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Basta costruire templi!

24 giugno 2018

Basta costruire templi

Alcuni dei templi delle ADI. Quanti milioni di euro buttati via! quanti debiti contratti! quanti mutui sulle spalle di tante famiglie! quanta vanità! quanta vanagloria! quanta ipocrisia! Pare proprio che Gesù per le ADI abbia detto: ‘Andate e costruite templi …’.

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Le ADI insegnano che ognuno di questi templi è la casa di Dio, ma dicono una menzogna perché l’Altissimo “non abita in templi fatti da man d’uomo, come dice il profeta: Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de’ miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?” (Atti 7:48-50).

Questi edifici di culto non sono la casa di Dio, perché la casa di Dio è l’assemblea dei santi. Questi edifici sono solo luoghi costruiti per adescare anime e chiedergli ripetutamente soldi.

Ve lo ripeto, fratelli, uscite e separatevi dalle ADI che non servono il nostro Signore Gesù Cristo, in quanto si prefiggono altre cose: fare soldi, accrescere il loro patrimonio immobiliare, farsi un nome sulla faccia della terra, etc. Radunatevi nelle case come gli antichi discepoli, e lasciate questi luoghi dove le anime vengono sedotte con un parlare dolce e lusinghiero da persone che servono il loro proprio ventre. Leggete il libro degli Atti degli Apostoli e capirete che le ADI hanno rigettato il modello della Chiesa primitiva. Questo discorso vale anche per tutte le altre denominazioni come le ADI. Provvedete ai bisogni dei poveri fra i santi. Leggi tutto…

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Gesù ha esortato i discepoli a pregare per ricevere il battesimo con lo Spirito santo

19 giugno 2018

Gesù ha esortato i discepoli a pregare per ricevere il battesimo con lo Spirito santo

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Gesù, un giorno rivolse queste parole ai suoi discepoli:

«Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!» (Luca 11:13)

Gli evangelici in Italia si possono dividere in due gruppi, uno è composto da tutti coloro che credono che ancora oggi Gesù battezza con lo Spirito santo, con la manifestazione del parlare in altre lingue, e costoro sono comunemente conosciuti come pentecostali, in riferimento al movimento di risveglio nato tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. L’altro gruppo è composto da tutti quei credenti che non credono che Gesù Cristo ancora oggi battezza con lo Spirito santo, guarisce e distribuisce i doni di ministerio, né credono che ancora oggi i doni spirituali si manifestino.

Questi ultimi sono noti come “antipentecostali”; costoro, tra le varie giustificazioni antibibliche in cui credono e insegnano, per tentare di annullare la promessa del Padre (cfr Gioele 2:28; Matteo 3:11; Atti 1:4,8; Atti 2:38,39), dicono che nelle Scritture non vi è scritto che i credenti devono pregare al fine di ricevere da Gesù Cristo il battesimo con lo Spirito santo.

Il versetto scritto nel vangelo di Luca, citato sopra, dimostra che gli antipentecostali mentono contro la Parola di Dio e la loro deduzione è falsa. Infatti, come abbiamo letto, le parole di Gesù sono rivolte ai discepoli che sono già credenti, in quanto hanno ottenuto per grazia mediante la fede di diventare figlioli di Dio, quindi, se si pone a base del poter pregare per ricevere il battesimo con lo Spirito santo, il fatto che bisogna per forza essere figlioli di Dio, significa che quei discepoli a cui si è rivolto Gesù con quelle parole erano già rigenerati spiritualmente per mezzo della fede.

Per quanto sopra esposto, e tenuto conto anche del fatto che i non credenti non hanno in loro lo Spirito santo, che non lo conoscono e non lo possono domandare al Padre, come ha detto Gesù:

«E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.» (Giovanni 14:16,17),

quando Egli ha detto ai suoi discepoli di pregare per ricevere lo Spirito santo, si riferiva a coloro che sono già nati di nuovo e conoscono lo Spirito, perché da Lui sono stati rigenerati spiritualmente ed Egli abita in loro.

Quindi, gli antipentecostali mentono contro la verità e privano i credenti, che li ascoltano e gli danno retta, di una grande promessa che il Padre celeste ha fatto ai suoi figlioli. Questo non è da considerare come cosa di poco conto, perché è molto importante.

Fratelli nel Signore, state attenti a quanto vi viene insegnato dai vostri conduttori, esaminate ogni cosa secondo le Scritture, rigettate il male e le falsità e ritenete il bene. Guardatevi da coloro che, col sorriso in bocca, con la falsità nel cuore e con i titoli accademici umani in tasca, vi annunziano menzogne, tra i quali ce ne sono tanti in mezzo agli Antipentecostali. Leggi tutto…

Lodiamo il Creatore

17 giugno 2018

Lodiamo il Creatore

Nel considerare le grandi e meravigliose opere che il nostro Dio ha creato (le foto che vedete sono di posti in Patagònia) una lode sale dal nostro cuore all’Iddio vivente e vero: “Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l’onore e la potenza: poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furon create” (Apocalisse 4:11).

patagonia

A Dio dunque sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen. Leggi tutto…

Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?

13 giugno 2018

Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?

la fede senza le opere morta

Fratelli nel Signore, metto davanti a voi questi passaggi biblici che Giacomo ha scritto ai santi della sua epoca, ripeto ai santi che erano suoi fratelli in Cristo e che erano già nati di nuovo, per la grazia di Dio mediante la fede in Cristo Gesù.

Tali parole hanno un grande valore ancora oggi, perché i cieli e la terra passeranno, ma la Parola di Dio non passerà mai. Fratello, credi tu questo? Se lo credi, fai bene a crederlo, perché è così; ma se lo credi, per quale motivo ti permetti di contraddire la Parola di Dio, contrastando e travisando le parole di Giacomo? E pensi tu di uscirne vincitore se combatti contro Dio? Sei solo un illuso, un rottame fra i rottami, se pensi che Dio ti possa benedire anche se vai in giro a parlare contro le sue parole. A suo tempo riceverai quello che ti meriti, secondo il giusto giudizio di Dio.

Le parole del titolo di questo articolo, anche se possono sembrarvi molto forti, pure dovete sapere che sono le parole esatte prese dall’epistola di Giacomo riportate dal versetto 20 del capitolo 2 della versione “Nuova Riveduta”. La parola insensato nella Riveduta Luzzi viene riportata con le parole “uomo vano”.

Cari nel Signore, mi rivolgo a voi che, temete Iddio, fuggite il male e cercate di perseverare nel fare il bene e le opere che piacciono al Signore, perché è doveroso che riflettiate anche sulle parole di Giacomo che vi citerò di seguito, le quali sono molto chiare da sé stesse, non hanno bisogno di interpretazioni particolari, né di studi speciali, e neppure di fare appello alle lingue originali per essere intese, perché vanno prese così come sono scritte, in maniera letterale.

Ecco cosa ha scritto Giacomo ai santi:

«Che giova, fratelli miei, se uno dice d’aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che v’è un sol Dio, e fai bene; anche i demonî lo credono e tremano. Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.» (Giacomo 2:14-26)

Fratelli nel Signore, non fatevi ingannare dalle persone che vi dicono che non sono le opere che salvano, che dicono che non è la legge delle opere che salva, perché essi facendo uso di una verità biblica, vogliono cercare di annullarne un’altra che è scomoda e faticosa da praticare, perché le opere dopo che siete stati salvati è obbligatorio che le pratichiate, perché esse manifestano la vostra fede, e se non avete opere, allora anche la vostra fede è morta, ed è appunto per la morte della vostra fede che non sarete salvati.

Costoro che cercano di ingannare i santi, vogliono far passare le parole di Giacomo come se volessero dire che la nuova nascita si ottiene per mezzo delle opere, quando invece egli si riferisce a quelle opere buone e giuste che i credenti devono compiere dopo che sono stati salvati; ciò non è una cosa facoltativa, ma necessaria, perché, come ha scritto Giacomo, tali opere sono la manifestazione della fede che i credenti hanno in loro a partire dal momento in cui sono nati di nuovo per mezzo della sola fede in Cristo Gesù.

Quindi, quei cianciatori e seduttori di menti, parlano contrariamente al senso delle cose di Dio e contraddicono le parole di Giacomo. Ribadisco, forse non vi è ancora del tutto chiaro il concetto espresso da Giacomo sulle opere, e per questo vi faccio notare di nuovo che egli con la sua epistola si è rivolto ai suoi fratelli in Cristo, infatti ha detto: “Che giova, fratelli miei, …”; pertanto, non si possono riferire tali parole scritte da Giacomo ad opere che salvano e fanno nascere di nuovo, bensì si riferiscono alle buone opere che devono essere compiute da tutti i santi, dopo che sono stati salvati per fede, perché proprio tali opere manifestano la fede del credente. Senza le opere la fede è morta, così com’è morto il corpo senza lo spirito.

Inoltre, Giacomo non fa riferimento con il suo parlare ad opere particolari della legge, come ad esempio la circoncisione, l’osservanza del sabato, il pagamento della decima, e altre cose simili che sono l’ombra delle cose che dovevano venire, ma Giacomo con quelle parole ha esortato tutti i santi ad abbondare in buone opere, infatti ha fatto degli esempi a quali opere si riferiva, egli ha parlato di dar da mangiare e da vestire ai fratelli che hanno fame e non hanno da mangiare, né hanno di che vestirsi.

Siate savi, fratelli, leggete attentamente le sacre Scritture e tagliate rettamente la Parola del Signore, altrimenti voi rimarrete confusi davanti ai seduttori di menti e ingannati da loro.

A conferma delle parole dette da Giacomo, che i credenti che sono già salvati, che sono nati di nuovo, hanno il dovere davanti a Dio di compiere opere buone, ce lo dice anche l’apostolo Paolo, scrivendo queste parole:

«Che se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell’incredulo.» (1 Timoteo 5:8)

Vedete quanto sono dure le parole di Paolo verso quei credenti che non provvedono alle necessità dei loro genitori? Paolo ci ha fatto sapere che, se un credente (già nato di nuovo e salvato per fede) non provvede a quelli della sua famiglia, ha RINNEGATO LA FEDE, ed è peggiore dell’incredulo; dice peggiore dell’incredulo, quindi non può essere annoverato tra gli increduli, ma si comprende che Paolo sta parlando della situazione dei credenti che rinnegano la fede nel rifiutarsi di compiere tali opere buone.

Quindi da quanto vi ho fin qui esposto, si comprende che le opere confermano e manifestano la fede, mentre se un credente si rifiuta di compiere le opere buone, diventa peggiore degli increduli e la sua fede è morta.

Non mi stancherò mai di dirvi che non vi sto dicendo che si viene salvati per opere, ma sto dimostrando che se uno dopo che è stato salvato ed è nato di nuovo, non si cura di compiere determinate opere buone, secondo quanto Iddio gli mette davanti da compiere (cfr Efesini 2:10), allora egli ne renderà conto a Dio, e in certi casi, come abbiamo letto sopra, egli rinnega la FEDE e diventa peggiore dell’incredulo.

Dunque, diletti e fedeli nel Signore, voi che avete creduto e siete stati salvati gratuitamente, per mezzo della fede in Cristo Gesù, senza le opere della legge, pure dovete sapere che, ora che siete salvati, dovete abbondare nelle buone opere, affinché si manifesti che in voi abita la vera fede in Dio. Coloro che parlano contro queste cose è una persona pericolosa per la crescita spirituale dei santi, e dovete stare attenti a costoro, perché vi stanno ingannando e vi stanno spingendo a camminare contro la volontà di Dio. Valutate, dunque, da voi stessi, che cosa è meglio andare in giro a dire e a credere, che l’uomo è salvato per sola fede e non è importante il compiere le opere? Oppure credere e dire che l’uomo è salvato e nasce di nuovo per fede e non per le opere della legge, ma dopo che si converte deve perseverare nelle buone opere, altrimenti potrebbe essere ritenuto da Dio peggiore degli increduli e la sua fede senza le opere è morta? Giudicate da voi stessi cosa è giusto dire e come dirlo.

Voglio concludere questo mio breve articolo in difesa della perseveranza dei santi nel bene operare, esortandovi ad abbondare prima di tutto nella fede, ma di non mancare di abbondare anche nelle buone opere, come pure esorta l’apostolo Paolo:

«Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t’accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione. Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d’uomo che fa il male; del Giudeo prima, e poi del Greco; ma gloria e onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; poiché dinanzi a Dio non c’è riguardo a persone.» (Romani 2:5-11)

Vedete, dunque, quanto è importante che il credente perseveri nelle buone opere? Voi che amate Iddio e siete già stati salvati da Lui, curatevi di abbondare nelle buone opere, per non rischiare di essere svergognati al ritorno di Gesù Cristo e di non far parte della Schiera di quei santi che saranno rapiti in cielo per incontrare Gesù nell’aria.

Fratelli nel Signore, badate che nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

Un comandamento trasgredito anche dai Cattolici Romani

11 giugno 2018

Un comandamento trasgredito anche dai Cattolici Romani

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Dio ha dato questo comandamento:

“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6),

che viene trasgredito da centinaia e centinaia di milioni di persone sparse per tutto il mondo. Tra coloro che lo trasgrediscono ci sono i Cattolici Romani, che quindi sono degli idolatri, e gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio.

Nessuno si illuda, la parte degli idolatri sarà “nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8), dove saranno tormentati per l’eternità.

Agli idolatri dunque predichiamo che si ravvedano, si convertano dai loro idoli a Dio, e credano nel Vangelo (cfr. 1 Corinzi 15:1-11), altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di essi e saranno condannati. Leggi tutto…

Furono dei castighi di Dio

10 giugno 2018

Furono dei castighi di Dio

giudizio_equoGli anziani dei Giudei che si erano messi a edificare il tempio di Dio a Gerusalemme ai giorni dei profeti Aggeo e Zaccaria, dissero:

“…avendo i nostri padri provocato ad ira l’Iddio del cielo, Iddio li diede in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il Caldeo, il quale distrusse questa casa, e menò il popolo in cattività a Babilonia” (Esdra 5:12).

Essi riconobbero dunque che la distruzione del tempio per mano di Nebucadnetsar e la cattività del popolo furono dei castighi di Dio contro il popolo a cagione dei loro peccati.

Dio è tremendo, fratelli. Egli non lascia impuniti i colpevoli, coloro che provocano ad ira Dio con i loro peccati che abbondano in mezzo alle denominazioni.

Dio castiga anche i pastori che distruggono e disperdono il gregge di Dio i quali pascono loro stessi anzichè il gregge. Guai a loro. Leggi tutto…

Il Suo piano sussisterà

9 giugno 2018

Il Suo piano sussisterà

il mio piano sussistera

L’apostolo Paolo scrisse a Timoteo (che era anche lui un apostolo di Cristo – cfr. 1 Tessalonicesi 1:1; 2:6):

“Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa, soffri afflizioni, fa’ l’opera d’evangelista, compi tutti i doveri del tuo ministerio” (2 Timoteo 4:1-5).

Sì, viviamo in un tempo in cui tanti non sopportano la sana dottrina – al solo sentire menzionare queste parole ‘sana dottrina’ cambiano colore in faccia – e si sono volti alle favole.

Ma per quanto sta in me, con l’aiuto che viene da Dio, continuerò a predicare la Parola di Dio, a riprendere, sgridare ed esortare, per ubbidire all’Iddio altissimo che mi ha chiamato a predicare il suo Evangelo. E’ vero, gli avversari sono molti, ma Dio dice:

“Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà” (Isaia 46:10).

Come ai giorni degli apostoli, così sarà dunque ancora ai nostri giorni. Dio sta operando dinnanzi ai suoi tanti nemici travestiti da suoi amici, ai quali non resta che vederlo operare e infuriarsi. Dio regna! La destra di Dio sta facendo prodezze. Leggi tutto…

La Parola di Dio non è cambiata

8 giugno 2018

La Parola di Dio non è cambiata

bibbia-luce«I tempi sono cambiati, non si può più evangelizzare come ai giorni degli apostoli!» E’ quello che si sente dire da parte di molte Chiese. Sì è vero, i tempi sono cambiati, in quanto oggi la malvagità è moltiplicata rispetto ai giorni degli apostoli. Ma la Parola da predicare al mondo non è cambiata, in quanto rimane la Buona Novella che Gesù è il Cristo (cfr. Atti 5:42): la stessa Buona Novella che annunciavano gli apostoli (cfr. 1 Corinzi 15:1-11), che è la Parola di Dio mediante la quale furono salvati e rigenerati quelli che erano ordinati a vita eterna. Ed essa va annunciata non con discorsi persuasivi di sapienza umana e neppure tramite pupazzi, scene teatrali, mimi, e concerti, ma esattamente come facevano gli apostoli, con franchezza, con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione, pregando Dio che confermi la predicazione dei suoi ministri, con de’ segni e de’ prodigî, con opere potenti svariate, e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà!

In realtà quelli che ci dicono che i tempi sono cambiati, non predicano il Vangelo (la Buona Novella) ma un altro Vangelo. Essi hanno cambiato il Vangelo quindi, e non solo il modo di evangelizzare. Ecco perché il linguaggio che usano è completamente diverso da quello degli apostoli, perché hanno cambiato il messaggio. E poi non credono nella potenza di Dio, perché sono cessazionisti.

Nessuno di questi cianciatori e ribelli e seduttori di menti vi seduca in alcuna maniera. E uscite e separatevi dalle Chiese che non vogliono che i predicatori imitino gli apostoli e che Dio riconduca ciò che è passato. Abbiate fede in Dio, fratelli, e abbiate pure coraggio, e ubbidite a Dio: fate quello che dovete fare. Leggi tutto…

Non stare vicino ad un ubriaco che in mano ha un ramo spinoso

7 giugno 2018

Non stare vicino ad un ubriaco che in mano ha un ramo spinoso

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Salomone fu un uomo che ricevette da Dio una grande misura di sapienza. Egli ci ha lasciato scritto diverse cose, per volontà di Dio, che ci guidano e ci ammaestrano, e ce ne troveremo bene se mettiamo in pratica ciò che ha scritto.

Tra le cose che ha scritto Salomone, c’è anche questo passo dei Proverbi, che voglio mettere alla vostra attenzione:

«Una massima in bocca agli stolti è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco» (Proverbi 26:9)

La Parola di Dio, come pure le massime uscite di bocca da persone sagge, piene di sapienza e di intelligenza spirituale, hanno la potenzialità di guidare ed illuminare il sentiero degli uomini. Ciò ci fa comprendere che non basta che ci sia una particolare tipo di forza nella Parola, ma è necessario che ci sia anche il buon senso e la sapienza di Dio, per poter portare dei buoni risultati per il regno di Dio.

Abbiamo letto nel passo preso in esame, accade pure che se uno stolto pronuncia con la sua bocca delle massime e dei passi biblici, questi riesce a farne soltanto un uso insensato, provocando dei danni contro coloro che gli sono vicino e lo ascoltano e gli danno retta. Infatti, proprio come un ubriaco non ha il controllo di sé, e quello che ha in mano può usarlo a danno di coloro che gli sono vicino, così è pure per coloro che sono stolti e provano a pronunciare delle massime e a citare dei passi delle Scritture, questi non sono in grado di farne un uso corretto e portare edificazione e guarigione nelle anime di coloro che lo ascoltano, ma riescono a produrre solo dei danni.

La Parola di Dio ci avverte, quindi, che da uno stolto, insensato, anche se conosce passi della Bibbia e li cita, non ci si può aspettare di essere edificati e consolati, appunto perché è uno stolto, e la citazione di passi delle Scritture non fanno di lui un uomo savio e intelligente. I passi della Bibbia vanno citati al momento giusto e nel modo giusto, e per fare ciò occorre ricevere da Dio una misura di sapienza e intelligenza spirituale, proprio come la ricevette Salomone.

Cari nel Signore, state dunque attenti a coloro che parlano e scrivono, state lontani dalle persone insensate, perché anche se citano passi della Bibbia, non hanno la sapienza necessaria per portare il frutto che piace a Dio. Dunque, dovete ricordarvi sempre che dovete mettere alla prova tutti gli uomini, affinché si manifestino e mostrino ciò che realmente sono e, dopo, se li riconoscete insensati, allora lasciateli a loro stessi, perché sapete bene che non c’è niente di buono da aspettarsi da costoro.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti. Leggi tutto…

La misericordia di Gesù, l’esortazione a santificarsi e l’annunzio del suo giudizio verso i ribelli

6 giugno 2018

La misericordia di Gesù, l’esortazione a santificarsi e l’annunzio del suo giudizio verso i ribelli

«Ecco, tu sei guarito(1); non peccar più(2), che non t’accada di peggio(3)» (Giovanni 5:14)

va e non peccareDall’esame attento delle parole di tale passo biblico, tra l’altro, si comprendono anche queste cose che mi accingo ad esporvi qui di seguito:

(1) – dalle parole “Ecco, tu sei guarito”, vediamo la misericordia di Dio scendere sugli uomini che sono malati, non a motivo di opere giuste compiute, non per meriti, ma per la semplice e sola grazia e misericordia di Dio. È bene ribadire che Gesù Cristo ancora oggi sana coloro che ripongono in Lui la loro fiducia, che lo invocano con tutto il cuore, che si sottomettono alla Sua Parola e desiderano praticare tutto ciò che sta scritto nella Parola di Dio. Infatti, la mano di Dio non si è raccorciata con il passare dei secoli, Essa è sempre la stessa e lo sarà sempre, nei secoli dei secoli; ancora oggi Egli secondo la sua volontà compie segni e prodigi e nessuno può impedirGli di operare. Noi, che siamo tra i suoi santi che siamo stati rigenerati dallo Spirito di Dio, dobbiamo avere fede che Dio faccia ancora oggi dei miracoli potenti e confidare in Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio per essere guariti.

(2) dalle parole “non peccar più”, apprendiamo che la causa della sua infermità era stata causata dalla commissione di qualche odioso peccato e, per questo, Gesù Cristo esorta l’infermo che è guarito a non peccare più. Dalla lettura dei passi precedenti a quello che abbiamo preso in esame, veniamo a sapere che tale infermità era caduta su quell’uomo trentotto anni prima dalla guarigione, ancor prima che Gesù nascesse, nel pieno tempo della legge di Mosè. L’infermo nel tempo sotto la legge di Mosè aveva peccato ed era stato colpito dalla malattia a causa di ciò, e Gesù, sotto la grazia, lo ha guarito e lo ha ammonito a non peccare più.

(3) dalle parole di Gesù “che non t’accada di peggio”, apprendiamo che, nel caso in cui l’infermo, che è stato in precedenza guarito, avesse di nuovo commesso il peccato che lo ha portato ad essere paralitico, anche se ciò sarebbe stato commesso sotto la grazia e non più sotto la legge di Mosè, una infermità ancora più terribile della precedente si sarebbe abbattuta su di lui.

Cari nel Signore, Iddio è misericordioso, Egli ancora oggi guarisce con potenza e per la sua gloria; ma non bisogna mai neppure dimenticare che Egli è anche giusto, e scaglia i suoi giudizi terribili contro coloro che si ribellano alla Sua volontà e si danno a vivere nel peccato. Vi faccio notare che a guarire e ad ammonire il paralitico guarito è stato direttamente Gesù Cristo. Rammentatevi sempre, per il bene dell’anima vostra, di ciò che disse l’apostolo Paolo, che conosceva bene il Signore nostro Gesù Cristo e la Sua volontà:

«Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.» (Romani 11:21-22)

Fratelli nel Signore, vi esorto a santificarvi, perché il nostro Dio è santo e vuole che anche noi siamo santi, e non fatevi sedurre da vani ragionamenti e da discorsi finti e piacevoli, che vi fanno illudere di essere benedetti anche se camminate secondo la carne nella ribellione, perché non è assolutamente così, e le parole di Gesù che abbiamo esaminato in questa breve meditazione ce lo ricordano. Leggi tutto…

No Temas Sino Habla

Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

Blog di Aldo Prendi

Per la diffusione e la difesa delle dottrine bibliche

Acordai-vos

Tocai a trombeta em Sião, e dai o alarma no meu santo monte.

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Destatevi

"Suonate la tromba in Sion e date l'allarme sul mio santo monte" (Gioele 2:1)

Il Buon Deposito

Dottrine della Bibbia

La Massoneria Smascherata

"non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto" (Matteo 10:26)

Listen to the sound of the sword

«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Non tollero Jezabel

Il blog di Gian Michele Tinnirello

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano fondamentalista

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

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