Vai al contenuto

L’arroganza è un impedimento insormontabile nel dialogo con le persone

17 ottobre 2019

L’arroganza è un impedimento insormontabile nel dialogo con le persone

Le persone arroganti, tra i quali ci sono molto spesso di quelli che possiedono dei titoli accademici che ostentano ad ogni occasione possibile, pensano di avere ragione solo perché sono in possesso di titoli, e basano la ragione nelle argomentazioni in base ai titoli e non sulla base dei contenuti.

La ragione ci dice che si deve aver ragione per la sostanza delle argomentazioni, e non per la forma. Se alla sostanza segue anche la forma, bene, ma se nell’argomentare un discorso ne deve mancare una tra la forma e la sostanza, io preferisco di gran lunga che manchi la forma e non la sostanza. Questo perché se la forma è priva di sostanza, si parla del nulla.

L’umile di cuore, il semplice, anche se ha anch’egli dei titoli, non li ostenta e si troverà in grande difficoltà a parlare con gli arroganti titolati, perché essi non vogliono sentir ragione. Sarà capitato a tutti di dover correggere, almeno una volta nella vita scolastica, il professore che ha sbagliato, e sono certo non l’ha presa bene e, se lo avete fatto davanti a tutti, allora ve l’avrà fatta pagare cara la vostra sfrontatezza, appena ne ha avuto la possibilità. Purtroppo, agli esami mi sono costati diversi punti le correzioni fatte al professore davanti a tutti.

Gli arroganti possono anche sfoggiare uno stile d’italiano forbito di tante parole e di latinismi, ma se dai loro discorsi si tolgono le forme e i vari orpelli nella frase che addobbano il discorso, se non rimane in piedi il concetto e l’argomento non presenta alcuna validità sostanziale e neppure sono state portate prove almeno adeguate a quello che sta asserendo, colui che ascolta non sa che farsene di tutto quel discorso, non gli trasmette niente e non gli serve a nulla. È come un dipinto in cui i colori di sfondo sono bellissimi, ma il soggetto principale è confuso. Quel quadro non piacerà, e se ve lo vogliono vendere a caro prezzo, voi NON COMPRATELO, è una spesa INUTILE.

Il senso di mettere i congiuntivi al posto giusto, in maniera corretta, è essenzialmente quello di rendere il discorso maggiormente comprensibile al lettore/ascoltatore, dandogli informazioni preziose e facendolo riflettere su determinate verità; ma se il concetto esposto è falso, contrario alla storia che è emersa e di cui il lettore è ormai a conoscenza, che cosa se ne può fare dei congiuntivi corretti nell’apprendimento dell’informazione? Non servono a nulla, è come avere il titolo di dottore ma non essere in grado di fare alcun tipo di intervento o di diagnosi corretta nei confronti del malato, questo, una volta appurata l’incapacità di ottenere guarigione/conoscenza, se ne andrà altrove, dove magari ci sono meno titoli, ma le diagnosi sono corrette anche se fatte senza mettere i congiuntivi esatti. E qui mi nasce un aggiustamento ad una massima, che ben si attaglia ALL’ARROGANTE di turno:

Il medico ALTEZZOSO fa la piaga puzzolente”.

Eccovi ora la definizione della parola ARROGANZA:

Con arroganza (dal latino arrogantia) si definisce un senso di superiorità nei confronti di un altro soggetto, manifestato attraverso un costante disdegno e un’irritante altezzosità. Il termine ha origine giuridica: l’espressione ad rogare, in latino, indica la richiesta e l’appropriazione di ciò su cui non si possono vantare diritti.

Una persona arrogante manifesta dunque una sfacciata insolenza, con modi prepotenti e arbitrari, dovuta ad un’eccessiva presunzione di sé.”

L’arrogante vuole appropriarsi della ragione anche quando non ce l’ha, per una presunzione basata sui titoli accademici acquisiti e per una sottovalutazione del suo interlocutore.

Quindi, se qualcuno di voi sta studiando, qualsiasi tipo di materia, sappia quel tale che nel momento in cui diventa arrogante, non sarà più utile a nessuno, gli ascoltatori lo capiranno e non prenderanno nulla da quel tale, perché l’arroganza rende il suo parlare privo di ogni sostanza.

L’arroganza non è da confondere con la pienezza di fede e di convinzione nel parlare, sono cose ben distinte e separate. Talvolta sono proprio gli ARROGANTI a denunciare come arroganza la pienezza di convinzione nel parlare che manifestano i credenti che si attengono alle sane parole di Gesù e degli apostoli, e lo fanno col tentativo di screditarli, non potendo far crollare con argomenti validi e con prove documentali adeguate i ragionamenti che gli sono contrari.

Non si può assolutamente pretendere di appropriarsi con insolenza della ragione senza aver fatto validi ragionamenti e/o presentato prove incontrovertibili, per il solo motivo che si sia in grado di mettere i congiuntivi al posto giusto o usare i latinismi (io personalmente non sopporto i latinismi e il ricorso alle lingue originali se non è assolutamente necessario, e neppure gli inglesismi, perché a mio parere i discorsi devono essere fatti per essere compresi sia dai bambini che dagli anziani).

Voglio ricordare ai santi la preferenza dell’Apostolo Paolo, che deve sempre essere anche la nostra, cioè quella di parlare sempre in maniera comprensibile e istruire coloro che leggono o ci ascoltano:

«Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di tutti voi; ma nella chiesa preferisco dir cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua.» (1 Corinzi 14:18-19)

Quel passo è stato scritto a motivo del disordine che si era creato nel culto a Corinto a riguardo del parlare in altre lingue, ma ne ho voluto prendere in prestito la massima a cui si può giungere riflettendo su quel passaggio biblico:

preferire sempre di adottare un modo di parlare che sia comprensibile a tutti coloro che ascoltano o leggono”.

Cari nel Signore, non fatevi abbindolare dai titoli accademici che taluni sfoggiano, perché sono fumo negli occhi, e tenete sempre a mente che, se alla forma e ai titoli nei discorsi non segue la correttezza, la verità e la giustizia, rischiate di cibarvi di veleno e di anestetico, che a suo tempo porterà le sue nefaste conseguenze nella vostra mente e nella vostra anima.

Chi ha orecchio ascolti.

Giuseppe Piredda

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

No Temas Sino Habla

Entonces él Señor dijo de noche en visión á Pablo: No temas, sino habla, y no calles: Porque yo estoy contigo, y ninguno te podrá hacer mal (Hechos 18:9-10)

Blog di Aldo Prendi

Per la diffusione e la difesa delle dottrine bibliche

Acordai-vos

Tocai a trombeta em Sião, e dai o alarma no meu santo monte.

Egli è altresì scritto...

Blog di Nicola Iannazzo

Destatevi

"Suonate la tromba in Sion e date l'allarme sul mio santo monte" (Gioele 2:1)

Il Buon Deposito

Dottrine della Bibbia

La Massoneria Smascherata

"non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto" (Matteo 10:26)

Listen to the sound of the sword

«Stand in the ways and see, and ask for the old paths, where the good way is, and walk in it» (Jeremiah 6:16)

Sana Dottrina

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.(2Timoteo 4:3-4)

La Buona Strada

Blog di Giuseppe Piredda, cristiano evangelico pentecostale trinitariano fondamentalista

He who has ears let him hear

A voice crying in the wilderness

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: