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George Muller credeva che le Chiese devono rimanere completamente separate da persone e sistemi del mondo

28 marzo 2017

George Muller credeva che le Chiese devono rimanere completamente separate da persone e sistemi del mondo

torre-di-babele«Altre Società di beneficenza erano fondate sul presupposto che il mondo sarebbe gradualmente divenuto migliore “e che alla fine tutti gli uomini si sarebbero convertiti”. Questo concetto [George Muller] lo considerava antiscritturale e quindi non poteva sostenerlo. I rapporti che le altre associazioni avevano con l’esterno erano contrari alla Parola di Dio. “Il legame con il mondo è troppo marcato in queste società religiose, poiché chiunque dona una ghinea è considerato membro e ha il diritto di voto”.

Altre società chiedevano denaro agli inconvertiti e questo era contrario ai principi di Muller. I responsabili spesso erano persone benestanti ma non erano nate di nuovo, prive quindi di una vera conoscenza del Signore.

La sua sfiducia nelle organizzazioni esistenti era anche motivata dal fatto che esse contraevano debiti, la qual cosa, come Dio gli aveva insegnato molto tempo prima, era indegna di una vita di fede.

“Ci sembrò fosse nella volontà del Signore”, spiega Muller, “rimanere completamente separati da queste Società”.

Di conseguenza, la sera del 5 marzo 1834 si tenne una riunione pubblica nella quale venne fondato l’Istituto per la Conoscenza delle Scritture in Inghilterra e all’estero. L’istituzione fu accompagnata da una dichiarazione dei principi che possono essere così riassunti:

  1. Riteniamo che ogni credente sia tenuto ad aiutare la causa di Cristo.
  2. Non intendiamo chiedere a persone non convertite di appoggiare questa istituzione. Alziamo le nostre insegne nel nome di Dio.
  3. Non abbiamo intenzione di chiedere denaro a non credenti.
  4. Non ci avvaliamo dell’aiuto di persone non credenti nell’amministrazione degli affari dell’Istituto.
  5. Non intendiamo allargare il campo d’azione contraendo debiti, ma nella preghiera segreta presenteremo le necessità dell’Istituto al Signore, ed agiremo in proporzione ai mezzi che Dio ci darà.
  6. Non consideriamo il successo dell’Istituto in base al denaro raccolto ma alla luce della benedizione di Dio sull’opera.
  7. Desideriamo agire semplicemente secondo la Parola di Dio, evitando qualsiasi compromesso riguardo alla verità.

Gli scopi dell’Istituzione erano:

  1. Fornire aiuto alle scuole secolari diurne e alle Scuole Domenicali. “Consideriamo antiscritturale che delle persone che non professano di conoscere il Signore abbiano il permesso di impartire insegnamenti religiosi”. L’Istituto non assiste scuole per adulti sempre che gli insegnanti non siano credenti.
  2. Diffondere le Sacre Scritture.
  3. Aiutare le opere missionarie. “Desideriamo assistere quei missionari le cui azioni sono conformi alla Bibbia”.»

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Avere fede in Dio per ogni necessità impedisce di farsi tesori su questa terra

27 marzo 2017

Avere fede in Dio per ogni necessità impedisce di farsi tesori su questa terra

pane-gratuito«Dio lo stava guidando gradualmente a confidare nelle Scritture per ottenere luce nei casi di coscienza. Arrendendosi nelle piccole cose non trovò difficoltà a disporsi e confidare in Dio per tutte le sue necessità.

Stava anche per fare un passo importante nella sua vita, la scelta di una compagna. La guida di Dio a questo proposito fu ricercata diligentemente mediante la preghiera e la lettura della Bibbia. Alcuni amici gli avevano parlato, appena giunto in Inghilterra, del signor Groves, il dentista di Exeter, che aveva rinunciato ad ottimi guadagni per fare il missionario. Durante le sue predicazioni conobbe Mary Groves, la sorella del missionario, e dopo un breve corteggiamento, molta preghiera e meditazione, si sposarono il 7 di ottobre con una semplice cerimonia in casa di un amico. E per oltre quarant’anni Dio benedisse questa unione.

Poco tempo prima del matrimonio il pensiero di uno stipendio fisso preoccupò Muller, che pensava che la sua sarebbe dovuta essere una vita di fede in Dio e non nell’impegno dei fratelli […].

Alla fine di ottobre, un mese dopo il suo matrimonio, annunciò alla comunità di Teignmouth che da quel momento non avrebbe ricevuto uno stipendio regolare, e che avrebbe confidato interamente in Dio per i suoi bisogni. Chiese che fosse posta una cassetta in chiesa, nella quale chiunque desiderasse aiutarlo avrebbe potuto lasciare un’offerta. Da allora in poi non avrebbe chiesto a nessuno, “neppure ai miei amati fratelli e sorelle di aiutarmi … Perché inconsciamente ero stato condotto a confidare in un braccio di carne, ad andare da uomini, invece di andare subito dal Signore”.

Poco tempo dopo lui e la moglie furono colpiti dal versetto: “Vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri” [cfr Marco 10:21], e ubbidirono letteralmente a questo comando.

Non si pentirono mai di questo passo. Le prove sarebbero presto arrivate, come, infatti, sopraggiunsero durante tutto il pellegrinaggio cristiano di Muller, ma erano saldamente appoggiati al forte braccio del Maestro, sapendo perfettamente che se Dio nutre i passeri e dà loro una sistemazione, di certo non li avrebbe abbandonati. Doveva essere un cammino per fede, il servo doveva imparare la lezione della fiducia alla scuola dell’esperienza.

Durante il primo anno di ministerio il Signore operò in modo dolce. Muller esulta nel raccontare: “Non provò molto la nostra fede all’inizio, ma ci dette prima l’incoraggiamento e ci permise di sperimentare la Sua disponibilità ad aiutarci prima di metterci alla prova in modo completo”.

Alla fine dell’anno il giovane ministro poté affermare che il Signore aveva “supplito abbondantemente a tutti i nostri bisogni materiali, malgrado all’inizio non avessimo nessuna prospettiva certa. Il Signore è stato generoso con me, e si è degnato di usarmi come uno strumento per la Sua opera”.

Il 1831 fu un anno di prova per la fede di Muller, in casa spesso non rimase neppure uno scellino, sebbene al momento giusto la ricompensa della fede arrivasse sempre.

Una mattina, quando i loro averi si erano ridotti al minimo, Muller chiese dei soldi a Dio. Per quattro ore il predicatore attese, ma non ci fu risposta. Poi venne una signora, bussò alla porta e candidamente disse: “Volete dei soldi?”. La fede fu provata, tuttavia rimase trionfante al punto che il ministro replicò: “Quando ho rinunciato al mio stipendio, ho detto ai fratelli che per il futuro avrei esposto soltanto al Signore ogni mia necessità”.

“Ma”, replicò lei prendendo il borsellino, “è Lui che mi ha detto di darvi del denaro”, e mise nelle sue mani due ghinee.

La vera prova venne quando il denaro terminò. Muller pregò fedelmente e un giorno il diavolo lo attaccò al punto, che il ministro pensò di essersi spinto troppo avanti nella sua via di fiducia. Poi, però, arrivò la vittoria della fede e il nemico fuggì […].

Dio stava guidando progressivamente il giovane ministro a mettere alla prova le Sue promesse e a verificare se avevano radici profonde. Il 14 febbraio rimaneva ben poco nel portafoglio di Muller, egli decise quindi di pregare, chiedendo a Dio di provvedere. “Nello stesso istante”, testimonia Muller, “in cui mi alzai dalle ginocchia un fratello mi diede una sterlina …”.

Sempre in quell’anno arrivò la data del pagamento dell’affitto e non c’era denaro.  Dopo aver pregato ricevette il denaro necessario per coprire il debito. A questo proposito Muller stabilì un principio al quale si attenne costantemente. “Ho sempre fatto attenzione a non contrarre debiti, che riteniamo antiscritturali (secondo Romani 13:8) e quindi non abbiamo cambiali… ma tutto ciò che compriamo lo paghiamo in contanti.

In questo modo sappiamo sempre ciò di cui disponiamo e quanto abbiamo il diritto di donare agli altri”. Leggi tutto…

Il Grande Oriente di Roma ha ammesso che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti?

26 marzo 2017

Il Grande Oriente di Roma ha ammesso che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti?

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Il massone Federico Mavì nel suo libro «Voglio essere massone» (quando lo ha scritto era da venti anni nella Massoneria e aveva raggiunto un alto grado), nello spiegare il 30° Cavaliere Kadosh o dell’Aquila Bianca e Nera del Rito Scozzese Antico ed Accettato, dice quanto segue:

«Parole sacre: NEKAM ADONAI, ‘Vendetta, Signore’; PHARASCH-CHOL, ‘tutto è spiegato’ (alla lettera: ‘spiegazione totale per Grazia Divina’). Parola di passo: BEGOAL-CHOL, ‘nell’abominio di tutti’.
Già si è fatto cenno a questo importantissimo grado, chiave di volta dei segreti della Muratoria Nera, dove si recita lo psicodramma della fine dei Templari, o Militia Templi. Ma potrà interessare il lettore un particolare della scenografia: il Delta sacro capovolto, il Triangolo con il vertice in basso, in segno d’adorazione del Dio-Principe della Terra. Nell’Areopago (complesso dei Templi in cui si svolge questo Rito) il Presidente – secondo quanto riporta il famoso Taxil – recita la seguente orazione a Lucifero:

‘Vieni, Lucifero, vieni! O calunniato dai preti e dai re! Vieni, che noi ti abbracciamo, che noi ti stringiamo sul nostro petto! È molto tempo che noi ti conosciamo e tu conosci noi! Le tue opere, o benedetto del nostro cuore, non sono sempre belle e buone, agli occhi degli ignoranti, ma esse sole danno un significato all’Universo. Tu solo animi e fecondi il lavoro. Tu nobiliti la ricchezza; tu servi di essenza all’autorità; tu metti il suggello alla virtù …
E tu, Adonai, dio maledetto, noi ti rinneghiamo! Il primo dovere dell’uomo intelligente e libero è quello di scacciarti dal suo spirito e dalla sua coscienza. Perché tu sei essenzialmente ostile alla nostra natura, e noi non dipendiamo per nulla dalla tua autorità. Noi giungiamo alla scienza tuo malgrado, alla prosperità tuo malgrado, alla società tuo malgrado; ciascuno dei nostri progressi è una vittoria nella quale schiacciamo la tua divinità.
Spirito mendace, Dio imbecille, il tuo regno è finito: cerca fra i bruti altre vittime. Ora, eccoti detronizzato e distrutto. Il tuo nome per troppo tempo ultima parola del sapiente, sanzione del giudice, forza del principe, speranza del povero, rifugio del colpevole penitente, questo nome incomunicabile Padre Eterno, Adonai e Jehovah, d’ora in poi votato al disprezzo e all’anatema, sarà dileggiato tra gli uomini.
Il tuo nome è goffaggine e viltà, ipocrisia e menzogna, tirannia e miseria. Fintanto che l’umanità si inginocchia davanti al tuo altare, l’umanità schiava dei re e dei preti sarà riprovata; fintanto che un uomo, nel tuo nome esecrabile riceverà il giuramento di un altro uomo, la società sarà fondata sullo spergiuro e la pace e l’amore saranno banditi fra i mortali …
Dio, ritirati! poiché sino da oggi, guariti dal tuo timore e divenuti sani, giuriamo, con la mano sollevata verso il tuo cielo, che tu non sei se non il carnefice della nostra ragione e lo spettro della nostra coscienza!’

Sul famigerato Leo Taxil, pseudonimo del pubblicista francese G. Jogand Pagès, prolifico autore di scritti disvelanti la Muratoria alla fine del secolo scorso, la critica massonica s’è sbizzarrita parecchio, rasentando il grottesco.

Una cosa è certa: lo stesso Grande Oriente di Roma – all’epoca – nel narrare la riconversione del Taxil, prima Apprendista, poi antimassone e ‘frottolista’, e finalmente ritrattatore di quanto nei suoi scritti era menzogna, lo stesso Grande Oriente, dicevo, ammise che tutti i Rituali da lui pubblicati comunque erano esatti.

Al riguardo è illuminante questo passo tratto dal Rituale del 33° circa i propositi muratori in caso di pubblicazione dei segreti della Comunione:

‘Occorre scoraggiare con tutte le forze le pubblicazioni massoniche. Ma se le circostanze rendessero indispensabile l’intervento diretto dell’Ordine, scegliete e indicate con anticipo il Fratello che deve essere vittima e far la parte del capro-emissario, perché il suo sacrificio, fatto pubblicamente, col maggior possibile fracasso, restituisca all’Ordine la sua innocenza senza macchia’.

E Taxil, guarda caso, fu un vero fracasso, anzi un colpo di cannone! Leggi tutto…

Muller comprese che soltanto i credenti nati di nuovo devono ricevere il battesimo in acqua e per immersione

26 marzo 2017

Muller comprese che soltanto i credenti nati di nuovo devono ricevere il battesimo in acqua e per immersione

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«Dopo questo periodo tutta la piccola chiesa, composta di diciotto membri, gli chiese di diventare stabilmente il loro pastore.

Mentre Muller attendeva che il Signore confermasse questa chiamata, dato che personalmente desiderava di viaggiare da un posto all’altro predicando l’Evangelo, ricevette una nuova luce sul battesimo. Stava predicando a Sidmouth in aprile, quando tre sorelle gli chiesero la sua opinione su questo argomento.

“Non penso di dover essere battezzato di nuovo”, replicò.

“Ma sei stato battezzato?”.

“Sì, da piccolo”.

“Non hai mai letto le Scritture e pregato su questo argomento?”

Muller dovette ammettere di non averlo mai fatto.

“Allora”, disse una di loro, “ti supplico di on parlarne più fin quando non l’avrai fatto”.

Muller amava la verità della Scrittura, prese a cuore il suggerimento e, dopo aver letto diligentemente passi come Atti 8:36-38(1); e Romani 6:3-6(2) disse: “Ho capito che soltanto i credenti nati di nuovo devono ricevere il battesimo, e che l’immersione è l’unico modo scritturale di amministrarlo”. Di conseguenza, si fece battezzare per immersione.

Fu durante la stessa estate che, leggendo la Bibbia, gli sembrò scritturale e conforme all’esempio degli apostoli (Atti 20:7)(3)  spezzare il pane ogni giorno del Signore, sebbene non ci sia nessun comandamento specifico riguardo a questo né da parte del Signore né da parte dello Spirito santo mediante gli apostoli. Leggendo Efesini 4 e Romani 12 giunse anche alla conclusione che negli incontri ci dovesse essere spazio affinché i fratelli parlassero liberamente, per testimoniare, esortare o insegnare, secondo la guida dello Spirito santo.» Leggi tutto…

Massoneria e servizi segreti americani alle origini della Comunità Europea

25 marzo 2017

Massoneria e servizi segreti americani alle origini della Comunità Europea

Dal video:

“Ecco chi ha fatto nascere l’U.E.: la massoneria e i servizi segreti americani.” […]

“Quando vi dicono che l’U.E. era una bella idea, ma è stata sviluppata male, stanno mentendo. L’Unione Europea oggi è esattamente quella che avevano in mente i padri fondatori. Volevano creare una Unione che togliesse sovranità agli stati e li rendesse più poveri, perché gli Stati Uniti e le lobby potessero renderli sudditi.”

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La Bibbia divenne la vera fonte d’ispirazione di George Muller e mise da parte i commentari e quasi ogni altro libro

25 marzo 2017

La Bibbia divenne la vera fonte d’ispirazione di George Muller e mise da parte i commentari e quasi ogni altro libro

bibbia-luce.jpg«Dio stava lentamente guidando Muller verso una vita di fede. Il suo male lo colpì nuovamente, per settimane fu in pericolo di vita e soffriva tantissimo. “Desideravo ardentemente andarmene ed essere con Cristo”, racconta.

“Signore”, pregò nel suo letto di malattia, “fa’ di me ciò che sembra meglio”. Una preghiera che fu esaudita lentamente. Infatti, Dio permise che il suo servo rimanesse malato a lungo affinché la sua anima potesse apprendere una nuova lezione di fiducia.

Dopo andò a Tiegnmouth per trascorrervi la convalescenza. Qui venne riaperta la comunità “Eben-Ezer” e Muller ebbe il privilegio di vivere dieci giorni con il predicatore. Fu durante questo breve soggiorno che Dio gli insegnò il vero significato della Bibbia. “Dio cominciò a mostrarmi”, egli scrive, “che soltanto la Sua Parola è il nostro metro di giudizio, che essa può essere spiegata solamente con l’aiuto dello Spirito santo e che ai nostri giorni, come nel passato, Egli è il Maestro del Suo popolo”.

La Bibbia divenne, da questo momento in avanti, la vera fonte della sua ispirazione, l’unico libro al quale egli era interamente devoto. Essa fu un cardine nella scalata al cielo dell’anima di George.

Muller spiega il modo in cui provava la verità biblica alla luce dell’esperienza. “Il Signore mi mise in grado di verificarla sperimentalmente mettendo da parte i commentari e quasi ogni altro libro. Il risultato fu che la prima sera in cui mi chiusi nella mia stanza e mi misi a pregare e a meditare sulle Scritture, di più di quanto non avessi fatto in tanti mesi precedenti. Ma la differenza fu che in questo modo ricevevo una vera forza per la mia anima”.

Questo breve soggiorno in campagna agevolò il piano di Dio nel suo pellegrinaggio spirituale, poiché da questo momento Muller avrebbe affidato al Signore la propria esistenza mediante la meditazione della Scrittura e la preghiera. Verso la fine della sua vita dichiarò dia ver letto tutta la Bibbia per circa duecento volte, cento delle quali sulle sue ginocchia. Questa fu la nota caratteristica di quella meravigliosa vita di fede. Egli scoprì le meravigliose promesse di Dio nella Bibbia e sperimentò la loro verità nella vita di tutti i giorni. Imparò a credere in ciò che leggeva e ad agire di conseguenza.»

[Uno stralcio dal libro edificante dal titolo “George  Muller”, di  Basil Miller, ADI-MEDIA, edizione italiana 1997, pagg. 26 e 27]

George Muller fu un grande servo di Dio, e il suo segreto è stato appunto quello di pregare con perseveranza e studiare le sacre Scritture senza ausilio di nessun altro libro, mettendo da parte i commentari. Leggi tutto…

È un errore leggere libri sulla Bibbia e non la Bibbia stessa

24 marzo 2017

È un errore leggere libri sulla Bibbia e non la Bibbia stessa

bibbia-diodati2«Come altri studenti di teologia commise l’errore di leggere libri sulla Bibbia e non la Bibbia stessa. “Praticamente per i primi cinque anni della mia vita cristiana preferii le opere di uomini non ispirati”, confessa, “con la conseguenza che rimasi un lattante, sia per quanto riguarda la conoscenza che la grazia.”

Poiché i ministri non erano spiritualmente vivi, c’era poco nei loro sermoni che potesse nutrire la sua anima. Sebbene andasse regolarmente in chiesa, udiva raramente la verità, come lui stesso affermò: “Non c’erano ministri illuminati da Dio in città”.

Spesso percorreva dieci o quindici miglia pur di ascoltare un ministro convertito predicare la Parola del Signore.»

[Uno stralcio dal libro edificante dal titolo “George  Muller”, di  Basil Miller, ADI-MEDIA, edizione italiana 1997, pag. 23]

Tali parole sono ancora valide anche oggi, perché nelle chiese ci sono molti pastori e predicatori che non sono convertiti a Cristo, sono solo dei bravi commedianti, che non edificano la Chiesa di Cristo, non la fanno crescere, anzi, la deprimono e la convogiano verso una depressione spirituale. Tra questi impostori inconvertiti che si sono appropriati del del pulpito, ci sono anche i massoni, che sono anticristi per eccellenza, quindi potete immaginarvi il danno spirituale che costoro producono all’interno delle Chiese e delle denominazioni.

Con queste parole voglio risvegliare l’attenzione di tutti i santi, affinché facciano i dovuti accertamenti per verificare se il proprio pastore è veramente convertito a Cristo Gesù, oppure fa solo finta. Leggi tutto…

La trinità

23 marzo 2017

La trinità

Articolo sulla Trinità

Dio Padre, il suo Figliuolo Gesù Cristo, e lo Spirito Santo sono un solo Dio. Quindi la Divinità è composta da Tre Persone divine distinte ma nello stesso tempo unite. Ciò non intacca assolutamente l’unità di Dio perché l’unità di Dio di cui parla la Scrittura è un’unità composita.

Nonostante la parola ‘Trinità’ non è scritta nella Bibbia, il concetto della Trinità, cioè il concetto di un Dio UNO e TRINO è ampiamente confermato dalla Scrittura. La divinità sia del Padre, che del Figliuolo che dello Spirito Santo, è la chiara prova che Dio oltre che essere UNO è anche TRINO. Gesù disse ai suoi discepoli che avrebbe pregato il Padre che avrebbe mandato un altro Consolatore, cioè lo Spirito Santo; e comandò loro di fare discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo dimorano in tutti coloro che sono figli di Dio.

Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono dunque tre titoli del solo vero Dio, e neppure tre manifestazioni del solo vero Dio, ma TRE PERSONE distinte dotate tutte e tre di una personalità e di una individualità propria.

Chiunque nega la Trinità è un cianciatore ed un seduttore di menti a cui si deve turare la bocca e da cui bisogna guardarsi.

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La Massoneria: ciò che appare non è, e ciò che è non appare

22 marzo 2017

La Massoneria: ciò che appare non è, e ciò che è non appare

mavi-blogIl massone Federico Mavì nel suo libro «Voglio essere massone» (quando lo ha scritto era da venti anni nella Massoneria e aveva raggiunto un alto grado) riferisce di un discorso fatto con un suo fratello massone entrato «in sonno», che ritengo molto interessante. Eccolo:

«I casi di Morgan, Lacenaire, Bidegain sono soltanto alcuni esempi, fra i tanti, di una Massoneria corrotta e spietata, che rappresenta l’altra faccia della Società libera e di buoni costumi alla quale mi onoro di appartenere.

Ma a cosa serve raccontarne la storia? Quale utile avvertimento possono darci episodi ‘esagerati’ come questi? Vicende monstre come quelle di William, Pierre François, Jean – sanguinarie, tenebrose, inquietanti – narrate dalla pubblicistica antimassonica (ma ammesse pure da autori Confratelli) ci invitano a riflettere sull’anima oscura dell’Ordine.
Se la buccia e la polpa sembrano particolarmente invitanti, è il nocciolo amaro a preoccuparmi. Vedo che il frutto è buono da mangiare, credo negli ideali universali… ma quando faccio proselitismo nel mondo profano – ripensando alla Liberamuratoria degli affari – mi sento come il serpente dell’Eden: non già portatore di luce e conoscenza, ma subdolo tentatore e causa di sciagure. Mi chiedo a volte, infatti, se il nuovo Fratello da me introdotto resterà fedele all’idea e alla purezza; oppure si perderà fra le pietre del Tempio, risucchiato dall’ambizione profana che utilizza le strutture massoniche per facili profitti.
I Liberi Muratori devono obbedire ai superiori; ma Morgan, Bidegain, Lacenaire e altri furono plagiati e strumentalizzati. La Massoneria dovrebbe aiutare l’uomo ad esser tale, non a renderlo automa ‘usa e getta’ per i suoi loschi fini. Questo è il dilemma che l’Istituzione dovrà sciogliere – a stretto giro – per mondarsi da ogni sospetto.
Gettati i cappucci neri – in omaggio alla trasparenza – c’è sempre il rischio di scoprire, al posto di un volto, una nera maschera di piombo.

Il notaio della mia famiglia è un ex-Fratello in sonno. Qualche anno fa decise di allontanarsi dalla sua Loggia per dissidi interni, per logoramento, perché non si divertiva più … Ogni tanto mi chiede notizie di questo o di quello, commenta i fatti di cronaca, mi espone le sue teorie del ‘dietro-Loggia’.

‘Hai visto? – mi fa, caustico – Ho letto sul Corriere che il professor Di Bernardo voterà Psi; e lo sai cosa hanno consigliato al figlio di un mio amico, giovane yuppie che vuol far carriera in quel partito? Di iscriversi in Massoneria, perché così arriva prima ‘in sintonia’ con il vertice socialista. Ma nelle Tornate non è vietato parlare di politica? O è cambiato qualcosa in questi anni di mia assenza?’

Non è molto tempo che il mio notaio è andato via dalla Liberamuratoria, ma si considera già un vecchio reduce. Si rischia di litigare quando cerchiamo di mettere a fuoco l’identità sbiadita della ‘setta dei complotti’.
‘L’ideale Società dei liberi, fraterni ed uguali – sostiene il mio disincantato interlocutore – è in realtà uno specchietto per le allodole. Non voglio ipotizzare apocalittici scenari internazionali, né ti parlerò di piovre: mi limito all’esame dei fatti. Libertà? Fratellanza? Uguaglianza? Ma l’essere libero in Muratoria è aleatorio. Prendi il caso di Calvi: la moglie dichiara che pagava politici e Fratelli, perché gli avevano detto che i soldi servivano anche alla Massoneria, e che se non pagava ne avrebbe subito la vendetta. Era forse libero, lui, di rifiutare? La sua familiarità con taluni Figli della Vedova lo aveva reso talmente libero da intrappolargli mani, piedi, e pure il collo come sappiamo …
‘E non dirmi, Federico, che la P2 non era vera Massoneria, perché i capi la riconoscevano e onoravano. E poi? Fraterni e uguali? A parole, ne convengo. Ma se neanche in Tempio lo siete: quanti di grado elevato, come te, fanno sentire il peso dei loro paramenti ad Apprendisti, Compagni e Maestri?’
L’amico notaio è un idealista come me.
‘Lo sono ancora – replica – e la mia tolleranza ha resistito fino a quando non si è consunta. Credo, comunque, di aver capito dove sta l’imbroglio: la Confraternita non è una sola, ma due, tre, quattro … mille! Come distingui le sue mimetizzazioni? La Società dei Diritti dell’Uomo, la Carboneria, l’Istituzione scozzese in onore del G .·. A .·. D .·. U .·., il luogo eletto dove annullare ogni diversità … chiacchiere! Ma i fatti tangibili, eccoli: la mafia finanziaria, i collegamenti con i servizi segreti, i rapporti con le grandi organizzazioni criminali, le strategie con i mammasantissima della politica … No, questo non è scritto nei Rituali, né fa parte dei lavori di Loggia. Ma certi burattinai sono della stessa genìa che manovrarono Bidegain, Morgan, Lacenaire, Pisacane ..
‘Però, mio caro, – continua – se ci rifletti, il doppio intento della Massoneria lo si nota fin dal grado di Apprendista. Ti promettono di eliminare le disuguaglianze, le disarmonie, i vizi di ciascun Adepto, trasformandolo allegoricamente da pietra grezza in pietra levigata, buona per la costruzione del Tempio, ma puoi leggere – in questo proposito – un concetto più sottile: smussi ogni spigolosità, ogni ruvidezza … e ottieni un esercito di ‘livellati’, obbedienti e sempre pronti. Che cosa si annulla? Le storture del carattere profano? O la volontà, il buon senso, la capacità di critica? Chi vuol restare e far carriera deve assuefarsi, ragionare con la testa dei capi o non pensare affatto. Paga, partecipa, obbedisci, vota e sii felice. Io per ciò me ne sono andato, Federico’.
‘Hai battuto in ritirata, senza contribuire al miglioramento dell’Ordine, ecco la verità. Ma per qualche mela bacata, non butterai l’intero paniere. Con questo non intendo negare che il Tempio, innalzato a gloria del Grande Architetto, sia costituito anche da pietre piatte, sebbene di ottimo materiale, utili a costruire la fortuna altrui’.
‘Piatte, hai ragione, come un encefalogramma. Senza vita’
(Federico Mavì, Voglio essere massone, Eurobook, Guida Editori, Napoli 1993, pag. 95-98)

Leggendo questa parte del libro mi sono venute in mente delle parole dette dallo stesso Federico Mavì sempre in questo suo libro, che sono queste: «Il mio scopo, dunque, è quello di operare una deviazione da tutte le tesi fino ad oggi sussurrate o scandite in tanta pubblicistica massonica e di giungere ad una netta distinzione fra quanto nell’Ordine è essere e quanto è apparire. Ciò che appare non è, e ciò che è non appare. Del resto, queste sono le vere radici dell’Arte Regale, il suo costante leit-motiv» (Ibid., pag. 36). Leggi tutto…

Sul dipinto «Freedom of Speech» di Norman Rockwell

21 marzo 2017

Sul dipinto «Freedom of Speech» di Norman Rockwell

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Questo è un dipinto di Norman Rockwell (1894-1978), che era un massone statunitense (affiliato alla Red Mountain Lodge No. 63 F.& A.M., di Arlington, nel Vermont – http://www.midnightfreemasons.org/2013/06/famous-american-freemason-norman.html). Il dipinto è conosciuto con il nome di «Freedom of Speech» (Libertà di Parola), e fu pubblicato da Rockwell nel 1943. In merito a questo dipinto viene detto che «volendo sostenere gli Stati Uniti durante la II Guerra Mondiale, e ispirato dal discorso di Franklin Delano Roosevelt nel 1941 al Congresso, Norman Rockwell cercò di illustrare la visione del Presidente per un mondo dopo la guerra fondato su quattro libertà umane fondamentali: libertà di parola, libertà di religione, libertà dal bisogno e libertà dalla paura» (Wanting to support the United States during World War II, and inspired by Franklin Delano Roosevelt’s January 1941 address to Congress, Norman Rockwell sought to illustrate the President’s vision for a postwar world founded on four basic human freedoms: freedom of speech, freedom of religion, freedom from want, and freedom from fear. – http://www.biography.com/news/norman-rockwell-art-facts). Obiettivo degli Usa doveva essere, secondo il 32° presidente americano Roosevelt – che era un massone del 32° grado (https://fdrlibrary.wordpress.com/tag/freemasons/) – il perseguimento di tali libertà a livello mondiale. E quindi anche in Italia, che proprio nel 1941 era ancora sotto il Governo Fascista che negava alcune di queste libertà sia ai Massoni che ai Pentecostali! Il discorso del presidente americano Franklin Delano Roosevelt al Congresso – a cui Norman Rockwell dedicò il suo dipinto – si intitola «Four Freedoms» (Quattro Libertà), è ascoltabile qua

E’ inoltre molto interessante sapere che Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), conosceva il massone Frank Bruno Gigliotti – amico del primo presidente delle ADI Umberto Nello Gorietti – che contribuì a scrivere gli articoli della Costituzione italiana che sanciscono la libertà religiosa (Art. 17,18,19), e lo considerava «un uomo secondo il suo cuore», e lo aveva soprannominato «Buddha» (The Fabulous Gigliotti, pag. 5; in La Massoneria Smascherata, pag. 369), che significa «Illuminato» (letteralmente in sanscrito «risvegliato» http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/ChiEUnBudda.php).

Frank Bruno Gigliotti faceva parte del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia creato nel 1943 negli USA dalla Massoneria, Comitato di cui lui era rappresentante e al quale i Pentecostali guidati da Gorietti si rivolsero nel 1946 in cerca di aiuto e grazie alla cui opera Umberto Gorietti riconobbe nel 1949 – quindi 6 anni prima che la circolare antipentecostale Buffarini Guidi fosse abrogata – che se le Chiese potevano riunirsi e svolgere le loro pratiche di culto e potevano predicare la Parola di Dio senza essere disturbate lo dovevano agli sforzi dei membri di questo comitato e alla loro fattiva cooperazione ad ogni iniziativa dei pentecostali svolta presso le autorità governative. Per cui quel Comitato massonico riuscì a «portare» in Italia la libertà religiosa, cioè quello per cui lottava. Leggi tutto…

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«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Non tollero Jezabel

Il blog di Gian Michele Tinnirello

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Il blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

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