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Joe Porrello ha mentito alle Iene sulla decima!

21 novembre 2018

Joe Porrello ha mentito alle Iene sulla decima!

Nel servizio giornalistico delle Iene andato in onda l’11 Novembre 2018, a Joe Porrello, figlio di Lirio Porrello, pastore della Chiesa PDG di Palermo, è stata fatta sentire una telefonata arrivata alle Iene da parte di una donna che dice che sua figlia versa ogni mese alla PDG il 10% di ciò che guadagna, cioè la decima delle sue entrate, come fanno tutti. A sentire queste parole, Joe Porrello ha risposto: «Non è vero. Noi crediamo nella decima.» Al che il giornalista gli ha chiesto: «Cos’è la decima?» e il Porrello ha risposto allora: «La decima è il 10% che va a Dio per supportare la Chiesa. Ma noi questo non imponiamo a nessuno!», al che il giornalista dice: «E’ una libera scelta, cioè ognuno può decidere liberamente», al che il Porrello afferma: «Può decidere di dare un euro, può decidere di non dare niente, può decidere di venire anche sabato faremo una cena dove faremo mangiare tutti gratis». Quindi, Joe Porrello ha presentato la decima come facoltativa, per cui uno è libero di versarla o non versarla. Lo ha detto chiaramente: «Ma noi questo non imponiamo a nessuno!»

Ma questo è falso, perché Lirio Porrello, il pastore della PDG di Palermo, insegna che la decima non è facoltativa ma obbligatoria e quindi viene imposta. Ecco le sue parole: «Cos’è la decima? Il 10 % delle tue entrate, non delle tue uscite … la decima è del Signore, consacrata a Dio. L’offerta è volontaria. La decima non è volontaria, la decima tu la porti a Dio perché non è tua, è Sua. E se non gliela date siete in debito con lui perché avete rubato» (Culto in Diretta PDG Palermo 14 Agosto 2016 – https://youtu.be/bdjvtTWnfrY).

Dunque le cose sono molto chiare. La decima, nell’insegnamento della Parola della Grazia è obbligatoria, e quindi viene imposta alla Chiesa in questo senso, che viene presentata come un dovere di ogni Cristiano, ed ogni membro della PDG ha il dovere di darla, in quanto è un obbligo. E difatti se uno non dà la decima viene accusato di essere un ladro! – Come peraltro avviene anche nelle Assemblee di Dio in Italia (ADI) e in tante altre denominazioni evangeliche, che sono tutte assetate di denaro – E difatti sul sito della PDG di Palermo si legge: «La benedizione si attiva con l’obbedienza, ma occorre sapere che, mentre l’offerta è qualcosa di volontario, la decima non è volontaria, deve essere portata a Dio, perché è Sua. …. I cristiani devono lasciare il sistema economico del mondo, entrare in quello del Regno di Dio e onorare il Signore con la decima, cioè con il 10% delle proprie entrate. ….La Bibbia afferma che se non diamo la decima, in pratica derubiamo Dio» (http://www.paroladellagrazia.it/it/sermon/leconomia-del-regno-nel-presente/) Leggi tutto…

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Lirio Porrello INFURIATO OLTREMODO contro i religiosi!

20 novembre 2018

Lirio Porrello INFURIATO OLTREMODO contro i religiosi!

Lirio Porrello, della PDG di Palermo, ce l’ha a morte con i religiosi! Ascoltatelo MOLTO ATTENTAMENTE in questo clip tratto dalla sua predicazione «Regno o religione?» del 29 Luglio 2018 (https://youtu.be/RIDhC29cqMk)!

E’ ovvia la ragione. Lui fa parte della schiera degli irreligiosi, i quali non sopportano la sana dottrina!

Guardatevi e ritiratevi da lui e dai suoi alleati. Leggi tutto…

16 aprile 2017 PDG di Palermo: 2 minuti e mezzo memorabili! La Sicilia è stata liberata dalla povertà, grazie alle preghiere della Chiesa Parola della Grazia!

19 novembre 2018

16 aprile 2017 PDG di Palermo: 2 minuti e mezzo memorabili! La Sicilia è stata liberata dalla povertà, grazie alle preghiere della Chiesa Parola della Grazia!

«Parliamo in altre lingue …. andiamo nello spirito … noi spezziamo questo legame di maledizione che c’è nella Sicilia, di povertà, di schiavitù, nel nome potente del Signore Gesù Cristo, e di miseria, … è il tempo che [la Sicilia] diventi il paradiso del Mediterraneo!» sono parole che ha proferito un uomo che Lirio Porrello ha chiamato a pregare alla fine del culto del 16 aprile 2017 a Palermo (https://youtu.be/l5ZFWv5SuKE).

Un vero e proprio show – dove primeggia il consueto falso parlare in altra lingua, la confusione più totale e una evidente manipolazione psicologica operata sui presenti – come se ne vedono pochi persino in seno a queste Chiese oltremodo corrotte. Lo show, o meglio la seduzione, continua nella PDG!

Uscite e separatevi da essa, a questi interessano soltanto i vostri soldi e insegnano tante false dottrine! Leggi tutto…

Lirio Porrello calunnia i Cristiani che danno 5 euro in offerta a Dio!

18 novembre 2018

Lirio Porrello calunnia i Cristiani che danno 5 euro in offerta a Dio!

Durante una predicazione dal titolo «Fede, Sacrificio ed Economia Soprannaturale» (https://youtu.be/l5ZFWv5SuKE) del 16 aprile 2017 Lirio Porrello della PDG di Palermo ha accusato quei cristiani che danno 5 euro in offerta a Dio di disonorare Dio! Ascoltatelo da voi medesimi.

Ecco un’altra conferma che questo uomo non è un servitore di Gesù Cristo, ma uno che serve il proprio ventre e con dolce e lusinghiero parlare seduce il cuore dei semplici. Torno a dirvelo, uscite e separatevi dalla PDG, e non date neppure un centesimo a questi servitori di Mammona. Leggi tutto…

Bisogna che queste guarigioni sbandierate da Lirio Porrello pubblicamente siano verificate!

17 novembre 2018

Bisogna che queste guarigioni sbandierate da Lirio Porrello pubblicamente siano verificate!

Ora, siccome qua si vedono degli uomini e delle donne che Lirio Porrello afferma che sono state guarite da varie infermità, sarebbe opportuno che qualcuno che a Palermo conosce queste persone verificasse a distanza di un anno e mezzo circa se queste persone avevano effettivamente quel male e se lo avevano, se effettivamente poi sono state guarite in quel giorno. Io ho visto e sentito cose molto strane in questi minuti, ecco perché esorto a trovare quelle persone e a sottoporle ad un esame di verifica, perché spesso in questo tipo di riunioni molto frequenti nell’ambiente pentecostale le guarigioni si sono spesso rivelate immaginarie, e talvolta anche le malattie erano immaginarie ossia inventate!

Noi lo sappiamo, in mezzo alla Chiesa c’è molta suggestione, autosuggestione e frode in questo campo delle guarigioni. Ci sono state persone o che si erano illuse di essere state guarite, o che sono state suggestionate a dire di essere state guarite, o hanno finto di essere malate o di essere guarite.

Per cui, fermo restando che Dio guarisce ancora oggi, e che mediante la fede in Gesù Cristo ANCORA OGGI gli ammalati che Dio vuole guarire vengono guariti (quello che infatti Pietro disse ai Giudei dopo che lo zoppo fu guarito: «E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti” [Atti 3:16] è ancora valido oggi in tutti quei casi in cui gli ammalati vengono guariti nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno), qui bisogna che sia accertato che effettivamente ci sono state queste guarigioni nel nome di Gesù. Se uno è stato veramente guarito da un male non ha avrà alcun problema a dimostrare che è stato guarito, anzi per lui sarà una gioia dimostrarlo per dare gloria a Dio!

Joe Porrello nel servizio delle Iene dell’11 Novembre 2018 ha parlato di persone guarite da tumori e da altre malattie inguaribili, vogliamo dunque sapere chi sono queste persone e vedere i referti medici che dichiarano che queste persone avevano queste malattie e che poi queste malattie sono sparite dopo che si è pregato su di loro nel nome di Gesù Cristo. Leggi tutto…

Marco Vuyet rigetta la Trinità!

16 novembre 2018

Marco Vuyet rigetta la Trinità!

Sulla pagina Facebook di Marco Vuyet ci sono dichiarazioni che mostrano come il Vuyet rigetti la Trinità.

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Guardatevi e ritiratevi da lui dunque. E’ un eretico! Leggi tutto…

Prima è venuta la morte, poi la rigenerazione spirituale

15 novembre 2018

Prima è venuta la morte, poi la rigenerazione spirituale

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L’argomento più importante della Bibbia è questo: la salvezza dell’anima.

Tutta la questione attinente alla salvezza ha avuto inizio subito dopo la creazione della terra, dell’uomo e della donna. Inizialmente l’uomo e la donna erano esseri puri, senza peccato, quindi erano per questo graditi a Dio, erano in COMUNIONE continua con Dio. Infatti, a conferma di ciò, è scritto questo, per significare che non c’era nulla che turbava la loro coscienza, che non avevano nessuna paura di Dio, perché la loro anima era senza peccato:

«E l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna.» (Genesi 2:25)

Poi Iddio diede questo comandamento:

«E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: ‘Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai’.» (Genesi 2:16-17)

L’uomo e la donna trasgredirono il comandamento di Dio e mangiarono di quel frutto che era stato vietato loro, perché sono stati sedotti dal serpente antico, che è il diavolo, Satana. Nel giorno che ne ebbero mangiato avvenne esattamente quello che Dio aveva detto, cioè a causa della loro disubbidienza MORIRONO SPIRITUALMENTE. Il peccato provoca appunto questo: la morte spirituale.

L’apostolo Paolo scrive, parlando della conseguenza che subì tutta l’umanità discendente di Adamo ed Eva:

«Che dunque? Abbiam noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, neppure uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro.» (Romani 3:9-18)

Quindi, riassumendo quanto detto finora, per il fatto che Adamo ed Eva hanno peccato (conosciuto come “peccato originale”), tutti gli uomini sono corrotti e in loro non abita alcun bene; essi sono incapaci di fare il bene e di piacere a Dio per le loro opere meritorie, perché tutti gli uomini SONO MORTI SPIRITUALMENTE a cagione del peccato di Adamo.

Ma Iddio, nella sua misericordia, soccorre gli uomini, Egli ha stabilito di salvare e DI VIVIFICARE gli uomini che sono morti nel peccato, per mezzo della sua grazia, mediante la fede nell’Evangelo di Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio, secondo quanto è scritto:

«Ora, però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata una giustizia di Dio, attestata dalla legge e dai profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione, difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; per dimostrare, dico, la sua giustizia nel tempo presente; ond’Egli sia giusto e giustificante colui che ha fede in Gesù. Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per qual legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge.» (Romani 3:21-28)

«Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glorî;» (Efesini 2:8-9)

Pertanto, è un dato di fatto che tutti gli uomini sono morti spiritualmente a causa del peccato di Adamo e, a quel peccato, si devono aggiungere quelli commessi direttamente da ciascuno. Per tale motivo occorreva che avvenisse qualcosa che RIGENERASSE SPIRITUALMENTE i peccatori morti nei falli e nei peccati, che desse la vita a quelle persone che sono MORTE spiritualmente in Adamo. Da quanto abbiamo letto, la vita spirituale la si può ricevere solo per grazia, mediante la fede in Cristo Gesù, per mezzo della RIGENERAZIONE SPIRITUALE che compie lo Spirito santo, quando Egli vincendo ogni resistenza, entra ad abitare nell’uomo, producendo in lui LA NUOVA NASCITA. È solo grazie a quell’esperienza, da quel momento si diventa cristiani veri, spiritualmente vivi, perché in loro viene messa la fede vera nel sacrificio di Cristo Gesù e il peccato viene rimesso, lavato, pulito dall’anima. Sta scritto che senza spargimento di sangue non vi è REMISSIONE dei peccati, per tale motivo Gesù, l’Agnello di Dio, è quel sacrificio con spargimento di sangue che permette, per mezzo della fede in esso, di ottenere la purificazione dei peccati.

Della nuova nascita, necessaria ad annullare la morte provocata dal peccato di Adamo ed Eva, ne parla anche Gesù a Nicodemo in questi termini:

«Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere? Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.» (Giovanni 3:3-8)

Quando si riceve la nuova nascita, dentro ci si sente diversi, santi, puri dal peccato, pieni di amore prima verso Dio e la Sua Parola, poi verso tutti gli uomini, principalmente verso i fratelli, che sono stati anch’essi rigenerati spiritualmente dallo Spirito santo. Tutto diventa nuovo, gli occhi spirituali si aprono, il cuore è mutato, e questa novità di vita la notano anche gli altri che gli stanno accanto. Interiormente si sente una pace profonda, gioia e serenità, non c’è più alcuna paura del giudizio di Dio, perché per mezzo della fede si è certi che Gesù Cristo ha pagato per i peccati e questi sono stati rimessi, gratuitamente, senza alcuna opera e senza alcun merito, ma solo per la grazia di Dio, e ciò è il dono di Dio.

Dal momento in cui si viene rigenerati spiritualmente, si comincia un cammino nuovo, di santificazione, di crescita nella conoscenza della volontà di Dio attraverso lo studio della Sua Parola, oltre a ricevere la forza di volontà per metterla in pratica.

Benché le opere non portano alla salvezza, è dalle opere che una persona compie che gli altri possono vedere che egli veramente è cambiato, nato di nuovo, salvato e si impegna ad operare la giustizia. Senza le opere conseguenti alla rigenerazione spirituale, la fede è morta scrive Giacomo, essa è inutile.

Per quanto finora è stato detto, per ottenere la salvezza, ciò che tutti gli uomini devono fare è domandare a Dio, in preghiera in ginocchio nella propria cameretta, riconoscendosi peccatori, che gli venga concessa la grazia di nascere di nuovo e di ottenere il perdono dei peccati, con la promessa di impegnarsi a non commettere le cose che dispiacciono a Dio. La salvezza, o nuova nascita, o rigenerazione spirituale, non dipende da un gruppo religioso o da altre persone, ma dipende da Dio, SOLO DA DIO. Quindi, ogni uomo deve rivolgersi a Lui direttamente, a casa propria, e non ci sono altre vie, non ci sono altre porte, l’univa via e l’unica porta che mena alla salvezza è Gesù Cristo, e a Lui bisogna rivolgersi per ottenere la nuova nascita e il perdono dei peccati. Questa supplicazione dovrà essere rivolta a Dio con insistenza, tutti i giorni, pregando e leggendo il nuovo testamento, fino a quando Iddio non si commuove e concede la Nuova nascita a chi gliela domanda.

Su queste parole, principalmente sui passi biblici che ho citato, si devono concentrare e riflettere attentamente coloro che non hanno ancora conosciuto il Signore Gesù Cristo e non sono stati perdonati dei loro falli e dei loro peccati. Se costoro vogliono piacere a Dio e ricevere la salvezza, già su questa terra, per mezzo della fede e facendo morire ogni dubbio.

Badate dunque come ascoltate.

Giuseppe Piredda

My Hope Italia: la croce resa vana dal massone Billy Graham

14 novembre 2018

My Hope Italia: la croce resa vana dal massone Billy Graham

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È in corso «My Hope Italia», che viene presentata come «un’iniziativa nazionale che vuole incoraggiare ed equipaggiare chiese e organizzazioni locali per diffondere il Vangelo di Gesù Cristo», ma che in realtà ha l’obbiettivo di diffondere nelle Chiese in Italia il messaggio massonico di Billy Graham, che rende vana la croce di Cristo, che è questo:

«Io credevo che i pagani nelle nazioni lontane erano perduti – che andavano all’inferno – se non gli veniva predicato il Vangelo di Gesù Cristo. Non credo più a questo …. Io credo che ci sono altri modi per riconoscere l’esistenza di Dio – attraverso la natura, per esempio – e molte altre opportunità, quindi, di dire ‘sì’ a Dio»
«Egli sta chiamando persone fuori dal mondo per il Suo nome, sia che essi vengono dal mondo mussulmano, o dal mondo Buddista, o dal mondo Cristiano, o dal mondo dei non credenti, essi sono membri del Corpo di Cristo, perché essi sono stati chiamati da Dio. Essi possono anche non conoscere il nome di Gesù, ma essi sanno nel loro cuore che essi hanno bisogno di qualcosa che non hanno ed essi si volgono alla sola luce che hanno, e io credo che essi sono salvati e che essi saranno con noi in paradiso»
«Come Americano, rispetto altri sentieri che conducono a Dio»
«… alcuni di noi hanno bisogno di una esperienza di nuova nascita per comprendere Dio, e alcuni di noi nascono Cristiani»
«Io penso di appartenere a tutte le chiese. Io mi trovo nella stessa maniera a casa in una assemblea Anglicana o Battista o dei Fratelli o in una Chiesa Cattolica Romana … E i vescovi e gli arcivescovi e il Papa sono nostri amici».
«E io penso che l’Islam viene anche frainteso, perché Maometto aveva un grande rispetto per Gesù, e chiamò Gesù il più grande dei profeti all’infuori di lui [Maometto]».

Guardatevi dunque da coloro che diffondono il messaggio di Billy Graham. Leggi tutto…

Riflessioni sulla fede e lo scadere dalla grazia

14 novembre 2018

Riflessioni sulla fede e lo scadere dalla grazia

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La fede è tra le cose più preziose che i cristiani possiedono. A partire dalla rigenerazione spirituale, la fede abita nel cuore degli eletti e, questi, devono sapere che hanno l’obbligo di perseverare in essa sino alla fine, per ottenere la vita eterna.

A differenza di decenni fa, oggi molti hanno compreso bene che viene donato la nuova nascita soltanto a coloro che sono stati eletti da Dio i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo. Con la rigenerazione spirituale si riceve una misura di fede in Dio, che permette di ottenere la salvezza e il perdono dei peccati.

In seguito alla nuova nascita e alla fede collegata a tale esperienza, bisogna tenere conto che le sacre Scritture esortano i santi a perseverare nella fede sino alla fine, affinché essi non scadano dalla grazia e il loro nome non venga cancellato dal libro della vita. Purtroppo, diversi di coloro che credono nell’elezione di Dio si rifiutano categoricamente di credere che i santi possano scadere dalla grazia e perdere la salvezza. Tuttavia, secondo le sacre Scritture costoro errano grandemente, perché la Parola di Dio dichiara a più riprese che il credente può scadere dalla grazia e venir meno nella fede, traendosi indietro.

Ecco alcuni passi che lo dimostrano chiaramente che i credenti possono perdere la salvezza:

«quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, CREDONO PER UN TEMPO, e quando viene la prova, si traggono indietro.» (Luca 8:13)

«certa è questa parola: che se muoiamo con lui, con lui anche vivremo; se abbiam costanza nella prova, con lui altresì regneremo; SE LO RINNEGHEREMO, ANCH’EGLI CI RINNEGHERÀ; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.» (2 Timoteo 2:11-13)

«perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello spirito santo e hanno gustato la buona parola di dio e le potenze del mondo a venire, SE CADONO, È IMPOSSIBILE RINNOVARLI DA CAPO A RAVVEDIMENTO, POICHÉ CROCIFIGGONO DI NUOVO PER CONTO LORO IL FIGLIUOL DI DIO, E LO ESPONGONO AD INFAMIA. Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d’esser arsa.» (Ebrei 6:4-8)

«perché, SE PECCHIAMO VOLONTARIAMENTE DOPO AVER RICEVUTO LA CONOSCENZA DELLA VERITÀ, NON RESTA PIÙ ALCUN SACRIFICIO PER I PECCATI; RIMANGONO UNA TERRIBILE ATTESA DEL GIUDIZIO E L’ARDOR D’UN FUOCO CHE DIVORERÀ GLI AVVERSARÎ. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. DI QUAL PEGGIOR CASTIGO STIMATE VOI CHE SARÀ GIUDICATO DEGNO COLUI CHE AVRÀ CALPESTATO IL FIGLIUOL DI DIO E AVRÀ TENUTO PER PROFANO IL SANGUE DEL PATTO COL QUALE È STATO SANTIFICATO, E AVRÀ OLTRAGGIATO LO SPIRITO DELLA GRAZIA? Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È cosa spaventevole cadere nelle mani dell’Iddio vivente.» (Ebrei 10:26-31)

«ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, E, RINNEGANDO IL SIGNORE CHE LI HA RISCATTATI, SI TRARRANNO ADDOSSO SUBITA ROVINA. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata.» (2 Pietro 2:1-2)

«Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non mena a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V’È UN PECCATO CHE MENA A MORTE; NON È PER QUELLO CHE DICO DI PREGARE.» (1 Giovanni 5:16)

«Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli. Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.» (Apocalisse 3:5-6)

Coloro che non credono che la salvezza si possa perdere e leggono quei passi citati sopra, di cui ne ho elencato solo alcuni esempi, sono costretti a fare non pochi allungamenti e ginnastica mentale estrema, per convincere sé stessi e gli altri che un credente realmente nato di nuovo non potrà mai scadere dalla grazia. Infatti, chi può ritrarsi indietro se non colui che ha cominciato a camminare nella via del Signore? Chi non ha mai intrapreso il cammino della verità in Cristo, come potrà ritrarsi indietro? Basterebbe già questo ragionamento per spazzare via i discorsi insensati che fanno coloro che hanno voluto accettare la falsa dottrina “una volta salvati sempre salvati”. Ho riflettuto su tali tipi di credenti, sia perché ne ho conosciuti diversi personalmente e sia perché ho letto quello che scrivono per supportare la loro tesi, ed ho compreso che costoro possiedono una fede barcollante, sono fortemente insicuri, non si sentono pienamente accertati in loro stessi, per cui sapere che la Bibbia prevede la possibilità di scadere dalla grazia li destabilizza interiormente, si sentono venir meno nell’animo e la paura prende il sopravvento in loro, ed è per cercare di annullare tali effetti nel loro cuore che cercano di rinsaldare la loro fede annullando nella loro mente il fatto che si può scadere dalla grazia e trarsi indietro. Costoro ciò che dicono non lo dicono per l’aiuto di Dio e della Sua Parola, ma parlano solo umanamente, escludendo dalla loro vita quei passaggi biblici che li destabilizzano interiormente. Costoro si illudono, purtroppo, e a suo tempo ne pagheranno le conseguenze, quando la loro fede sarà messa alla prova, allora vedranno veramente quanto è la misura della loro fede e se è sufficiente per sostenere la prova o la tribolazione. Che Dio abbia pietà di loro e anche di noi tutti, che abbiamo creduto e ottenuto una misura di fede tanto preziosa.

Ci sono di quelli che credono che Dio abbia decretato di salvare coloro che sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, ma non credono che Dio abbia pure decretato che taluni nomi vengano cancellati dallo stesso libro.

Cari nel Signore, in questo scritto ho voluto mostrarvi alcuni dei passi delle Scritture che annullano la conclusione a cui sono erroneamente giunti taluni. Non vi preoccupate e abbiate fede in Dio, perché Egli è sovrano sopra tutto il suo creato e sa bene quello che fa, e non saranno di certo le parole di qualche uomo che mangia l’erba a modificare alcun che di quello che Dio ha decretato.

Stiamo argomentando della fede, quindi è bene sapere che la fede è un dono di Dio e viene data ai credenti in una certa misura secondo quanto Iddio ha stabilito. C’è una misura di fede che salva il peccatore e lo fa nascere di nuovo; ci sono altre misure di fede che smuovono le montagne e che fanno camminare nell’acqua.

Fratelli nel Signore, eccovi alcuni passi da considerare in merito alla fede come particolare dono di Dio:

«per la grazia che m’è stata data, io dico quindi a ciascuno fra voi che non abbia di sé un concetto più alto di quel che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, SECONDO LA MISURA DELLA FEDE CHE DIO HA ASSEGNATA A CIASCUNO.» (Romani 12:3)

«Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, FEDE, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d’operar miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole.» (1 Corinzi 12:8-11)

In questi due passi che seguono l’apostolo Paolo ci fa sapere, col primo che è Dio che opera nei credenti il volere e l’operare, mentre nel secondo è sempre Iddio che concede il ravvedimento a coloro che si sono sviati dalla verità e s’incamminano nella via della perdizione:

«Così, miei cari, come sempre siete stati ubbidienti, non solo come s’io fossi presente, ma molto più adesso che sono assente, compiete la vostra salvezza con timore e tremore; poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza.» (Filippesi 2:12-13)

«Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che DIO CONCEDA LORO DI RAVVEDERSI per riconoscere la verità; in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieri perché facessero la sua volontà.» (2 Timoteo 2:24-26)

Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che nella Bibbia troviamo l’esempio particolare dell’apostolo Giuda Iscariot, il quale aveva ricevuto la sua parte del ministerio di apostolato e che era annoverato tra i dodici apostoli, e, per vero e proprio decreto di Dio, egli è andato in perdizione, affinché le sacre Scritture fossero adempiute:

«E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m’hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.» (Giovanni 17:11-12)

Non si può ignorare tali cose, per non insuperbirsi e non illudersi; ma non dobbiamo ignorare neppure che stanno scritti nella Bibbia degli incoraggiamenti che dobbiamo ricordare sempre, tra i quali questo che segue:

«Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce. MA NOI NON SIAMO DI QUELLI CHE SI TRAGGONO INDIETRO A LORO PERDIZIONE, MA DI QUELLI CHE HANNO FEDE PER SALVAR L’ANIMA.» (Ebrei 10:37-39)

Sapendo le cose di cui abbiamo argomentato, tutti i credenti e i servitori di Dio sono chiamati a pregare, prima per sé stessi poi per tutti i credenti, chiedendo che Iddio fortifichi ognuno dei santi nella fede e nell’uomo interiore, come faceva l’apostolo Paolo:

«…Per questa cagione, dico, io piego le ginocchia dinanzi al Padre, dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome, perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, affinché, essendo radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio.» (Efesini 3:14-19)

Cari nel Signore, considerate tutte queste cose, affinché abbiate sempre presente nella vostra mente che per entrare nel regno dei cieli ed ottenere la vita eterna alla fine della corsa, bisogna perseverare nella fede, ed è per questo che vi scrivo, affinché riflettiate su queste cose e vi impegnate a portare a compimento ogni vostro dovere nel Signore, affinché rimaniate fermi nella fede sino alla fine. Nel passo che segue, leggiamo come gli apostoli esortavano i santi a perseverare nella fede:

«E avendo evangelizzata quella città e fatti molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio ed Antiochia, confermando gli animi dei discepoli, esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.» (Atti 14:21-22)

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Se ti senti depresso, o conosci persone depresse, poni mente a queste parole

13 novembre 2018

Se ti senti depresso, o conosci persone depresse, poni mente a queste parole

cordoglio

Nel libro dei Proverbi sono scritte queste parole:

«Il cordoglio ch’è nel cuore dell’uomo l’abbatte, ma la parola buona lo rallegra» (Proverbi 12:25)

Può avvenire, anche nei confronti di credenti, che accada qualcosa di molto doloroso, che qualche sventura si abbatta su una famiglia o su una persona, e il cuore di qualcuno può rimanere abbattuto sotto questo intenso e profondo dolore. A cagione di ciò si può sprofondare nella depressione. Mi è capitato di sentire dei genitori che alla perdita di un loro figlio si sono sentiti fortemente scoraggiati, abbattuti, privi di forze da non avere la forza di rialzarsi.

Talvolta ci si può sentire depressi e abbattuti anche a cagione del peccato commesso, perché chi vive nel peccato viene rattristato dalla sua coscienza che lo riprende, in una tale maniera da non riuscire a vivere serenamente e a non riuscire neppure a prendere sonno la notte.

In tale stato d’animo, purtroppo, chi è aggravato ed ha il cuore abbattuto e scoraggiato, può anche essere sospinto dal maligno a fare anche l’azione inconsulta e imperdonabile di togliersi la vita. Così non sia, lungi da ciascun uomo il fare una tale cosa, perché finché c’è la vita si può sempre trovare una soluzione, o almeno sollievo. Chi si toglie la vita va a finire dritto all’inferno, e non va di certo a migliorare la sua situazione, il dolore in tale luogo di tormento è molto più intenso che qua sulla terra. Quindi, fate attenzione a quello che pensate di fare, perché portare a compimento certe azioni sono senza ritorno e il danno sarebbe molto grave per l’anima di chi la commette.

I servitori del Signore, soprattutto, ma pure i semplici credenti, hanno il dovere prima di tutto di avere coscienza che possono avvenire le cose di cui abbiamo parlato sopra, si devono perciò documentare diligentemente della causa che ha scatenato il malessere e il turbamento nelle persone, per essere in grado di portare all’infelice quella parola giusta e buona che lo rialzi e lo incoraggi, attingendo principalmente i propri ragionamenti dalla Parola di Dio, la quale è utile e potente da guarire le ferite e risollevare i cuori afflitti e aggravati profondamente.

La Parola di Dio è il punto fermo nel trasmettere una parola buona a chi si trova in quello stato di sofferenza, perché è solo Gesù Cristo che può dare riposo alle anime che sono travagliate ed aggravate, secondo quanto Gesù ha detto:

«Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo. Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch’io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero.» (Matteo 11:28-30)

Che sia chiaro, se uno vive nel peccato, la causa del suo malessere sarà il suo peccato, quindi bisogna spiegargli che deve ravvedersi e abbandonare il peccato per poter essere ristabilito davanti a Dio. Invece, se non è il peccato ma altri fatti ed eventi, allora va incoraggiato con la Parola di Dio facendogli capire che Gesù è misericordioso e potente da portare i suoi pesi ed aiutarlo a superare anche quel momento difficile.

Le cose che vi ho esposto brevemente, sono molto importanti, prima da conoscere, poi da mettere in pratica a favore di persone infelici, perché ci sono anche diversi fratelli e sorelle nel Signore che soffrono profondamente nella loro anima e serve loro una parola buona di conforto e di consolazione, che può portare quella guarigione dell’anima che solo la Parola di Dio può dare, perché solo essa può arrivare in fondo al cuore e portare guarigione e liberazione, secondo quanto è scritto:

«Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore.» (Ebrei 4:12)

La Parola di Dio porta refrigerio, benedizione, consolazione e pace ai cuori di chi ascolta con attenzione e crede che tali parole provengano da Dio. Leggi tutto…

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Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

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