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Una parola di incoraggiamento

19 ottobre 2019

Una parola di incoraggiamento

Sta scritto:

«Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedi e lo prega instantemente, dicendo: La mia figliuolina è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani, affinché sia salva e viva. E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava.
Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice:
La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro?
Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga:
Non temere; solo abbi fede.» (Marco 5:22-24, 35-36)

Quante volte uno si trova a dover affrontare delle situazioni difficili come malattie, problemi di lavoro, di famiglia, con i fratelli? Già la situazione è difficile, poi ai problemi che uno sta affrontando con grandi difficoltà, vanno ad aggiungersi talvolta altre cattive notizie, e la situazione sembra precipitare, non si vedono soluzioni.

Così accadde a Iairo, egli trovò Gesù, che credeva che fosse la salvezza e la guarigione per la propria figlia, ma le notizie che gli giunsero alle orecchie potevano togliergli ogni speranza, e pareva ormai troppo tardi ogni intervento del Maestro. Ma Gesù gli disse: “NON TEMERE, SOLO ABBI FEDE!”

Alla fine Gesù ha risuscitato e guarito la fanciullina che era morta, ridandola a suo padre VIVA E GUARITA, in perfetta salute.

Così opera Gesù, Egli ti mette alla prova, ti scava in profondità per farti vedere e capire quale sia realmente la misura della tua fede.

Fratello nel Signore, se riconosci di essere mancante di fede, allora tu devi fare di tutto per crescere in essa, studiando le Scritture e pregando che Iddio te ne faccia abbondare.

Se hai fatto di Dio il tuo rifugio, il tuo Dio, allora non temere la grandezza dei tuoi problemi e non ti scoraggiare per le notizie negative che ti giungono alle orecchie, perché se hai fatto di di Gesù Cristo il Signore della tua vita, allora non ESISTONO PROBLEMI SENZA SOLUZIONE, pertanto rimetti ogni cosa nelle mani di Gesù, inginocchiati e grida a Lui, non temere e non ti perdere d’animo, solo abbi fede, ed Egli opererà e ti trarrà fuori dalla tempesta che ti sta avvolgendo, e dopo tu lo ringrazierai e lo glorificherai.

Cari nel Signore, badate bene, è la fede che è importante, quindi esaminate voi stessi per capire se siete ancora nella fede. Ricordatevi sempre che la fede viene dall’udire la Parola di Dio (cfr Romani 10:17) e vi faccio sapere che, se non studiate la Parola di Dio e non credete in essa, o non avete per niente fede, oppure avete poca fede. Non è sufficiente ascoltare le prediche del vostro pastore, dovete leggere da soli la Parola, pregare per intenderla, e domandarvi se credete a quello che state leggendo oppure no.

Quindi, tu che hai problemi di vario genere, e se non li hai ora per certo verrà il tempo che li avrai, ora sai che la soluzione a tutti i tuoi problemi è avendo fede in Gesù Cristo; pertanto, sapendo queste cose, mettiti all’opera per crescere nella fede, inginocchiati e persevera nella preghiera e nello studio delle sacre Scritture. Sappi che è scritto che senza fede è impossibile piacere a Dio (cfr Ebrei 11:6). Leggi tutto…

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Iddio farà sciogliere Satana alla fine del millennio, dopo averlo prima fatto imprigionare

18 ottobre 2019

Iddio farà sciogliere Satana alla fine del millennio, dopo averlo prima fatto imprigionare

È scritto che, alla venuta del Signore Gesù Cristo, Satana sarà incatenato, in modo che non possa più compiere l’opera di seduzione, per il tempo di mille anni.

Alla fine del millennio, Satana verrà sciolto e liberato dalla sua prigione, e di nuovo si metterà all’opera e sedurrà le nazioni di tutta la terra.

Satana sarà poi gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, e tutto avverrà esattamente come il Signore Iddio ha già stabilito, secondo quanto dicono le Scritture:

«E quando i mille anni saranno compiti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.» (Apocalisse 20:7-10)

Cari nel Signore, sappiate che Iddio ha già stabilito ogni cosa e porterà a termine tutti i suoi disegni, e nessuno potrà impedirglielo. Non esiste nessun libero arbitrio, le cose avverranno nell’esatto ordine e nei tempi che Dio ha stabilito. Questo non vi scandalizzi, perché è necessario e utile all’uomo, altrimenti niente andrebbe per il verso giusto. Per l’opera di Dio e per la sua grande sapienza e intelligenza nel compiere ogni cosa, noi diamo a Lui tutta la gloria, l’onore e la lode, a cui appartengono nei secoli dei secoli. Amen! Leggi tutto…

L’arroganza è un impedimento insormontabile nel dialogo con le persone

17 ottobre 2019

L’arroganza è un impedimento insormontabile nel dialogo con le persone

Le persone arroganti, tra i quali ci sono molto spesso di quelli che possiedono dei titoli accademici che ostentano ad ogni occasione possibile, pensano di avere ragione solo perché sono in possesso di titoli, e basano la ragione nelle argomentazioni in base ai titoli e non sulla base dei contenuti.

La ragione ci dice che si deve aver ragione per la sostanza delle argomentazioni, e non per la forma. Se alla sostanza segue anche la forma, bene, ma se nell’argomentare un discorso ne deve mancare una tra la forma e la sostanza, io preferisco di gran lunga che manchi la forma e non la sostanza. Questo perché se la forma è priva di sostanza, si parla del nulla.

L’umile di cuore, il semplice, anche se ha anch’egli dei titoli, non li ostenta e si troverà in grande difficoltà a parlare con gli arroganti titolati, perché essi non vogliono sentir ragione. Sarà capitato a tutti di dover correggere, almeno una volta nella vita scolastica, il professore che ha sbagliato, e sono certo non l’ha presa bene e, se lo avete fatto davanti a tutti, allora ve l’avrà fatta pagare cara la vostra sfrontatezza, appena ne ha avuto la possibilità. Purtroppo, agli esami mi sono costati diversi punti le correzioni fatte al professore davanti a tutti.

Gli arroganti possono anche sfoggiare uno stile d’italiano forbito di tante parole e di latinismi, ma se dai loro discorsi si tolgono le forme e i vari orpelli nella frase che addobbano il discorso, se non rimane in piedi il concetto e l’argomento non presenta alcuna validità sostanziale e neppure sono state portate prove almeno adeguate a quello che sta asserendo, colui che ascolta non sa che farsene di tutto quel discorso, non gli trasmette niente e non gli serve a nulla. È come un dipinto in cui i colori di sfondo sono bellissimi, ma il soggetto principale è confuso. Quel quadro non piacerà, e se ve lo vogliono vendere a caro prezzo, voi NON COMPRATELO, è una spesa INUTILE.

Il senso di mettere i congiuntivi al posto giusto, in maniera corretta, è essenzialmente quello di rendere il discorso maggiormente comprensibile al lettore/ascoltatore, dandogli informazioni preziose e facendolo riflettere su determinate verità; ma se il concetto esposto è falso, contrario alla storia che è emersa e di cui il lettore è ormai a conoscenza, che cosa se ne può fare dei congiuntivi corretti nell’apprendimento dell’informazione? Non servono a nulla, è come avere il titolo di dottore ma non essere in grado di fare alcun tipo di intervento o di diagnosi corretta nei confronti del malato, questo, una volta appurata l’incapacità di ottenere guarigione/conoscenza, se ne andrà altrove, dove magari ci sono meno titoli, ma le diagnosi sono corrette anche se fatte senza mettere i congiuntivi esatti. E qui mi nasce un aggiustamento ad una massima, che ben si attaglia ALL’ARROGANTE di turno:

Il medico ALTEZZOSO fa la piaga puzzolente”.

Eccovi ora la definizione della parola ARROGANZA:

Con arroganza (dal latino arrogantia) si definisce un senso di superiorità nei confronti di un altro soggetto, manifestato attraverso un costante disdegno e un’irritante altezzosità. Il termine ha origine giuridica: l’espressione ad rogare, in latino, indica la richiesta e l’appropriazione di ciò su cui non si possono vantare diritti.

Una persona arrogante manifesta dunque una sfacciata insolenza, con modi prepotenti e arbitrari, dovuta ad un’eccessiva presunzione di sé.”

L’arrogante vuole appropriarsi della ragione anche quando non ce l’ha, per una presunzione basata sui titoli accademici acquisiti e per una sottovalutazione del suo interlocutore.

Quindi, se qualcuno di voi sta studiando, qualsiasi tipo di materia, sappia quel tale che nel momento in cui diventa arrogante, non sarà più utile a nessuno, gli ascoltatori lo capiranno e non prenderanno nulla da quel tale, perché l’arroganza rende il suo parlare privo di ogni sostanza.

L’arroganza non è da confondere con la pienezza di fede e di convinzione nel parlare, sono cose ben distinte e separate. Talvolta sono proprio gli ARROGANTI a denunciare come arroganza la pienezza di convinzione nel parlare che manifestano i credenti che si attengono alle sane parole di Gesù e degli apostoli, e lo fanno col tentativo di screditarli, non potendo far crollare con argomenti validi e con prove documentali adeguate i ragionamenti che gli sono contrari.

Non si può assolutamente pretendere di appropriarsi con insolenza della ragione senza aver fatto validi ragionamenti e/o presentato prove incontrovertibili, per il solo motivo che si sia in grado di mettere i congiuntivi al posto giusto o usare i latinismi (io personalmente non sopporto i latinismi e il ricorso alle lingue originali se non è assolutamente necessario, e neppure gli inglesismi, perché a mio parere i discorsi devono essere fatti per essere compresi sia dai bambini che dagli anziani).

Voglio ricordare ai santi la preferenza dell’Apostolo Paolo, che deve sempre essere anche la nostra, cioè quella di parlare sempre in maniera comprensibile e istruire coloro che leggono o ci ascoltano:

«Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi; ma nella chiesa preferisco dir cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua.» (1 Corinzi 14:18-19)

Quel passo è stato scritto a motivo del disordine che si era creato nel culto a Corinto a riguardo del parlare in altre lingue, ma ne ho voluto prendere in prestito la massima a cui si può giungere riflettendo su quel passaggio biblico:

preferire sempre di adottare un modo di parlare che sia comprensibile a tutti coloro che ascoltano o leggono”.

Cari nel Signore, non fatevi abbindolare dai titoli accademici che taluni sfoggiano, perché sono fumo negli occhi, e tenete sempre a mente che, se alla forma e ai titoli nei discorsi non segue la correttezza, la verità e la giustizia, rischiate di cibarvi di veleno e di anestetico, che a suo tempo porterà le sue nefaste conseguenze nella vostra mente e nella vostra anima. Leggi tutto…

Stai soffrendo?

15 ottobre 2019

Stai soffrendo?

Stai soffrendo? Piega le tue ginocchia davanti all’Iddio vivente e vero, che ha fatto il cielo e la terra e tutte le cose che sono in essi, e spandi la tua anima davanti a Lui. Umiliati davanti a Lui. Invocalo con fede nel nome di Gesù Cristo chiedendo il Suo aiuto e la Sua liberazione. Egli ti sosterrà, ti darà forze nuove per andare avanti, e farà regnare la Sua pace nel tuo cuore. Ricordati che “l’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito” (Salmo 34:18), e che “molte sono le afflizioni del giusto; ma l’Eterno lo libera da tutte” (Salmo 34:19).
Come dice dunque il Salmista: “L’Eterno ti risponda nel dì della distretta; il nome dell’Iddio di Giacobbe ti levi in alto in salvo; ti mandi soccorso dal santuario, e ti sostenga da Sion; si ricordi di tutte le tue offerte ed accetti il tuo olocausto. Ti dia egli quel che il tuo cuore desidera, e adempia ogni tuo disegno. Noi canteremo d’allegrezza per la tua vittoria, e alzeremo le nostre bandiere nel nome dell’Iddio nostro. L’Eterno esaudisca tutte le tue domande” (Salmo 20:1-5) Leggi tutto…

La parte di chi non avrà creduto nell’Evangelo

14 ottobre 2019

La parte di chi non avrà creduto nell’Evangelo

La salvezza che Dio ha provveduto è in Cristo Gesù, e in nessun altro, secondo che è scritto:

“E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12).

Chi dunque non avrà creduto che Gesù è il Cristo di Dio, che è morto sulla croce per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve ai suoi discepoli, sarà condannato da Dio, perché non avrà creduto nell’Evangelo (cfr. 1 Corinzi 15:1-9).

Guardatevi dunque dai massoni che si sono infiltrati nelle Chiese che invece dicono che Dio salva anche gli increduli. Nessuno di essi vi seduca con vani ragionamenti; la parte degli increduli – tra i quali vanno annoverati anche i massoni, i quali negano che Gesù è il Cristo – sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità. Ricordatevi che i massoni parlano di un altro Dio, di un altro Gesù, di un altro Vangelo. I massoni non sono dei nostri. Leggi tutto…

Iddio ha pazienza e misericordia con te, tu devi averne con gli altri

6 ottobre 2019

Iddio ha pazienza e misericordia con te, tu devi averne con gli altri

Gesù raccontò una parabola ai suoi discepoli, in merito al fatto che bisogna perdonare i fratelli che sbagliano, e bisogna anche avere pazienza con loro:

«Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti. E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato. Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.» (Matteo 18:23-27)

La parabola prosegue ed ha una conclusione molto triste, che bisogna tenere sempre a mente, per avere la giusta considerazione, prima di sé stessi e poi dei fratelli.

Ecco il proseguimento della parabola:

«… Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi! Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.» (Matteo 18:28-30)

Quel servitore ha invocato la misericordia di Dio e l’ha ottenuta, ma, subito dopo, si è comportato in modo spietato nei confronti di un suo debitore, il quale ha invocato a sua volta la misericordia per la remissione del suo debito, ma gli è stata negata.

No, non è così che vuole il Signore Gesù Cristo da noi, perché Egli vuole che noi dobbiamo essere sempre misericordiosi verso gli altri, proprio come anche Iddio lo è sempre con noi.

Quindi, fratelli e sorelle nel Signore, fate attenzione a rimanere sempre umili e misericordiosi, state attenti a non diventare spietati nel giudicare le debolezze e i peccati commessi dagli altri, perché Iddio non ama le persone spietate e a suo tempo li castiga fortemente, come pure è scritto di quel servitore SPIETATO e malvagio della parabola.

Essere misericordiosi è cosa diversa dall’essere tolleranti dei peccati, perché bisogna avere pazienza con chi pecca, soprattutto se pecca contro di noi, ed ancora non ha capito certe cose, perché Iddio ha sempre misericordia verso di noi per tutte le cose che non comprendiamo, non mettiamo in pratica oppure cadiamo ben sapendo che non le dobbiamo fare.

Se Gesù non ha condannato l’adultera nel Tempio (cfr Giovanni 8:11) ed ha dato tempo di ravvedersi a Jezabel della sua fornicazione (cfr Apocalisse 2:21)), per quale motivo noi dovremmo essere spietati e volere nell’immediatezza che un credente dopo averlo ammonito si corregga subito? Bisogna dargli anche il tempo di assimilare la cosa, di pregare Iddio e di trovare le giuste conferme, almeno che non si tratti di peccati che la Scrittura indica come gravi, come la fornicazione e l’adulterio o cose di gravità simile, perché in questi casi il peccato deve cessare immediatamente, pena l’esclusione dalla comunione fraterna.

Non bisogna dimenticarsi mai che il nostro Dio è sia misericordioso che severo; misericordioso verso quelli che riconoscono di aver peccato e si ravvedono e chiedono perdono, ma severo verso quelli che cadono e non riconoscono di averlo fatto e giustificano il loro peccato. Cari nel Signore, badate dunque ad essere principalmente misericordiosi e a capire bene cosa sia la severità e quando esserlo. Non dobbiamo essere né tolleranti verso il peccato e tanto meno SPIETATI.

Badate dunque a voi stessi e a quello che dite, ricordandovi sempre cosa eravate prima di conoscere il Signore Gesù Cristo e quanto Egli è stato ed è paziente e misericordioso con voi.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti. Leggi tutto…

Per salvaguardare la dottrina e la buona reputazione, nella chiesa bisogna applicare la disciplina

4 ottobre 2019

Per salvaguardare la dottrina e la buona reputazione, nella chiesa bisogna applicare la disciplina

Anche nelle comunità che sono state fondate e seguite dall’apostolo Paolo c’erano dei problemi disciplinari, dei credenti ribelli che non si conducevano secondo gli insegnamenti di Gesù e degli apostoli.

Le Scritture ci ammaestrano anche come bisogna fare quando la ribellione mette in pericolo i credenti della Chiesa. Ecco cosa dice Paolo:

«E se qualcuno non ubbidisce a quel che diciamo in questa epistola, notatelo quel tale, e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni. Però non lo tenete per nemico, ma ammonitelo come fratello» (2 Tessalonicesi 3:14-15)

Gli uomini ribelli dopo che vengono ammoniti e non vogliono ravvedersi devono essere, purtroppo, allontanati dalla Chiesa dei santi, affinché riflettano bene e giungano a vergognarsi e a ravvedersi per poter poi essere prontamente reintegrati nei banchi della Chiesa. Da considerare che coloro che sono credenti e sono messi in ammonizione nel Signore, non sono nemici e non bisogna trattarli come nemici, ma bisogna considerarli come fratelli da recuperare.

Paolo scrisse anche ai Corinzi queste parole dello stesso tenore delle precedenti:

«V’ho scritto nella mia epistola di non mischiarvi coi fornicatori; non del tutto però coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i rapaci, e con gl’idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo; ma quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que’ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que’ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi» (1 Corinzi 5:9-13)

Da notare che nel caso dei Tessalonicesi i ribelli erano disordinati, non volevano lavorare quindi erano di aggravio per gli altri, mentre i ribelli di Corinto erano rei di peccati gravi a tal punto da essere definiti malvagi.

Se i conduttori si trovano davanti a casi simili, devono sapere che bisogna cercare di recuperarli, anche cacciandoli via dalla comunità, qualora non vogliono ravvedersi. Tali uomini ribelli possono contaminare anche gli altri fratelli della Chiesa, se non vengono allontanati prontamente. I conduttori errano grandemente se non applicano la disciplina quando vi è la necessità, perché una tale omissione porterà alla contaminazione di altri fratelli e il danno si farà peggiore, si allargherà sempre di più.

Togliere di mezzo il malvagio serve per salvaguardare gli altri fratelli della Chiesa. Se non si toglie di mezzo, non si dimostra di essere buoni e pazienti, ma solo insensati, perché si assisterà all’allargarsi del problema ad altri e il danno diventa sempre peggiore. Una pecora malata va isolata per preservare le altre. Naturalmente tutte le cose si devono riferire a cose importanti e non a cose minime. C’è dunque bisogno di una attenta valutazione della questione che sorge, e con la sapienza che Dio dona a chi governa la comunità, si prenderà la giusta decisione.

La conduzione della Chiesa è demandata agli anziani, tra i quali vi fa parte il pastore, e le decisioni disciplinari è bene che siano discusse tutti insieme e siano prese di comune accordo. Poi si dovrà spiegare tutto alla Chiesa, per capire esattamente quello che è successo (cfr Matteo 18:17,18) e affinché comprendano che la disciplina e l’isolamento deve essere messo in atto da ogni singolo credente, altrimenti il tentativo di salvaguardare i santi dalle contaminazioni dei ribelli non riesce.

Chi applica la disciplina, deve mostrare di avere autorità da Dio e non deve agire con riguardi personali e simpatie, ma con giustizia, come Dio lo spingerà a fare, e sempre in maniera conforme alle sacre Scritture.

Tutte le cose esposte sulla disciplina valgono anche per gli anziani, non ne sono esenti. Quindi, se sono gli anziani a ribellarsi alla Parola di Dio, a peccare, vanno anch’essi ripresi, affinché si vergognino del male fatto e ritornino in sé stessi.

So bene che applicare la disciplina nella Chiesa non è facile, né si fa volentieri, tuttavia essa fa parte integrante del governo della Chiesa, e chi non la mette in pratica, non fa tutto quello che Dio gli comanda di fare per guidare la Chiesa. Leggi tutto…

Iddio ancora oggi parla attraverso i sogni e le visioni

3 ottobre 2019

Iddio ancora oggi parla attraverso i sogni e le visioni

«Iddio parla per via di SOGNI, di VISIONI notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti» (Giobbe 33:15)

Leggendo le sacre Scritture si può vedere in ogni parte di esse, che Iddio ha sempre parlato agli uomini attraverso sogni e visioni. Ancora oggi Egli parla agli uomini attraverso i sogni e le visioni.

Egli lo fa con chi vuole, quando vuole e come vuole, e nessuno può imporgli quello che deve fare e come deve farlo.

Sta anche scritto:

«Quando non c’è visioni, il popolo è senza freno; ma beato colui che osserva la legge!» (Proverbi 29:18)

Iddio, con i sogni e le visioni, opera in modo diretto per riprendere, incoraggiare ed esortare, e come abbiamo letto, quando queste mancano, il popolo è senza freni, incomincia a non temere più il Signore Iddio e non osserva più i suoi comandamenti.

Ecco perché i seduttori e i falsi ministri contrastano fortemente e scoraggiano le testimonianze che concernono l’aver ricevuto dei sogni e delle visioni, appunto perché temono di essere scoperti da Dio e di non poter più ingannare il popolo di Dio a proprio piacimento.

Quindi, fratelli nel Signore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche su quelle parti delle Scritture che parlano dei sogni e delle visioni. Non fatevi deviare dalla verità di queste cose e tenete a mente il fatto che sono i nemici della Parola di Dio a parlare contro di essa. Iddio ha sempre parlato agli uomini attraverso i sogni e le visioni, e continuerà a farlo fino alla fine dei tempi.

Cari nel Signore, Siate savi, attenetevi a quanto è scritto nella Parola e rigettate tutte quelle ciance che contraddicono ciò che è scritto.

È doveroso anche far notare che, non tutti i sogni e le visioni sono provenienti da Dio, e bisogna stare molto attenti e in guardia, ma non bisogna temere niente, è necessario provare gli spiriti e chiedere e aspettare le conferme che è Dio che ha parlato realmente, e non l’uomo per sua presunzione.

Fratelli, non fatevi ingannare né da coloro che dicono di aver avuto un sogno o una visione, ma non è vero, e neppure da coloro che non credono che Dio parli attraverso i sogni e le visioni, perché essi mentono contro la Parola e contro Dio. Guardatevi da costoro. Leggi tutto…

La nostra santificazione

2 ottobre 2019

La nostra santificazione

Ricordati che quando Dio ti ha rigenerato sei entrato a fare parte di una gente santa, che è il popolo di Dio. E quindi hai il dovere di santificarti, in quanto lo comanda Dio:

“Siate santi, perché io son santo» (1 Pietro 1:16).

Il popolo di Dio non è un popolo dove ognuno fa quello che vuole, ma dove ognuno di noi deve fare la volontà di Dio, che è che noi ci santifichiamo (cfr. 1 Tessalonicesi 4:4).

Noi abbiamo per frutto la nostra santificazione. Mettiamo dunque le nostre membra al servizio della giustizia per portare questo frutto (cfr. Romani 6:20-22) alla gloria di Colui che ci ha chiamati alla Sua eterna gloria in Cristo Gesù. Leggi tutto…

Il silenzio ordinato dalla Massoneria!

1 ottobre 2019

Il silenzio ordinato dalla Massoneria!

Che silenzio assordante sull’inferno (l’Ades) che c’è in tante Chiese! Eppure l’inferno si riempie continuamente di anime che ivi sono tormentate in mezzo al fuoco!

E lo stesso silenzio assordante esiste sullo stagno ardente di fuoco e di zolfo (la Geenna) dove nel giorno del giudizio i peccatori, dopo che saranno giudicati, saranno gettati e dove saranno tormentati per l’eternità!

Non illudetevi, la Scrittura dice che “gli empi, tutte le genti che dimenticano Iddio, Andranno in volta nell’inferno” (Salmo 9:17 – Diodati), e che “quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8).

L’inferno esiste ed anche oggi tante anime vi sono scese, ed esiste pure lo stagno ardente di fuoco e di zolfo dove al tempo stabilito da Dio vi saranno gettati i peccatori con il loro corpo e la loro anima.

Avvertiamo dunque i peccatori della orribile fine che faranno se non si ravvedono e non credono nell’Evangelo di Cristo. Leggi tutto…

No Temas Sino Habla

Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

Blog di Aldo Prendi

Per la diffusione e la difesa delle dottrine bibliche

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"Suonate la tromba in Sion e date l'allarme sul mio santo monte" (Gioele 2:1)

Il Buon Deposito

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La Massoneria Smascherata

"non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto" (Matteo 10:26)

Listen to the sound of the sword

«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano fondamentalista

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

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