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Sul proponimento dell’elezione di Dio

13 marzo 2018

Sul proponimento dell’elezione di Dio

sulproponimento

Quando leggi la storia di Esaù e Giacobbe non puoi non considerare il proponimento dell’elezione di Dio, e difatti l’apostolo Paolo prende proprio Esaù e Giacobbe per confermarlo.

Egli dice infatti che quando Rebecca ebbe concepito da Isacco due gemelli “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù. Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole” (Romani 9:11-18).

Non importa dunque quello che gli ignoranti e gli insensati dicono contro la predestinazione, le loro parole sono ciance, spazzatura.

Giacinto Butindaro

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