paolo dice anche che, se un credente non provvede il necessario alla sussistenza dei suoi parenti bisognosi, è da considerare come se avesse rinnegato la fede ed è peggiore degli increduli (cfr. 1 Tim. 5:4-8). Paolo dice chiaramente, quindi, che i credenti che non si prendono cura delle loro vedove sono peggiori degli increduli, tanto ci giunge anche a noi la comunicazione di quanto sia grave un tale comportamento, da arrivare a considerare un credente come se rinnega la fede ed è peggiore degli increduli. Leggi tutto…

Prima di riprendere qualcuno, studia bene come bisogna farlo

14 gennaio 2023

Prima di riprendere qualcuno, studia bene come bisogna farlo

L’apostolo Paolo scrisse due epistole per ammaestrare e guidare Timoteo nel condurre e mettere ordine nella comunità di Efeso. Tra le istruzioni e ammaestramenti che gli scrisse, vi sono anche queste parole a cui Timoteo avrebbe dovuto attenersi, e abbiamo fiducia che lo abbia fatto:

«Non riprendere aspramente l’uomo anziano, ma esortalo come un padre; i giovani, come fratelli; le donne anziane, come madri; le giovani, come sorelle, con ogni castità.» (1 Timoteo 5:1-2)

Partendo dal presupposto che la riprensione, la correzione e l’applicazione della disciplina nella Chiesa sono cose necessarie e non se ne può fare a meno (cfr. Efes. 5:11), tuttavia bisogna domandarsi quali siano i metodi e i modi con cui tali cose devono essere praticate, perché non vanno bene tutti i modi con tutte le diverse persone che costituiscono la Chiesa di Gesù Cristo.

Paolo ha scritto tali parole a Timoteo per farlo riflettere, per fargli capire che non poteva trattare tutte le varie categorie di persone presenti della Chiesa nella stessa maniera, ma doveva fare apposite distinzioni, e ciò sarebbe servito per portare a termine con risultato positivo il compito, con efficacia, ponendosi come obiettivo che anche le riprensioni e le correzioni devono fare del bene a tutta la Chiesa e anche ai singoli che vengono ripresi. L’espulsione dalla comunione fraterna è da considerare sempre una sconfitta, non una vittoria, significa che qualcosa nel spiegare la verità non ha funzionato, e sarebbe bene esaminarne i motivi che portano al fallimento, per individuarne le cause e apportare i giusti accorgimenti. Leggi tutto…