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Bisogna credere con tutto il cuore

18 Maggio 2024

Bisogna credere con tutto il cuore

In mezzo alle Chiese dell’Iddio vivente e vero, si parla tanto di fede, di credere e di salvezza, ma ogni credente deve fare chiarezza nella sua mente, deve capire bene cosa significhi credere veramente, ed anche in che cosa è necessario credere per essere salvati. Se il credente stesso per primo lui non ha ben chiaro in cosa ha creduto per essere salvato, come potrà annunziare il messaggio corretto a coloro che sono perduti nei loro falli e nei loro peccati affinché siano salvati?

Dunque, con la preghiera e studiando le sacre Scritture, ogni credente deve capire bene in quale messaggio ha creduto per il quale è stato salvato. Ad esempio, Gesù parlando con Marta, le disse queste parole, e seguì una grande testimonianza di fede della nostra cara sorella Marta:

«Gesù le disse: Io son la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?

Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.» (Giovanni 11:25-27).

L’Evangelista Filippo, dopo che predicò la Buona Novella al ministro di Candace, meglio noto come l’eunuco, ricevette come risposta una bella testimonianza di fede:

«E Filippo, avendo aperta la bocca, e cominciando da questa scrittura, gli evangelizzò Gesù. E, mentre andavano al lor cammino, giunsero ad una cert’acqua. E l’eunuco disse: Ecco dell’acqua, che impedisce che io non sia battezzato?

E Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, egli è lecito.

Ed egli, rispondendo, disse: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio.

E comandò che il carro si fermasse; ed amendue, Filippo e l’eunuco, disceser nell’acqua; e Filippo lo battezzò.» (Atti 8:35-38 – Diodati)

Anche oggi, coloro che sono nati di nuovo, nello stesso modo con cui hanno creduto e testimoniato sia Marta che l’eunuco, hanno creduto col cuore e devono testimoniare con la bocca e con le proprie opere, che Gesù di Nazaret, Colui che il Padre ha mandato sulla terra, è il Cristo di Dio, il Figliolo di Dio, che è venuto sulla terra per salvare i peccatori, mediante il sacrificio sulla croce per la remissione dei peccati, poi è stato seppellito ed il terzo giorno è risuscitato, sapendo pure che tutte le cose sono avvenute affinché si adempisse quanto era scritto nella Legge e nei Profeti (cfr. 1Cor. 15:3-5).

Se anche voi, cari fratelli che leggete questo scritto, avete creduto nell’Evangelo di Gesù Cristo per essere salvati con tutto il vostro cuore, come pure hanno creduto Marta e l’eunuco, ricordatevi pure che bisogna confessarlo con la bocca, non si può tacere, si deve dichiarare al mondo la misericordia che Dio ha avuto verso ciascuno dei suoi figlioli, come pure ha ricordato di fare l’Apostolo Paolo ai santi di Roma:

«se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore,

e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato;

infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e

con la bocca si fa confessione per esser salvati.» (Rom. 10:9-10)

Perciò, diletti e fedeli nel Signore, vi esorto vivamente a riflettere attentamente al messaggio dell’Evangelo che avete creduto e vi ha salvato, affinché rendiate testimonianza ogni volta che se ne crei la possibilità, e diate così gloria a Dio e lo ringraziate per la sua opera misericordiosa che ha compiuto salvando le vostre anime, scegliendo voi in mezzo a tanti miliardi di persone anziché altri, e dando anche a voi di diventare figlioli di Dio, eredi della vita eterna. Leggi tutto…

Esortazione di Gesù ad insistere nella preghiera

17 Maggio 2024

Esortazione di Gesù ad insistere nella preghiera

A Gesù, dopo aver pregato, gli fu chiesto da uno dei suoi discepoli di insegnare anche a loro come si prega. E tra le parole della Sua risposta, disse anche questo:

«Poi disse loro: Se uno d’infra voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: Amico, prestami tre pani, perché m’è giunto di viaggio in casa un amico, e non ho nulla da mettergli dinanzi; e se colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli, – io vi dico che quand’anche non s’alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno. Io altresì vi dico: Chiedete, e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate, e vi sarà aperto.» (Luca 11:5-9)

È l’amore che il Padre nostro Celeste porta verso di noi che siamo suoi figlioli che deve rassicurarci e farci stare tranquilli e sicuri di essere attentamente e di cuore ascoltati nelle nostre preghiere, ed infine, a suo tempo, verremo anche esauditi secondo la Sua volontà. Fa pure parte della Sua volontà quella di pregare e chiedere le cose di cui si ha bisogno con insistenza, con fede ed in sincerità di cuore.

Cari nel Signore, ponete mente al fatto che il Signore ha voluto evidenziare, con quel racconto, il fatto di quanto sia importante insistere in preghiera davanti al Padre nostro Celeste; infatti, quell’amico di cui ha parlato Gesù che venne a bussare alla porta a mezzanotte, che era un’ora scomoda, benché gli abbia dato molestia e l’altro non volesse volentieri scomodarsi per accontentarlo e dargli del pane, pure, anche se è stato indelicato e lo ha infastidito, per la sua insistenza, alla fine è stato esaudito, e gli ha dato ciò di cui aveva di bisogno.

Colui che bussò alla porta a tarda notte, non si scoraggiò al primo rifiuto e alle parole di riprovazione di colui che avrebbe potuto dargli del pane che necessitava, ma egli insistette, non si fermò alla prima richiesta, era determinato a ricevere quanto gli era necessario. In un certo senso quel tale gli fece violenza a svegliarlo a tarda notte, e ciò è un esempio di quello che voleva dire Gesù quando disse queste parole:

«Or dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno de’ cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono.» (Matteo 11:12)

Infatti, per la loro insistenza, per la violenza e la forza con cui hanno cercato ciò di cui hanno avuto bisogno e solo il Signore Iddio poteva concedere, anche la donna Sirofenicia fu esaudita, benché avesse ricevuto un primo rifiuto da Gesù, e per la sua parola insistente ella fu esaudita ed il demonio uscì dalla sua figliola (cfr. Marco 7:24-30); similmente fu guarito il paralitico di Capernaum portato da quattro, questi vedendo che la via ordinaria per arrivare a Gesù a presentare davanti a Lui l’infermo, salirono sul tetto e lo scoperchiarono, e calarono già il malato davanti a tutti senza farsene scrupolo; quei quattro fecero uso di violenza nell’agire davanti a tutti e aprendo il tetto che li separava dall’ottenere quanto desideravano, per chiedere al nostro Signore Gesù Cristo la guarigione, e Gesù “veduta la loro fede” e veduto anche il fatto che non si fermarono davanti a niente e superarono tutti gli ostacoli e gli impedimenti che si frapponevano fra loro e la guarigione del Signore, furono esauditi, ed il paralitico fu guarito e se ne andò a casa con il suo lettuccio, in modo che tutta la gente che vide ciò che accadde furono tutti stupiti e glorificavano Iddio dicendo “Una tal cosa non la vedemmo mai” (cfr. Marco 2:1-12).

Ora, ritornando al nostro testo biblico iniziale, ciò che spinse l’uomo bisognoso a bussare alla porta anche a tarda ora senza farsi scrupoli, è stato il suo bisogno impellente di aver dei pani per il soddisfacimento non di necessità futili o per divertimento, ma di bisogni importanti e necessari, infatti gli era arrivato a casa un amico senza preavviso ed in quel momento fu colto senz’avere di che mettergli davanti per mangiare ed ospitarlo come si conviene, secondo i doveri sacri della pratica dell’ospitalità. Il richiedente era certo che il suo amico poteva prestargli i pani che gli necessitavano. Leggi tutto…

Fratelli, con fede pregate per…

16 Maggio 2024

Fratelli, con fede pregate per…

Cari fratelli nel Signore, vi esorto a perseverare nella preghiera, ogni giorno, dedicandovi per un tempo conveniente, affinché abbiate continua comunione con Dio e siate sempre ripieni di pace e di gioia nel vostro cuore e, quando pregate, ricordatevi di chiedere queste cose:

Pregate, perché Iddio “ascolta la preghiera dei giusti” (Prov. 15:29), e voi che siete nati di nuovo, siete stati resi giusti da Dio, siete stati giustificati per mezzo della fede in Cristo Gesù, seppur avete creduto con tutto il cuore.

Pregate per essere guariti e affinché Iddio guarisca gli infermi ed i malati che sono in mezzo alla Chiesa, perché sta scritto a riguardo di Gesù Cristo chemediante le cui lividure siete stati sanati” (1 Pietro 2:24) (cfr. Isaia 53:5).

Pregate gli uni per gli altri, onde siate guariti e liberati da ogni male (cfr. Giac. 5:16).

Pregate per la Chiesa perseguitata e per quelli che sono maltrattati a causa del nome di Gesù Cristo, fatelo con tutto il cuore, con quei sentimenti che si avreste se anche voi foste in carcere con loro e come se soffriste le medesime cose (cfr. Ebrei 13:3).

Pregate per ricevere da Dio la grazia di avere dei figli, e voi sarete esauditi, come lo sono stati Zaccaria ed Elisabetta, i genitori di Giovanni Battista (cfr. Luca 1:13).

Pregate che Iddio vi faccia giustizia, ed Egli vi ascolterà ed opererà e la verità e la giustizia saranno glorificate (cfr. Luca 18:1-8).

Pregate che Iddio conceda a voi ed ai Suoi servitori di predicare l’Evangelo con potenza e che aggiunga la sua potente testimonianza alle loro parole e stenda la sua mano per guarire e per fare segni, prodigi e miracoli (cfr. Atti 4:29-30).

Pregate, affinché vi siano perdonati i vostri peccati (cfr. 2 Cron. 7:14).

Pregate per i fratelli che avete visto peccare, affinché il Signore conceda loro la grazia di riconoscere il peccato, di confessarlo, di abbandonarlo e di chiedere perdono a Dio, ed Egli darà il perdono e la vita (cfr. 1 Giov. 5:16).

Pregate affinché il Signore salvi i vostri figlioli, marito, moglie o parenti in genere (cfr. 1Cor. 7:16).

Pregate per ricevere sapienza da Dio, perché essa è una cosa molto importante che i credenti posseggano in abbondanza (cfr. Giac. 1:5).

Pregate per essere battezzati con lo Spirito santo ed essere riempiti di potenza, perché è utile per testimoniare dell’Evangelo e per svolgere ogni servizio nella Chiesa con maggiore efficacia (cfr. Luca 11:13).

Pregate per ricevere i doni spirituali maggiori, quelli che edificano i santi della Chiesa (cfr. 1Cor. 14:39).

Pregate di ricevere il dono dell’interpretazione delle lingue, voi che avete il dono di parlare in altra lingua (cfr. 1Cor. 14:13).

Pregate per chiedere a Dio che non vi esponga alla tentazione, ma vi liberi dal maligno (cfr. Matt. 6:13, 26:41).

Pregate per avere ogni giorno il vostro pane quotidiano, ed ogni altra cosa che vi è necessaria (cfr. Matt. 6:11).

Pregate Iddio nel nome di Gesù Cristo che allontani da voi la vanità, la vanagloria ed anche le parole menzognere (cfr. Prov. 30:7-8).

Pregate affinché Iddio vi conceda la grazia di non essere poveri e indigenti, e nello stesso tempo, di non essere ricchi, ma di concedervi sempre il necessario; perché chi è povero tende a rubare e ad appropriarsi di ciò che non è suo con frode e violenza, profanando così il nome di Gesù Cristo, mentre chi è nell’abbondanza ed è sazio, tende a rinnegare Iddio (cfr. Prov. 30:8-9).

Pregate per la pace di Gerusalemme, che è sempre in guerra (cfr. Salmo 122:6).

Pregate per i vostri nemici, per coloro che vi perseguitano e vi fanno del male (cfr. Matteo 5:44).

Pregate per il bene della città e la nazione in cui vi trovate (cfr. Ger. 29:7).

Pregate per tutti gli uomini, e per tutte le autorità della vostra nazione (cfr. 1 Tim. 2:1-2).

Pregate che Iddio spinga degli operai nella sua messe, perché la messe è grande e gli operai sono pochi (cfr. Luca 10:2).

Pregate affinché Iddio vi conceda di intendere le Scritture secondo il senso delle cose di Dio (cfr. Salmo 119:33).

Pregate, fratelli, anche per me, perché anch’io ho bisogno delle vostre preghiere (cfr. 1Tess. 5:25).

Pregate per tutto ciò che vi necessita, e tutto ciò di cui avete bisogno domandatelo a Dio in preghiera, ed Egli ve lo concederà (cfr. Fil. 4:6).

Pregate da soli nella vostra cameretta, e pregate anche insieme ai fratelli in Cristo, sapendo che Se due di voi sulla terra s’accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli” (Matteo 18:19).

Fratelli nel Signore, pregate avendo fede in Dio e sapendo questo, che senza alcun dubbio tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete(Matteo 21:22).

Vi ho fatto solo un breve elenco di alcune cose che la Scrittura insegna che si devono chiedere a Dio in preghiera, e sono certo che ognuno di voi ne ha molte altre da chiedere al nostro Dio, ed è per quello che non si può pensare che bastino un paio di minuti al giorno da dedicare alla preghiera per fare la volontà di Dio, ciò può valere per la preghiera di ringraziamento per il cibo quando si mangia, ma non è assolutamente sufficiente né convenevole tale tempo in preghiera per avere una comunione utile ed efficace, assolutamente necessaria per perseverare nella fede e nel camminare nella via di Dio, senza deviare né a destra né a sinistra. State attenti ai ciarlatani, essi non amano la preghiera, perché non hanno comunione profonda con Dio, non sanno cosa sia e parlano contro la preghiera per stornare anche i santi dalla via che devono percorrere secondo la volontà di Dio. Leggi tutto…

Ora siamo figlioli di Dio, c’era un tempo in cui non lo eravamo

15 Maggio 2024

Ora siamo figlioli di Dio, c’era un tempo in cui non lo eravamo

L’Apostolo Giovanni nella sua prima epistola, definita una delle epistole cattoliche, perché già da principio era rivolta universalmente a tutti i credenti, e non a credenti specifici o a Chiese di determinati luoghi, ha scritto, tra l’altro, queste parole:

«Vedete di quale amore ci è stato largo il Padre, dandoci d’esser chiamati figliuoli di Dio! E tali siamo. Per questo non ci conosce il mondo: perché non ha conosciuto lui. Diletti, ora siam figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.» (1 Giov. 3:1-2)

Cari fratelli e sorelle nel Signore, l’Apostolo esorta i credenti, cioè coloro che per mezzo della fede in Gesù Cristo sono nati di nuovo, ed i loro peccati sono stati lavati dal sangue di Gesù Cristo e sono diventati una nuova creatura spirituale, e sono passati dalla morte spirituale alla vita; avendo essi creduto con tutto il cuore che Gesù di Nazaret è il Cristo di Dio, sono diventati figlioli di Dio, come l’Apostolo ha scritto nel suo Vangelo:

«a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.» (Giov. 1:12-13)

Ora, dunque, avendo voi creduto con tutto il cuore, siete diventati figlioli di Dio, siete ora eredi della vita eterna, e ciò non dovete dimenticarlo mai, né quando Iddio vi dà da gioire, e neppure quando soffrite. Non c’è titolo più grande di quello, non c’è dono più grande che un uomo possa ricevere da Dio, perché la cosa più grande ed importante che un uomo possa ricevere da Dio è ‘la salvezza’ della sua anima e diventando così figliolo di Dio.

Fratelli nel Signore, voi non siete come gli altri, perché non tutti sono figlioli di Dio, voi siete stati salvati, siete dunque figlioli di Dio, eredi della vita eterna, ed ancora non si vede e non si sa bene ciò che saremo, ma di certo dobbiamo sempre ricordarci che il Signore ci ha scelti come suoi figlioli e di far parte del suo popolo, e non è per meriti che Iddio ha scelto certuni e non altri, ma secondo il beneplacito della sua volontà. Leggi tutto…

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!

14 Maggio 2024

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!

Gesù chiamò i suoi dodici Apostoli per mandarli in missione, affinché annunziassero che il Regno di cieli è vicino, e diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi e di sanare qualunque malattia e infermità, ed avrebbero dovuto farlo tenendo conto di queste altre istruzioni:

«Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonî; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.» (Matteo 10:8)

I doni che Dio dà agli uomini sono sempre gratuiti, a cominciare dalla salvezza che si ottiene per mezzo della fede nell’Evangelo di Gesù Cristo; essa non può essere meritata da nessun uomo, come non può essere meritato nessun altro dono che Dio dà agli uomini, di qualsiasi tipo esso sia. Dunque, avviene che i credenti ricevono da Dio dei doni gratuitamente, e devono metterli a disposizione della Chiesa altrettanto gratuitamente. I doni ricevuti da Dio vengono dati per metterli a disposizione di tutta la Chiesa, e non si può assolutamente legare ad essi nessuna retribuzione o mercede, devono essere dati a tutti gratuitamente.

Non si deve fare commercio delle cose di Dio, neppure nei locali di culto, non si deve vedere niente che sia messo in vendita, né le Bibbie, né musica, né testimonianze, nessuna cosa insomma, tutto deve essere dato gratuitamente, non ci deve essere il prezzo per venire in possesso di qualcosa.

So bene che ai pastori e alle Chiese tutte quelle cose costano, ed i credenti sanno che hanno un costo per la Chiesa, di conseguenza si lascia tutti liberi di contribuire liberamente, se si prendono dei libri, Bibbie stampate o altro, la cosa che si deve evitare assolutamente e far intendere che si danno delle cose per avere dei soldi in cambio, perché questo si chiama commerciare con le cose di Dio (cfr. Giov. 2.15-17).

Deve vedersi in qualche modo la differenza che c’è tra coloro che amano il denaro e fanno tutto per avere come contraccambio del denaro, da quelli che, invece, fanno ogni cosa per edificare la Chiesa e non si aspettano nulla in cambio, non hanno nessun tornaconto personale.

Quindi, da una parte vi sono i ministri e conduttori della Chiesa che devono badare a non dare niente a prezzo di denaro, e dall’altra ci sono i fratelli che usufruiscono delle cose messe a loro disposizione e sanno che devono contribuire ai costi sostenuti per acquisirli o produrli, secondo la grazia che Dio gli ha dato e con un cuore allegro. Non si deve chiedere nulla, e non si deve offrire nulla forzatamente. Leggi tutto…

Gesù ha comandato di battezzare in acqua immergendo completamente coloro che si convertono, non di fargli bagnare la schiena

13 Maggio 2024

Gesù ha comandato di battezzare in acqua immergendo completamente coloro che si convertono, non di fargli bagnare la schiena

Ho il rammarico di continuare a vedere ogni tanto sul web come viene disprezzata la pratica del battesimo in acqua, che è un comandamento dato da Gesù, che va praticato con tutte le cure del caso, secondo i significati che una tale pratica possiede. Purtroppo si continua a vedere che in talune comunità i battezzandi durante il battesimo in acqua vengono bagnati soltanto nella schiena dentro delle piccole vasche con pochissima acqua (cfr. Giov. 3:23), anziché immergerli totalmente in acqua abbondante, come effettivamente bisognerebbe fare, senza lasciare fuori nessuna parte del corpo.

Siccome tra i significati che ha il battesimo in acqua vi è pure quello di seppellire l’uomo vecchio che è morto con Cristo Gesù, a tal riguardo bisogna considerare con tale raffigurazione, se i morti vengono seppelliti completamente senza lasciare di fuori nessuna parte del corpo, non si capisce per quale motivo non si deve procedere nello stesso modo ad immergere totalmente il credente nelle acque battesimali? È proprio necessario che si debbano lasciare le braccia ed altre parti del corpo fuori dall’acqua quando un battezzando viene immerso?

Addirittura si assiste al fatto che il battezzando viene fatto sedere in una vaschettina con poca acqua e da fuori viene piegato nella schiena per bagnarsi un po’ nell’acqua. Tale modo di praticare il battesimo in acqua non è conforme alle sacre Scritture, chi battezza è strettamente legato nella sorte a colui che viene battezzato in acqua, si bagna l’uno e si deve bagnare anche l’altro, ed ecco di seguito come viene raccontato un tipico esempio di battesimo in acqua messo in pratica dall’Evangelista Filippo dopo aver annunziato il messaggio della salvezza all’eunuco e questi si è convertito:

«E cammin facendo, giunsero a una cert’acqua.

E l’eunuco disse: Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato?

Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile.

L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio. E comandò che il carro si fermasse;

e discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furon saliti fuori dell’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo» (Atti 8:36-39).

Cari nel Signore, si legge nella Scrittura, dunque, che sia Filippo che battezzava, che l’eunuco il battezzando, sono discesi entrambi nell’acqua. Non bisogna inventarsi nulla, bisogna fare ogni cosa in modo più simile possibile a quanto è stato fatto dai servi di Dio, a quanto è scritto nella Bibbia, che è la Parola di Dio.

La domanda che mi sono sempre posto nel vedere la scempiaggine di far sedere nelle vaschettine con poca acqua, è come mai per quei tali è così difficile e improponibile il praticare il battesimo come sarebbe bene fare scendendo entrambi nell’acqua ed immergendo totalmente il battezzando, come si legge nella Scrittura?

Come ho già accennato sopra, quando si seppellisce il morto è più importante mettere in piedi tutta la scena del rituale e terminare col seppellire il morto lasciandone delle parti del corpo visibili all’esterno, oppure la cosa più importante è terminare di seppellire completamente il corpo? Nello stesso modo com’è una cosa insensata quella di seppellire un cadavere parzialmente, così pure è una cosa insensata immergere parzialmente dei credenti quando vengono battezzati in acqua, compiere una tale cosa è sconveniente, è un modo di fare insensato.

Quando si battezza qualcuno in acqua bisogna pensare bene a tutte le cose da fare, partendo dal pensiero e che il battezzando dev’essere immerso nell’acqua in maniera totale, senza lasciare niente di lui fuori dall’acqua, e chi lo battezza si deve bagnare con lui. È un fastidio troppo grande il praticare il battesimo in acqua come si conviene nel Signore? Se così stanno le cose, come potranno assolvere a tutte le altre cose che richiedono ancor più sacrificio e dedizione? Leggi tutto…

Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, è la Via, la Verità e la Vita

12 Maggio 2024

Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, è la Via, la Verità e la Vita

Gesù parlando ai suoi discepoli che sarebbe dovuto ritornare in cielo al cospetto del Padre Suo e Padre nostro e, nel rispondere a Toma che gli confessò che non sapevano dov’Egli sarebbe dovuto andare, tra le altre cose, Egli disse queste parole:

«Gesù gli disse: Io son la VIA, la VERITÀ e la VITA;

nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.» (Giov. 14:6)

Quelle sono parole molto importanti da considerare ponendovi molta cura, parole su cui riflettere attentamente, in quanto in esse è espressamente detto che nessuno può andare al Padre se non per il solo esclusivo mezzo che è Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio. Di conseguenza, coloro che vogliono essere salvati devono conoscere Gesù di Nazaret, del quale hanno parlato i Profeti e gli Apostoli. Solo conoscendo il nostro Signore Gesù Cristo si può capire l’importanza ed il significato che hanno le parole che Gesù è la Via, la Verità e la Vita.

Cari nel Signore, per darvi uno spunto su cui riflettere, affinché approfondiate meglio le cose che riguardano Gesù il Cristo di Dio, vi espongo brevemente alcuni ragionamenti tratti dalle Scritture che Lo riguardano.

Gesù è la VIA. Gesù di Nazaret è il Cristo di Dio, il Figliolo di Dio, Egli è Colui che è stato mandato dal Padre come sacrificio propiziatorio perfetto, per i nostri peccati e per il peccato di tutto il mondo (cfr. Giov. 3:16; 1Giov. 2:2). Solo mediante la fede in Lui si può essere salvati (cfr. Gal. 2:16); Egli è l’unica porta che mena in cielo, ed in nessun altro è la salvezza, non c’è un altro nome sotto il cielo per il quale si possa essere salvati, ed Egli è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (cfr. Giov. 10:9; Atti 4:12; 1Tim. 2:5; 1Pietro 1:21). Dunque, Gesù è l’UNICA VIA che un uomo possa percorrere per essere salvato, non ce ne sono altre, non ci sono altri mediatori tra Dio e gli uomini, così dichiara e insegna la Scrittura, e così noi dobbiamo credere.

Gesù è la VERITÀ. Egli è la Parola di Dio vivente e permanente, la Parola è stata fatta carne dal Padre, affinché per mezzo di Gesù Cristo venisse la verità e rendesse liberi tutti coloro che sono schiavi della menzogna e della morte (cfr. Giov. 1:1, 14, 17; Apoc. 19:13; Giov. 8:32). Perciò, per non smarrirsi dalla retta via e deviare dottrinalmente a sinistra o a destra seguendo dottrine che non sono da Dio ma dagli uomini e dal maligno, è necessario attenersi scrupolosamente a quanto è insegnato nella Parola di Dio, nelle sacre Scritture canoniche, perché molti sono i cianciatori ed i seduttori di menti che sono presenti in mezzo alla Chiesa, ed è perciò assolutamente necessario conoscere la Scrittura e badare ad essa come ad una lampada in luogo oscuro e tenebroso, infatti è pure scritto nei Profeti che il popolo di Dio perisce per mancanza di conoscenza (cfr. Osea 4:6).

Gesù è la VITA. Solo in Gesù Cristo c’è la vita eterna, ed è Lui che dà la vita a coloro che hanno fede, e saranno risuscitati dai morti al suo ritorno (cfr. Giov. 1:4, 5:25-29, 10:28). Solo Lui è piendo grazia e di verità, e largisce le sue grazie agli uomini, non ce ne sono altri (cfr. Giov. 1:15-16). Puntando gli uomini ad avere la vita eterna, ebbene, è doveroso perciò sapere che la vita eterna si ottiene solo per mezzo di Gesù Cristo, secondo la grazia di Dio, non ci sono stati e non ci saranno mai altri uomini né donne per mezzo dei quali si possa ricevere la vita, essa si può ottenere unicamente per mezzo della fede in Gesù Cristo. Leggi tutto…

Secondo la Scrittura va lodato l’uomo che prega con il capo scoperto

11 Maggio 2024

Secondo la Scrittura va lodato l’uomo che prega con il capo scoperto

Nella sua prima epistola ai santi di Corinto, l’Apostolo Paolo esprime verso di loro il suo compiacimento e la sua approvazione, perché ritenevano i suoi insegnamenti, esattamente come glieli aveva trasmessi (cfr. 1Cor. 11:2).

A quelle parole, aggiunge poi il fatto che voleva che i fratelli sapessero che il capo d’ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che il capo di Cristo è Dio(1 Cor. 11:3).

Poi introduce un insegnamento anche per l’uomo, un comportamento che egli deve tenere sempre, perché se non lo mette in pratica disonora il suo capo, che è Gesù Cristo. Ecco cos’ha scritto Paolo:

«Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto, fa disonore al suo capo» (1 Cor. 11:4).

Disonorare qualcuno vuole dire privarlo di quell’onore e del diritto che ha di essere stimato, e se Gesù non è amato né stimato dagli increduli, almeno dai santi che hanno creduto in Lui per mezzo della fede deve essere rispettato e stimato degno di tutta la lode e l’onore.

Perciò, cari nel Signore, giudicate voi da persone intelligenti, tenendo conto delle parole di Paolo, valutate da voi stessi se è conveniente che un uomo preghi con il capo coperto oppure no. Se l’uomo prega con il capo coperto fa disonore al suo capo, che è Gesù Cristo. Di conseguenza, se un uomo che ha creduto nel Signore Gesù Cristo e vuole portargli onore anche quando prega, deve assolutamente ricordarsi di scoprirsi il capo quando prega o profetizza, non deve avere veli in testa, né cappello, né altra cosa che gli coprano il capo. Leggi tutto…

Una parola sul peccato che mena a morte i credenti

10 Maggio 2024

Una parola sul peccato che mena a morte i credenti

I credenti sono stati santificati, purificati da ogni peccato mediante la fede nel sacrificio compiuto da Gesù Cristo sulla croce, il suo sangue che è stato sparso ci purifica da ogni peccato. Tuttavia, come dice Giovanni, Se diciamo d’esser senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi(1 Giov. 1:8).

Anche Salomone ha scritto che “il giusto cade sette volte e si rialza” (Prov. 24:16), infatti, i figlioli di Dio dopo aver peccato, sanno che devono confessare i propri peccati a Dio per ottenere la remissione, prima però si pentono con tutto il cuore, ed avviene che il sangue di Gesù … ci purifica da ogni peccato” (1 Giov. 1:7).

Però, è doveroso tenere conto che la Scrittura c’insegna che c’è un peccato che mena a morte, cioè vi è un peccato che una volta commesso non può essere purificato dal sangue di Gesù, perché di quello specifico peccato è scritto “V’è un peccato che mena a morte; non è per quello dico di pregare” (1Giov. 5:16).

Lo scrittore agli Ebrei di quel peccato imperdonabile, che non può essere rimesso dalla coscienza dei credenti, ne parla in questa maniera:

«quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste

e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo

e hanno gustato la buona parola di Dio

e le potenze del mondo a venire,

se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento,

poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio» (Ebrei 6:4-5)

Il peccato che mena a morte fa sì che renda inefficace il sacrificio compiuto da Gesù Cristo verso chi  lo commette, il sangue di Gesù non può più purificarlo dal peccato, quindi è un peccato particolarmente offensivo e imperdonabile, e consiste nel fatto di RINNEGARE la verità ed il Signore Gesù Cristo, e rinnegandoLo, cioè una volta conosciuto bene Gesù Cristo e disconoscendo di averlo conosciuto, il sangue di Gesù non può più purificare quel credente dal peccato, ci sarebbe bisogno di un nuovo sacrificio, perché quello già compiuto chi ha commesso quel peccato lo ha gettato via e non può più essere invocato per ottenere il perdono dei peccati.

Siccome sappiamo bene che non ci potrà essere un altro sacrificio di Gesù Cristo, è chiaro che quel tipo di peccato rimane imperdonabile, di conseguenza coloro che lo commettono vanno obbligatoriamente in perdizione, ed una volta commesso li aspetta soltanto il giudizio ed il tormento eterno dello stagno di fuoco e di zolfo, secondo quanto è scritto:

«Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimangono una terribile attesa del giudizio e l’ardor d’un fuoco che divorerà gli avversarî. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?» (Ebrei 10:26-29)

Purtroppo ci sono molti in mezzo alla Chiesa di Dio che non credono che la salvezza si possa perdere, benché i passi della Scrittura che lo insegnano siano molto numerosi, quei tali preferiscono chiudere gli occhi su questa terribile verità e pericolo per la loro anima, e taluni che credono in quella falsità sono pure conduttori di comunità, e lasciano i credenti in balìa di quel pericolo, anzi, li ingannano facendo credere loro erroneamente che la salvezza giammai un vero credente la potrà perdere, perché, dicono essi, che Dio è amore e non manderà in perdizione i suoi figlioli, un po’ come dicono anche tutti gli increduli, essendo Dio amore, non è possibile che esistano luoghi di tormento per l’anima dopo la dipartenza da questa vita. Leggi tutto…

La vera Chiesa di Gesù Cristo non può essere vinta, anche se è sottoposta continuamente all’attacco del maligno

9 Maggio 2024

La vera Chiesa di Gesù Cristo non può essere vinta, anche se è sottoposta continuamente all’attacco del maligno

Da quando la Chiesa di Gesù Cristo è nata, molti secoli fa, nel tempo ha subito tanti attacchi da parte del maligno e dei suoi servitori con l’intento di distruggerla o, almeno, di limitarne l’efficacia dell’opera che ha da sempre compiuto nel santificarsi e mantenersi puri dal mondo e nell’annunziare l’Evangelo a tutte le anime dei perduti; purtroppo numerosi lupi rapaci si sono introdotti nell’ovile del Signore e persino dei veri ministri e conduttori con il tempo si sono sviati e in ogni epoca si sviano dalla verità e dalla sana dottrina, portando distruzione dall’interno della Chiesa nelle anime deboli, trascinandole nel baratro insieme a loro e provocando gravi scandali (cfr. Atti 20:28-30).

A causa di ciò che nelle sacre Scritture è pieno di esortazioni per stare attenti alle persone, ai ministri, ai conduttori, a tutti insomma, e bisogna badare molto attentamente alle cose che si ascoltano e alle persone che parlano; infatti Paolo agli Anziani di Efeso li ha esortati a vegliare (cfr. Atti 20:31), e così pure devono fare tutti i credenti di oggi, perché i pericoli per i santi della Chiesa sono sempre gli stessi, i cattivi esempi che taluni danno, gli scandali che fomentano e le falsità che insegnano, che possono anche essere eresie di perdizione, le quali, se vengono credute, menano in perdizione le anime che ci credono.

Gli Apostoli di tutto ciò hanno avvisato i santi a voce, ed hanno anche scritto, infatti l’Apostolo Pietro nella sua epistola ha scritto queste parole che di seguito vi riporto, le quali attualizzano ai suoi tempi i pericoli che correvano i membri della Chiesa, pericolo che si corre, purtroppo, ancora oggi:

«Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo,

come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina.

E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata.» (2 Pietro 2:1-2)

Le parole di Pietro sono confermate ampiamente nelle Scritture per quanto riguarda i falsi Profeti che ci sono stati in mezzo al popolo di Dio, di conseguenza, è da credere senza ombra di dubbio che nei secoli ci sono stati dei falsi Dottori che hanno insegnato in modo nascosto e subdolo eresie che mandavano in perdizione coloro che le accettavano come buone, e siccome ci sono certamente stati in precedenza, si deve anche credere senza il pericolo di essere smentiti, basta guardarsi intorno per vedere cosa succede e cosa viene detto in certe Chiese, che i falsi Dottori ci sono ancora oggi, e come ha detto Pietro, molti seguirono le orme di quei falsi ministri, finendo per imitarli nella loro incontrollata sensualità e comportamento dettato dal dominio nella loro vita della concupiscenza della carne, e la via del Signore è stata diffamata; così pure avviene per certo anche in mezzo a noi, in mezzo alla nostra Chiesa, ci sono coloro che insegnano falsità che non sono confermate dalle Scritture, presentano predicazioni accattivanti per chi li ascolta, si coccolano i peccatori che riempiono la cassa delle offerte, e per avvalorare le loro tesi e convincere più persone, li sentirete far uso anche di ragionamenti che fanno riferimento alle lingue originali, come se siano loro a sapere la verità, mentre gli altri che li contraddicono a giusta ragione, cercano di farli passare come degli ignoranti che non sanno nulla. La Parola di Dio va intesa secondo il senso delle cose di Dio, e non ci devono essere contraddizioni, e neppure oggi le cose possono essere diverse da com’erano ai tempi degli Apostoli.

Cari nel Signore, ricordo a voi che avete creduto e siete stati salvati per grazia mediante la fede nell’Evangelo di Gesù Cristo, e fate dunque parte della Chiesa dell’Iddio vivente e vero, vi ricordo che dovete vegliare costantemente su voi stessi e su coloro che vi guidano e dicono di ammaestrarvi nelle vie del Signore, perché sono tantissimi coloro che parlano e predicano contro la sana dottrina della Bibbia, perciò non bisogna mai rilassarsi, ma bisogna vegliare di continuo, per il bene della propria anima e di quelle della propria famiglia. Leggi tutto…

Ti è stata fatta misericordia, perciò va’ e non peccare più

8 Maggio 2024

Ti è stata fatta misericordia, perciò va’ e non peccare più

Tutti noi credenti, un tempo eravamo morti spiritualmente nei nostri falli e nei nostri peccati, e come faceva il mondo, anche noi seguivamo la via di tutti gli altri, perché ne facevamo parte, eravamo vinti da tutte le concupiscenze della carne, ed eravamo anche noi figli d’ira come tutti quelli del mondo (cfr. Efes. 2:1-2).

Ma Iddio, che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, anche quand’eravamo perduti nei nostri falli e nei nostri peccati, ci ha salvati, ci ha vivificati in Cristo Gesù, per mezzo della sua grazia siamo stati rigenerati spiritualmente ed i nostri peccati sono stati lavati dal sangue di Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, mediante la fede nel suo sacrificio. La salvezza e la misericordia ottenuta non è dipesa da noi, non è per merito nostro, ma è per grazia che siamo stati salvati mediante la fede, ciò non è venuto da noi, ma è il dono di Dio, non è per meriti personali, né per opere buone che avessimo compiute, affinché non ci gloriassimo in noi stessi, e siamo stati fatti in Cristo Gesù per compiere le opere che Iddio ha innanzi preparato che noi praticassimo (cfr. Efes. 2:3-9).

Gesù ebbe misericordia anche dell’adultera nel Tempio, che i Giudei volevano uccidere perché l’avevano trovata in flagrante adulterio, e secondo la Legge di Mosè ella doveva morire, ma Gesù non la volle condannare e fece in modo che neppure gli altri la lapidassero, ebbe misericordia di lei e le disse queste parole:

«Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata?

Ed ella rispose: Nessuno, Signore.

E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più» (Giov. 8:10-11).

Dunque, come quella donna, anche noi dopo essere stati salvati, dobbiamo andare, dobbiamo continuare a vivere in questa vita, in mezzo al mondo che giace nel maligno, ma dobbiamo impegnarci a non peccare più, non dobbiamo più prestare le nostre membra al servizio del peccato, ma alla giustizia di Dio per fare il bene ai santi della Chiesa, al prossimo in genere e per dare gloria al nome di Gesù Cristo in ogni cosa (cfr. Rom. 6:12-13).

Pertanto, è chiaro che dobbiamo ringraziare Iddio ed il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo per aver avuto misericordia di noi ed averci salvati per mezzo della fede, poi dobbiamo sempre considerare le parole di esortazione di Gesù che insegnano a vivere lontano dal peccato, non dobbiamo più fare le cose di prima di quando eravamo morti nei falli e nei peccati; in una parola ci dobbiamo ‘santificare’, stare lontani da tutto ciò che ci contamina, da tutto ciò che dispiace al Signore e che ci fa perdere la comunione con Dio, sapendo che nella Parola è insegnato che senza la santificazione nessuno vedrà il Signore (cfr. Ebr. 12:14). Leggi tutto…

Qual è il messaggio di Salvezza che va predicato ai perduti?

7 Maggio 2024

Qual è il messaggio di Salvezza che va predicato ai perduti?

Tutti coloro che fanno parte della vera Chiesa di Gesù Cristo, si devono porre la domanda: qual è il messaggio di salvezza che dev’essere annunziato a coloro che sono perduti nei loro falli e nei loro peccati?

La risposta, come tante altre, la possiamo trovare solamente nella Parola di Dio, non nei libri vari, non si trova nelle parole degli uomini, nelle belle testimonianze o in altre cose, ma solo nella Bibbia, di conseguenza, ogni figliolo di Dio deve studiare le sacre Scritture per sapere, prima di tutto, qual è il messaggio che lo ha salvato e, in secondo luogo, per avere bene a mente qual è il messaggio che a sua volta si ha il dovere di trasmettere ai pagani che non conoscono Dio.

Quindi, cari nel Signore, vi riporto alcuni passaggi delle Scritture che ci fanno capire qual è il messaggio da annunziare affinché credendo in esso, i perduti siano salvati. “Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni” (Giov. 1:6); sta scritto che Giovanni Battista fu mandato da Dio per rendere testimonianza a Gesù di Nazaret e per preparargli la via e, a riguardo della predicazione che egli portava, Giovanni, l’Apostolo che Gesù amava, ha scritto queste parole:

«Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse:

Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del quale dicevo: Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me. E io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua.

E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo:

Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio.

Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli; e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse:

Ecco l’Agnello di Dio!» (Giov. 1:29-36)

Giovanni Battista, dunque, predicava che Gesù era l’Agnello sacrificale che avrebbe tolto il peccato dal mondo, ed essendo Figliolo di Dio era un sacrificio perfetto, egli parlando di Agnello che avrebbe tolto il peccato dal mondo, è chiaro il riferimento al fatto che Gesù sarebbe dovuto morire sulla croce per la remissione dei nostri peccati, ed anche di quelli di tutto il mondo (cfr. 1Giov. 2:1-2).

Lo stesso Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio, ha annunziato la sua passione ai suoi discepoli, ciò che gli sarebbe dovuto succedere, e l’ha fatto anche con queste parole:

«Poi Gesù, stando per salire a Gerusalemme, trasse da parte i suoi dodici discepoli; e, cammin facendo, disse loro:

Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà.» (Matteo 20:17-19)

Luca, il medico diletto, ha scritto un libro dove ha riportato molti dei fatti compiuti dagli apostoli, ed ha pure riportato diverse predicazioni del messaggio di salvezza che furono annunziati ai perduti. Pietro, il giorno della Pentecoste, rivolgendosi ai Giudei di ogni nazione che lo ascoltavano, ha parlato loro di Gesù il Nazareno, che Iddio lo ha fatto e Signore e Cristo, il quale per volontà di Dio ha compiuto tante opere potenti, poi sempre per volontà di Dio com’era già stato preordinato, Egli fu dato nelle mani dei romani che lo hanno inchiodato nella croce, ma Dio lo ha risuscitato dai morti com’era stato scritto nei Profeti (cfr. Atti 2:14-36), poi a quelli il cui cuore fu compunto da quelle parole, Pietro termina rivolgendosi a loro dicendo queste parole:

«Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà.

E con molte altre parole li scongiurava e li esortava dicendo:

Salvatevi da questa perversa generazione.» (Atti 2:38-40)

Ancora, l’Apostolo Pietro, essendo entrato a casa del centurione Cornelio e la sua famiglia, prese a parlare e disse loro queste parole:

«In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; ma che in qualunque nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli è accettevole. E questa è la parola ch’Egli ha diretta ai figliuoli d’Israele, annunziando pace per mezzo di Gesù Cristo. Esso è il Signore di tutti. Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l’ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. E noi siam testimoni di tutte le cose ch’egli ha fatte nel paese de’ Giudei e in Gerusalemme; ed essi l’hanno ucciso, appendendolo ad un legno. Esso ha Iddio risuscitato il terzo giorno, e ha fatto sì ch’egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.» (Atti 10:34-41)

Fratelli nel Signore, vedete, dunque, come pure in tale messaggio di Evangelizzazione, che portò alla conversione di Cornelio e quelli di casa sua, tutti coloro che udirono la Parola, Pietro ha parlato della storia di Gesù di Nazaret, che è morto, è stato seppellito ed il terzo giorno è risuscitato dai morti e si è poi mostrato vivente ai suoi discepoli.

Anche l’Apostolo Paolo, nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, avendogli chiesto di portare una parola di esortazione al popolo, partendo dalla storia d’Israele, è giunto a dire queste parole a riguardo di Gesù, il Messia atteso dai Giudei:

«Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebber compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione: ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione. Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè.» (Atti 13:26-39)

Anche ai Gentili di Atene, l’Apostolo Paolo, facendo appello alla loro religiosità, partendo nel parlare facendo riferimento ad un loro altare dov’era scritto “AL DIO SCONOSCIUTO”, ha fatto conoscere loro chi è il vero Dio, che non può abitare in templi fatti da mano d’uomo, che dà la vita ad ogni essere vivente, ed altre cose, fino a giungere ad introdurre il messaggio che salva per mezzo della fede in esso, ed ha detto, tra le altre, queste parole:

«Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti.» (Atti 17:30-31)

Quando gli Ateniesi udirono parlare della resurrezione dei morti, non furono per nulla d’accordo, a tal punto che non vollero più udirlo parlare in quel momento, e c’erano anche di quelli che si facevano beffe di lui. Paolo, parlando del fatto che Dio ha risuscitato Gesù dai morti, include il fatto che Gesù sia prima morto, ed il Padre ha stabilito che giudicherà il mondo con giustizia per mezzo del Suo Figliolo.

La reazione degli Ateniesi ci fa venire in mente che sta scritto che la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio(1 Cor. 1:18), e, benché sia Giudei che Greci non siano contenti nel sentire il messaggio di salvezza mediante la fede in Gesù Cristo che è morto sulla croce, è stato seppellito ed il terzo giorno è risuscitato dai morti, noi lo stesso predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per i Gentili, pazzia; ma per quelli i quali son chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio(1 Cor. 1:23-24).

Noi figlioli di Dio che siamo nati di nuovo per mezzo della fede in Cristo Gesù, sappiamo bene che il messaggio dell’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Rom. 1:16-17), perciò annunziano a tutti, sia ai Giudei che ai Gentili, il messaggio dell’Evangelo di Gesù Cristo, perché è solo per mezzo della fede in esso che si può essere salvati, e l’Apostolo Paolo lo ha scritto anche ai santi di Corinto per ricordare loro che erano stati salvati per mezzo dell’aver creduto nel messaggio dell’Evangelo e nel quale stavano saldi. Leggi tutto…

Fratello, bada di non naufragare quanto alla fede

6 Maggio 2024

Fratello, bada di non naufragare quanto alla fede

I Credenti, o pure tutta una Chiesa locale, possono raffigurarsi come se fossero una barca, ed il mare rappresenta la vastità del mondo, con le cose nascoste che non si vedono che sono celate nei suoi abissi, che a volte si agita e riempie la barca d’acqua, per farla affondare; quindi, se la barca (che è figura della Chiesa) si riempie dell’acqua di mare (le cose contaminate del mondo entrano nella Chiesa) fa inevitabilmente naufragio, affonda, non arriva alla sua destinazione che è il porto della Nuova Gerusalemme Celeste. Bisogna sapere che, se nella Chiesa le cose malvage del mondo PENETRANO pesantemente in essa, nei suoi ministri e conduttori specialmente, ad esempio come la superbia della vita e la concupiscenza della carne e degli occhi, PENETRANDO nei credenti, il cuore si riempie di cose immonde che pesano nella loro coscienza ed impedisce loro di svolgere coscienziosamente e di buona volontà i propri compiti e doveri di cristiano e di ministro; il peccato e le cose del mondo fanno perdere gli equilibri interiori e l’autocontrollo, perciò coloro che si fanno vincere e avviluppare di nuovo dai peccati del mondo, finiscono per naufragare quanto alla fede, il fallimento è certo, non si arriva alla destinazione sperata, non erediteranno il Regno di Dio (cfr. 1Cor. 6:9-10; 1Tim. 1:19).

Qualcuno potrebbe pensare che, visto i pericoli che provengono dal mondo, si potrebbe isolare dal mondo, ma ciò non è conforme alla volontà di Dio, perché Gesù fece questa preghiera al Padre:

«Io non ti prego che tu li tolga dal mondo,

ma che tu li preservi dal maligno.» (Giov. 17:15)

Quindi, i credenti, che sono la luce del mondo ed il sale della terra, devono per forza stare in mezzo al mondo che giace nel maligno, per illuminarlo, deve perciò dare al mondo, e da esso non deve prendere nulla, perché con le sue falsità e la sua malvagità non deve PENETRARE NELLA CHIESA, non deve PENETRARE nel cuore dei CREDENTI, altrimenti affondano di bel nuovo nel peccato e nella malvagità, e la Parola seminata in loro non porta frutto, viene soffocata, affoga e non serve a nulla tutto il percorso già fatto, se la barca affonda, se il cuore è infruttuoso, conta solo il fatto che non si arriva a destinazione (cfr. Ez. 18:24).

Gesù ha insegnato, tra l’altro, queste cose attraverso la parabola del seminatore:

«Ed altri sono quelli che ricevono la semenza fra le spine; cioè coloro che hanno udita la Parola;

poi le CURE MONDANE e l’INGANNO DELLE RICCHEZZE e le CUPIDIGIE DELLE ALTRE COSE, PENETRATI in loro, affogano la Parola, e così riesce infruttuosa» (Marco 4:18-19).

Cure mondane. Ogni giorno anche i credenti, come pure quelli del mondo, sono indaffarati nel lavoro per potersi guadagnare il cibo e le altre cose necessarie e a compiere tante altre cose, sia le donne che gli uomini, e può avvenire che molte delle cose che si fanno non piacciono al Signore, non sono utili per il Regno di Dio, dedicando pochissimo tempo ogni giorno per pregare Iddio, leggere le Scritture e andare a trovare i fratelli e le sorelle, per condividere con insieme la fede comune. Taluni lavorano talmente tanto tempo che guadagnano molto di più di quanto gli necessita, ma non si danno pensiero di crescere spiritualmente, e neppure considerano che il di più lo dovrebbero dedicare ai poveri che non hanno nulla, ma tesoreggiano in vista solo per sé stessi. Altri ancora si creano tanti problemi del come si devono vestire e cosa mangiare, si fanno pure prendere dall’ansietà di ciò che accadrà il domani, non stanno bene interiormente se le cose non vanno come pianificano, non dormono la notte; quei tali dimenticano volontariamente che sta scritto che sono quelli del mondo che riguardano a tali cose e le ricercano, noi credenti dobbiamo essere semplici e non farci vincere da nessuna ansietà della vita, si deve essere certi che sarà il Signore a provvedere ogni cosa necessaria in ogni circostanza e ad ogni età; ciò lo devono considerare e dare l’esempio soprattutto coloro che Iddio ha veramente stabilito come ministri dell’Evangelo, ed è una cosa vergognosa vedere un sedicente ministro di Dio che accumula il denaro delle offerte dei santi, che si sono tolti il pane dalla bocca per donare a quel tale ministro, quando questi li usa, non per vivere, ma per fare tesoro ed ingrossare i propri conti per il futuro incerto. Ma se uno è un ministro di Dio per davvero, come può anche solo pensare o far pensare gli altri che Dio si dimentichi dei suoi servi quando sono tardi d’età? La maggior parte dei problemi si spiegano sempre con la mancanza di fede, quando in un credente non c’è fede, si comporta di conseguenza, e nella sua condotta ci saranno sempre delle ombre peggiori persino di quelli del mondo. Molti sono i credenti nati di nuovo che cercano molte scuse pur di non assolvere prima di tutto ai loro doveri di cristiano, si fanno prendere dalle cure mondane, dalle cose di questo mondo, dall’ansietà della vita, e ad esse si dedicano totalmente, trascurando la preghiera, lo studio della Parola di Dio e la comunione fraterna, oltre che l’Evangelizzazione. Molte delle cure mondane sono anche lecite da compiere, tuttavia non tutte sono utili per l’edificazione e la crescita spirituale, come il lavorare, ma bisogna tenere conto che c’è un limite, se dipende dal credente, questi deve dare un fermo alla quantità di ore di lavoro, per lasciare anche del tempo da dedicare per crescere spiritualmente e migliorarsi ogni giorno (cfr. Luca 10:41, 12:17-21, 29-30, 14:18-20, 21:34; Filipp. 4.6; 2Tim. 4:10). Leggi tutto…

Vi ricordo l’opera necessaria da compiere di confortare i fratelli

5 Maggio 2024

Vi ricordo l’opera necessaria da compiere di confortare i fratelli

L’Apostolo Paolo, nel finale della sua epistola ai santi di Tessalonica, ha scritto queste parole alle quali bisogna porre molta attenzione, e mettere in pratica accuratamente, per il bene di ogni singolo fratello:

«V’esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, ad esser longanimi verso tutti.» (1 Tess. 5:14)

Tra le cose che Paolo ha esortato di fare, c’è anche quella di confortare i fratelli, quelli che sono scoraggiati per aver fallito in qualcosa, che magari hanno peccato e sono venuti meno in qualcosa.

Confortare significa trasmettere efficacemente un sentimento di sollievo ad una persona scoraggiata o afflitta da dolori, da preoccupazioni e dalle varie prove che si trova ad attraversare nella sua vita. Quindi, è molto importante sostenere moralmente ed incoraggiare i fratelli ad andare avanti, risollevare quelli che cadono, ed aiutare e fare forza per ben sopportare le prove e le sofferenze che si stanno vivendo, o che si dovranno passare.

A motivo della Parola i credenti soffrono e vengono perseguitati, sia da credenti invidiosi e carnali, sia dai non credenti, che talvolta possono essere anche dei familiari convertiti, con i quali si vive a stretto contatto, perciò la sofferenza può raggiungere dei livelli insopportabili, molto scoraggianti. Perciò, è qui che ogni singolo credente che conosce lo stato di sofferenza dei fratelli, deve intervenire con parole di incoraggiamento e conforto per sostenerlo, per aiutarlo a perseverare nella fede sino alla fine, affinché egli non venga meno e non si lasci schiacciare dalle prove e dalle sofferenze.

Gli Apostoli Paolo e Sila, subito dopo aver evangelizzato Lidia e cacciato dei demoni che erano in una indovina, furono arrestati e battuti pubblicamente, poi annunziarono l’Evangelo anche al carceriere di Filippi ed alla sua famiglia, i quali si convertirono, dopo furono liberati ed avvenne questo:

«Allora essi, usciti di prigione, entrarono in casa di Lidia; e veduti i fratelli, li confortarono, e si partirono.» (Atti 16:40)

Lidia e la sua famiglia si erano convertiti da poco, e videro subito come furono trattati Paolo e Sila, e di conseguenza avrebbero dovuto capire che la medesima sofferenza sarebbe toccata anche a loro quando avrebbero cominciato a parlare della grazia di Dio che li ha salvati; ma ciò che accadde a Paolo e Sila era di consolazione e conforto, perché ciò manifestava chiaramente che Iddio controlla ogni cosa, ed anche in mezzo alla sofferenza, che avviene comunque secondo il suo disegno, il nome di Dio e del nostro Signore Gesù Cristo viene sempre glorificato, di conseguenza non avrebbero dovuto scoraggiarsi e non si sarebbero dovuti trarre indietro quando sarebbe venuta per loro la sofferenza e la persecuzione.

Purtroppo, come c’insegna anche la parabola del seminatore, ci sono di quelli che, una volta venuta la prova o la persecuzione, si scoraggiano e si traggono indietro, secondo quanto ha insegnato Gesù:

«E quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro.» (Luca 8:13) (cfr. Matt. 13:20-21)

Da ciò che comprendiamo dalla meditazione attenta della parabola del seminatore a proposito dei cuori rappresentati dal terreno roccioso, verso le piantine che non sono mature, che sono i credenti appena convertiti, bisogna operare in modo che siano al più presto fortificati e pure confortati prontamente nei momenti in cui soffrono per le prove della loro fede e per le persecuzioni a cagione della Parola, vanno continuamente seguiti, perfezionati, fatti crescere fino a farli giungere a maturità e portino frutto ad esuberanza ed in maniera permanente.

Persino Gesù, quando pregò sul monte degli Ulivi, la notte che fu arrestato, era oppresso da tristezza mortale (cfr. Matteo 26:38), perché sapeva quali sofferenze lo attendevano da lì a poco, perciò ci fu bisogno che “un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo” (Luca 22:43). Ora, se Gesù ebbe bisogno di essere confortato, Egli che è il nostro duce e perfetto esempio di fede, tanto più hanno bisogno di conforto tutti i credenti che sono afflitti.

Perciò, cari nel Signore, sapendo che tutti i figli di Dio sono destinati a soffrire in questa vita, ad essere perseguitati, abbiamo tutti bisogno di essere CONFORTATI, di ricevere delle parole di conforto, di sapere che i fratelli pregano per noi, bisogna confortarsi a vicenda come pure scrisse Paolo ai santi di Roma ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io.(Rom. 1:12). Vedete dunque, quanto è importante incontrarsi di persona con i fratelli? Infatti, sapendo ciò, Paolo desiderava incontrare i santi di Roma, per confortarsi a vicenda, perché anche lui aveva bisogno di essere confortato dai fratelli, nella stessa maniera degli altri semplici discepoli di Gesù Cristo.

Ecco parole scritte da Paolo per confortare ed incoraggiare i fratelli a non venire meno nella fede, a causa della sofferenza e delle prove a cui i credenti sono o saranno certamente sottoposti:

«Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio;

e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo,

se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui.

Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo.» (Rom. 8:16-18)

Cari nel Signore, qualsiasi situazione voi stiate vivendo, qualsiasi sofferenza voi stiate passando, considerate quelle parole di Paolo, e ricordatevi che voi siete stati scelti dal Padre e siete stati fatti figlioli di Dio facendovi nascere di nuovo, dunque, non dimenticatevi mai che siete eredi della vita eterna, cosa che il Padre non ha fatto con tutti gli uomini, ma solo con un piccolo gregge che si è scelto, e voi fate parte di quel piccolo gregge, e tenete bene da conto che le sofferenze di questa vita, benché vi paiano insopportabili, non sono neppure da paragonare con la GLORIA di Dio che si manifesterà a suo tempo, con la vita eterna che ci aspetta nei cieli, dove verrà il momento che ci riposeremo delle nostre fatiche e dalle nostre sofferenze, e saremo ripieni di pace e di gioia profonda nel nostro cuore, e saremo sempre alla presenza del Signore. Fratelli nel Signore, fatevi dunque forza, non scoraggiatevi, non abbattetevi, ma rinforzate le vostre mani e le vostre ginocchia vacillanti, con la perseveranza nella preghiera e nella lettura della Parola dell’Iddio vivente e vero, perché tali cose tengono viva la fiamma della fede e non permetteranno che veniate meno. Bisogna tenere sempre viva la speranza di ciò che ci attende quando passeremo a miglior vita, seppur rimaniamo fermi nella fede sino alla fine.

La preghiera è la cosa più forte davanti a Dio per un credente, è il combattimento più arduo contro la carne e contro il regno delle tenebre, è difficile da praticare con costanza e nella maniera giusta, ma bisogna combattere, non tirarsi indietro, perseverando nella preghiera per i santi, chiedendo a Dio di fortificare i fratelli affinché non vengano meno e siano confortati nei loro cuori e abbondino nell’amore, come pure faceva l’Apostolo Paolo nelle sue preghiere:

«Poiché desidero che sappiate qual arduo combattimento io sostengo per voi e per quelli di Laodicea e per tutti quelli che non hanno veduto la mia faccia; affinché siano confortati nei loro cuori essendo stretti insieme dall’amore, mirando a tutte le ricchezze della piena certezza dell’intelligenza, per giungere alla completa conoscenza del mistero di Dio: cioè di Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti.» (Col. 2:1-3)

Perciò, cari fratelli e sorelle nel Signore, considerando tutte le cose che vi ho brevemente sopra esposto, e tenendo bene a mente tutti i passi della Scrittura che vi ho riportato, è doveroso sapere che l’opera di confortare, di sostenere moralmente ed incoraggiare e consolare i fratelli afflitti, dev’essere un’opera che tutti devono compiere e, soprattutto i ministri di Dio e coloro che sono preposti da Dio ad essere degli esempi del gregge del Signore per condurlo e guidarlo, devono tenere in grande considerazione il bisogno che c’è nella Chiesa di portare conforto alle anime sofferenti, sapendo che tale opera dev’essere fatta con costanza e nella maniera corretta, così da portare grandi benefici ad ogni singolo credente, facendo in modo che nessuno rimanga indietro, nessuno rimanga sopraffatto dal dolore e dalla sofferenza, e nessuno giunga a trarsi indietro.

Diletti e fedeli nel Signore, vi scrivo queste cose per ricordarvi quali sono i vostri doveri in Cristo Gesù, inverso i fratelli, per tener conto di quali opere è necessario che tutti compiano in mezzo alla Chiesa, soprattutto che siano i servi di Dio a dare l’esempio, e in quel sentiero buono e stabilito da Dio, saranno seguiti da tutti i membri della Chiesa. Il dare l’esempio concreto per il bene della Chiesa vale molto di più che molte parole. Le parole senza portare un esempio concreto con la propria condotta di vita, è come un albero che è pieno di foglie verdi, ma non ha frutti, e sta lì solo a rendere improduttivo il terreno.

Cari nel Signore badate dunque a come ascoltate, e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.

Giuseppe Piredda

Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti

4 Maggio 2024

Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti

Nel libro dei Salmi stanno scritte queste bellissime parole che manifestano qual è la volontà di Dio, in merito alla preghiera e all’adorazione che Gli vengono rivolti, ricordando sempre che è lo Spirito anto che ha ispirato degli uomini di Dio a scrivere le sacre Scritture:

«Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti! Poich’egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo ch’egli pasce, e il gregge che la sua mano conduce» (Salmo 95:6-7).

Mosè ed Aronne per intercedere per il popolo davanti all’Eterno che si era adirato, si prostrarono con la faccia a terra, si inginocchiarono e presentarono a Dio le loro richieste (cfr. Num. 16:22), e furono ascoltati ed esauditi.

Anche i Profeti Daniele ed Ezechiele si inginocchiavano per intercedere per il popolo d’Israele e per invocare Iddio (cfr. Ez. 11:13; Dan. 6:10).

Persino Gesù pregava il Padre in ginocchio, secondo quanto è scritto:

«E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione. Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta.» (Luca 22:40-42)

Gli Apostoli, avendo imparato tutte le cose dal Signore Gesù Cristo ed essendo guidati in tutta la verità dallo Spirito santo, pregavano in ginocchio, insieme ai discepoli, come ci fa sapere Luca nei fatti apostolici:

«Quando ebbe dette queste cose, si pose in ginocchio e pregò con tutti loro» (Atti 20:36),

ed ancora:

«E trovati i discepoli, dimorammo quivi sette giorni. Essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non metter piede in Gerusalemme; quando però fummo al termine di quei giorni, partimmo per continuare il viaggio, accompagnati da tutti loro, con le mogli e i figliuoli, fin fuori della città; e postici in ginocchio sul lido, facemmo orazione e ci dicemmo addio; poi montammo sulla nave, e quelli se ne tornarono alle case loro” (Atti 21:4-6).

Perciò, cari nel Signore, è bene che sappiate e consideriate il fatto che la volontà di Dio per quanto riguarda il modo di praticare la preghiera, sia da soli in casa che in comunità insieme ai fratelli, è quella che si adori, si preghi e si invochi Iddio inginocchiati. Anche oggi, dunque, tutti coloro che hanno creduto nel Signore Gesù Cristo, sono diventati figlioli di Dio e sono nati di nuovo, se non ci sono impedimenti di salute fisica, devono tutti quanti pregare inginocchiati, perché tale è la volontà di Dio. Sono solo chiacchiere quelle che taluni dicono che basta che si inginocchi il cuore, perché non è così, quei tali sono dei ribelli che parlano in quella maniera, che non vogliono sottomettersi a Dio e agli insegnamenti della Sua Parola. Se si rifiutano di stare alla presenza di Dio come piace al Signore, chissà quante altre cose contrarie alla volontà di Dio praticano, saranno veramente tante, non hanno timore di Dio e disprezzano gli insegnamenti della Parola. Leggi tutto…

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